Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

L’urlo/1


 (Google)

Non riuscirò mai a urlare ad occhi chiusi. In questo modo posso solo balbettare qualcosa di infantile che proviene da dentro, sussurrare parole senza senso se non quello intuibile dalla persona che le riceve, accarezzare con la voce il tuo viso, i tuoi capelli, tutto quello non fisicamente raggiungibile eppure così vicino.

Le rare volte in cui ho urlato le ricordo molto bene. Oggi te ne racconterò una, se solo vorrai leggere più avanti.

Quando ho urlato non è mai stato per liberarmi da qualcosa, non credo di essermi mai sentita meglio dopo, non è mai stato uno strumento o momento terapeutico per me, anzi. Mi sono sempre sentita più aggressiva e più debole, per questo ho spesso evitato di esplodere. A volte però ho fatto l’esperienza di questa lacerazione e mi sono fatta del male senza ritorno.

Le ferite sanguinano per il ricordo, specialmente di quelli in cui ho urlato senza voce dal cuore ed al cervello senza essere ascoltata.

Non ho mai pensato che nessuno meritasse violenza. Neppure io la meritavo. Sono in casa con lui, l’ho aspettato come al solito, sai che mi piace l’attesa… quel giorno arriva più nervoso che mai, vedermi probabilmente lo irrita, sicuramente vuole lasciarmi da tempo ma non ha il coraggio di parlare, spinge la situazione e la estremizza a livelli di ansia quasi insopportabile per entrambi. Ne farei a meno volentieri. È un giorno strano, me lo sento. Continua a provocarmi. Poi, quando vede che non ce la faccio più, mi ignora. Semplicemente smetto di esistere. Oggi però è diverso, probabilmente in qualche modo gli piaccio. Non vorrebbe nemmeno questo. Improvvisamente capisco. E quello che penso mi fa paura. Non riesco più a reagire in quel momento capisco quello che ho sentito raccontare tante volte da altre donne: il senso di immobilità, di impotenza, di terrore… è il trionfo della forza sulla volontà, della bestia sulla persona. Neanche ora che ci penso a distanza di tempo riesco a perdonarmi di non aver reagito in qualsiasi modo, qualsiasi piccolissimo gesto che non fosse il mio agitarmi per l’impossibilità di respirare e nessuno che potesse aiutarmi tranne me stessa. Non sono capace di odiarlo. Non sono più capace di amarlo. In quanto a me stessa non so più chi sono, cosa voglio, chi voglio e soprattutto perché. In quei lunghi momenti vorrei solo smettere di respirare, per non dover sentire quell’urlo strozzato.
Tutto ha una fine, anche quello schifo che secondo lui sarebbe stato amore. Io non ho voluto dargli un nome. Forse per conservare un briciolo di rispetto verso me stessa, per rendermi conto che quei piccolissimi gesti di difesa non avevano nessun effetto su di lui. Mi chiedo anche in questo momento perché non è finita quel giorno. In realtà dentro di me quel poco che c’era è morto. Il periodo che è seguito è stato solo il tempo necessario per seppellire un cadavere. C’è voluto tempo per elaborare il lutto.

Ora mi fermo. Ne ho bisogno.

Dedicato. Alla prossima, sempre Vicky.

7 aprile 2013 - Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , ,

12 commenti »

  1. Il racconto mi ha lasciato basita….la tua reazione NO…domani ti scrivo con più calma..perpoterti spiegare quello che ho provato nel leggerti….
    bacio

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    Commento di maria vittoria | 7 aprile 2013 | Rispondi

  2. Con amore, mio, fa male

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    Commento di fondente72% | 7 aprile 2013 | Rispondi

    • Mi dispiace e so che è proprio così che ti senti. Poi… ti racconterò invece com’è fare l’amore davvero.
      Senza egoismo. Senza prevaricazione.
      Ti bacio.

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      Commento di vincenza63 | 7 aprile 2013 | Rispondi

  3. neanche io riesco a odiare si diventa incapaci anche a questo……………….

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    Commento di margherita | 7 aprile 2013 | Rispondi

    • ciao Margherita,
      non riesco ad odiare ma ricordo ancora e questo non fa certo bene.
      Di una cosa sono certa: con quella persona non c’è stato mai amore. L’amore è un altro pianeta, me ne sto accorgendo mentre lo vivo.

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      Commento di vincenza63 | 7 aprile 2013 | Rispondi

  4. ti mando un abbraccio..

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    Commento di stwfania | 7 aprile 2013 | Rispondi

  5. si, l’amore e’ un altro pianeta. E scoprirlo a quasi 50 anni e’ un miracolo. Intenso, forte, consapevole, emozionante. Cosi’ bello da far sopportare il dolore e tutto il resto …. L’amore e’ un’altra cosa e, anche se e’ un po’ “dannato”, non ha niente a che fare con cio’ che hai raccontato. Quello che ti lascia dentro, un’esperienza cosi’, e’ un senso di vuoto ulteriore al vuoto che c’era gia’, e la sensazione di non avere neanche il diritto di urlare … Dolce, Vicky

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    Commento di maria | 7 aprile 2013 | Rispondi

    • Dolce Maria…
      sono stata fortunata a incontrare una persona da amare e che ricambia con generosità.
      Non importa che ne dicano gli altri, non importa l’età, quel che conta è che ci sia amore, rispetto, dolcezza…tutto.
      I problemi…si vivono contando su queste basi.
      Qui, si ‘urla’ di gioia e chi ti ama ti sente anche in silenzio.

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      Commento di vincenza63 | 7 aprile 2013 | Rispondi

  6. Vicky cara, quando scrivi l’Anima ce la metti sempre e tanta. Riesci a ripercorrere ogni minima piega dei ricordi, anche le sensazioni, le emozioni, con descrizioni che ne fanno capolavori pittorici, anche se spesso drammatici! La tua sofferenza e il pathos che ci metti si trasmette come attraverso potenti onde energetiche e lasciano in chi legge il risveglio di cose vissute proprie, che magari erano rimaste sepolte da tempo.Tu sai scrivere anche il pianto, il grido lacerato, il silenzio di un intima lacrima calda! Grazie sempre per tutto questo Vicky! ❤

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    Commento di Nicola Andreassi | 10 aprile 2013 | Rispondi

    • Ciao Nicola,
      mi hai lasciato senza parole. Io scrivo e mentre lo faccio vedo, osservo. Descrivo. Sono ‘l’altra’ in quei momenti.
      Di molte cose non riuscirei a raccontare nulla se così non fosse.
      Grazie per la tua sensibilità!

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      Commento di vincenza63 | 11 aprile 2013 | Rispondi


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