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UE: un passo in avanti!


   

UE: Un impegno per i diritti delle persone con disabilità

UE ratifica il trattato internazionale; il primo gruppo intergovernativo ad aderire

30 dicembre 2010

(New York) – La ratifica da parte dell’Unione Europea del maggior trattato internazionale relativo ai diritti delle persone con disabilità rappresenta una significativa pietra miliare nello sforzo globale di promuovere diritti di persone con disabilità, riferisce oggi Human Rights Watch (HRC). L’Unione Europea si è ufficialmente unita alla Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità il 23 dicembre 2010, diventando la prima organizzazione intergovernativa a sottoscrivere un trattato su qualsiasi diritto umano e assumersi le obbligazioni a esso collegate.

“La ratifica da parte dell’Unione Europea sulla Convenzione sui Diritti della disabilità manda un chiaro messaggio circa la priorità di tali diritti in quell’area e in tutto il mondo,” ha dichiarato Shantha Rau Barriga, ricercatrice nel campo dei diritti della disabilità e avvocato presso HRW.
 “Tutti membri attuali e futuri dell’Unione Europea dovrebbero ora ratificare il trattato e adeguare le proprie leggi e regolamenti secondo i relativi standard.”

La Convenzione sui Diritti della Disabilità, che è entrata in vigore nel maggio 2008, è il primo trattato internazionale sui diritti umani che si riferisca alle persone con disabilità. Ratificando il trattato, i paesi s’impegnano a sostenere la non discriminazione e altri tipi di protezione e a fornire alle persone con disabilità i servizi di cui hanno bisogno per partecipare completamente nella società. La convenzione è stata ratificata da 96 paesi oltre all’Unione Europea.

Oltre a sottoscrivere la Convenzione dei Diritti della Disabilità, l’Unione Europea è in procinto di sottoscrivere la Convenzione Europea sui Diritti Umani, gestita da un’organizzazione intergovernativa separata, il Consiglio d’Europa.

L’adesione alla Convenzione obbliga le istituzioni dell’Unione Europea, inclusa la Commissione Europea, il Parlamento, il Consiglio, e la Corte della Giustizia a garantire i diritti della disabilità. Ma questo non rende automaticamente la convenzione vincolante per quanto riguarda i singoli stati membri della Comunità Europea. Questo richiede una ratifica separata da parte di ciascun paese.

Undici dei 27 membri dell’Unione Europea devono tuttora ratificare la convenzione, tra questi Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia e Romania, sebbene tutti l’abbiano firmata. Tra i paesi che hanno richiesto di far parte della Comunità Europea, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia e Turchia hanno ratificato la convenzione, mentre Albania, la Repubblica di Macedonia, Islanda e Kosovo non l’hanno fatto.

Aderire alla convenzione è soltanto un passo verso il garantire i diritti di persone con disabilità. La ricerca da parte di HRW e di organizzazioni europee per i diritti delle persone con disabilità ha evidenziato che tali persone in tutta l’Europa, incluse quelle presenti nei paesi che hanno aderito al trattato, affrontano un certo numero di ostacoli per la piena realizzazione dei propri diritti.

“L’Unione Europea dovrebbe garantire che tutti gli stati membri aderiscano e implementino la convenzione e rappresentino un esempio rispettando completamente i diritti delle persone con disabilità, “ha dichiarato Barriga. “Nelle sue discussioni con altri paesi, l’Unione Europea ha bisogno di premere per leggi più forti, politiche migliori e programmi più inclusivi.”

L’Unione Europea si è dapprima impegnata ad aderire alla Convenzione Diritti delle Persone con Disabilità sottoscrivendo il trattato nel marzo 2007. Il 2 dicembre 2010 il Consiglio della Comunità Europea, un organo formato da rappresentanti di ogni Stato membro, ha eliminato l’ultima barriera legale per aderire al trattato concordando su un codice di condotta che regolarmente era l’interazione dello Stato membro con la Commissione Europea concernente la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità.

(dal sito HRW, al seguente link il testo originale in inglese: http://www.hrw.org/en/news/2010/12/30/eu-commitment-disability-rights)

Mi scuso per eventuali errori e inesattezze. Sempre cittadina del mondo, sempre in attesa di sorprese, sempre Vicky!

(Contro tutti i pronostici – MANGO)

4 gennaio 2011 - Posted by | Esperienze, News, Persone | , , ,

3 commenti »

  1. Intanto hanno cominciato col dire, ora vedremo come sarà il fare………..

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    Commento di simone | 4 gennaio 2011 | Rispondi

  2. …e come sempre si spera che alle ‘parole’ seguano i ‘fatti’ …bacio Vincenza

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    Commento di Armando B. | 5 gennaio 2011 | Rispondi

  3. Mi permetto di fare una sola osservazione a quanto hai scritto.
    Credo che la politica abbia fatto grandi passi negli ultimi decenni per cercare di dare una soluzione ai problemi dei disabili non solo finanziando importanti progetti ,ma, come nel caso della EU, cercando di obbligare i singoli stati ad alcuni adempimenti che rendessero possibile concretizzare gli interventi stessi.
    Purtroppo tutto ciò non appartiene alla nostra cultura e questo ha fatto si che in pratica anche i progetti più semplici non si concretizzassero immediatamente o si concretizzassero in modo parziale.
    Anche oggi , ad esempio, l’abbattimento delle barriere architettoniche viene affrontato in modo insufficiente, ma alcuni progressi ci sono e sono visibili a tutti e vanno verso la realizzazione di opere ed iniziative che tentano con maggiore convinzione di dare una risposta positiva ai diritti dei disabili….
    Credo sia stata fatta molta strada e proprio per questo ci rendiamo conto che c’è ancora molto da fare.
    C’è la consapevolezza della priorità di alcuni di questi problemi sui quali occorre ,però, vigilare, perchè in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo si rischiano addirittura dei pericolosi passi indietro.
    Occorre rendere questo processo prima di tutto irreversibile e nello stesso tempo continuare ad investire, anche da parte dei privati, perché dare una sempre più esauriente risposta ai diritti dei disabili significa progredire sulla strada del progresso e della civiltà

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    Commento di Remo | 5 gennaio 2011 | Rispondi


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