Something beautiful 3/Lo sguardo.
Si possono dire mille cose con uno sguardo. Oppure lo sguardo è assente, non è mai esistito.
Penso a tante frasi fatte, troppi luoghi comuni… Uno per tutti: Gli occhi sono lo specchio dell’anima. Che dire per chi uno sguardo consapevole e volontario non ce l’ha più oppure non l’ha mai posseduto? Che non possiede un’anima da rivelare?
Cosa si può immaginare di più bello, stimolante, tenero di uno sguardo che ti avvolge o che ti attraversa da parte a parte per la sua profondità ed intensità… Eppure, qualcosa ci deve pur essere! Parto verso quest’altra meta.
Come nei due precedenti post, mi isolo e provo ad immergermi in questa dimensione sconosciuta. Devo resistere e restarci il più a lungo possibile, provando la stessa angoscia e mancanza di via d’uscita che provai quindici anni fa quando mi dissero con tre parole: Non camminerà più… Non è difficile, non per me, non più.
Eccola. Arriva come un’ondata di nausea quell’orrenda sensazione, di fine-vita… Sto ferma. Mi aggrappo al mio respiro, lo assecondo. Piano piano rallenta. Il cuore pure. Sono già in ascolto del mio corpo, del linguaggio che mi vuole insegnare.
Mi esploro lentamente. Devo imparare a memorizzare la forma, la consistenza, lo spazio che occupo. Mi ricordo: il tocco viene in mio aiuto. Come riconoscere l’altro/l’altra? Molte volte ho visto, per lo più in film e qualche volta in istituti, che qualcuno si identificasse dal tocco del volto. Anche a me è successo.
Ricordo. Ammetto con vergogna che mi sono sentita a disagio e totalmente nuda e senza difese… Voglio riprovarci ora ed immedesimarmi, tentare. Mi cerco con queste mie mani, che già sono limitate, ma che hanno imparato ad essere delicate. Devo essere l’altro per me stessa ora. Cerco. Tocco i capelli, ne imparo lo spessore, la lunghezza, la forma, ne sento il profumo. Di che colore saranno? Del colore del sole, penso. Già… per chi il sole lo ha conosciuto… e gli altri?
Il calore! Lo senti il calore? Se c’è sole lo senti sulla pelle, se fuori piove io sarò il tuo sole e ti dirò: il calore che senti col contatto della mia pelle può essere per te il giallo dei miei capelli! Più il caldo del sole cresce, più il calore che ti trasmetto sale… ecco il rosso! Quello delle mie labbra per esempio. Imparo. L’imperfezione della pelle, le forme del viso, del collo e via via di tutto il mio corpo.
Un cieco esplora il corpo di una donna. Per conoscerla o riconoscerla. Questo è quello che noi ‘vedenti’ stiamo osservando. Onestamente siamo davvero ciechi. Non andiamo oltre l’apparenza. E’ un tipo di conoscenza molto personale, molto intima. Ecco, capisco, sento ora il perchè del mio disagio.
Quell’uomo, quella donna stanno facendo un’esperienza sensoriale, sessuale, erotica. Non c’è nulla di male in questo. Solo nella malizia dello sguardo di chi giudica. Perchè osserva e spia, come dal buco della serratura e non ha il coraggio di aprire quella porta!
Il cinema, ce lo insegna, ci invita a farlo. Due esempi:
In entrambi i casi la vista, o la mancanza di essa, è uno stimolo di conoscenza. Il calore, un veicolo di sensazioni, informazioni… Un universo sconosciuto dal quale a fatica esco.
Ci metto un po’ a ripredere il contatto con la realtà visibile che nulla o quasi lascia alla fantasia e all’immaginazione. Sole ricchezze di artisti a tutto tondo.
Concludo con una citazione da ‘Il piccolo principe’: NON SI VEDE BENE CHE COL CUORE. L’ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI.
Dedico questo brano a tutti quelli che inizieranno finalmente un viaggio per conoscere e conoscersi, per rinascere. Sempre Vicky!





L’occhio compie il prodigio di aprire all’anima ciò che non è anima: il gaio dominio delle cose, e il loro dio, il sole. (Maurice Merleau-Ponty)
Questo diceva questo grande scrittore….riesci sempre ad emozionarmi e afarmi viaggiare sull’onda delle tue emozioni facendomele sentire dentro…sei una grande persona…un bacio e grazie per questo magnifico blog fonte di accrescimento per come per altri.
Dolce , amicha , ascolto con immenso piacere ciò che il tuo cuore vuol trasmettere ,sei speciale come ritrai pezzo per pezzo le sensazioni di una che trovandosi in circostanze , che l’hanno resa , non del tutto autonoma ,si sende sprofondare , e si abbandona , come se il mondo e tutto quello che gli è attorno , non esiste più .
Ma c’è qualcosa in lei , che affiora improvvisamente , nei ricordi che appaiono come un raggio di luce e la traggono in salva.
Molti occhi gli sono attorno ,e lei li guarda osservando ,come sono penetranti , al tal punto che vede ciò che c’è
di dietro …quegli sguardi ..
Questo e il momento più emozionante . perche si vede , e si acoltano tutti i profumi che scaturiscono , da quello , o quella persona , pur no conoscendola .
Essi rappresentono l’anima di ogniuno di noi ,nel vedere nell’interno ,un compito molto arduo …..
Vedere col cuore , e tutto ti apparirà meraviglioso ,e le tue sofferenze scompariranno …
Grazie Viky…..
Tu parli di persone che hanno lo sguardo spento perchè non vedono, in quanto disabili.
Certo non potrai guardare il loro aspetto interiore attraverso lo sguardo, perchè non c’è espressione ne luce,
neppure qualcuno di questi poveretti avrà di sicuro conosciuto colori per identificare capelli .
Però si parla di chi vede e osserva una persona, io credo che si possadistinguerla attraverso lo sguardo la limpidezza dei sentimenti.
ENRICO
Ogni situazione ha il suo tocco, il suo sguardo, il suo sapore ed il suo sapere, difficilmente tutto questo entrerà nella nostra mente, se prima non accettiamo di condividere noi stessi, non solo donandoci, ma anche lasciandoci scoprire.
Proprio così. Grazie Simone.
Ciao Vicky….. Stupendo il tema che hai trattato. Stupendo e mi trovi in sintonia con l’esperienza che hai cercato di trasmettere. Dopo essermi sottoposta ad un intervento laser per la correzione dell’ipermetropia, per tre giorni sono rimasta al buio più totale. Naturalmente mi muovevo ed ero guidata nelle uscite esterne. Ho cercato allora di comprender la forza del “tocco” la sensibilità dell’esplorazione. immedesimandomi nello stato d’animo di chi ha perso la vista non ha ricordi come punto di riferimento, e di chi non ha alcun vissuto a cui volgersi. Era facile per me… sapevo che i miei limiti erano temporanei, ma ho voluto comunque immergermi per un tempo a cercare di percorrere emotivamente l’esplorazione sensoriale, a riconoscere i passi, a farmi guidare dai suoni, … non ripeto ciò che tu hai con molta grazia e maestria descritto. Sottolineo la tua grande capacità di essere amabilmente viva, a “camminare” molto e meglio di noi.. e so che mi hai compresa… tu veramente non hai limiti perchè alla dura scuola della vita hai superato con un salto in alto gli ostacoli crudeli dell’esistenza e poichè parlo al cuore di una donna profondamente intelligente, io ti dico questo: Poche persone, come te, sono cadute, restando saldamente in piedi. Ti voglio bene e spero conoscerti personalmente prima possibile. Dialogare con te è un arricchimento ed il tuo cuore dona e trasmette solo amore. Terry.
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