Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

La mia gita di oggi? (Dis)Humanitas di Rozzano.

  La meta della mia gita di oggi: Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Mi).

Sembrerà di leggere le avventure di qualche libro per ragazzi oppure la cronaca della caccia al tesoro… E’ PROPRIO COSI’! Con una piccola differenza: non si ricevono premi, anzi. La spocchia regna sovrana. Lo stile scarica-barile, tranne eccezioni, anche.

Cominciamo il nostro gioco con un piccolo antefatto. E’ necessario per cominciare il percorso (immagini di seguito).

       (fonte: Google)

Tappa 1 – mattina odierna, ore 10.00: ‘annuncio con orgoglio’ al centralinista di ICH che ho un appuntamento per visita ginecologica ed ecografia transvaginale alle 12.40; faccio presente – è il mio biglietto da visita ormai! (altri sono avvocati, medici, che so… elettricisti. Io: leggi dopo —>) – che sono persona con disabilità motoria (a norma UE) e che avrei problemi sia per lo spostamento che per la visita vera e propria su un lettino non idoneo. L’ottimista al telefono mi rassicura: “Al telefono non possiamo fare nulla ma non si preoccupi che risolviamo il problema al momento.” Provo a fidarmi. Se no faccio la figura della rompi…

Tappa 2 – ore 12.30 accettazione Humanitas, sportello dedicato: tutto ok, faccio presente – e due – le mie difficoltà… no problem! Troverò sicuramente aiuto. Da infermieri che lavorano in palazzina 5, dove c’è la ginecologa. Percorro la tappa fino all’ambulatorio, apro la porta e… sorpresa! Lettino modello grattacielo a Dubai fornito di separè pro privacy FISSO che mi impedisce l’accesso al lettino stesso. E’ andata male… Se metto le ruote sull’ottimista!

Tappa 3 – ritorno all’accettazione sportello 16 (ore 13.00): la prima impiegata mi sbologna alla collega (lei va a pranzo…) che prende nota del mio cellulare per avvisarmi del risultato degli sforzi dello staff ICH in itinere per risolvere il mio problema. Ripieghiamo sul bar per mangiare un panino e impasticcarmi (sono diabetica, ricordate?). Ah, giusto una nota: vorrei sottolineare che non sono io ad avere un problema ma loro e, cosa molto più seria, non riescono a risolverlo adeguatamente. Ci provano alle 13.15 con una telefonata, con appuntamento in Radiologia nel Building Principale, stanza 17.

Tappa 4 – Radiologia ore 13.40: Caspita, non so perchè ma alla reception mi riconoscono non appena entro! Mi sento importante, quasi famosa… Mi accomodo pur essendo già seduta… il medico arriverà subito, è avvisato col cercapersone. Ah allora… Aspetto e intanto do’ un’occhiata dentro. Oddio, un’altra Dubai! E nemmeno ginecologica! Forse non è ancora chiara la situazione. Comincio a innervosirmi davvero. Finalmente arriva il medico che, leggete leggete, nota subito che c’è qualcosa che non va: l’ecografo non è idoneo per transvaginali! Ahahah! Morale: si parte per altra destinazione!

Tappa 5 – Ambulatorio 1° piano attesa 8 ginecologia: finalmente! Facciamo ‘sta cosa, ormai sono stanca e disposta a tutto… Il lettino non è diverso, solo un po’ più basso… Mi affido con completa irresponsabilità  a 3 persone che, senza alcuna esperienza apparente, devono sollevarmi e spostarmi con sforzi ed acrobazie indescrivibili (dettagli tecnici: sono alta, anzi sarei, 1.68 m x 63 kg) fino all’atterraggio. Sul lettino. Fatto. Frettolosamente e senza delicatezza mi spogliano, mi aprono le gambe… – una gli scivola via e dicono tra loro: ‘Attenzione! Potrebbe lussarsi l’anca…’ Miiiiiiiiiiiii, ora sì che sto tranquilla! La visita procede, rapida per fortuna. Sudo freddo al pensiero di essere rivestita e nuovamente spostata. Vorrei piangere, chiamo Claudio in aiuto. Lui prontamente interviene e vengo ricomposta in modo perlomeno presentabile… quasi una donna, oltre che una vagina appena esplorata. Mi gira la testa, ho la nausea… onestamente di tutto. Claudio mi accarezza, avrà sudato un po’ e non solo per la fatica. Prendiamo il referto. Vogliamo andare a casa… Ma… è più forte di me: passo in Direzione Sanitaria, ho qualcosa da dire. Prendo indirizzo e-mail (al quale invierò questa ‘caccia al tesoro’ come testo) e saluto l’impiegato che ormai, data la frequenza, considero quasi un parente a modo che si scusa, e fa bene a farlo…

Ora possiamo andare via. Il viaggio è finito, missione compiuta!

Claudio mi dice giustamente: ‘Chi te lo fa fare di venire qui ancora?‘ Io, altrettanto giustamente, gli rispondo: ‘Se rinuncio, non cambierà mai niente.’

Chiudo con due clip. Uno è dedicato a Humanitas, un lettino accessibile, basterebbe acquistarne UNO per l’intero ospedale…

L’altro a tutti quelli che hanno pazienza e non maledicono… Ciao, Vicky.

 

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11 gennaio 2010 Posted by | Senza categoria | , , , , | 25 commenti

   

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