Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

L’occhio e la tastiera/Gheddafi è responsabile di atrocità.



Guardo la data dell’articolo CNN pubblicato sul sito di Human Rights Watch. La confronto con quella odierna. Purtroppo nulla è cambiato, se non nell’inasprimento del comportamento di Gheddafi e delle sue truppe, che oggi come venti giorni fa continuano ad accanirsi con ogni mezzo sulla popolazione. Significativo l’esordio del pezzo allegato: “Il destino della Libia è nelle mani dei suoi cittadini…”.

 Che non sia questo il nucleo della democrazia? Potrà mai un paese come la Libia farci tornare indietro ai tempi in cui avevamo questa voglia di libertà che ha generato la Resistenza in Italia? Me lo sto chiedendo seriamente, penso e mi domando: “Dov’è finito il nostro senso di giustizia, di uguaglianza, di voglia di condivisione che era dei nostri nonni oppure dei nostri padri?”

Osservo la società che mi circonda: il sentimento che si respira è la provvisorietà, la precarietà, il sentirsi sottomessi a un potere enorme, inattaccabile, protetto. Tutto il contrario di come si sente il cittadino medio: infinitamente piccolo, ricattabile perché bisognoso, solo.

Sarà questo quindi a incoraggiarci a uscire dai nostri problemi di tutti giorni, per rivendicare l’umanità rubata, il senso di libertà di parola e di pensiero, che continuamente un regime travestito da governo vuol far credere di concederci con magnanimità, quasi non fosse un diritto civile e prima di tutto umano inalienabile.

Il tiranno non è padrone della vita.  Importante è individuare cos’è la vita.

E’ forse il desiderio stasera di non vedere più il telegiornale, non perché queste notizie abbiano cessato di esistere, ma solo perché è morto il nostro desiderio di conoscere, è morto ciò che ci distingue dall’essere pietre: la curiosità del sapere, del penetrare la vita dall’interno, le relazioni con l’essere umano che è il nostro ‘altro’.

Non vogliamo essere più disturbati dal nostro sopore, non vogliamo che il nostro piccolo equilibrio sia turbato. Questa meschinità è diventata la verità che ci portiamo dentro tutti giorni, che non ci fa fermare più davanti allo specchio la mattina per chiederci, come facevano i liberi pensatori, CHI SONO, DOVE VADO, DA DOVE VENGO.

 Apparentemente le popolazioni del nord Africa possono dare l’impressione di non avere risposte. Questo è l’errore del nostro essere europei: pensiamo che il progresso sia solo una macchina più comoda o un computer che aiuti a impiantare a distanza un by-pass cardiaco. Quanto siamo ciechi! A cosa ci servirà muoverci più velocemente e avere un cuore che funzioni regolarmente se la nostra meta è un enorme niente? Assenza di idee nuove, apatia, rassegnazione

Guardiamo con pietà i morti abbandonati per le strade di Bengasi o Tripoli e non ci rendiamo conto che qualcuno ci ha già rubato la vita vera, o lo sta facendo in questo momento.

 Vincenza Rutigliano

 Dal sito HRW Human Rights Watch 4 marzo 2011

Articolo pubblicato ieri su http://www.ondanomala.org/2011/03/13/gheddafi-e-responsabile-di-atrocita/

Traduzione

Ritenere Gheddafi responsabile di atrocità

di Fred Abrahams

Pubblicato in: CNN.February 22, 2011

Materiali correlati:
Libia: i Comandanti dovrebbero affrontare il giudizio per gli omicidi
Libia: i governi dovrebbero chiedere la fine di uccisioni illegali.
Più informazioni: aggiornamenti in diretta dal Medio Oriente
Più reporting Human Rights Watch sulla Libia (CNN) -.

Il destino della Libia è nelle mani dei suoi cittadini e un intento sovrano di mantenere il potere a qualunque costo a prezzo del sangue dei manifestanti. Ma le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e altri governi possono contribuire a proteggere i manifestanti dalle armi di Gheddafi e favorire un risultato democratico. Per fare ciò, essi devono sostituire rapidamente gli slogan di condanna con azioni decisive.

Per iniziare, Washington e le capitali europee dovrebbero fare il nome di Gheddafi come l’autore di quanto sta accadendo. Gli Stati Uniti e altri Governi hanno condannato fermamente le autorità libiche e i funzionari per il loro uso della forza mortale contro i manifestanti, compreso il fuoco fatto da elicotteri lunedì a Tripoli. Ma le dichiarazioni ufficiali non menzionano il “fratello Leader” per nome.

Non ci sono “autorità libiche” o “funzionari libici” in grado di agire con indipendenza. La Libia ha una sola autorità e un funzionario che conta: Gheddafi, l’uomo che ha governato il paese per più di 41 anni. Washington e altri governi dovrebbero capire che questa rivolta è proprio contro di lui. E le morti in ascesa provengono dal suo rifiuto di tollerare il dissenso.

In secondo luogo, Washington e le capitali europee dovrebbero smettere di rinviare a Gheddafi, vedendo lui come necessario per i legami commerciali e di sicurezza, o temendo che un’azione forte potrebbe indurlo ad assumere comportamenti peggiori.

Proprio l’assenza di misure forti dà ora il via libera a Gheddafi di agire ancora peggio, come ha dimostrato con gli attacchi aerei sui manifestanti che ha lanciato lunedì.

Gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e gli altri Stati dovrebbero articolare le conseguenze concrete che Gheddafi dovrebbe affrontare se egli impiegasse ulteriore forza illegale. Le azioni vanno dal congelamento dei beni e un embargo sulle armi a un procedimento penale contro Gheddafi e i suoi luogotenenti senior per sparatorie indiscriminate e uccisioni illegali su vasta scala. Gheddafi deve sapere che sarà chiamato a rendere conto per gravi violazioni dei diritti umani.

In terzo luogo, gli Stati Uniti e paesi dell’Unione europea, che prendono la maggior parte della produzione di petrolio della Libia, dovrebbero intraprendere azioni in maniera uniforme, in modo che Gheddafi capisca che egli affronta un fronte comune. Troppo spesso negli ultimi anni Gheddafi ha messo paesi l’uno contro l’altro, facendo penzolare lucrosi contratti come esca di divisione.

Gli Stati Uniti e altri governi occidentali hanno isolato con successo il leader libico Muammar Gheddafi in passato per i suoi attacchi terroristici contro gli occidentali. Essi non dovrebbero essere da meno per il terrore che egli sta infliggendo oggi al popolo libico. 

Washington e le Capitali Europee dovrebbero sollecitare gli Stati arabi e africani a partecipare, in modo che un loro intervento deciso non sarebbe visto come un assalto occidentale. Insieme, i governi dovrebbero chiedere che la Libia sia trattato come argomento urgente e discusso in una sessione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. E il Consiglio di sicurezza dovrebbe esaminare la situazione facendo riferimento alla Corte Penale Internazionale.

La famiglia Gheddafi capisce esattamente quanto sia importante la posizione degli Stati Uniti. Ecco perché il cosiddetto figlio riformatore, Saif al-Islam, ha tenuto un discorso molto pubblicizzato in televisione alle ore 01:00 lunedì a Tripoli – in prima serata negli Stati Uniti. E ha mandato il suo messaggio all’Occidente: i combattimenti in corso porteranno al caos che minaccia la stabilità e le imprese. È necessario, lascia sottintende Saif al-Islam, continuare a sostenere la famiglia.

Washington e gli altri non dovrebbero indulgere in quella linea. I manifestanti sono cittadini libici che sono stufi di quattro decenni di nepotismo e di violenza. Sono stanchi di governo irresponsabile da parte della famiglia Gheddafi.

Facendo pressione su Gheddafi, gli Stati Uniti e gli altri governi si procurano un enorme sostegno tra una moltitudine di libici nel paese e all’estero. Una posizione rapida e coerente incoraggerà i diplomatici libici, i comandanti militari e i capi tribù che si stanno unendo ai manifestanti di giorno in  giorno. E darà forza alle decine di migliaia di libici che sono coraggiosamente insorti.

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano.

Link al testo originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/02/22/hold-gadhafi-accountable-atrocities

HRW (Human Rights Watch) non è responsabile di eventuali inesattezze e differenze.

Non lasciamoci ingannare! Sempre Vicky!

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14 marzo 2011 - Posted by | Esperienze, Idee, News | , ,

4 commenti »

  1. E’ ormai risaputo che Gheddafi sia un bastardo, artefice di atrocità. Non credo però nella guerra umanitaria come soluzione in quanto causerà ancora morte di uomini…donne…bambini.
    Si poteva fare altro…
    Un contributo forte sarebbe potuto venire dall’Unione Africana che ha assunto una posizione netta, contraria all’attacco militare degli Usa e di altri paesi dell’Occidente. Si candidava in questo modo a intervenire sulla vicenda, in modo autonomo, sul piano diplomatico e non solo. Ma il bottino del petrolio e dei gas naturali sollecita i potenti a questa guerra definita “umanitaria”….ma io di umanitario non percepisco nulla.
    Si verificheranno atrocità che non conosceremo mai…

    Commento di LuiZa | 23 marzo 2011 | Rispondi

    • Purtroppo non posso che essere d’accordo con te amica mia 😦

      Commento di vincenza63 | 23 marzo 2011 | Rispondi

  2. E’ atroce.

    Commento di rosa | 23 marzo 2011 | Rispondi

  3. Tutte le dittature vanno eliminate ma sarebbe meglio attravero sollevamenti popolai unanimi che non attraverso guerre civili come quella in Libia dove non è la stragrndemaggioranza del Paese a voler mandare via Gheddafi. Va ricordato che pr il mndo arabo è il simbolo dell’anti-Occidente prchè – contrariamente agli altri pstati arabi dove le dittature, li emirati e le monarchie si sono insediati er colpi di mano – la Libia ha una sua storia di resistenza. E’ la guerra ad essere condanata perchè non è una soluzione. E’ l’Occdente a dover decidere se uare gli stessi pesi e le stesse misure per paesi come il Bahrain o la stessa Gaza o il Sudan, il Congo e così via dove non c’è il petrolio ma si compiono quotidianamente eccidi….

    Commento di Olga | 24 marzo 2011 | Rispondi


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