Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

The Unforgiven: io scelgo.


 

The Unforgiven – Metallica (Black Album, 1991)

New blood joins this earth
And quickly he’s subdued
Through constant pained disgrace
The young boy learns their rules

With time, the child draws in
This whipping boy done wrong
Deprived of all his thoughts
The young man struggles on and on, he’s known
A vow unto his own
That never from this day
His will they’ll take away

What I’ve felt
What I’ve known
Never shined through in what I’ve shown
Never be
Never see
Won’t see what might have been

What I’ve felt
What I’ve known
Never shined through in what I’ve shown
Never free
Never me
So I dub thee “Unforgiven”

They dedicate their lives
To running all of his
He tries to please them all
This bitter man he is

Throughout his life the same
He’s battled constantly
This fight he cannot win
A tired man they see no longer cares
The old man then prepares
To die regretfully
That old man here is me

What I’ve felt
What I’ve known
Never shined through in what I’ve shown
Never be
Never see
Won’t see what might have been

What I’ve felt
What I’ve known
Never shined through in what I’ve shown
Never free
Never me
So I dub thee “Unforgiven”

You labeled me
I’ll label you
So I dub thee “Unforgiven”

Sangue fresco raggiunge questa Terra
E in breve sottomesso
Attraverso la costante e gravosa disgrazia
Il ragazzino impara le loro regole

Col tempo il bambino è assorbito
Capro espiatorio di torti altrui
Privato di tutti i suoi pensieri
Il giovane continua a lottare, è risaputo
Un giuramento a se stesso
Che mai d’ora in poi
Gli porteranno via la sua volontà

Quello che ho provato
Quello che ho conosciuto
Non è mai brillato in quello che ho mostrato
Non lo è mai stato – Non si è mai visto
Non saprai mai ciò che avrebbe potuto essere
Quello che ho provato – Quello che ho conosciuto
Non è mai brillato in quello che ho mostrato
Mai stato libero – Mai stato me stesso
Quindi ti ho definito l’imperdonato

Dedicano le loro vite
A occuparsi della sua
Lui tenta di compiacerli tutti
L’uomo amareggiato che è
Per tutta la sua vita sempre lo stesso
Ha costantemente combattuto
Questa battaglia che non può vincere
Lo considerano un uomo stanco cui non importa più
Il vecchio che si prepara
A morire pieno di rimpianti
Quel vecchio sono io

Quello che ho provato
Quello che ho conosciuto
Non è mai brillato in quello che ho mostrato
Non lo è mai stato – Non si è mai visto
Non saprai mai ciò che avrebbe potuto essere
Quello che ho provato – Quello che ho conosciuto
Non è mai brillato in quello che ho mostrato
Mai stato libero – Mai stato me stesso
Quindi ti ho definito l’imperdonato

Mi hai etichettato
E io ti etichetterò
Quindi ti ho definito l’imperdonato.

 

Il testo di “The Unforgiven” descrive la vita di un giovane integrato a forza in una società molto conformista, fin dalla sua nascita. Incapace di esprimersi, di liberare le sue potenzialità interne e di mostrarsi in tutta la propria personalità, trascorre una vita anonima come tanti altri. Alla fine della vita, ormai vecchio e piegato, non può che guardare al passato con amarezza e rimpianto.

Il punto però della mia riflessione sotto forma di musica, in questo caso dei Metallica, è un altro. Anche perchè io non sono affatto un critico musicale, colgo solo intuizioni, suggestioni. Da tutto, da tutti, da tutta la musica, anche questa. Un brano in sè melanconico e triste, soprattutto nel ritornello in cui il suono è meno duro. 

Quello che mi fa riflettere è il tema del rimpianto per una vita dedicata, dopo aver imparato le regole, a compiacere gli altri. Una vita senza gioia, senza soddisfazioni, vissuta all’ombra di chi schiaccia il prossimo debole. IO NON CI STO! L’etichetta non la voglio! Ho sorpreso e continuo a sorprendere me stessa e gli altri per il mio modo di vivere e le mie scelte impopolari e poco secondo il clichè che la società impone alle persone con disabilità. Noi possiamo e dobbiamo scegliere la vita che vogliamo vivere, non fosse altro dentro di noi, dove nessuno vede e il nostro io e la nostra anima non possono e non devono essere umiliati fino a morire.

Custodire i deboli e difendere la  nostra ed altrui dignità fa di noi dei veri esseri umani.

Vicky

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30 agosto 2009 - Posted by | Senza categoria | , , ,

14 commenti »

  1. Quando dico che per me certe categorie di persone per me sono le prime perchè sono le ultime non è che mi rifaccio a versi di biblica memoria.Piuttosto si guarda a tutto quello che ruota intorno alla vita sociale e lavorativa.Detesto le etichettature, avviliscono l’uomo e la sua dignità, impedisce la crescita culturale e intellettuale. Uno può portare avanti uno status standard ma poi inevitabilmente si ribella, quello che è successo a me tempo fa ed è quello che ora accade a te. Trovo ancora una volta i tuoi post di alto livello, dove ogni articolo non è mai scontato e dove in ogni frase si apre la coscienza civile di noi uomini liberi.Ti amo immensamente.Tuo Claudio

    Commento di claxarticolo21 | 30 agosto 2009 | Rispondi

    • Anch’io ti amo, principalmente perchè pur su sponde diverse attraversiamo le stesse acque e ci navighiamo. Non mi lascio domare. Semplicemente amo la verità, per me di biblica origine, che sola rende l’uomo libero e protagonista della storia, a partire da quella personale.

      Commento di vincenza63 | 30 agosto 2009 | Rispondi

  2. ciao Claudio Ciao vicky le etichette veramente avviliscono le persone, sia nella vita privata sociale lavorativa,il tuo ruolo è questo , e non vedono le capacità le possibilità le conoscenze che vanno oltre quel ruolo mansione , perchè non vodono oltre e dicono il tuo ruolo è questo , dove lavoro in cooperativa c’è un piccolo laboratorio artistico ho potuto partecipare e imparare dopo il mio orario di lavoro solo per 6 mesi,il mio ruolo principale sono le pulizie della cooperativa e poi lavoro nel laboratorio con i ragazzi 4 ore al mattino, ho un’ infarinatura di smalto pirografo creta puttura su biscotto incisione punta secca… poi basta, perchè i miei lavori sono troppo elaborati,bella scusa! ma ho imparato il disegno virtuale e forse loro non sanno fare nemmeno un disegno semplice virtuale,Ciao Carissimi Dana

    Commento di Dana Loredana | 30 agosto 2009 | Rispondi

  3. Ormai, credo siamo un pò tutti, nostro malgrado, etichettati e numerati (vedi codice fiscale) siamo già diventati numeri e lettere che camminano e respirano….
    non mi piace, noi esseri umani abbiamo una personalità ed una dignità che va rispettata. Non possiamo essere bollati come carne di buona o scarsa qualità……

    Commento di Cristina | 30 agosto 2009 | Rispondi

  4. Io odio le etichette ma mi rendo conto che purtroppo la maggior parte della gente ha bisogno di esse, forse per trovare un senso di identità. Comunque sia questa è una delle mie canzoni preferite

    Commento di Paola | 31 agosto 2009 | Rispondi

  5. Ciao Vichy .. purtroppo etichettare una persona e diventato una moda ..senza rendersi conto che possiamo provocare in quelle persone dei danni irreparabili .. ma sopratutto ingiustificati .. in quanto a persone noi siamo sempre stati dei numeri dalla nascita in poi fino alla morte che diventerà un atto di protocollo n …….. l’importante e la cosa più difficile e mantenere una sua dignità personale..ma anche su questo punto riescono a toglierla basta a guardarsi in giro e si vede molto bene come la dignità delle persone svanisce sempre di più . un bacione a te e a Claudio. Leo

    Commento di M.Leonardo | 31 agosto 2009 | Rispondi

  6. Un giorno, Davide, uccise Golia, un’altro uomo, all’apparenza indistruttibile, probabilmente debole di cervello, e la tanta forza fisica non poteva di sicuro sopperire all’ignoranza, voluta, domata, se ne sà già il perchè.
    Davide, d’altro canto, come sappiamo dalla bibbia, era destinato a Re, ma prima di diventarlo, dovette combattere contro un’altro Golia, il suo re Saul, che come sappiamo, non volle rinunciarvi al trono d’Israele.
    L’etichetta in fondo è il davide, il nome su quell’etichetta, è il nostro Golia, il nostro Saul.
    Dobbiamo scempre scegliere cosa fare della nostra vita, scegliendo o no quell’etichetta.

    Commento di simone | 31 agosto 2009 | Rispondi

  7. Al di là dei codici morali che hanno travisato la verità, trasformandola in un insieme di cose da non fare, vivere secondo la verità significa andare controcorrente, essere presi per pazzi, i primi ad andare contro chi vive nella verità sono le persone vicine, immagina quelle che sono lontane… Non si possono servire due padroni, o si ama l’uno e si odia l’altro o viceversa. Ci sono due modalità di vita: quella impostata sul denaro e su tutto ciò che implica, cioè la società civile così come impostata (il codice civile regola sempre la vita dal punto di vista economico, le implicazioni morali vengono quantificate in termini di danno economico), oppure vivere secondo le regole della verità, le regole dell’amore, dove tutto è a servizio dell’entità uomo e non l’uomo a servizio del tutto. Grazie Vicky, perchè ci dai lezioni di amore universale!

    Commento di Mario | 31 agosto 2009 | Rispondi

  8. Cara Vicki la libertà è uno dei beni più preziosi, una gemma, un tesoro…….mi sono sempre battuta perchè quelli che non la pensano come me abbiano la libertà di potersi esprimere liberamente senza paura e timore……del resto siamo tutti parte di uno stesso cielo,siamo tutti protagonisti dello stesso spettacolo……rispettare le regole sì, ma con dignità…..un abbraccio
    Vincy

    Commento di Vincenza | 31 agosto 2009 | Rispondi

  9. […]   The Unforgiven – Metallica (Black Album, 1991) New blood joins this earth And quickly he's subdued Through constant pained disgrace The young boy learns their rules With time, the child draws in This whipping boy done wrong Deprived of all his thoughts The young man struggles on and on, he's known A vow unto his own That never from this day His will they'll take away What I've felt What I've k … Read More […]

    Pingback di The Unforgiven: io scelgo. (via Vincenza63′s Blog) « Vincenza63's Blog | 13 agosto 2011 | Rispondi

  10. La vita ci appartiene e nella stessa misura in cui ce l’hanno donata va rispettata e vissuta… Via le catene. Il mondo interiore è la forza per riconoscere quello che c’è fuori

    Commento di Olga | 13 agosto 2011 | Rispondi

    • Olga, non posso che condividere. Io vivo così.

      Commento di vincenza63 | 13 agosto 2011 | Rispondi

  11. Sempre grandissima, Vicky. Rientra nella nostra battaglia per la democrazia e giustizia vera nel nostro paese.
    Un abbraccio

    Commento di Mina | 13 agosto 2011 | Rispondi

    • Mina, sai che condivido gran parte del tuo pensiero e della tua passione per l’Uomo. Mettiamoci in contatto e parliamone. Io ci sono.
      Un abbraccio a te!

      Commento di vincenza63 | 13 agosto 2011 | Rispondi


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