Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Segregazione moderna made in USA.


   Mr. Bob Riley – Governatore in Alabama

   Mr. Mark Sanford – Governatore in South Carolina

Teniamo un occhio sulle loro facce quando leggeremo quanto qui sotto riportato dal sito di Human Rights Watch (articolo in inglese http://www.hrw.org/en/news/2010/04/13/alabama-and-south-carolina-stop-segregating-hiv-positive-prisoners), da me liberamente tradotto in italiano, perchè è giusto sapere che ci sono persone schiacciate sotto il punto di vista umano, oltre che trovarsi in condizioni restrittive, cioè in carcere.

Il testo:
“Alabama e South Carolina: Stop alla segregazione dei detenuti affetti da HIV”

(Birmingham, Alabama) – Alabama e South Carolina dovrebbero immediatamente interrompere la propria politica riguardo alla segregazione dei detenuti sieropositivi rispetto al resto della popolazione carceraria. Queste le conclusioni dell’Osservatorio dei Diritti Umani (Human Rights Watch) e dell’ ACLU (American Civil Liberties Union) Progetto Nazionale Prigioni contenute in un rapporto rilasciato oggi.
I detenuti reclusi nel reparto sieropositivi devono affrontare segni, molestie e discriminazione sistematica che equivalgono a un trattamento disumano e degradante, come riferisce il rapporto.

Il rapporto di 45 pagine riferisce che i detenuti alloggiati nei reparti riservati ai sieropositivi sono costretti a indossare al braccio apposite fascette oppure contrassegni che segnalino il loro stato di sieropositività, sono obbligati a mangiare e a pregare in luoghi separati; inoltre viene loro negata vita di partecipare ad attività lavorative, a qualsiasi tipo di programma, così come a progetti di reintegro nella vita della società con permessi che facilitino un progressivo ritorno alla normalità.

“Non esiste alcuna ragione medica né di qualsiasi altro tipo che giustifichi la separazione dei detenuti sieropositivi dal resto della popolazione carceraria”, ha dichiarato Megan McLemore, ricercatrice medica dell’Osservatorio dei Diritti Umani. “Così come nel caso di politiche di segregazione razziale, la segregazione dei detenuti sieropositivi è discriminatoria, ed il danno che questa procura va ben oltre quelli della detenzione”.

Nel mese scorso lo stato del Mississippi, dopo la presa visione di questo rapporto, ha abolito la propria politica di segregazione dei detenuti sieropositivi in vigore da parecchio tempo, lasciando l’Alabama e il South Carolina come gli ultimi stati facenti parte dell’Unione ad applicare questo tipo di politica interna. Lo Stato del South Carolina è tuttora l’unico ad impedire ai detenuti sieropositivi di partecipare a programmi di tipo lavorativo.

Il rapporto evidenzia la sofferenza mentale alla quale sono sottoposti i detenuti sieropositivi nel dover essere obbligati a rivelare il proprio stato. In parecchi casi i detenuti ‘sani’ passano le notizie alle proprie famiglie e comunità, mettendo così al corrente della situazione di salute del detenuto sieropositivo anche la sua famiglia che manda lettere angosciate non appena viene a conoscenza della situazione.

“La rivelazione involontaria dello stato di sieropositività di una persona può essere devastante” riferisce Margaret Winter, corresponsabile del progetto ACLU. “Ma le conseguenze di questo atto in uno spazio limitato come il carcere possono essere molto gravi – in particolare se i funzionari di polizia penitenziaria impongono una politica di segregazione, che non fa altro che incrementare il livello di pregiudizio verso le persone sieropositive”.

I funzionari dell’Alabama e del South Carolina asseriscono che la segregazione è necessaria per la prevenzione medica della trasmissione dell’Aids. Esistono tuttavia altri modi di raggiungere questo obiettivo che non privano le persone sieropositive dei propri diritti umani, dichiara l’osservatorio. Gli altri 48 Stati dell’Unione riescono ad ottenere la prevenzione medica senza ricorrere alla segregazione.

 Ai detenuti sieropositivi tenuti costantemente isolati dal resto della popolazione carceraria viene preclusa inoltre ogni possibilità di attività che possa abbreviare il periodo di detenzione o accompagnare il proprio percorso di reinserimento nella società, dichiara il rapporto. In Alabama, per esempio, i detenuti sieropositivi non sono ammessi in dormitori basati su criteri di tipo “religioso” oppure “d’onore” e per il trattamento residenziale di disintossicazione oppure per programmi pre-rilascio che sono collegati a supportare gruppi nella comunità.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Commissione Nazionale sulla Sanità Carceraria e altri esperti concordano sul fatto che la segregazione dei detenuti sieropositivi all’interno delle strutture o la limitazione dell’accesso al lavoro, all’istruzione o programmi vocazionali accessibili a qualsiasi altro detenuto non abbia alcuna base medica a supporto.

…(segue)

Cosa si può dire, come commentare una situazione così vergognosa che passa del tutto inosservata nello scenario contemporaneo? Devo confessarvi una cosa: sarei curiosa di sapere come vanno le cose nel mondo per quanto riguarda la discriminazione ‘fuori’, nel mondo cosiddetto ‘civile’ dei cittadini sieropositivi o malati di Aids. Ancora rivedo scene vergognose del film ‘Philadelphia’: temo che i suoi vent’anni, purtroppo, rispetto ai contenuti non siano mai passati…

Dedico questo brano a Francesco e Antonella, mai dimenticati ed abbracciati fino alla fine. Sempre Vicky!

 

 

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7 maggio 2010 - Posted by | News, Persone | , ,

1 commento »

  1. Eh…ma loro son recidivi..prima lo schiavismo,adesso se la devono prendere con qualcun’altro..i malati di hiv….

    Commento di Alfonso | 13 maggio 2010 | Rispondi


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