Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Sono davvero stufa!


Quando arriverà il momento in cui i disabili non ricchi dovranno smettere di chiedere ‘elemosina’ di aiuti ai servizi sociali o peggio far finta di vivere con quello che lo Stato concede ‘generosamente’? Rivoglio la mia dignità, altro che cazzate!

 HPIM0534

 

Questa sono io total body, per chi non mi conoscesse, nelle Marche, qui si preciso a Sirolo (An).

 

Ho detto a Claudio, il mio amore, che quest’anno l’Associazione Disabili di cui sono presidente deve avere 2 obiettivi seri per la quotinianità della vita degna di persone come e peggio di me: la denuncia di disservizi a livello locale e oltre, mentre la seconda è la richiesta sistematica presso autorità, enti, partiti cercando amici con la coscienza pulita e aperta – come Alessandra, un’amica disabile su Facebook – di AUMENTARE L’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO a livello dello stipendio di un’assistente famigliare – altrove schifosamente chiamata badante.

CI DEVONO METTERE IN GRADO DI ESSERE ONESTI, invece di varare leggi e sanatorie per ricchi.

La stessa indenità di accompagnamento è assurdo che sia concessa anche a chi guadagna un milione di euro! Basta! Vergognatevi!

Io e altri con me non ci fermiamo e documenteremo ovunque possibile le situazioni di disagio e abbandono. Tenetevi pronti, noi lo siamo.Nonostante tutto, saluto in musica. Ciao, Vicky.

 

Vicky

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5 settembre 2009 - Posted by | Senza categoria | , , , ,

16 commenti »

  1. Magari fossero tuttti incazzati come tè, sarebbe finita da un pezzo la tiritera……..

    Commento di simone | 5 settembre 2009 | Rispondi

  2. Ciao, questo è quello che ho pubblicato su Facebook qualche giorno fa, e sentire te, mi riconferma l’andazzo del governo Regionale. Un abbraccio

    ———-

    Per le persone con disabilità grave, la paura più incombente è non poter soddisfare i bisogni che ogni corpo pretende la mattina, poi serve l’aiuto per essere vestiti, messi in carrozza, pettinati e profumati. A quel punto si è pronti, quasi belli.

    L’aiuto basilare che ci consente di presentarsi agli occhi spesso titubanti della gente “normale” calzando un aspetto decoroso, però, scarseggia.

    Quando vediamo il teatrino di governanti e amministratori che negoziano il futuro dei disabili in cerca di consensi, ci viene il disgusto. Noi diretti interessati abbiamo poca voce, pur essendo i più esperti in materia.

    Ci serve poco e ci viene offerto altro. Manca quell’assistenza personale autogestita che da anni reclamiamo come priorità per non trasformare in ostaggio la famiglia.

    Una delle priorità è quella di un’assistenza domiciliare che non abbia fretta. Noi persone con disabilità ci chiediamo: perché manca sempre l’infermiera che possa venire a casa, ma di impiegati e inutili coordinatori di un sistema che non funziona, ce ne sono sempre tanti?

    Sulla carta nascono progetti rincuoranti, ventagli di nuove assistenze, è il welfare che vuol dire help e tante volte niente, forme di sostegni macchinosi o dispersi in organigrammi decisionali, ma scarsi di personale veramente operativo.

    Poi le lodevoli iniziative: gli ascensori, le piscine, i trasporti attrezzati, ma quello che manca prima d’ogni cosa è una mano fisica; ausilio vitale che si sostituisce ai gesti e alle funzionalità perdute.

    Noi, come tutti e forse prima degli altri, col tempo s’invecchia, o ci si organizza o si muore, ci s’inventa quello che non c’è, affidiamo il proprio corpo a strana gente, a volti stranieri, a cooperative, alle infermiere in pensione, si sopravvive grazie ad un volontariato che fa quasi tutto ciò che è programmato, ma in realtà, quasi inesistente.

    È una lotta avvilente che combattiamo giornalmente cercando d’essere il più possibile persone indipendenti per non perdere quella dignità umana. La famiglia si consuma, ci fa paura il futuro, qualcuno cerca d’organizzarsi da solo.

    Chi non conosce la disabilità, vedendoci potrà pensare si tratti del guaito d’un disabile irritato col mondo, infelice e scontento. Non è così, siamo persone serene, brillanti, con esperienze anche lavorative e di studio proprio come tutti. Ma siamo disperati per uno Stato che non c’è, per la società che fa finta di niente.

    C’è un’emergenza per queste nostre preoccupazioni:
    …..entro la mattina dovrò andare al bagno, ma l’emergenza per il disabile non è prevista.
    …. Sabato sarò solo in famiglia… una mia assistente è malata, un’altra non è autorizzata a farlo da chi stabilisce limiti senza conoscenze, la mia amica del volontariato ha un impegno…
    S.O.S! dal comparto Socio-assistenziale verrà qualcuno? Credo di no.

    Da sempre queste sono le nostre emergenze, siamo fragili esseri di questa Italia civile e laboriosa, ricca e accogliente, generosa, ma distratta, troppo distratta verso i connazionali italiani bisognosi e attenta molto attenta verso gli animali domestici e il consumismo e la moda. Troppe volte la disabilità è intesa come martirio da alleviare, se ne parla a voce bassa, senza voler sapere. Troppe volte il disabile deve rimontare la china faticando nel ricavarsi un ruolo per le proprie capacità residue. Si discute troppo d’assistenza e si fa, o si dà poco, si prendono poche iniziative per l’inclusione.

    Tutte le mattine il non autosufficiente apre gli occhi in cerca della mano che si sostituirà alla sua, quella che gli manca per poter tentare almeno di essere se stesso. È questa la prima, vera emergenza!

    È difficile capire la drammaticità e l’assurdità del faticare a trovare la figura idonea nell’aiutare ad espletare le proprie esigenze corporali per chi non ha il problema. È questione di vita o di morte. Senza ironia, a volte è cosa seria anche per i nomodotati.

    Quando andiamo in Francia tutto fila liscio. Le associazioni sono convenzionate, le infermiere preparate e disponibili, girano le spese al nostro sistema sanitario, sono pure a buon mercato. Lì si stupiscono dei nostri disagi e tante complicanze. Se funziona oltre le Alpi, vuol dire che la soluzione decorosa e civile esiste, ma chissà… se ce la faremo ad oltrepassare la frontiera.

    È ora di cambiare le carte in tavola… le esigenze corporali non aspettano. Altro che referendum su leggi elettorali!! È ora di intraprendere iniziative per fornire l’assistenza personalizzata a tutti quelli che ne necessitano stanziando fondi

    La cultura dell’indifferenza e dell’immobilismo deve cambiare, per tutti i disabili gravi, per i familiari, per fare in modo che il concetto di “società civile” diventi realtà e per fare in modo che diventino esigibili i nostri diritti umani primari.

    E nel frattempo ………. Mentre cerco di far capire e comunicare le nostre reali emergenze come se niente fosse ……

    da una notizia del “Regattore Sociale”

    Progetto pilota nelle Marche dove si registra il record dell’anzianità in
    Italia: siglato l’accordo tra Conferenza episcopale marchigiana e governo
    regionale, che investe 600 mila euro per garantire l’erogazione di servizi in
    strutture diocesane, con posti letto assimilati a residenze protette e
    l’assistenza domiciliare integrata ai prelati anziani. Coinvolti 140 preti; in
    Italia 3.800 sacerdoti non possono più esercitare il ministero attivo per motivi
    di età o di salute e necessitano di assistenza.

    Alla faccia del c…….. prima prendono soldi, fondi ed agevolazioni varie che gli passa lo
    stato Italiano e poi quando hanno bisogno ecco che arriva in soccorso la regione
    Marche ……. che non ha potuto allargare la base delle ore per la Vita
    Indipendente perchè non aveva fondi.

    Sono indignato di cotanta indifferenza sulla nostra qualità di vita.

    Commento di Domenico | 5 settembre 2009 | Rispondi

    • Vorrei tanto che la mia proposta relativa all’assegno di accompagnamento fosse sostenuta. Accetto aiuto e suggrimenti. Grazie e buona domenica. 🙂

      Commento di vincenza63 | 6 settembre 2009 | Rispondi

  3. Con te sarò in prima linea mettendoci la faccia il nome e il cognome, prendendomi tutte le responsabilità del caso. Quello che ho scritto recentemente nel blog dell’associazione lo rispetterò fino in fondo. Tutti si dovranno accorgere quanta gente è VERAMENTE STUFA di essere trattate come sacchi di spazzatura. Dal Comune di Basiglio alle altre associazioni silenti e omertose e anche le persone che voltano la testa da un altra parte. Denuncerò tutto il marcio che esiste con prove alla mano, spaccherò i coglioni a chi non vuol sentire. Daremo fastidio tanto fastidio anche dovessimo essere da soli.L’importante è che anche tu lo vuoi, da solo non potrei mai fare questo con te è diverso…un abbraccio con tantissimo bene.
    Tuo Claudio

    Commento di Claudio | 6 settembre 2009 | Rispondi

    • Claudio, lo so con certezza che ci sei e conto su di te. Non ti sottovaluto mai. Anzi.
      Un abbraccio a te. Tua Vicky.

      Commento di vincenza63 | 6 settembre 2009 | Rispondi

  4. Ciao Vichy se vi serve la firma di persone.. o per qualsiasi altra cosa io ci sto.puoi contare su di me fammelo sapere.
    bacino a tutte due Leo.

    Commento di M.Leonardo | 6 settembre 2009 | Rispondi

    • Lo so Leo. Ti ringrazio tanto. Sei un grande… amico!

      Commento di vincenza63 | 6 settembre 2009 | Rispondi

  5. Ciao Vicki, qui le parole servono ben poco, ci vogliono i fatti e ci vogliono persone che hanno un cuore e una coscienza. Purtroppo, triste a dirsi, la legge è dalla parte dei ricchi e dei “forti”, far riconoscere i propri diritti non è semplice…
    L’unione fa la forza………io sono con te.
    Un abbraccio
    Vincenza

    Commento di Vincenza | 6 settembre 2009 | Rispondi

  6. Ciao Vicky, vagavo su netlog e sono arrivata qui…incredibile :-)..io sono una persona diversamente abile da te, contorta e complessa perchè la vita mi ha riservato dure lotte….come accade a tutti ma non a tutti dà il dono che hai tu. Coraggio, dignità e grinta da vendere.
    Penso che nulla accada per caso e per ciò ringrazio…”il caso” di averti conosciuta anche solo virtualmente 🙂
    Non mollare mai e se pensi possa esserti di aiuto concreto, sai come e dove trovarmi. Luisa

    Commento di Luisa | 6 settembre 2009 | Rispondi

  7. Ciao!
    ho trovato per caso il tuo blog e ne sono rimasto colpito.
    Mio padre è diversamente abile, e con non poche difficoltà è riuscito ad andare avanti, per cui ti capisco perfettmente.
    QUando ero rappresentante degli studenti, portaia avanti una battaglia per l’abbattimento delle barriere architettoniche in facoltà.
    Riuscii ad ottenere grossi risultati.
    Oggi ti dico: sono pronto a sostenere qualunque battaglia per questa causa che è di civiltà.
    Contattami o cercami su FB.
    Qualche idea già l’ho.
    Ciao!
    Claudio Ferrante.

    Commento di Claudio Ferrante | 7 settembre 2009 | Rispondi

    • Grazie Claudio. Contrariamente alla mentalità corrente io penso che di persone buone e rispettose ne esistano. Non importa il numero. Ti cerco immediatamente su Fb. Lì trovi anche me 🙂

      Commento di vincenza63 | 7 settembre 2009 | Rispondi

    • Ottima idea Claudio, anche io sono a tua disposizione.Ti ho richiesto l’amicizia su FB.Segui le iniziative.Tutto di guadagnato se usciremo ad ottenere qualcosa…un abbraccio.Claudio

      Commento di Claudio | 7 settembre 2009 | Rispondi

  8. Cara Viky ormai non mi sorprende più nulla, i nostri politici tolgono ai poveri per dare ai ricchi, pensano solo ai fatti loro e dei parenti o amici, dico solo questo…ad una mia sorella…pur avendone diritto, al cento per cento e non ha altro reddito perchè non può lavorare, hanno tolto quelle 400 euro di pensione sull’invalidità, e sai perché? E’ troppo giovane a 48 anni..
    a niente sono valsi i ricorsi..dire è triste è troppo poco

    Commento di Cristina | 7 settembre 2009 | Rispondi

  9. noi non ci conosciamo,ma io ti ammiro è ti stimo moltissimo per quello chè scrivi è quello chè pensi,l”ignoranza della gente fà molto male,l”indifferenza ancora peggio,per quanto mi riguarda tù nè vali mille di l”oro messi assieme..ciao ^__^

    Commento di lucio | 21 settembre 2009 | Rispondi

    • Grazie tanto Lucio. Io non valgo 1000 più di altri. Solo che scrivo e condivido quello che penso. Senza barriere. Alla prossima. Presto, spero.

      Commento di vincenza63 | 21 settembre 2009 | Rispondi

  10. Ciao Vincenza, HAI RAGIONE!
    Non sei da sola, in questa battaglia vogliamo essere in tanti con te.
    purtroppo le nostre città non sono a dimensione uomo, ma macchina.
    i marciapiedi vengono usati per mettere i tavoli o due ruote di una macchina parcheggiata male.
    non c’è spazio nè per chi ha delle difficoltà motorie, nè per i passeggini, nè per i pedoni.
    E’ UNO SCHIFO!

    Forza…bisogna credere in un futuro migliore.

    Se iniziate la raccolta firme io vi aiuto nel mio comune.

    un abbraccio

    Commento di Laura | 22 settembre 2009 | Rispondi


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