Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Storia di un bruco


Da quando ho trovato quest’immagine nel Web non ho potuto smettere di guardare alla sua bellezza, seppure artificiale oppure modificata. Il mio sguardo si è posato su di lei proprio come attraverso le ali di una libellula. È come se ci guardassimo a vicenda, come se lei sapesse di me, della mia nascita, delle mie innumerevoli rinascite e anche delle inaspettate e incredibili trasformazioni della mia vita.

La guardo. Come tutte le trasformazioni i passaggi da uno stato all’altro la morte del bruco a favore della nascita della libellula non è indolore, ciò nonostante non raggiunge chi osserva, anzi, quello che io vedo è l’esaltazione della grazia, l’accenno di un passo di danza. Una danza nuova, potremmo chiamarla la morte del bruco.

Non so se qualcuno l’abbia mai celebrata questa morte a favore della nascita di una creatura effimera eppure meravigliosa. Non so se esista un balletto, un’opera, una poesia oppure uno scritto qualsiasi che descriva il flusso di vita che passa da una creatura all’altra. Impressionante è poi la rappresentazione di entrambi i personaggi con sembianze di donna.

Rifletto e mi pongo la domanda: quale delle due soccombe per fare spazio all’altra? Nessuna in realtà. Apparentemente il bruco perde la vita per donarla alla libellula ma…in realtà nel bruco è contenuta tutta la libellula e viceversa. L’uno non avrebbe senso di essere esistito senza l’altra, e il volo leggero e fluttuante non è meno affascinante di quanto resta sulla terra a ricordo del passato, proiettato nel futuro, qualunque sia la sua durata.
La felicità, questo grandissimo volo che tutti cerchiamo di spiccare, nasce da quello che ci lasciamo alle spalle senza rancore, con riconoscenza per l’eredità ricevuta, la vita stessa, la forza che ci fa trovare il coraggio di iniziare il viaggio della vita con tutte le potenzialità interiori e non.

Per troppo tempo siamo stati bruco, ci siamo nutriti, pur avendo nel nostro DNA il destino del volo della libellula, abbiamo strisciato per un tempo indefinito, probabilmente a volte ci è apparso interminabile eppure… il tempo dello splendore dei colori e della leggerezza è arrivato, non per pochi fortunati, per tutti. Il nostro volo si chiama VITA.

Una pausa. Ne ho bisogno. Un breve sguardo indietro, prendo fiato e… MI LANCIO! Ancora una volta!

Dedicato a tutti quelli che come me tengono lo sguardo fisso in avanti, attenti a non cadere, pronti ad alzarsi se dovessero procurarsi ferite, con una scintilla nello sguardo che contraddistingue quelli che il futuro lo intuiscono, quelli che il futuro lo stanno già vivendo in volo.

Un bruco quasi 49 anni fa (mancano solo circa quattro ore) ha lasciato il posto alla libellula Vicky, perché potesse continuare il suo ciclo e non interrompesse il meraviglioso viaggio.

Cara Vicky, era il 1 ottobre 1963 quel giorno… Benvenuta libellula!

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30 settembre 2012 - Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Idee, Persone | , , , , , , ,

23 commenti »

  1. Un piccolo bruco camminava verso la grande montagna. Molto vicino della sua strada c’era un grillo.
    “dove vai??” gli chiese.
    Senza smettere di camminare, il bruco rispose: “Ieri sera ho fatto un sogno, sognai che ero sulla cima della montagna e da li potevo guardare tutta la valle.
    Mi è piaciuto quello che ho visto e cosi voglio realizzare il mio sogno.

    Sorpreso, il grillo disse mentre il bruco si allontanava: “Devi essere pazzo! Come farai ad arrivare fin là???? Tu, un piccolo bruco??
    Per te, una pietra sarà una montagna, una piccola pozzanghera sarà un mare, e qualsiasi ramo sarà una barriera impossibile da oltrepassare.”
    Ma il piccolo bruco era gia lontano e non lo sentì.

    I suoi piccoli piedi non smettevano di muoversi.
    Poi sentì la voce dello scarafaggio:
    “Dove vai con tanto sforzo?”
    Gia un bel po’ sudato, il piccolo bruco rispose:
    “Ieri sera ho fatto un sogno, sognai che ero sulla cima della montagna e da lì potevo guardare tutta la valle. Mi è piaciuto quello che ho visto e cosi voglio realizzare il mio sogno.”
    Lo scarafaggio si mise a ridere, e disse: “Ma se neanche io con le mie grandi zampe comincerei un’impressa così difficile.
    E rimase stesso per terra ridendo mentre il bruco continuava la sua
    strada.

    Uguale successe col topo, il ragno, la rana e il fiore. Tutti gli consigliavano di smettere.
    “Non arriverai mai..!”, gli dicevano

    Ma il piccolo bruco continuo a camminare, perché dentro di sè sentiva che doveva farlo.

    Già stanco e senza forze, e sentendosi al punto di morire, decise di fermarsi a riposare e costruire, col suo ultimo sforzo, un posto per dormire quella notte.
    “Cosi mi sentirò meglio.” disse.

    Ma morì.

    Per giorni, gli animali si avvicinarono a vedere i suoi resti.
    Lì c’era l’animale più pazzo del mondo, che aveva costruito la sua tomba come un monumento alla mancanza di buon senso.
    Li c’era l’ultimo rifugio di uno che era morto per andare dietro ad un
    sogno.

    Giorni dopo, una mattina nella quale il sole brillava in una maniera speciale, tutti gli animali si riunirono intorno a quello che era diventato un avviso per tutti loro.

    All’improvviso tutti restarono a bocca aperta:quel bocciolo grigiastro, comincio a rompersi e con meraviglia videro un paio di occhi e due antenne………

    A poco a poco, per dargli tempo di rimettersi da quell’impatto, apparirono due bellissime ali dai colori stupendi.

    Era una farfalla!
    Nessuno disse niente perché già sapevano cosa avrebbe fatto.

    Sarebbe andata volata in cima alla montagna a vedere da là su, tutta la valle.
    E cosi compiere il suo sogno.. il sogno per il quale era vissuto e s’era sforzato fino a morire ed era rinato per compierlo.

    Commento di Brigitte Cascione | 30 settembre 2012 | Rispondi

    • Perla Nera, che bel racconto! E’ un onore essere bruco… Ti abbraccio!

      Commento di vincenza63 | 30 settembre 2012 | Rispondi

  2. Nicola Andreassi

    vero Vincenza, l’immagine prende e lascia sospeso qualcosa…o tutto forse! Sì, perchè se siamo abituati all’idea della metamorfosi in molte specie animali, ci fa un che d’impressione vederla tra esseri umani, inconcepibile, non a caso fra due donne, forse più geneticamente avvezze ai mutamenti radicali, a morire e rinascere! Non c’è sofferenza, tuttaltro, perchè non c’è morte, ma trasformazione in un qualcosa di opposto, quasi direi la scissione di un individuo in due completamente diversi, e questo è un miracolo della natura inspiegabile ed affascinante, se solo ci si sofferma a pensarci, solo che ripeto, noi ci abituiamo a tutto e le diamo per scontate, anche le cose prodigiose. Ed è vero che l’interpretazione che tu dai è molto reale: noi tutti nasciamo e viviamo a lungo come bruchi, poi alcuni, solo alcuni purtroppo, prendendo consapevolezza del loro stato e della loro potenzialità, intuiscono come in preveggenza di poter essere tutt’altra cosa, tutt’altra vita, e riescono a rompere il guscio che già racchiude in nuce il futuro e diventano altro da sè, o meglio lo stesso sè, ma diverso, per non morire bruchi, anche molto vecchi, ma farfalle o libellule, anche se per poco, la qualità di vita, la libertà di pensiero, al posto di un tempo grigio anche se lungo anni!

    Commento di nicola48 | 30 settembre 2012 | Rispondi

    • Nicola, grazie per la tua vicinanza!
      Incollo qui la seconda parte del tuo commento…preziosa come e più di altri regali:

      l’ho già fatto perchè sento molto anche io certi moti emotivi che lasciano esterefatti, perchè ritengo madre vera la natura, e mi affascina sempre e ripetutamente, poi mi educa, mi racconta, mi rende forte proprio nei punti deboli, mi fa crescere, e forse mi ha già regalato metamorfosi anche poco eclatanti, ma benevole, non c’è madre migliore credo! Il tuo racconto naturalmente porta tutto il tuo sè più bello, ti ringrazio anche della considerazione nei miei confronti. Auguroni per fra poco Enza cara!

      Commento di vincenza63 | 30 settembre 2012 | Rispondi

  3. Dalla nascita alla crescita,
    dall’ infanzia all’ adolescenza.
    Ogni giorno una scoperta,
    ogni giorno una speranza.
    Il cambiamento è già iniziato,
    da quando la culla abbiamo abbandonato.
    Il cammino delle farfalle è come il nostro,
    un giorno siamo bruchi,
    l’altro diventiamo crisalidi e poi
    diventiamo,con grande stupore,
    meravigliose farfalle di ogni colore.
    Tanti tanti auguri cara grande Vicky, meravigliosa farfalla preziosa. Buona vita e buon volo

    .

    Commento di Cristina | 30 settembre 2012 | Rispondi

    • Cri, sei sempre una Donna..io lo so, super!

      Commento di vincenza63 | 30 settembre 2012 | Rispondi

  4. Ti auguro di volare sempre come una libellula Vicky e che questo volo rappresenti per te la felicità. Forse il mio pensiero in merito alla felicità è egoista, anzi senz’altro lo è dopo aver letto quello che hai scritto, ma credo che la felicità non sia il volo che tutti cercano di spiccare, e chissà quanti poi ci riescono, ma il “desiderio” di spiccarlo. Grazie sempre, ciao, buona giornata e tantissimi auguri!!!!!

    Commento di Gianp Va | 1 ottobre 2012 | Rispondi

    • Ti abbraccio, Giampiero! Siamo tutti in viaggio.

      Commento di vincenza63 | 1 ottobre 2012 | Rispondi

  5. Complimenti…..Tanti auguri x il tuo volo !!!!!

    Commento di mary | 1 ottobre 2012 | Rispondi

    • Grazie ‘Mary’, da te li apprezzo in modo speciale

      Commento di vincenza63 | 1 ottobre 2012 | Rispondi

  6. Non c’è morte ,se non quella eventuale successiva della farfalla.
    C’è solo una lenta inesorabile trasformazione che poi è alla base delle regole dell’universo,nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
    Tutti noi siamo in perenne trasformazione,più o meno evidente.
    Il bruco non è altro che la farfalla che cresce ed aspetta il momento giusto per mostrarsi al mondo,sarà effimera,ma anche la felicità spesso lo è.
    Non per questo non viviamo momenti felici.
    la crisalide o pupa è uno stadio che si manifesta nel corso dello sviluppo postembrionale.
    Anche io ero solo una cellula,poi un feto ed adesso un uomo,e continuo a trasformarmi sia fisicamente che psichicamente.
    Cosa importa cosa eri prima? Sbatti le ali e vola in alto!

    Commento di Mariano | 1 ottobre 2012 | Rispondi

  7. Ciao Vick…
    A U G U R I..

    Ho letto e credimi mi hai emozionato,non riesco a trovare le parole per poter commentar..solo un pensiero..

    “Non serve strappare le pagine della nostra vita. Basta voltare pagina e ricominciare.” (Jim Morrison)

    “ti respiro”

    Commento di maria vittoria | 1 ottobre 2012 | Rispondi

    • Mavi, lo so…
      Ho con me un libro con molte pagine.
      Dear soulmate, posso regalartene uno?

      Ti respiro.

      Commento di vincenza63 | 1 ottobre 2012 | Rispondi

  8. Ali blu
    Per volare sopra la terra…
    Ali per vivere,
    per essere se stessi
    E quel chre resta
    della precedente storia
    Giù,
    ad augurare
    buona fortuna.

    Commento di Paolo | 1 ottobre 2012 | Rispondi

    • Paolo,
      vola! Sii te stesso e coltivati.

      Ti voglio bene

      Commento di vincenza63 | 1 ottobre 2012 | Rispondi

  9. Auguri, auguroni! 🙂

    Commento di simone | 1 ottobre 2012 | Rispondi

  10. Credo che la felicità non sia una cosa che dura in eterno, si accompagna al dolore, però i momenti felici ci fanno provare emozioni immense, che non si cancellano. Quindi ci illuminano verso la via della speranza

    Commento di Saverio | 1 ottobre 2012 | Rispondi

  11. hai scritto un post bellissimo,mi hai emozionata per non dirti che sono rimasta a fissare la foto x un pò…….un post che merita riflessioni………quante volte si cade nelle vita e non sempre abbiamo la forza di rialzarci…….

    Commento di melodiestonate | 2 ottobre 2012 | Rispondi

    • Grazie! Passa ancora a trovarmi. Io ti ho ‘attraversata’ ieri… bello

      Commento di vincenza63 | 2 ottobre 2012 | Rispondi


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