Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Il mondo a metà.


 

(di Nicola Tanno, da una nota di Mario Circell0 su Facebook)


Il mio occhio di plastica e le scuse che attendo 


“Ogni mattina mi osservo allo specchio e l’occhio sinistro fissa profondamente se stesso per circa un minuto. È grande il mio occhio sinistro, è scuro e intenso ed io, come bambino, gioco con il mio viso sorridendo e imitando le espressioni delle fotografie che mi ritraggono contento. Mi piace il mio sorriso, mi piaceva la relazione che c’era tra la mia espressione felice ed i miei occhi. Mi piacevo. Successivamente il rituale impone di alzare la benda bianca che copre il suo corrispondente destro, ma il corrispondente destro non c’è, non c’è più. 
Gli hanno sparato.

La prima volta che ho avuto il coraggio di vedere cosa restava del mio occhio destro ho pianto, un pianto fatto di “perché” e di “non è giusto”, ora è già diverso, in maniera ripetitiva stacco lo scotch  e procedo all’inserimento di acqua depurata e antibiotici, ma non posso fare a meno di osservarlo, un’osservazione dettagliata e scrupolosa dell’oggetto che mi spaventa di più e mi fermo a vedere quanto sono diversi loro due, l’occhio e l’oggetto…”

Questo il link per la petizione che chiedo a tutti di firmare: (http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.petizionionline.it%2Fpetizione%2Fpetizione-a-favore-dello-studente-molisano-nicola-tanno%2F2056&h=d520e)

Non commento. Voglio solo provare a mettermi dentro di te, Nicola. Anch’io come te mi guardo allo specchio. Tutti i giorni, solo da qualche anno… Prima non ne avevo io coraggio: NON ERO IO QUEL CORPO LI’.

Ti chiederai: che abbiamo in comune io e questa sconosciuta? Lo voglio scoprire. Permettimi di farlo. In prima persona. E, per riflesso, attraverso questo stesso specchio della verità che appare ma non è, prova a fare lo stesso. Se vuoi. Se ti va di accorciare la distanza che ci separa solo geograficamente. Questo è quanto mi sento di donarti di me.

Eccomi qui, anche oggi. Anche tu amico mio, rifletti. Mi rifletti qualcosa che non vorrei vedere. Tu sei la verità che appare, io quella che esiste. Guardami, infame traditore di ciò che non posso nascondere. Qualcosa mi è stato rubato, altro mi ritrovo. Apro il sipario. E mi trovo di fronte a quel buco che si è cercato di riempire… Chi guarirà la voragine, lo squarcio che nessuno cucirà?  Quello che tu, che sei di fronte a me, non conosci perchè non è visibile?

Penso. Il mondo ora per me esiste a metà. Il mio sorriso illumina metà del mio sguardo, quello stesso che si apriva sullo scenario della vita a trecentosessanta gradi. Ora so che il lato oscuro della luna esiste. So che ci sarà un’eclissi di sole per sempre. Che il mio profilo destro non sarà più quasi identico al sinistro.

A chi chiederò di illuminare l’altra metà del mondo? Accendete la luce. Devo vedere chi sta al mio fianco e non riesco…

Rimetto a posto tutto. Il cerotto copre un oggetto, il cerotto dovrebbe coprire quel buco, quello squarcio dentro. Infame amico che mi guardi, che mi mostri a me stesso! Dillo a chi ha in mano l’interruttore: ho bisogno di un oggetto più grande per chiudere quel posto invisibile, quello nascosto perfino a te!”


Un brano solo per te, Nicola! Non mollare, don’t give up! Sempre Vicky!

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28 novembre 2010 - Posted by | Esperienze, Persone | , ,

1 commento »

  1. Ciao Vincenza,
    come avevo previsto, il risultato è poesia!

    Mi piace molto.

    In particolar modo mi piace la frase “Tu sei la verità che appare, io quella che esiste” e il finale poi, è profondo quanto il buco da riempire.

    Ti abbraccio…

    Commento di Mario Circello | 28 novembre 2010 | Rispondi


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