Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Lasciateli vivere.


Di seguito riporto il testo integrale del mio ultimo pezzo pubblicato sul Caffè Letterario online www.le-cercle.it/argomenti.php

LASCIATELI VIVERE!

“Cadrà l’inverno anche sopra il suo viso, potrete impiccarlo allora…”
Ascolto ‘Geordie’ di Fabrizio De Andrè. E’ solo un attimo, i pensieri cominciano a correre sull’onda dell’emozione per questo testo, per la disperazione della donna che perderà il suo Geordie per sempre.
Un marito, un figlio, un fratello. Una vittima in più, un po’di umanità in meno. L’unica certezza della pena che esista. Dicono.
 
Una corda, anche se d’oro… uccide. Soffoca, stringe, lacera, ruba l’ultimo respiro, si spalanca un baratro sotto i piedi e, nei secondi i cui vai incontro al tuo non-futuro, piangeresti e non puoi… urleresti e la voce non esce, scapperesti e trovi il vuoto. Il sipario si sta chiudendo, qualcuno ha tirato quella corda che lo chiude. Per sempre. Non avrai opportunità di riparare il male fatto, non avrai la dignità di morire vecchio o di malattia, perché la vendetta – non la giustizia – deve fare il suo corso. Devi morire. 

Sarà soddisfatta la legge, sarà pagato il prezzo, sarà espiata la colpa. No, non basta. Nessun ritardo, nessuna moratoria, nessun perdono. Il nuovo manganello conosce solo il dovere. Volete essere padroni del tempo, non vi basta esserlo della vita e della morte altrui. Vi illudete.
Volete sapere perché? Noi oggi sappiamo come si muore, in tutti i particolari. Lo abbiamo visto. Siamo testimoni. Sappiamo come si muore per mezzo di scosse elettriche ad alta tensione, sappiamo come sia ‘dolce’ la morte col pentothal… sappiamo come sia dolorosa quella dei ragazzi morti ‘per caso’ sull’asfalto per colpa di calci e pugni che si sono dati da soli, per autolesionismo. Voi siete i carnefici. E osate alzare la voce in nome delle vittime!

Una cosa fa la differenza:  la consapevolezza comune del non-ritorno.
Posso solo provare a mettermi nella tua testa, nel tuo cuore… Dicono che hai ucciso molte persone e che quindi non ce l’hai, che non sai la sofferenza cosa sia, che non sai l’amore cosa sia. Io non ti conosco. Spero però che tu un solo istante della tua vita sia stato coccolato da qualcuno. Penso che, facendo l’amore, tu abbia provato piacere e tenerezza. Piango, perché quando sentirai la vita scorrere fuori da te… allora forse penserai ai pochi attimi di Bellezza della tua esistenza e capirai cos’hai rubato e di cosa ti stanno privando per sempre.
Sarai passato per pagare, vorresti ritornare a dirlo, ma non avrai voce, non avrai corpo, non avrai mente.
Correresti a chiedere perdono a chi non può sentirti perché ora… siete dalla stessa parte. Ora chi deve sapere sa. Non è felice di vederti. Questa è, oltre alla tua morte, la sola mia certezza.

Leggetelo bene questo Libro: Occhio per occhio, dente per dente. Ma sta anche scritto: NESSUNO TOCCHI CAINO! E ancora: Misericordia accetto, non sacrifici.

Nessuno doveva toccarti, perché ora non sei finalmente libero: sei solo terribilmente e inutilmente schiavo della violenza, così come le tue vittime.

Dedicato ad altre vittime, quelle della pena di morte.

Vincenza Rutigliano

23/01/2011 ”

Grazie per la vostra attenzione. Sempre Vicky.

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25 gennaio 2011 - Posted by | Esperienze, Idee, News, Persone | , ,

7 commenti »

  1. un’emozione

    Commento di terry | 25 gennaio 2011 | Rispondi

  2. Molto bello Vicky…no alla pena di morte..pero’ un pensiero a chi ha subito perdite soprattutto se vittime innocenti,per colpa di un condannato.Veder come in Italia gente che infligge sofferenze anche a ignari passanti e la fa franca non dev’essere una bella esperienza…una rabbia che ti divora..bisognerebbe viverle certe cose..

    Commento di Alfonso | 25 gennaio 2011 | Rispondi

    • Alfonso, hai ragione. Io non sto cancellando il danno… Solo non credo sia giusto aggiungere barbarie alla violenza.
      Ben trovato, che bello!

      Commento di vincenza63 | 25 gennaio 2011 | Rispondi

  3. Il dubbio resta sempre davanti alla domanda “e se qualcuno ammazza mio figlio, io cosa gli faccio?” … qui forse si può trovare qualche risposta http://www.nessunotocchicaino.it/

    Grazie Vicky, per farci fermare a riflettere su queste cose 🙂

    Commento di Enzo (VolaBambino) | 25 gennaio 2011 | Rispondi

    • Grazie a te per il link. Ciao Enzo!

      Commento di vincenza63 | 26 gennaio 2011 | Rispondi

  4. I cattivi uccidono, i buoni condannano a morte, la giusta via di mezzo è stata dimenticata da tempo, mettiamoli ai lavori forzati, quei lavori che ti sfiancano e perchè no anche quelli pericolosi per la salute; perchè non è giusto che stiano in cacere trattati allo stesso modo di chi ha rubato.

    Commento di Pietro | 26 gennaio 2011 | Rispondi

    • Perchè no in servizi sociali?
      Io sono contraria alle soluzioni estreme come unica soluzione.

      Commento di vincenza63 | 26 gennaio 2011 | Rispondi


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