Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Be human.


Ci sono giornate come questa in cui, guardando a quello che ho vissuto sulla mia pelle e a quello che mi circonda, sono più sensibile rispetto al passato verso il dolore, in special modo verso quello altrui. Continuo a chiedermi se sia mai possibile che l’uomo non impari mai a stringere la mano a nessuno tra i suoi pari… e non sto certo parlando della classica pacca sulla spalla…
Come tutti voi ho appreso della notizia sulla morte di Whitney Houston, la cantante americana nota specialmente per la sua interpretazione a fianco di Kevin Kostner di ‘The bodyguard’. Personalmente mi piaceva molto la sua interpretazione della colonna sonora del “Principe d’Egitto”, specialmente il brano in duetto con Mariah Carey ‘If you believe’.
Non voglio entrare nel merito della sua vita privata, non foss’altro perché non mi occupo di gossip né tantomeno perché la conoscessi personalmente o fossimo amiche o perlomeno conoscenti. Aveva solo 48 anni, la mia età… una manciata di passato alle spalle e una di futuro davanti a sé. Come me, come tanti. Ci sono alcuni momenti in cui mi fa perfino schifo leggere alcune recensioni sui giornali, oppure commenti su social networks o siti come YouTube in cui le persone – e chiamarle così è fare loro un complimento – commentano la morte di una celebrità come un prezzo da pagare, la giusta pena per una vita falsamente felice, o perlomeno apparentemente felice, a cui tutti vorrebbero arrivare pur criticandola in modo sfacciatamente ipocrita.
Non mi dilungherò. Tutto questo è successo e succederà ancora, perché alle persone non viene perdonato di essere ricche, famose, belle magari siano esse femmine o maschi, eppure di non trarre alcun sollievo da una vita apparentemente appagata solo perché è economicamente stabile e potente.

Io non sono ricca, tutt’altro. Non sono bella, non sono nemmeno una cantante, e soprattutto non ho nemmeno la salute.
Tutto questo per molti sarebbe sufficiente per dimenticarmi della compassione umana, finanche non di quella cristiana, che mi fa ricordare ogni giorno in cui apro gli occhi di quanto io sia fortunata oltre ogni apparenza di non essere ancora caduta in un buco nero dal quale tentare di salvarmi da sola o con l’aiuto di droghe, alcol, e quanto il mercato di felicità artificiale offre.

Nel titolo ho voluto in parte ricordare, modificandola, una frase di Vittorio Arrigoni, il pacifista italiano assassinato che, nonostante vivesse la visione della morte ingiusta tutti i giorni sotto i suoi occhi nella striscia di Gaza in Palestina avesse fatto del motto “Stay Human” il manifesto della sua vita, che io condivido in pieno senza alcun dubbio.

Consiglio agli avvoltoi, alle iene, a quelli che si sentono migliori solo perché non caduti tra le braccia della bestia della depressione e dell’infelicità totale che non lascia scampo, non fa intravedere barlumi di salvezza né tantomeno di auto salvezza, di visitare gli ospedali, quelli nascosti, freddamente chiamati ‘hospice’ in cui le persone terminali di malattie diverse vengono ricoverate per finire i loro giorni, vuoi perché a casa non c’è possibilità di essere seguiti, vuoi perché nessuno più ne vuole curare né accompagnare verso la fine della vita.

Come diceva Totò la morte è una livella, non dobbiamo illuderci. Spero che il giorno in cui toccherà a me non ci sia nessuno che provi sollievo nel vedermi andare via o addirittura senta un sottile piacere dato dallo spirito di rivalsa sull’ingiustizia della vita, in misura diversa, della quale ognuno di noi presto o tardi fa esperienza. Lasciamoci addolcire il cuore da quanto di buono le persone che ci lasciano hanno fatto nella vita, e anche quando non avessero fatto nulla di buono apparentemente, non dimentichiamo mai che qualcuno le ha amate, comunque siano state in vita. Questo motivo è più che sufficiente per lasciare che ricordano del riposo dello spirito e del corpo. La parola che chiude il nostro viaggio sulla terra non è ‘morte’ ma ‘ricordo’.

Il ricordo è quello che da’ una dimensione umanitaria alla morte qualunque essa sia. Nessuno infatti si chiede se le persone che muoiono sotto bombardamento oppure nei campi di concentramento o ancora per una malattia devastante come un’epidemia per esempio siano state buone o cattive, abbiano mai avuto cattivi pensieri, abbiano mai rubato oppure fatto uso di stupefacenti, abbiano mai dato uno schiaffo qualcuno oppure violentato una donna o chissà altro… non usiamo misure diverse davanti alla morte.

Non confondiamo la compassione con la giustizia. Mi viene in mente un’immagine. È solo un film “Il miglio verde” che parla della vita di detenuti in attesa di essere uccisi per pagare il loro debito con la società ed espiare così ipoteticamente agli occhi degli spettatori la loro colpa.
Chissà in quanti di noi hanno pianto per la morte di John Coffee… eppure ho visto gente esultare addirittura per la morte sanguinosa e disumana di Gheddafi o Mussolini, solo per fare due esempi. E che dire dell’accanimento sui corpi che vediamo avvenire sotto i nostri occhi non tanto in tv ma in alcuni filmati trasmessi da YouTube o altri siti di informazione sul Web? Non molto tempo fa ho provato nausea nel vedere il corpo martoriato di una ragazza che veniva lapidata e, dopo la sua morte, presa a calci dai suoi assassini. Per quella gente la pena subita dalla ragazza era commisurata al suo peccato, che coincide in questo caso col reato. Non siamo più uomini, non siamo ancora animali, abbiamo smesso di esistere. Viviamo solo per mangiare, godere, divertirci. Finché dura.

Non la penso così, soprattutto non vivo così. Mi dissocio e sto dalla parte di chi non farà ritorno. Senza giudizio.

Non dedico le mie lacrime, dedico le mie piccole lotte di tutti giorni, a tutti coloro della cui morte gioisce qualcuno. Nessuno escluso.

Vicky.

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12 febbraio 2012 - Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , ,

18 commenti »

  1. Vincenza , sono senza parole , la tua esternazione è così profonda che ferisce l’anima , solo le persone molto sensibili riescono a recepire il dolore chiunque lo provi ….un abbraccio

    Commento di vera baroni | 12 febbraio 2012 | Rispondi

    • Vera, non potevo restare indifferente davanti alla crudeltà gratuita e mai scusabile. Non sarò mai complice. Un abbraccio.

      Commento di vincenza63 | 12 febbraio 2012 | Rispondi

  2. perfetto!!! brava e vondivido tuto il tuo pensiero!!!!!!!!!!

    Commento di maria vittoria pittamiglio | 12 febbraio 2012 | Rispondi

  3. senza giudizio..e senza ipocrisia..era una donna.. era una mamma e tanto basta…..

    Commento di falco maria | 12 febbraio 2012 | Rispondi

  4. È difficile consi derare la crudeltà come qualcosa di estraneo, cosiccome è difficile pensare che l’equità di giudizio di fronte a questi fatti prevalga sulla cinica razionalità istintiva.

    Non sono tra quelli che si divertono alla morte dei personaggi famosi, al di là di un vàffa verso un giornalismo tedioso fino alla nausea, che aspetta il prossimo evento mediatico, e nemmeno sono tra quelli che si divertono alla morte di dittatori sanguinari, anche se, verso quest’ultimi ho più pietà del loro boia che delle loro efferrate tiranniche prepotenze, lo ammetto.

    Commento di simone | 12 febbraio 2012 | Rispondi

    • Grazie Simone. Un abbraccio, avevo nostalgia di te.

      Commento di vincenza63 | 12 febbraio 2012 | Rispondi

  5. Cara Viky, non credo che la morte di un personaggio faccia piacere.
    Un personaggio come questa o come uno qualsiasi dello spettacolo, che fanno serate su serate, cantando per ore, per guadagnare sempre di più, non possono resistere solo con un buon pasto o, con un cordiale.
    Allora c’è un rimedio…pasticche di dopping, fumo di majurana oppure inezioni particolari.
    Molti si drogano prima di mostrarsi in publico…
    Io ti stimo perchè tu nella tua sofferenza sei forte, la droga non aiuta, uccide prima del tempo, non occorre correre dietro al danaro per avidità per poi ricorrere alla droga per avere più forza per lavorare di più.
    Un personaggio che non c’è più disse un giorno…”Meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora”…. Ma il leone morì, la pecora visse più di lui…
    ENRICO

    Commento di Enrico | 12 febbraio 2012 | Rispondi

  6. Di fronte al mistero della morte arrivata prima del tempo e forse inconsapevolmente ricercata non possiamo emettere nessun giudizio…possiamo solo cercare di capire, se riusciamo, e apprezzare quanto di bello e buono ci hanno lasciato queste persone…e Whitney ci ha lasciato splendide canzoni, la sua bellissima voce e le sue interpretazioni stupende…non è poco!!

    Commento di Daniela Strano Peres | 12 febbraio 2012 | Rispondi

    • Daniela, ognuno lascia quello che ha. Di là non abbiamo più bisogno di nulla. Io penso alla donna e alla mamma… e provo molta tristezza.
      A presto!

      Commento di vincenza63 | 12 febbraio 2012 | Rispondi

  7. Nessun’uomo è un isola.

    Commento di Paolo | 12 febbraio 2012 | Rispondi

    • Certo che no, Paolo, ma è pur vero che può diventarlo.
      A presto.

      Commento di vincenza63 | 12 febbraio 2012 | Rispondi

  8. Si, anch’io resto attonita nei confronti di chi di si compiace della morte o della sofferenza altrui, chiunque esso sia.
    Non riesco a capire.
    Non approvo alcuna gogna e patibolo.
    Mi chiedo, come te, perché?
    Invidia per chi brillava?
    Ma, che sia voglia di vendetta, di rivalsa nei confronti delle morti “giuste”, o meno, io non lo so. Mi pare sempre sia la parte più primitiva di noi che parli, in maniera rabbiosa, animale. Forse per sentirsi differente, lontana dalla bestialità. Invece, proprio quella reazione è la negazione dell’uomo.

    Commento di Pippiriri | 13 febbraio 2012 | Rispondi

    • E’ che se dovesse accadere solo agli altri. Il mito del super-uomo non è ancora morto.
      A presto. Pina..

      Commento di vincenza63 | 13 febbraio 2012 | Rispondi

  9. Proprio perchè è una vittima dello star system la povera Whitney è stata catalogata come “out” già da tempo…cronaca di una morte annunciata purtroppo, la morte triste dell’anima e della passione per la musica , prima ancora di quella dell’artista che lotta per sopravvivere , ma io comunque non la dimenticherò mai e ancora canterò con passione ” I will always love youuuu”

    Commento di cipi | 13 febbraio 2012 | Rispondi

    • Sei proprio romantica come la tua mami…BACIIIIIIII
      VICKY

      Commento di vincenza63 | 13 febbraio 2012 | Rispondi

  10. avoltre i soldi e la notorita’ non danno la felicita’

    Commento di valerio | 15 febbraio 2012 | Rispondi

    • Non si può generalizzare, Valerio. Io…non lo so.

      Commento di vincenza63 | 15 febbraio 2012 | Rispondi

  11. Cara Vicky , la sua voce era bellissima…se riconosceva che era un dono, non suo,invece di sforzarsi a fare serate su serate e di conseguenza guadagnare molto, poi spossata beveva e si drogava, come fanno tanti per eliminare la fatica…poteva accontentarsi del dono della bella voce senza strafare.
    Con questo non mi ergo a giudice, faccio solo delle costatazioni….
    ENRICO

    Commento di Enrico | 24 febbraio 2012 | Rispondi


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