Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Something beautiful 5/Il sapore.

 

Avvicino come posso qualcosa alla bocca.
So che è una delle cose che preferisco fare: leccarmi le dita, come fanno i bambini.
Per me è un po’ più difficile: devo ruotare la testa a volte intorno alle mie dita per poterle assaggiare ed assaporare.
Stavolta è marmellata.

Mi domando… se mi vedesse qualcuno cosa vedrebbe?
Una persona in difficoltà, perchè non riesce ad alimentarsi da sola…a causa dei suoi limiti?
Oppure una donna inconsapevolmente maliziosa che vuole provocare chi la osserva?
Tutto o quasi dipende da chi guarda.

Io sento il sapore. Lo vivo, lo esamino, lo godo senza scompormi… senza chiedermi chi o cosa sono.

Da ‘sana’ e consapevole anni fa accarezzavo il sogno di un’esperienza del genere.
Ora da ‘non-sana’, e limitata secondo molti, posso permettermi questo ed altro e non sentirmi compatita.
Dipende sempre o quasi dall’occhio che guarda… ricordalo.

Altri sapori, stesso gioco del dubbio ‘insano’ che mi fa sorridere, anche ora.
Assaggio cozze che mi mette in bocca un quasi perfetto sconosciuto. 
Mi ha invitata a cena per conoscermi. Con me anche L. e suo marito. Un uomo tutto d’un pezzo, lui.

La provocazione che emerge dalla necessità effettiva è troppo forte… non sono in ospedale – lì non servono cozze alla marinara – e neppure a casa mia – lontano da sguardi curiosi e criticoni… anzi.
Sono al ristorante, in mezzo a tanta gente e penso a distanza di tempo…stavamo mangiando insieme?
Dallo stesso piatto.
L’uomo tutto d’un pezzo chiede a L. da quanto io e il mio aiuto/complice di turno ci conosciamo. Da quel giorno stesso.
Il blocco granitico va in pezzi. Che scandalo! Che roba! Ma perchè Vicky non esce con ‘quelli come lei?’

Caro uomo tutto d’un pezzo, ti saluto da questo blog pensando a te con tenerezza.
E un piccolo rimpianto. Un po’ sbiadito ma ancora prepotentemente vivo.
Te lo voglio dedicare.

Sai, non c’eri quel giorno con me in largo Cairoli e non potevo mangiare il gelato.
Da sola no. Che faccio? Rinuncio?
Penso: prendiamo un bicchierino con due cucchiaini per me e il mio aiuto/complice.
Questa volta devo a lui la mia ‘liberazione’: prende un cono con due gusti. Uno a testa. E basta…

Mi domando dove sia iniziato l’aiuto e dove abbia stravinto il gioco sempre fantastico della sensualità.

Dipende dall’occhio che guarda. Dipende dall’occhio che vede e intravede oltre.

Dedicato a chi ha smesso di essere tutto d’un pezzo e ha cominciato ad assaporare anche così la vita. Sempre Vicky!

 

28 dicembre 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 22 commenti

   

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