Il respiro.
E’ l’enorme spiraglio che ci si spalanca davanti. Tutti la chiamano vita. E’ l’ignoto che ci attende a fine viaggio. Tutti la chiamano morte.
Nell’intervallo tra l’una e l’altra miliardi di esperienze legate a quell’atto inconsapevole, automatico, doloroso o piacevole… dipende.
Voglio raccontare alcuni miei respiri, collocati in quadri diversi. Protagonista: l’azione dell’alzarsi e abbassarsi del mio diaframma…o del mio addome. Non c’è sequenza temporale, solo quella delle emozioni, vera natura del respiro…lento, veloce…sospeso.
Eccoti. Sei bello da togliermi il respiro mentre ti guardo sdraiato. Non importa la tua età, il tuo maglione, la tua pelle… so solo che il tuo respiro è stato mio per un po’. E il mio è stato il tuo. Tutti lo chiamano bacio. Sarà per questo che non mi basta mai, questo respiro speciale… Amo respirarti. E’ lieve quando torni dal lavoro, rapido nei momenti di passione, caldo quando tremo sotto le coperte, affannato se mi mancano le parole per dirti quanto hai riempito i miei polmoni di te.
Eccomi. Finalmente sola, ora posso dimenticare di avere un ritmo naturale ‘imposto’ e con l’aria giocare tra le lacrime. Un dolore sembra sciogliersi dove tu hai alternato pieni e vuoti nella mia vita fino a scomparire visibilmente… posso abusare del mio corpo… voglio vedere questo nodo liberarsi. Qualcuno o qualcosa ci ha allontanati e io non posso respirare: ho esaurito le scorte e la forza. Quanto resisterò?
Eccoci. Il respiro trattenuto a lungo. Tu, piccola mia, distante da me. Non troppo… per dimenticare che ci sono, appena a un passo da te per non rubarti ‘la scena’, non troppo poco per sapere che non sei sola. Alcuni istanti fissati nella mente, nel cuore, nella gola, nelle viscere… Settembre 1995: trattengo il respiro… stanno formando le classi della prima media, la tua. Una delle ultime emozioni, prima di sedermi per sempre. Novembre 1995: sdraiata sul nostro divano, devo sussurrarti qualche parola per spiegarti che sto andando via, ma tornerò. Non riesco quasi a respirare. Spero di averti detto le parole giuste…con amore. Febbraio 2005: l’ossigeno di tutto il nostro mondo si consuma in un attimo. In quel cielo invernale è nata una nuova stella che ci manda ‘schegge di luce’ perchè il viaggio senza di lui non sia troppo affannoso e triste. Maggio 2011: resto un po’ in disparte, come sempre quando ammiro uno spettacolo… e tu lo sei, vestita di bianco, per l’ennesima festa in cui non siamo sole. Posso espandere il mio addome… come per assorbire tutta la Bellezza vissuta con te.
Aspetto. Un atto dopo l’altro… è come continuare a camminare. In ugual modo procedo a volte in modo lento, altre con improvvise accelerate… Il vantaggio di avere tempo per ascoltare il mio corpo è anche questo. Così come ho corso, un giorno mi fermerò. Finalmente questo corpo guarirà, lasciando tutto quello che ha preso: sospiri, grida, parole, affanni, palpiti di gioia, nomi, preghiere e tanto, tanto di più.
Nel frattempo… Sento l’addome sussultare, rientrare, il diaframma si abbassa, le labbra si aprono, tra i denti sento l’aria passare…
Tutti lo chiamano SORRISO…
Sempre Vicky!
A tutti quelli che esistono.





Mia cara , non devi preoccuparti di ciò che è stato ,facendo tanti sospiri , che ti lasceranno in sospensione , penso che oggi se fai uno profondo e lungo ti pagherai di tutti quelli passati , Pensa che bello e più fresco , e visto diverso ,sei più cosciente, e più ricca di dentro …mettili insieme , e fargli un fagotto e lasciali li in un cantuccio , oggi ci sono i nuovi …chiediti perché!
)))))
Sta a te porgli fine , e al suo posto metterci un sorriso
Infatti Pina… il respiro è la misura del nostro futuro, il sorriso è la sua qualità
incredibilmente belle, le tue parole, Grazie, Vicky!! ♥
Attimi, silenzi, respiri, sospiri . . . le parole non dette e quelle di cui ci siamo ubriacati, a volte per colmare vuoti siderali.
Cos’è la vita se non un coacervo di emozioni che ti fanno apprezzare (e talvolta odiare) il senso stesso dell’esistere?
Ma la vita è questa: toglie e dona, accarezza e bastona, ti porta a 9.000 metri e, a volte, ti fa cadere in una picchiata che sembra non aver mai fine.
Poi, d’un tratto, avverti una nuova sensazione dentro, piacevole, calda, struggente: si chiama AMORE <3
E’ vero Pino… e io ci credo ancora!
Carissima Vicky, ti ringrazio per aver condiviso anche cn me questo tuo scritto: sei dolce ed infinitamente forte al tempo stesso…chissà in quanti te lo avranno detto ed alla fine, lo so, le parole sono solo parole. Ma non le tue nè quelle che ti sto dicendo. Rispetto profondamente coloro che sanno trasformare il loro dolore, che lo sanno osservare fino in fondo e che, soprattutto, alla fine hanno voglia di condividerlo con gli altri. La tua capacità di trasformare in poesia ciò che accade al tuo corpo è un bellissimo dono che TU hai saputo cogliere in ciò che ti accade. Possiamo decidere se essere succubi o protagonisti. Tu, hai scelto la seconda possibilità e per questo ti dico grazie: grazie x nn esserti arresa, x nn arrenderti.
Elda
Elda, grazie per quanto ho letto. Ne faccio tesoro per quei momenti – arrivano… – in cui la vita sembra finire in anticipo. Un caro benvenuto. Restiamo in contatto!
grazie mamma nessuno mai potrà apprezzare a pieno quanto me che con te siamo protagoniste della ns storia..nel bene e nel male fino alla fine baci cipi
Baci, piccola!
Vicky sei grande come sempre…si la vita è n insieme di emozioni…gioiose e purtroppo tristi.che entrano dentro di noi come un respiro…l’importante è essere sempre protagonisti della nostra vita…e tu lo sei…ti voglio un mondo di beneee
Lucia, sapessi com’è dura esserlo! Ti abbraccio.
…grazie Vincenza ,.mi piace ‘assai’ !