Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Uno, dieci, cento giorni per non dimenticare.


 Oggi 1 Dicembre si celebra la giornata mondiale contro l’Aids. Non entrerò nel merito scientifico e statistico, piuttosto farò quello che credo sento di più e che mi riesce meglio: vi racconto la storia di una persona, una persona carissima che non c’è più fisicamente, ma che io ricordo tutti i giorni con tanta tanta nostalgia. Come probabilmente succede a tanti di voi.

Vi parlerò di Antonella, soprattutto della bellezza e unicità della sua vita. Avrebbe avuto 46 anni come me, io 1/10/63 lei 10/10/63 e chissà come sarebbe… Di sicuro allegra, spontanea e ironica come me. Quanto la amo ancora! E’ l’unica persona di cui porto sempre con me la foto nel portafogli. Gli altri, ne sono certa, non ne sono invidiosi!

Ho avuto la gioia di conividere con Antonella 30 anni della nostra vita, con tanto in comune tranne che la bestia che prima dell’Aids me l’ha portata via: l’eroina. CHE SIA STRAMALEDETTA! 

 Siamo nate e cresciute insieme a Milano, ci si trovava tutte le domeniche o quasi a casa mia e il ricordo più forte che mi è rimasto sono le nostre litigate di allora. La conclusione: io avevo in mano i suoi capelli, lei i miei. Le amicizie più vere e profonde della mia vita sono sempre cominciate in modo turbolento, senza mezzi termini. Sono (ero?) fatta così!

Con lei ho vissuto di tutto. Dopo il periodo del’infanzia, fino alla prima adolescenza, la vita è passata di corsa. Poi ci siamo ritrovate ancora unite nella scelta delle superiori che abbiamo fatto insieme. Antonella era per me la trasgressione. Limitata per me a qualcosa di cui ora tanti riderebbero… per poi arrivare ad interessi e strade diverse dalle sue. Lei, l’ho sempre vista in corsa con la vita, ansiosa di ottenere tutto, anche a costo di rischiare tutto, perfino la vita… e non una, ma cento, mille volte.

Non potevi non amarla, anche se tanti hanno approfittato di lei, della sua generosità, del suo darsi. Credo che sia l’unica donna che io abbia mai amato. La prima sigaretta, le bigiate a scuola, l’autostop, le uscite in discoteca di domenica, i primi innamoramenti, le provocazioni, i rischi – sempre alti per me che ero una gran fifona e che un giorno guardando un ragazzo bucarsi sono svenuta.

Ci univa la passione per Renato Zero, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere in uno studio fotografico a Milano. Quando lo ascolto ancora oggi non riesco a non pensare a lei e piangere per l’immenso vuoto che ha lasciato e la nostalgia che ho di lei dal 1993. Abbiamo tanto da dirci, tanto di cui ridere, musica da ascoltare. 

I suoi occhi bellissimi mi sono impressi nell’anima per sempre. Spero che lei pensi a me con amore così come io penso a lei.

Nelly, cara cugina, amica mia, io voglio solo lasciare due pensieri che non ho avuto il tempo di dirti, solo perchè vivevo una vita ‘regolare’ lontana apparentemente anni luce dalla tua.

La prima è che tu per me nella tua vita HAI VINTO. Con sforzo, pagando di persona, senza sconti. Sei tornata alla vita dopo la comunità, hai lavorato, amato, vissuto tutto fino alla fine. I tossici e soprattutto i malati di Aids sono tuttora emarginati e discriminati perchè ‘SE LA SONO CERCATA’… Dopo tanti anni ed esperienze posso dire che la malattia che non gli viene perdonata dalla nostra società, magari anche da te che mi stai leggendo, è di essere nati e vissuti in un modo ‘fuori’.

La seconda cosa, con cui concludo il mio scritto, è che ti vorrei dire GRAZIE per avermi insegnato, insieme ad altri che noi sappiamo, cosa vuol dire amare gratis. Senza nulla in cambio. Anzi, con la voglia di dare ancora di più proprio per questo. Se oggi sono quella che sono lo devo anche a te. Ciao Nelly. Lo senti? Questo SMACK è tutto per te!

Un saluto a tutti. Con un brano speciale… Vicky.             

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1 dicembre 2009 - Posted by | Senza categoria | , , , ,

7 commenti »

  1. Un saluto ad Antonella

    Commento di Alfonso | 1 dicembre 2009 | Rispondi

  2. Non si vive mai “fuori”…si vive e basta. Sono gli altri che ti fanno sentire fuori, quelli che sono convinti di “possedere la verità”, quelli per cui l’apparire e non l’essere,quelli che hanno “paura” di guardare il proprio lato oscuro che tutti abbiamo.
    La tua amica Vicky, credo fosse in questo senso “diversa”…ha voluto andare oltre ed a volte, nella vita, capita che “inciampi, sbagli strada, scegli percorsi tortuosi, ti fai anche del male da sola”….ma sempre rimanendo te stessa, con la stessa capacità di amare gratis.
    Per fortuna nessuna sostanza chimica altera l’animo di certe persone!
    Lo vera “tossicità” è nel cuore di chi guarda e….giudica!
    Un abbraccio Vicky

    Commento di Luisa | 1 dicembre 2009 | Rispondi

  3. Molto profondo quello che scrivi, cara Vicky, e sai bene che a Natale voglio farmi un grande regalo 😉 non si può non fare a meno di conoscerti di persona! 🙂
    Molto forte la storia di tua cugina. Ed è ancora più forte il rammarico per quello che fino ad oggi interessi economici hanno impedito che si potesse fare per la cura dell’AIDS con la teoria che l’HIV provoca l’AIDS. So che mi attirerò grandi rimostranze, ma purtroppo, dopo 25 anni circa, nessuna teoria scientifica ha dimostrato che l’HIV provochi l’AIDS. L’asserto dichiarato in conferenza stampa nel 1984 non è stato mai dimostrato scientificamente; le conseguenza di tutto ciò sono la mancanza di una cura vera per l’AIDS e la scoperta della vera causa che provoca questa malattia. Molte morti non sono dovute alla malattia in se stessa, ma alle medicine che sono e si utilizzano per la sua cura (vedi l’AZT). Fino a quando dobbiamo assistere a questa mistificazione della verità causata dall’avidità del denaro e di quei pochi che ritengono di avere in mano la verità? Anche se in modo silenzioso, oggi a poco a poco sta per venire fuori la verità riguardo a questa malattia. Spero che al più presto si possa ristabilire la verità scientifica in merito.

    Commento di Mario | 1 dicembre 2009 | Rispondi

  4. dimenticavo…. 🙂

    Commento di Mario | 1 dicembre 2009 | Rispondi

    • Grazie Mario 🙂 Sentiti libero di aggiornare le info riguardanti i progressi sull’Aids. In quanto alla tua gradita visita, sappi che non può che farmi piacere! Sappi solo che dal 26 al 28 io e Claudio saremo a Roma. Fammi sapere. 🙂

      Commento di vincenza63 | 1 dicembre 2009 | Rispondi

  5. la mia solidarietà

    Commento di ANTONIO | 2 dicembre 2009 | Rispondi

  6. Di Antonella ricordo la sua stanza e i poster grandi sulle parei, ricordo il sorriso sincero e la risata in una voce allegra e gioviale, ma ricordo ancora come l’AIDS l’ha consumata ,dal letto dell’ospedale della stanza che presentava una finestra piccola ,sempre più piccola sul mondo fuori .Ero bambina ma non posso dimenticare cosa ho provato nel vedere una persona così, ho sentito un senso di soffoco, lo stesso che ho provato quando ho visto per l’ultima volta mio papù in ospedale e ho capito che di saluti non ce ne sarebbero più stati.
    Credo sia stato lì quando ho salutato Antonella che ho scelto e ho capito quale era il lato opposto della medaglia che la droga offriva.
    La ringrazio anche per questo e ringrazio anche i miei genitori perchè non mi hanno mai tenuto lontano, non mi hanno mai reclusa aldilà delle cose del mondo.
    Un abbraccio Anto

    Commento di ema | 7 dicembre 2009 | Rispondi


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