Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

L’amore è un diritto.




L’AMORE E’ UN DIRITTO

Tra il 17 e il 19 giugno il popolo del Liechtenstein sarà chiamato a esercitare il diritto primario alla libertà di espressione universalmente riconosciuto: il referendum. La questione è delicata, importante, giusta. Nessuno spero si tiri indietro. Favorevole e non.
Solo menti libere da pregiudizi potranno permettere che l’amore, a qualsiasi genere appartenga, sia un diritto da riconoscere e legalizzare, posti gli stessi requisiti che valgono ora per le coppie eterosessuali.
Mi sorprende il mio stesso pensiero di credente cattolica “immersa nel peccato” per le sue convinzioni umanitarie decisamente non allineate. Sono una figlia della Chiesa che ama e che pensa liberamente. Cammina velocemente. Davanti a Dio, poi agli uomini.
Sono una laica che si stupisce di vivere in una società ipocrita e bigotta, che nega di vivere in uno Stato di Diritto a un numero notevolmente alto dei propri cittadini sessualmente ‘diversi’.
Il dibattito è aperto. Per la sinistra che si professa progressista, per la destra che finge di conservare valori che, di fatto, non vive. Le nostre petizioni giacciono, come cadaveri. Altrove prendono vita e cambiano le cose. Chiedo coerenza. A me, a voi.

Questo l’articolo tradotto integralmente:


“Liechtenstein: dire ‘sì’ a coppie dello stesso sesso

Le persone dovrebbero approvare la legalizzazione nel prossimo referendum

25 maggio 2011

“Il popolo del Liechtenstein non deve isolare il paese dall’Europa occidentale o i propri cittadini LGBT dal resto della società. Il diritto fondamentale di non essere discriminati deve essere osservato in Liechtenstein e le coppie omosessuali devono essere riconosciute dalla legge. Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare “sì” al referendum.
– Boris Dittrich, responsabile del patrocinio per i diritti LGBT presso Human Rights Watch.

(New York) – Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare “sì” nel referendum di giugno 2011 sulla questione se il loro parlamento debba procedere per legalizzare unioni omosessuali, ha dichiarato oggi Human Rights Watch.

“Il Parlamento ha già compiuto i passi giusti per garantire che tutti in Liechtenstein, indipendentemente dall’orientamento sessuale, abbiano diritto alla tutela da parte della legge”, ha dichiarato Boris Dittrich, responsabile del patrocinio di Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender (LGBT) Diritti sul programma di Human Rights Watch. “Ora i cittadini del Liechtenstein hanno un’opportunità per approvare questa mossa contro la discriminazione.”

Se la maggioranza degli elettori votasse “sì” al referendum che si svolgerà dal 17 giugno al 19, le coppie lesbiche e gay avrebbero diritto per legge alla maggior parte degli stessi diritti delle coppie sposate eterosessuali, tranne che in alcune aree, come ad esempio l’adozione da parte di un secondo genitore, l’inseminazione artificiale, e la maternità surrogata. In caso si votasse “no” le coppie dello stesso sesso resterebbero al di fuori della tutela della legge.

” Votando ‘sì’ non solo riconosce la realtà che non c’è assolutamente alcuna ragione per cui lesbiche e gay non debbano avere il diritto alla tutela da parte della legge per i loro rapporti personali, ma è anche coerente con gli sforzi europei per modernizzare il diritto di famiglia,” ha dichiarato Dittrich.

Un progetto di legge sull’unione registrata è stata adottata all’unanimità dal Parlamento del Liechtenstein (Landtag) il 16 marzo. Il disegno di legge avrebbe dovuto entrare in vigore il 1 ° settembre.

Tuttavia, secondo il diritto del Liechtenstein a un disegno di legge può essere impedito di diventare legge se il popolo lo blocca attraverso un referendum, che deve avvenire entro tre mesi dalla data di adozione del disegno di legge. Tale referendum richiede una petizione firmata da un minimo di 1.000 elettori iscritti. Il 21 aprile un gruppo chiamato “Vox Populi” ha presentato 1.208 firme al governo, di fatto chiedendo un referendum. Il governo ha annunciato le date di referendum il 26 aprile. Il risultato sarà vincolante.

Il Liechtenstein è membro del Consiglio d’Europa (CoE). Sette dei suoi 47 paesi membri concedono alle coppie dello stesso sesso pari opportunità di accesso al matrimonio – Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, Norvegia, Svezia e Islanda. Altri 13 Paesi membri hanno adottato una normativa che consente alle coppie dello stesso sesso di registrare le proprie relazioni – Andorra, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Slovenia, Svizzera e Regno Unito. Questi includono i vicini Liechtenstein, Svizzera e Austria.

Recentemente, nel novembre 2010, la Corte europea dei Diritti dell’uomo ha affermato che il rapporto stabile di una coppia di conviventi dello stesso sesso rientra nella nozione di “vita familiare”, come protetta dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La Corte ha riconosciuto che negli ultimi dieci anni ci sia stata una rapida evoluzione di atteggiamenti sociali nei confronti delle coppie omosessuali in molti paesi membri, tra cui l’offrire loro il riconoscimento giuridico.

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa non dovrebbe continuare a lasciare la vita familiare delle coppie dello stesso sesso senza tutela legale, Human Rights Watch. La decisione del governo del Liechtenstein di riconoscere i loro diritti alla tutela giuridica e di prevedere per legge le unioni registrate è in linea con gli impegni assunti dal paese nella tutela dei diritti umani.

“Il popolo del Liechtenstein non deve isolare il paese dall’Europa occidentale o i propri cittadini LGBT dal resto della società”, ha detto Dittrich. “Il diritto fondamentale di non essere discriminati deve essere osservato in Liechtenstein, e le coppie dello stesso sesso dovrebbero essere riconosciute dalla legge. Il popolo del Liechtenstein dovrebbe votare ‘sì’ al referendum”

Link al testo originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/05/25/liechtenstein-say-yes-same-sex-partnerships

Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano, disponibile a richiesta in versione integrale.

Human Rights Watch non è responsabile di eventuali inesattezze e discrepanze

Vincenza Rutigliano

31 maggio 2011 pubblicato il 5 giugno 2011 su www.ondanomala.org

Un pezzo applicabile a tutti, senza distinzione.

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5 giugno 2011 - Posted by | Esperienze, Idee, News, Persone | , , ,

5 commenti »

  1. l tuo impegno mi travolge sempre amica mia, sei davvero speciale e unica. TVB

    Commento di rosa | 5 giugno 2011 | Rispondi

    • Non sopporto le ingiustizie, i bigotti e i ‘rispettabili’. Da sempre.

      Commento di vincenza | 5 giugno 2011 | Rispondi

  2. Sono convinto che chi accetti questo “sì”, è molto più cristiano di chi chiude le orte in faccia al diverso.

    Commento di simone | 5 giugno 2011 | Rispondi

  3. Cara Vicy l’argomento è scottante e molto personale…la natura spesso fa brutti scherzi,
    troppo brutti…ma a far nascere questi diversi sono stati i preti in primis, per i loro bisogni fisici.
    Fino a 30 anni fà questi diversi si nascondevano, ora sono allo scoperto, per strada, sui giornali, in tv e sui siti del pc.
    Io credo che se due uomini desiderano unirsi in carne e spirito,o due donne , lo faccino pure.
    Ogni essere ha le sue esigenze,le sue convinzioni o meglio , le decisioni di come vivere.
    Ma poi chiedono il matrimonio,di adottare bambini…non sò se sia giusto per un bambino avere due uomini o due donne per madre o padre…io preferisco le donne ad un mio simile(convinzione personale e fisica).
    SIANO liberi di scegliere la propria vita…ma chi viole cambiare le abitunini non ne faccia un commercio per attirare le attenzioni sulle loro persone.
    ENRICO

    Commento di Enrico | 5 giugno 2011 | Rispondi

  4. Ciao, Vicky.
    Oltre ai diritti (giustamente rivendicati) delle coppie omosessuali, non dimentichiamo che in Italia (ma anche in molti altri Paesi)esistono problemi legali anche per gli eterosessuali che convivono al di fuori del matrimonio.
    Forse sarebbe opportuno che la società mondiale si adeguasse a criteri più consoni alla vita del XXI secolo e si liberasse da remore e da legacci di derivazione religiosa, degni di secoli ormai consegnati alla storia.

    Commento di Paolo | 6 giugno 2011 | Rispondi


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