Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Un ragazzo (Pacifico), un’amica (Nomadi).


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Un testo da leggere, da rileggere, da interiorizzare.

 

Un Ragazzo

Eccoli fermarsi in piedi
Intorno al tavolo di alluminio
Arrivano in silenzio, si sparpagliano
Qualcuno schiarisce la voce,
nessuno ha una frase opportuna
Si tratta solo di guardare
Un ragazzo è morto

Il viso è stato risparmiato
L’hanno pulito, l’ hanno asciugato
e addosso gli hanno appoggiato un lenzuolo duro
Il padre non capisce niente,
sta fermo con le mani in tasca
Le mani sono grosse,
di buccia, di scorze,
di unghie sporche
Lavorerà al mercato o guida un camion, forse ha
una pompa di benzina
Sembra uno che ha preso molto freddo
che è uscito sempre presto la mattina
Ha una vena piena in mezzo alla fronte
che spartisce e attraversa le rughe
E gli occhi rossi rossi rossi rossi …

Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
E’ che la morte non si fa capire,
da appuntamento e non si fa trovare
A spaventare e’ il rumore dell’incidente,
la carne rovesciata bianca
ma quella è ancora vita , che si dimena,
è poco da vivere ma ancora ne manca
Il ragazzo qui davanti non fa paura,
semplicemente non si sa che dire
E’ troppo presto per capire che si capirà
improvvisamente,
senza vedere
Un citofono che non suona
Un suggerimento che non arriva
Una porta che non sbatte
Ciabatte da piscina
Una ricetta con un segreto (.. forse la buccia di limone)
Un bigliettino giallo al vetro,
un cellulare, un nome…

Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
Il padre non capisce niente
La madre non vorrebbe mai andare
.

 

 

Non è che io ami la morte. La morte fa schifo. E’ fredda, buia, maleodorante. Solo che, in caso non ci pensassimo abbastanza, ci passa vicino, dentro, accanto, sopra di continuo… E quando lo fa non va via senza ‘bottino’. Non fa sconti.

Per festeggiare la vita, per festeggiare ogni uomo, donna o bambino al quale magari sulla strada, per colpa di qualcuno oppure no… sarà risparmiata la vita e potrà arrivare a casa, non consapevoli di avere un grosso dono in più, voglio dire:

BENTORNATO A CASA! TI VOGLIO BENE!

Un regalo a te, che oggi non hai bevuto, sballato o che semplicemente sei stato evitato da chi lo ha fatto.

Un caloroso abbraccio, Vicky.

 

 

21 gennaio 2010 - Posted by | Esperienze, Persone | , ,

11 commenti »

  1. ai ragione la morte fa schifo..ma fa parte della vita..un abbraccio Leo

    "Mi piace"

    Commento di Leonardo | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  2. cara vincenza, la mia lotta quotidiana contro il male di vivere, quel dolore lacerante, dentro allo stomaco, che mi rallenta il respiro …. mi fa pensare tante volte, pur con senso di colpa, che scivolare nel nulla sarebbe forse meno doloroso…
    poi penso che, probabilmente, la mia sofferenza è frutto di una esacerbata vulnerabilità…è causata dal mio esser venuta al mondo senza pelle, senza involucro protettivo…con una dilaniante empatia verso la sofferenza e la morte di tutti gli altri esseri…

    da sempre, fin da bambina, mi domando allora se occorra più coraggio nell’abbracciare la morte o la vita.
    ma poi penso che la mia sia solo una falsa domanda, poichè davvero vitaemorte son solo due facce di una stessa medaglia…
    con affetto ed infinita empatia, simo

    "Mi piace"

    Commento di simona | 21 gennaio 2010 | Rispondi

    • Ci vuole più coraggio senz’altro a vivere!
      Simo, sei così preziosa! Non dimetterti…
      Un abbraccio, Vicky.

      "Mi piace"

      Commento di vincenza63 | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  3. La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.
    Santagostino
    .
    …e quando tutto va bene …non ci si pensa…. e invece è giusto quello che tu dici Vincenza: bentornato a casa… ti voglio bene…

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    Commento di pietro | 22 gennaio 2010 | Rispondi

  4. io ultimamente non ho più molta paura della morte.. non so per quale motivo, forse perchè con quello che si sente in tv e con le tragedie che accadono quotidianamente (purtroppo), di qualsiasi genere esse siano, ho capito definitivamente che oggi ci siamo e tra 1 minuto, 1 ora, 1 giorno, potremmo non esserci più.. l’unica cosa che mi spaventa e mi fa stare male è che le persone che mi vogliono bene potrebbero soffrire molto se io non ci fossi più… Ma se si è circondati dalle persone che amiamo la morte non fa più paura.

    un abbraccio Vicky 🙂

    Anto La Straniera 🙂

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    Commento di Antonietta | 22 gennaio 2010 | Rispondi

  5. Quando non ci sarò più:

    Quando non ci sarò più, non cercatemi dietro una lapide grigia, tra tristezza e ricordi, ma cercatemi in un campo di fiori io sarò li.
    Quando non ci sarò più, non cercatemi nelle spiagge inquinate, nelle centrali nucleari, tra folle impazzite,
    ma cercatemi tra chi lavora per la pace, tra chi lavora per la libertà, tra chi vuole un mondo migliore, io sarò lì.
    Quando non ci sarò più non mi cercate tra chi odia, non mi cercate tra i mali della vita, tra i futuri incerti, ma cercatemi nei monti, tra cerqueti e faggi, tra betulle e castagneti, tra l’aria pura e il profumo della ruggiata io sarò lì

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    Commento di Adriano | 22 gennaio 2010 | Rispondi

    • Grazie, molto bello!

      "Mi piace"

      Commento di vincenza63 | 22 gennaio 2010 | Rispondi

  6. Non bisogna fare progetti a lungo perche’ potrebbero venire delusi ma vivere alla giornata perche’ non conosciamo la nostra data di scadenza e puo’ succedere in ogni momento

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    Commento di Alfonso | 22 gennaio 2010 | Rispondi

    • Io ho un contratto a tempo determinato Alfonso :-)flessibile e rinnovabile…

      "Mi piace"

      Commento di vincenza63 | 22 gennaio 2010 | Rispondi

  7. Vado fuori tema, ma ho visto (solo adesso) il video dei Nomadi (io c’ero sotto quel palco a Casalromano nel 1989) con il finale dedicato a Dante Pergreffi volato via in una notte d’aprile del 1992 😦 Un’emozione forte.
    Ciao Pergreffi … principe desiderio … sono fiero di aver riso (di tutto), parlato (di gnocca), cantato (Augusto) con te

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    Commento di Enzo | 2 settembre 2010 | Rispondi

    • Enzo, non è fuori tema… è tuo e basta!
      Un caro abbraccio,
      Vicky.

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      Commento di vincenza63 | 3 settembre 2010 | Rispondi


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