Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Il volontario: chi è?


 

Incollo di seguito il testo del mio ultimo pezzo pubblicato sul Caffè Letterario Online ‘Le Cercle’ www.le-cercle.it/argomenti/php dal titolo:

Il Volontario: chi è? (25-07-2010)

“Chi manderemo? Manda me!” Volendo però considerare questo discorso prettamente sotto il profilo laico e non religioso, che potrebbe dare l’impressione più della missionarietà che non dell’impegno in generale, metterò per ora da parte le mie convinzioni religiose cristiane cattoliche e cercherò di limitarmi a trattare questo argomento semplicemente da persona facente parte della comunità umana.

Dal punto di vista sociale posso dire di aver cominciato un’attività di volontariato nel momento in cui ho aderito alla fondazione dell’Associazione Disabili di Basiglio, prima “fondata” ai tavolini di un bar qui a Milano 3 insieme a mio marito e a due amici, parlando, discutendo, soprattutto mettendo insieme le nostre forze e iniziative per mettere in concreto ideali comuni. In seguito, di lì a poco, si sono uniti a noi amici comuni. Il 1 giugno 1999 un notaio di Milano sanciva con un atto costitutivo, alla presenza di tutti noi emozionati ed affratellati e allo stesso tempo, la nascita di questa piccola associazione. Un figlio naturale per ognuno di noi, nato e partorito finalmente! Ricordo con assoluta chiarezza l’entusiasmo e la voglia di far festa quel giorno. Ricordo soprattutto i visi dei fondatori, quasi tutti presenti con totale disinteresse e la sola volontà di esserci e di fare. Qualcuno di loro purtroppo ci ha lasciati, qualcuno ha cambiato città, qualcun altro doveva fisiologicamente cambiare strada perché non aveva capito le intuizioni che avevamo avuto e soprattutto non le condivideva. Io e Angela costituiamo la memoria storica. Infatti ci troviamo perlopiù d’accordo sull’intento passato e attuale dell’associazione.

Ci rendiamo conto di essere piccoli, con pochi mezzi. Ammetto, con molto orgoglio, che è una persona che mi sostiene molto dal punto di vista emotivo e morale, mi incoraggia, forse lei vede i miei limiti effettivi e gli sforzi avendo anch’essa un figlio con disabilità diversa dalla mia.

Credo di aver avuto sempre dentro di me fin da bambina un senso innato di giustizia e soprattutto di tutela dei deboli. Avevo solo sei anni quando questo mi costò un bello schiaffo da parte di mio nonno… Mi trovavo in Puglia per le vacanze estive e la mia compagna di giochi preferita, nonché figlia di una vicina di casa di mia nonna, era “purtroppo” anche figlia di un delinquente locale che ricettava macchine rubate. Un vero e proprio marchio indelebile che lei avrebbe portato per sempre. Non così valeva per me. Per me lei era la mia amica di giochi estivi. Non avrei dovuto frequentarla, ma io ero e sono una ribelle… e ho pagato. Pago sempre il conto, di persona. Ho continuato a farlo nell’adolescenza così come nell’età adulta. Le mie amicizie più care, sia in ambito scolastico che fuori, erano e sono inspiegabilmente sempre persone che mi hanno dato l’opportunità di essere di aiuto e di ricavare da questo aiuto la compassione e la pazienza che, probabilmente, ha preparato il terreno alla formazione della Vicky che voi ora leggete, alla Vicky che qualcuno di voi conosce. Una donna con limiti fisici – moltissimi -, emotivi, mentali, morali forse, però sempre disposta all’accoglienza, alla revisione, alla discussione. A rinunciare, a volte, alle sue convinzioni in favore di un’amicizia o di un rapporto, perché sa quanto sia difficile costruire sia l’uno che l’altro e il fatto che vada perso costa molta sofferenza.

In fondo il volontario chi è? Una persona che, nonostante i propri limiti, decide di spendersi per gli altri, gratuitamente e profondamente. A tutto questo lo prepara la vita, qualche corso forse, ma principalmente la passione per l’umanità intesa in senso ampio e, permettetemi di dirlo in senso evangelico, sulle orme di chi si è speso completamente, fino in fondo.

Ho dentro di me molti modelli di comportamento, molti esempi. Preferisco chiudere questo pezzo di vita che ho condiviso con voi con un’immagine. Non è molto vecchia, risale più o meno a un anno fa: è il 2 agosto 2008, io insieme a Claudio e Virginio interveniamo su richiesta della Protezione Civile a favore di una persona con una grave disabilità per aiutarla presso il proprio domicilio ad essere posta in carrozzina e poter assumere medicine e un pranzo. L’unica persona presente in casa è sua madre, anch’essa disabile, deceduta purtroppo il 3 giugno 2010 e tuttora in attesa di avere sepoltura. Sono fotogrammi che, come quello della mia compagna di giochi, restano indelebili nella memoria e mi fanno dire, ora come 11 anni fa: “Manda me!”

Vincenza Rutigliano

Spero di aver fatto un passo in più verso di voi per incontrarvi e farmi incontrare… Un caro saluto, sempre Vicky.

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25 luglio 2010 - Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , ,

11 commenti »

  1. Molto bello , sei bravissima a fare tutte queste cose , il volontariato e’ sempre molto bello , grazie amica un abbraccio

    Commento di Erasec | 25 luglio 2010 | Rispondi

    • Grazie a te, amico… se potessi conoscerti…

      Commento di vincenza63 | 25 luglio 2010 | Rispondi

  2. Volontariato e’ vita per molti che non sopravviverebbero altrimenti

    Commento di Alfonso | 25 luglio 2010 | Rispondi

    • Grazie all’enorme dono dei volontari che con tutti i limiti, errori, difetti escono dal proprio ‘io’ e si regalano!

      Commento di vincenza63 | 25 luglio 2010 | Rispondi

  3. Siamo d’accordo su una cosa, non più scontata ormai, il volontario è colui o colei, che si dona gratuitamente, e contribuisce a diffondere la cultura del donarsi reciprocamente, purtroppo con le vie di mezzo degli ultimi anni, specie quelle fiscali, hanno travisato un pò tutto sconvolgendo e disperdendo i veri valori acquisiti nel tempo.

    Commento di simone | 25 luglio 2010 | Rispondi

    • Il rischio di sporcarsi, Simone, o di essere sporcati c’è sempre. Io dormo serena…

      Commento di vincenza63 | 25 luglio 2010 | Rispondi

      • Il problema non è sporcarsi o essere sporcati, ma restare isolati come esempio.

        Commento di simone | 25 luglio 2010

  4. IO ho deciso di impegnare i miei sabato e domenica alla mensa della CARITAS,e una fatica ,ma mi chiedo e non so rispondermi perche sono cosi felice di questo impegno.NON sono una credENTE,NON LO FACCIO QUINDI PER AVERE UN POSTO IN PARADISO.UN caro saluto

    Commento di marinella casti | 26 luglio 2010 | Rispondi

    • Sei felice perchè l’uomo vero, credente o no, è nato per essere felice. Sei realizzata. Grazie a nome di tutti coloro che servi! Un caro abbraccio Marinella.

      Commento di vincenza63 | 26 luglio 2010 | Rispondi

  5. io faccio la volontaria percè non vedo la mia vita senza un dedicarsi anche agli altri , è vero che quando si fa del volontariato si vuole bene anche a se stessi , io mi premio col volontariato e sento il mio tempo più pieno, più vero

    Commento di emanuela | 26 luglio 2010 | Rispondi

    • Brava piccola! Se tutta la mia vita finora è valsa per questo risultato, allora posso dire che un segno l’ho lasciato: tu.

      Commento di vincenza63 | 26 luglio 2010 | Rispondi


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