Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Ti voglio bene da lontano.


  Tra pochi mesi, esattamente il 15 luglio, data del mio esame di maturità, ricorderò l’ultimo giorno in cui ho vissuto nella mia famiglia d’origine, che è anche la tua, il giorno in cui ho fatto la mia scelta, la prima importante tra tante da quel giorno in poi. Non è di questo che voglio parlarti però oggi.

Mi concentro su questo numero: 28.

E’  il numero degli anni che mi separano da quella data. Quasi quanto quelli che mi separano da te. Da allora TI VOGLIO BENE DA LONTANO. Io ho preso la mia strada con l’uomo che avevo scelto, tu la tua restando a capo di una situazione drammatica come uomo, non come ragazzo. Altro che i famosi ‘bamboccioni’! Uomini nel senso vero del termine si nasce e tu lo sei!

Sono volati. Ti voglio bene da lontano. E’ una frase nata in questi ultimi giorni, dopo il tuo recente intervento, le complicazioni, le ore passate lì ad aspettare e non riuscire a pensare a niente. Solo al bene silenzioso. Discreto, non invadente. Da sorella che non ruba la scena a nessuno, se non con la sua presenza che suo malgrado non passa inosservata… non certo per l’abbagliante avvenenza!

Finalmente! Esci da lì, mi sono assentata qualche minuto prima e non ti ho visto! Ti incrocio, solo per un momento mi passi accanto. Sei sveglio, un po’ intontito. Le infermiere si fermano. Giusto un minuto tutto mio, ti chiamo per nome, ti accarezzo un po’: credo sia la prima volta in vita mia che lo faccio. Cosa ce lo impedisce, qual è il muro che spesso in famiglia ci impedisce di essere affettuosi?

Ti dico: Sono Vicky! Mi rispondi, mi guardi. Che bello, siamo un momento da soli… Non posso emozionarmi, meglio lasciarti tranquillo.

Ciao Freddy! Alla prossima occasione. Una dedica in musica. Un brano che ascoltavo con te a casa. Sempre Vicky. 

 

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5 marzo 2010 - Posted by | Persone, Sentimenti | , ,

5 commenti »

  1. vorrei anche io dare una carezza a mio fratello, come tu hai fatto cn il tuo ma il mio l’ho perso nn sò per quale motivo tanti anni fà…. e abita a 10 mn da casa mia. ke tristezza, mi sono sempre sentita figlia unica… ogni tanto ci peso, ma me ne sono fatta una ragione,cn tristezza, ma l’ho quasi dimenticato…. un bacio vicki

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    Commento di rosalba | 7 marzo 2010 | Rispondi

    • Rosy, chiamalo tu! Che t’importa? Fatti conoscere…
      Un abbraccio, da regalare.

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      Commento di vincenza63 | 7 marzo 2010 | Rispondi

  2. Capisco perfettamnte, a me è capitato con mio padre e tutt’oggi mi fermo a ripensare e dico “ho l’opportunità di farlo ma xkè siamo così idioti e nn ci lasciamo andare mai’ ai sentimentalismi?”….. Purtroppo ci rendiamo conto di quante volte nn ci lasciamo prendere dai sentimenti, solo nei momenti in cui si tocca con mano il dolore….. Vi auguro ke tutto si risolva x il meglio e ke avrete momenti di dolce affetto da condividere in situazioni gioiose.
    Un abbraccio Vicki

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    Commento di Nuvola_4 | 7 marzo 2010 | Rispondi

    • Grazie Mary, so che l’importante è iniziare e io ho deciso e l’ho fatto!

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      Commento di vincenza63 | 7 marzo 2010 | Rispondi

  3. E’ vero Vicky..come sempre acutissima..in famiglia c’e’ un muro che ci impedisce di essere affettuosi.Per me e’ la stessa cosa..sembra una cosa da niente ma e’ un muro molto molto robusto

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    Commento di Alfonso | 13 marzo 2010 | Rispondi


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