Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Vita indipendente Roma 1-2/ ottobre 2011

VIII Congresso Nazionale Associazione Luca Coscioni
Roma, 1-2 ottobre 2011

Il mio intervento del 02/10/2011

“Un grazie a tutti per l’opportunità che mi date oggi. Non sono esperta, se non dell’argomento che posso rappresentare di piu in quanto vissuto sulla mia pelle: La vita indipendente. Cito da “Relazione al primo congresso dell’Associazione Coscioni

di John Fischetti
“Indipendent Living non significa che noi non abbiamo bisogno di nessuno, che vogliamo fare tutto da soli o che vogliamo vivere in isolamento. Vita Indipendente significa che vorremmo avere la stessa possibilità di controllo e di scelte nella vita quotidiana che i nostri fratelli e sorelle, vicini di casa e amici considerano come garantite. Vorremmo crescere nelle nostre famiglie, frequentare la scuola vicina a casa nostra, usare lo stesso autobus, svolgere lavori secondo la nostra istruzione e le nostre capacità. E la cosa più importante è che abbiamo bisogno di essere responsabili delle nostre vite, e, proprio come chiunque altro, di pensare e di parlare per noi stessi”

Queste parole sono state pronunciate da Adolf Ratzka, leader del movimento europeo per la vita indipendente.” (dal sito di Associazione Luca Coscioni).

In queste poche righe il manifesto, nonchè programma di vita, che una persona con disabilità come me si sente di sottoscrivere ora a conferma della svolta che ha voluto dare alla sua esistenza qualche anno fa trasformandosi da oggetto di trattamenti e servizi in soggetto giuridico presente e consapevole della possibilità e del diritto di decidere senza dover essere influenzata. Nel mio caso lo sono stata, pur con intento positivo, in prima istanza dall’amore per mio marito Lorenzo e dall’enorme gratitudine che avevo e sempre avrò per lui, purtroppo scomparso nel febbraio 2005, per mia figlia e suo marito, per mia madre e per tutte le persone che si sono prese amorevolmente cura di me. Poi sono arrivata io, finalmente!

A nessuno piace essere un numero e noi persone con disabilità lo siamo, a volte spesso con presunto valore zero e non considerate come risorse. Sono qui per raccontarvi in tre punti fondamentali ciò che vorrei vedere sempre piu attualizzato come VITA INDIPENDENTE., ossia la RICERCA E IL DIRITTO ALLA FELICITA’.

1. VITA DI RELAZIONE E MOBILITA’In piena consapevolezza ho il diritto di muovermi in sicurezza quando lo desidero e verso la destinazione che desidero come chiunque altro nel mondo. Se oggi sono qui devo dire senza falsa modestia grazie alla mia forza di volontà, alla possibilità di avere con me la mia migliore amica nonchè compagna di viaggio e assistente contemporaneamente in quanto OSS per professione e passione. Un bacio a lei. Di cuore. Da ultimo, solo in termini di tempo, al mio migliore amico e compagno di questo pezzo di vita, che non smette di incoraggiarmi ad essere me stessa e non mollare. Il mio diritto di scelta per l’assistenza non si può esercitare con le risorse attuali. La legge 162 non basta. L’abbiamo osservato in questi anni. Se il diritto ad una vita indipendente fosse riconosciuto non solo a livello morale ma anche e soprattutto economico, sarebbe un primo passo verso la felicità, scopo della vita umana universalmente e costituzionalmente riconosciuto, preesistente alla vita stessa.

2. DIRITTO AL LAVOROE’ uno dei cardini per una vita dignitosa. Oggi quasi tutti mi vedono solo con i miei limiti, ma io possiedo capacità cognitive, professionalità, esperienza provata per svolgere un’attività, la mia…non una qualsiasi, ma la mia. Perchè accontentarmi? Non voglio vegetare ma vivere. Per l’assistenza personale lo Stato dice di provvedere con la pensione e nel mio caso con l’accompagnamento. Ho bisogno di aiuto, è vero, ma io ho in mente già un mio progetto di vita, LA MIA! ME LO VOGLIO REGALARE OGGI, NEL GIORNO DEL MIO 48mo COMPLEANNO. Amore, lavoro, disposizioni per progetti, in una parola: FUTURO. Che dovrei fare per colmare il gap tra il mio limite e il lavoro? Mi viene in aiuto la tecnologia – pc con software vocali, trackball, domotica, ecc… E’ ora di abolire le barriere e gli incentivi oppure le multe per le aziende in caso di mancata assunzione di persone con disabilità nel proprio organico. Occorre piuttosto incoraggiare progetti di telelavoro concordati tra l’azienda e la persona con disabilità. La legge va completata e superata con l’intelligenza. Finalmente. Si può fare. Io lo voglio fare!

3. DISCRIMINAZIONE. Io mi sento semplicemente e completamente donna e persona. Voglio guardare al mi0 futuro – perche io ne ho uno come tutti voi – potendo alzarmi ed avere una giornata avanti fatta di momenti che non sono affatto scontati. Studiare, lavorare, vivere in un ambiente adatto anche grazie alla tecnologia che già esiste o che arriverà con la ricerca, insieme alle persone che amo e che vorrei vedere libere insieme a me dallo stress e dall’angoscia di un affetto spesso abbruttito dalla forzata copertura di piu ruoli che altri demandano senza scrupoli sempre e solo alla famiglia.

Chiedo a nome di chi non ha voce e per me stessa, per i miei cari, di essere parte consapevolmente attiva, utile e produttiva della società. SENZA BUONISMI NE’ ASSISTENZIALISMO. SOLO RISPETTO.

Grazie per la vostra attenzione.”

VINCENZA RUTIGLIANO

Con immensa gratitudine, sempre Vicky!

3 ottobre 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Idee | , , , | 11 commenti

   

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