La catena.
Lo osservo. Ogni giorno, ogni volta che passo.
E’ un cane. Legato a una catena.
Metafora applicabile a me, a te che leggi.
E’ lui il protagonista, pur essendo sottomesso.
Fa sentire la sua voce.
Mi sforzo di capirla, di decifrarla.
La catena è la sua condanna.
Immagino che tirando si spezzi.
Due possibili esplosioni.
Di rabbia: troppe volte è stato maltrattato.
Di festa: non vedeva l’ora di mostrare il suo affetto fedele.
Voglio che si spezzi la mia catena.
Che la rabbia esca, che la gioia emerga, che la vita scorra!
Sempre Vicky!





“metafora applicabile a me, a te che leggi”…..niente di più vero e più che mai attuale visto che abbiamo solo l’illusione di vivere in completa libertà, illusione che si affievolisce ogni giorno di più e man mano che gli anni passano. Non siamo legati ad una catena d’acciaio, ben visibile ma ad una molteplicità di catene invisibili che attentano alla nostra libertà ogni giorno e chissà che qualche volta non ci riescano. Non c’è la catena e non c’è il manganello (almeno per ora) ma c’è una violenza mediatica, a volte spudorata, a volte suadente, a volte cattiva, a volte gentile, vero strumento di condizionamento e controllo di una maggioranza di cervelli massificati; maggioranza che quando va a votare incensa il potere. Non sto a fare un elenco di casi concreti perchè non basterebbe un’enciclopedia e non mi sembra questo lo spazio adatto. Grazie Vincenza per lo spunto che mi hai dato, Ciao, buona serata!!!!
Amico mio, anche questo è lo spazio adatto! Un abbraccio a te Gianpietro.
Come vorrei spezzare quella catena, ma con le mie mani…quante catene dobbiamo spezzare durante l’arco della nostra vita? Tutte le volte che lo facciamo…che cosa proviamo? Non sempre però riusciamo nel nostro intento.
Ossidiana, costa sangue e dolore… più di sforziamo più soffriamo! Chi può aiutarci?
Spezzare le catene…. per vivere… per essere felici…
Grazie Vicky è bellissima!!!
a volte la catena resta invisibile, ma procura sempre quella sofferenza che inconsciamente si è costretti a subire, la speranza che resti nulla è auspicata e cercata.
ciao
Ti credo che ti senti come in catena…ma chiedi ud un cane in un canile in gabbia…non si pùo muovere….la tua gabbia ha ruote, cammina, ti porta , forse le troppe barriere architettoniche ti intralciano, ma altre non ti ostacolano.
Cosa vorrebbe fare un cane in catene, fuggire fuori, andare su di un prato, quello che vorresti fare anche tu, tu puoi uscire, essere aiutata a sedere , si aiutata tu puoi…ma il cane resta lì, e sa che ci rimarrà, legato alla catena…ho in una gabbia, poi la camera a gas l’attende…
ENRICO
Hai ragione, Enrico. La realtà più dolorosa, credimi, è quella invisibile agli occhi. Un abbraccio.
Chi di noi non si rispecchia in questo post?!
Grazie Vicky, un abbraccio forte per la bella persona che sei!
Bellissimo! Emozione nel leggerlo e strascico di emozioni dentro, dopo averlo letto…
Il potere delle parole…
Annamaria
Grazie Annamaria!