Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Non mi basta.


 
Di seguito riporto il testo del mio post pubblicato su www.le-cercle.it/argomenti.php relativo alla riflessione sui cinque punti oppure regole di vita sopra esposti. È chiaro che non voglio stabilire nuove regole, poiché ognuno di noi ha la propria interiorità, il proprio bagaglio culturale, la propria esperienza di vita. È vero però che le regole di vita, dato che sono fondamentali per ogni nostra decisione, debbano essere prese per quello che sono: regole. Ecco perché ho intitolato il mio post “Non mi basta”…

 

Le Cercle – 5 settembre 2010

Non mi basta.

Ho trovato postate in un blog in un noto social network queste cinque regole di vita, che vorrebbero rappresentare probabilmente un invito a guardare la strada che porta alla felicità vera e ad avere il coraggio di intraprenderla e percorrerla. Eccole qui di seguito:

–          lavora come se non avessi bisogno di denaro

–          ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire

–          balla come se nessuno ti guardasse

–          canta come se nessuno ti ascoltasse

–          vivi come se il paradiso fosse sulla Terra.

Vorrei rivisitare, a modo mio, quanto sopra. Il titolo dato a questo post è motivato da due termini che hanno attirato la mia attenzione: “come se”.  

 Le parole, lo sapete, per me hanno un’importanza fondamentale, sia pronunciate sia scritte. Mi permetto di sostituire questi termini -chiave contenuti negli enunciati. Perciò li riscrivo così:

–          lavora perché hai bisogno di denaro

–          ama perché qualcuno almeno una volta ti ha fatto soffrire

–          balla perché qualcuno ti guarda

–          canta perché qualcuno ti ascolta

–          vivi perché il paradiso è sulla Terra.

Voglio percorrere idealmente questa strada una tappa per volta, brevemente, per lasciare spazio alle riflessioni che man mano affiorano al riguardo.

Lavora! Tutti abbiamo bisogno di lavorare per vivere poiché non esiste più la società retta sull’economia del baratto, dobbiamo arrenderci al denaro che in sé non ha nulla di negativo, se solo facciamo memoria del “Dare a Cesare quel che è di Cesare”.Il “come se” in questo caso sembra dare un’accezione negativa al bisogno. Il lavoro, al contrario, non è esclusivamente dettato da un bisogno economico, ma anche – e, mi piacerebbe pensare, soprattutto – dal sentirsi vivi, attivi sia mentalmente sia fisicamente, utili in quel ciclo di cui siamo parte che è la vita.

Ama! L’amore fondato sulla sola gioia non esiste. Tutti almeno una volta abbiamo sofferto per raggiungere il cuore della persona amata, senza successo… Quella spina ci ricorda la nostra capacità di trasmettere emozioni, intuizioni, sensazioni che altrimenti daremmo per scontate. La sofferenza passa, la nostra possibilità di amare invece si presenta sotto forme diverse e inaspettate e ci dà opportunità nuove attraverso innumerevoli volti.

Balla! Canta! Ballare e cantare per me è un tutt’uno, perché la voce fa parte del corpo, è l’espressione della mente e dell’anima verso l’esterno per cui la colloco di diritto nel movimento che è visibile, anche se in realtà è udita. Siamo sempre sotto lo sguardo di qualcuno, per me si chiama Dio oppure può essere l’occhiata sbadata di un passante oppure di un amante che non sa vedere né provare gioia per la danza e il canto…

Infine… Vivi! Vivo il Paradiso qui sulla Terra. Non tutti giorni, perché il nostro non riconoscerci perfetti già qui e ora ci impedisce di assaporare quanto è stato preparato già per noi. Diciamo di essere sempre in cammino ma è realtà restiamo fermi. E magari lo facessimo per intraprendere un percorso dentro di noi! Non lo dico io, ma l’Uomo perfetto che nascondiamo sotto tante regole vuote e inutili.”


Un abbraccio, sempre Vicky.

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5 novembre 2010 - Posted by | Persone, Sapienza, Vita nuova | , ,

6 commenti »

  1. Ciao
    condivido quello che dici, però non sono tanto d’accordo sul fatto che il lavoro sia anche un mezzo per “sentirsi vivi”. Parto dal presupposto che il lavoro è una necessità e tale deve rimanere.
    La ricerca umana è rivolta a trovare i mezzi per affrancarsi da esso, altrimenti a cosa servirebbe la tecnologia? non certo a farci navigare in internet per quanto utile sia. Se dovessimo riuscire nell’impresa, ovviamente non ce ne staremmo con le mani in mano ma cercheremmo altre attività che, essendo libere dalla necessità, ci oermetteranno di crescere in senso spirituale.
    Quello che voglio dire è che il lavoro va distinto da attività come l’arte o il pensiero; esse saranno, in futuro, anche se l’uomo per praticarle farà comunque degli sforzi sia fisici che mentali, attività del tutto piacevoli.

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    Commento di francescov | 5 novembre 2010 | Rispondi

  2. Mia cara questi sono la base per costruira la nostra vita ,sono come dei tasselli uno e’ diverso dall’altro ,ma hanno un legame che portano ad avvicinarci sempre di piu’ al nostro Creatore ,che ci ha dato questa grande energia ,da sfruttare bene in tutte le sue forme .
    Cerchiamo quindi tutti di non deluderlo mettendo in pratica queste regole fondamentali per la nostra salvezza interiore .
    Meritando questo splendito ,e festoso PARADISO ……..

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    Commento di Pina | 5 novembre 2010 | Rispondi

  3. Peccato che in queste rivisitazioni, cosiccome nelle frasi originali, manchi il tempo per esplorarle, viverle, e sentirle fino in fondo a causa della mancanza del tempo che viene sempre meno, aumenta le distanze, aumenta i confini.

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    Commento di simone | 5 novembre 2010 | Rispondi

  4. Giusto.

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    Commento di Gianfranco Malato | 6 novembre 2010 | Rispondi

  5. Bellissimo il blog e il post!!! Complimenti …
    Per la Poesia e letteratura in Arte Appuntamenti volevamo segnalare il seguente di NotitiAE:

    http://wp.me/pZKvG-av

    http://n
    otitiae.wordpress.com/2010/11/06/riprendono-gli-appuntamenti-letterari-di-fare-cultura/

    Grazie!

    Mi piace

    Commento di notitiae | 6 novembre 2010 | Rispondi


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