Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Ma questa è vita…


  La bellezza vera e straziante di Maria Di Marcantonio… Bando alle lacrime facili, fatti e non perdite di tempo degne di chi fa carità ‘pelosa’, per dirla con il grande Trilussa.

E’ vero che le istituzioni hanno le loro responsabilità, ma anche noi… Possibile che non ci sia nessuno disposto a fare un cambio diretto con questa famiglia? Si accusa sempre qualcun altro per scaricarsi le coscienze! Vi incollo per comodità questa notizia nauseante tratta da Corriere.it:

OSTIA (Roma) – Un altro caso di vita ai margini della civiltà: abbandono totale, questo reso noto prima di essere conosciuto attraverso una tragedia ormai compiuta, come successo al bambino capoverdiano a Napoli, morto per le esalazioni di un braciere in una casa senza elettricità, e senza senso. Qui i protagonisti non sono immigrati: tutti italiani, in cinque – una donna gravemente malata di Sla, la figlia, il genero e due ragazzini – in un alloggio popolare di nemmeno 50 metri quadrati e senza la possibilità che la donna malata possa essere spostata perché l’ambiente è angusto, tanto che è su un letto con la bombola d’ossigeno a ridosso dei fornelli a gas della cucina, con tutti i pericoli che ne conseguono. La denuncia dello stato di abbandono e di incuria in cui versa la malata di SLA arriva con una nota dell’associazione ‘”Viva la Vita Onlus”. «Abbiamo richiesto un nuovo alloggio e un aiuto dai servizi sociali e la risposta è stata di attendere qualche anno… io sono ai limiti del crollo», dice Alessandra, la figlia di Maria Di Marcantonio, la sessantenne affetta da SLA. A meno di un anno dalla diagnosi, la signora è già immobile nel suo letto con l’ossigeno e nutrita per via artificiale. E’ la figlia che gestisce anche l’alimentazione forzata della donna, con l’aiuto di un infermiere che passa da casa per cinque minuti al giorno. Non ha la carrozzina elettrica perché inutile – riferisce ancora l’associazione -, non riuscirebbe comunque a passare nelle altre stanze ed il bagno per lei è totalmente inaccessibile. Riesce ancora a parlare ma il suo eloquio è divenuto incomprensibile e quando anche la parola l’abbandonerà del tutto la sua mente sarà totalmente prigioniera in un corpo immobile. Questo l’accorato appello della figlia Alessandra: «Sono ai limiti delle forze e prossima al crollo psico-fisico. Se non cambierà nulla non so cosa accadrà… oltre alla fisioterapia e ad un accesso al giorno di pochi minuti di un’infermiera non abbiamo nulla. Io oramai sono bloccata in casa ad assistere mia madre, non posso allontanarmi neanche un minuto e le notti sono pressoché in bianco. Viviamo con lo stipendio di mio marito che non ci consente, assolutamente, di permetterci una badante. Una mano me la danno i miei figli ma sono minorenni e non posso far pesare su di loro un’assistenza così gravosa». «L’anno scorso ho richiesto un nuovo alloggio popolare più grande, almeno adeguato alla condizione di mia madre, non ho ancora ricevuto risposte. La buona notizia è che a gennaio del 2009 i servizi sociali del Comune hanno accettato la domanda per l’assistenza, ma mi hanno prospettato attese che possono arrivare fino a 3 anni…».  Per Mauro Pichezzi, presidente dell’associazione Viva la Vita Onlus che riunisce familiari e malati di SLA, «è gravissimo che un caso di SLA in fase avanzata non sia seguito da nessun centro ospedaliero qualificato, ma è ancor più drammatico che la signora sia letteralmente abbandonata a sè stessa». A detta dell’avv. Chiara Madia, penalista di Viva la Vita Onlus, «ci sono tutti gli estremi per configurare un reato di omissione di atti d’ufficio nei confronti di chi sarebbe tenuto alla presa in carico della signora, e siamo pronti a procedere per le vie legali».
21 ottobre 2009

Quante volte dovremo ancora leggere notizie di persone alle quali viene rubata la possibilità di una vita? Sì, una vita senza aggettivi. Perchè che debba essere serena e degna non dovrei scriverlo io ma sarebbe da non mettere in dubbio…

 Di seguito vi incollo uk link del Comune di Roma con l’elenco di 88 (ottantotto) associazioni Pro-Famiglia iscritte all’Albo di Roma con bando del 23/12/2008:

http://www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/information/N2085190125/Registro%20Comunale%20Associazioni%20Familiari.pdf

Potrei fare una domanda legittima a queste associazioni? Questa famiglia chi la sostiene? Forse io con la microassociazione ADB di Basiglio (Mi)? Noi non ci tiriamo indietro di certo ma… Non possiamo chiudere gli occhi. Ora sappiamo che Maria c’è! E voi pure lo sapete! SPORCHIAMOCI LE MANI! Chi può aprire certe porte le sfondi, chi può parlare urli!

Chiedo alla famiglia o al legale se vogliono di contattarmi. Chissà che non si possa essere utili comunque anche da qui!

Un saluto, in particolare a Maria e alla sua famiglia. E una dedica particolare, in musica, come sempre! Vicky.

 

 

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24 ottobre 2009 - Posted by | Senza categoria | , , , ,

4 commenti »

  1. Ciao Vicky, dire che tristezza, non serve a niente…ma dire che non dare la giusta assistenza a chi ne ha realmente necessità è scandaloso…siamo nel 2009 è vero…ma certe condizioni mi sembrano restino all’era della pietra, proprio per esagerare…e questo caso lo dimostra..speriamo che anche da questo posto, possa esserci qualcuno così sensibile da intervenire adeguatamente

    Commento di cristina | 24 ottobre 2009 | Rispondi

  2. Non so cosa scriverti Vichy..e difficile che io mi arrendo.
    Ma questa volta si..e difficile non farlo quando non credi più
    in nulla.. di quello che il nostro governo e tutto ciò che lo rappresenta..abbiano fette di prosciutto davanti agli occhi.
    E una vergogna personale anche per me .. che continuo a volere credere in quello che faccio.
    ma penso che il fatto sia dovuto .. a tutte le persone che ogni giorni .. fanno il loro dovere .. credendo in quello che fanno e lo fanno bene! ma poi ci pensano i nostri illustri politici..a distruggere il nostro lavoro. bacino Vichy e anche a Claudio.. Vostro Leo.

    Commento di M.Leonardo | 24 ottobre 2009 | Rispondi

  3. E chi avrebbe armato questo casino per risolvere la questione? Proprio un’associazione…
    Non capisco perché scrivi che stanno tutti a guardare.

    Per “don’t give up” metti l’originale di Peter Gabriel!!!

    Commento di Titti | 24 ottobre 2009 | Rispondi

    • Infatti l’associazione che ha giustamente mosso le acque non c’è nell’elenco del Comune di Roma che ho linkato. Se leggi sono tutte associazioni pro famiglia e la mia domanda e provocazione era rivolta a loro! Pubblicare questo post è motivo di gioia per me che vedo persone muoversi con affetto in situazioni delicate.
      In quanto a Gilmour… ottima scelta! Se il caso vuole lo pubblicherò.
      Ciao e a presto, Titti.

      Commento di vincenza63 | 24 ottobre 2009 | Rispondi


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