Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Io, il matrimonio e…

  Ieri ho riguardato il mio album di matrimonio dopo non so quanto tempo… Che bella giornata quella! Da quanto tempo non vivo più quella spensieratezza… Eppure le litigate erano molte, i soldi davvero pochi, io e Lorenzo abbiamo iniziato con zero, in un mini-appartamento di una trentina di metri quadri a Milano Ticinese. Era il 1983.

Ho vissuto con lui in un mondo a parte, il nostro. Un impegno volontario. Non fatto di illusioni ma di tanti sogni, e visioni. Alcune diventate realtà, alcune no, ma pur sempre desiderate ed inseguite insieme. I successi e i fallimenti, senza colpevolizzarsi. Quando ci si ama non conta la colpa, conta la soluzione. L’ho capito alla fine della nostra storia d’amore, quando è morto. Era l’undici febbraio 2005, era notte. A casa aspettavamo e basta. Non avevamo niente altro di meglio da fare. Io… avevo pianto tutta me stessa già da molto e in quel momento ero simile a un nulla. Un grosso buco. Un buco nero. Nessuna energia. Solo me stessa e la mia coppia, il ‘noi’ finito, irrimediabilmente.

Io di certo non l’avrei mai lasciato. E lui neppure. Davvero per noi essere insieme era sentirsi una cosa sola. Sotto tutti i punti di vista. Dal raccontarsi la giornata, la sua al lavoro e la mia a casa (io allora non lavoravo ancora), al fare ogni cosa insieme – la spesa, le commissioni, imbiancare la casa, lavare la macchina ogni tanto -, dal mettere ogni cosa in comune. La nostra famiglia era una comunità a tutti gli effetti.

Tutti gli aspetti sono importanti. Sì, perchè tutti contribuiscono alla riuscita di una relazione. La fedeltà ad un impegno preso prima ognuno nel proprio cuore, poi con chi si ama, infine se e quando possibile con Dio. Il matrimonio è una realtà da vivere giorno dopo giorno, è un inizio. Qualsiasi relazione lo è, se intrapresa con gli stessi intenti.

Il primo e più importante fondamento è che da ‘io’ si passa al ‘noi’. Che bello poterci contare, averlo come pilastro su cui appoggiare la propria vita e non avere paura di quello che può succedere perchè sei davvero certa che niente ti separerà dal tuo amore! Ci abbiamo creduto, io e Lorenzo. Fino alla fine.

Ce lo avevano detto tante volte ai corsi per la formazione delle famiglie che abbiamo frequentato per anni principalmente a Loreto: il matrimonio cristiano è icona del matrimonio di Cristo con la Chiesa. Ne abbiamo fatta esperienza: con la fedeltà, l’amore reciproco in salute e in malattia, la fiducia senza condizioni, il mettere in circolo il nostro amore con chiunque – anche sconosciuto – varcasse la soglia di casa nostra. 

La condivisione anche dei beni è sempre stata una cosa scontata, nulla studiato a tavolino, nessuna paura di essere derubati o imbrogliati l’uno dall’altro. Non ho lavorato con impegno fisso fino al 1990. Emanuela, nostra figlia, era il mio impegno. Il pensiero di perdermi qualcosa della sua crescita era assurdo per me. Sono stati anni felici. Rifarei tutto. Non c’è stato un solo giorno in cui io mi sia sentita nè umiliata nè inferiore o mantenuta da parte di Lorenzo perchè non portavo un altro stipendio, non contribuivo economicamente. Tutto era naturale: gestire la famiglia, spesa e conto corrente inclusi, progettare. Siamo cresciuti insieme. Ora…

Io in questa società non mi ci trovo. Qui sento solo comandare l “‘io” e il “mio”. Non è il mio posto. Non a queste condizioni. Vedo e vivo tante solitudini che si uniscono – molte volte con la convivenza – e ognuno vuole il ‘suo’ spazio, vuole vivere la ‘sua’ vita… Per non parlare dei soldi… Rigorosamente conti separati (bancari e di cassa): ‘questo lo paghi tu, questo io’. Più pratico, in caso tutto finisse… Vuoi mettere?

Che tristezza! Lasciatemi continuare a credere nel ‘noi’. Io lo voglio. Fuori da questo non vedo felicità. Vedo un inseguire un’illusione. Scusate, è tutto un altro pianeta!

Un pensiero a Lorenzo, un caro saluto a voi, sempre con la musica! Sempre Vicky.

 

25 gennaio 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 8 commenti

   

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