Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

La pace è mia!


   La pace non è un simbolo

E’ un uomo, una donna… e un altro uomo, un’altra donna… E’ carne, spirito, mente. Tutto.

“La pace è mia. (25-03-2011)

Sempre i soliti luoghi comuni e l’ignoranza… La pace è, anzi può essere di tutti. Il coraggio di cercarla e rischiare di persona un po’ meno. Io dico grazie a chi come Gino Strada rappresenta il mio sogno di andare verso l’altro e non poterlo fisicamente fare e contemporaneamente la realtà di averlo fatto, usando le sue gambe e le sue mani. Con persone come lui io ho già vinto!”

Inizio con queste poche righe di commento a una nota su Gino Strada Nobel 2011 per la pace, un gruppo di Facebook di cui faccio parte con orgoglio, per sostenere la sua candidatura… ancora.

E’ solo l’inizio… Qualche ora fa. Mi fermo. Penso. Comincio a farmi tante domande.  Da anni non mi sono mossa. Una sola risposta: la pace è mia. Deve essere mia, come esigenza prima. Non appartiene a te, né ad altri. Perché in realtà è la nostra stessa anima che, muta, devastata d immagini di guerre tra fratelli, urla il dolore della privazione del piacere, della gioia e della consapevolezza della fine della solitudine.
Questo dovrebbe essere lo scopo della vita: la felicità. Ne abbiamo soffocato il desiderio con le cose. E siamo tutt’ora soli. Sono cristianamente convinta che dopo il peccato originale Adamo ed Eva non si siano sentiti nudi. Semplicemente sono stati divisi e hanno scoperto la solitudine.

Ungaretti anni fa col suo grido sommesso ‘Fratelli…’ voleva insegnare all’umanità qualcosa… Ha fallito. Montale con ‘Non chiederci la parola’, pure. Come migliaia di uomini di pace o di buona volontà che si voglia.
A chi toccherà ora?

Non si bestemmia se si afferma che Dio è di tutti, Allah è di tutti, Krishna è di tutti… Il ‘problema di Dio’ o meno è una bugia eterna
. Nonsense. In realtà la questione è l’Io che vuole prevalere sul ‘noi’. L’Amore viene ucciso. La fratellanza pure.
Non illudiamoci: non ci saranno sopravvissuti. Neppure tra i giusti. O presunti tali.

Aspetto. Che il sangue arresti la sua corsa. Che il cuore si plachi. Che la Pace finalmente trovi casa. In me. Per prima cosa l’accolgo. Poi la consolo per lo sforzo fatto. Asciugo le sue lacrime, per le attese tradite.
Anch’io colpevole finalmente consapevole divento libera. Neanche la morte può più fare paura.

Ora che la pace è mia… non mi appartiene più.”

Da www.le-cercle.it/argomenti.php il caffè letterario online col quale collaboro. Un abbraccio, sempre Vicky!

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25 marzo 2011 - Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , ,

3 commenti »

  1. La pace come condizione essenziale dell’umanità, sempre e in ogni luogo della terra, non solo in quelli che tornano spesso alla ribalta. Un abbraccio

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    Commento di Olga | 26 marzo 2011 | Rispondi

  2. Ciao Vicky! Non esistono guerre giuste! E’ sempre l’avidità a spingere l’uomo ad impossessarsi con la forza delle altrui risorse massacrando senza ritegno i suoi simili!
    Io voglio, fortissimamente voglio, un mondo migliore in cui tutti abbiano le stesse opportunità e non esista la paura della diversità e, soprattutto, dove “l’uomo non mastichi di sua carne carne”!

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    Commento di gianni mascia | 26 marzo 2011 | Rispondi

  3. Chi chiede la pace, non la può pretendere, nel momento in cui la si pretende, la stessa rinnova le guerre!

    Mi piace

    Commento di simone | 26 marzo 2011 | Rispondi


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