Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Musica e altro


(Google)

Che bello poter parlare liberamente dei propri ricordi di bambina con qualcuno… un amico con cui si sta saldando un bel legame di comunicazione. Un dono mai dato per scontato da parte mia.

Stasera sto ricordando una parte della mia infanzia che amo particolarmente, il periodo in cui andavo in vacanza dai miei nonni in Puglia e passavo ore, all’età di cinque o sei anni, con mio nonno, classe 1895, che mi raccontava le sue storie di guerra, di come avesse perso un occhio quando era cuoco a bordo di una nave…
Tutto questo accompagnato dalla musica lirica che ascoltavo inconsapevolmente riprodotta da un piatto per dischi a 78 giri che ancora conservo… era messo su una vecchia radio di legno che non so che fine abbia fatto.

In quel periodo ho ascoltato per la prima volta la Cavalleria Rusticana.

E’ meraviglioso ricordare le proprie radici, per esempio sul filo della musica che da sempre è la mia compagna di vita e di ascoltare nel cuore alcuni brani cantati da Claudio Villa, brani che custodisco gelosamente quanto l’immagine di mio padre, un fan sfegatato…
Lo ascoltavamo insieme e conosco parecchie delle sue canzoni, e ascoltavo questo bel canto italiano mentre mio padre nella mia infanzia mi insegnava a giocare a carte, a scopa, a ramino, a briscola.

Lui era uno dei miei compagni di gioco preferiti!
E io la sua.

Questi gli uomini importanti della mia vita… due giganti!

Sempre con gioia, sempre Vicky!

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30 novembre 2013 - Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , ,

6 commenti »

  1. Ricordi,dolci nostalgie,struggenti particelle infinitesimali di una vita vissuta. Da conservare per le notti invernali.

    Commento di esposto mariano | 1 dicembre 2013 | Rispondi

    • Come quella di oggi per esempio…
      ciao Mariano

      Commento di vincenza63 | 1 dicembre 2013 | Rispondi

  2. Meditando sulla Nona Sinfonia di Beethoven.
    La sinfonia inizia con un movimento che assomiglia ad un’onda anomala … che si avvicina … prima lentamente … e poi sempre più velocemente … furiosamente … e minaccia di travolgerci … Un sentimento di soggezione e allo stesso tempo di esaltazione ci invade, come quando ci si trova di fronte a qualcosa di maestoso, di grandioso che incombe … un fiume che esonda … un mare in tempesta … un vulcano che erutta … un popolo in rivolta … Emozione fortissima e intensa, che scioglie il cuore fino alle lacrime …
    Lo stesso movimento, dopo che si è attenuato, sfumato per un po’, si ripete ancora una volta … infine, si calma, riposa, diventa un movimento ondulatorio … Ma, all’improvviso, di nuovo minaccia, sospetto, paura, allarme … di nuovo l’onda che arriva?… no, è solo un falso allarme … il mare si acqueta di nuovo, ma lo spirito è ancora inquieto, freme, non riesce a distendersi e a riposare …
    Di tanto in tanto, in lontananza, si intravedono ancora onde alte e increspate … Il movimento procede a lungo in questo alternarsi di minacce e rassicurazioni, di fremiti e abbandoni … Il rombo dei tamburi e il soffio dei fiati ogni tanto fa baluginare la tempesta e il nostro cuore si rabbuia, è preso dall’ansia …
    Ma, dopo un poco, una melodia dolce e tranquilla ci rasserena … sembra di stare su un mare in tempesta di notte … con la luna che ci rassicura e incute fiducia … La nostra zattera sobbalza, agitata, quasi sommersa dalle acque, ma si mantiene a galla, non affonda … anzi procede miracolosamente nel suo viaggio … Sembra che una natura malvagia e insieme materna ci faccia patire e allo stesso tempo protegga … Il rombo di un tamburo, come un tuono improvviso, chiude il primo movimento.
    E apre il secondo. Qui le note assumono tonalità più leggere, più morbide, quasi svolazzanti … L’immagine è quella di folletti che danzano prima allegri, poi spaventati, poi liberati, poi di nuovo timorosi, nell’aria che si agita come un vortice … E il nostro spirito ne è trasportato … La musica diventa piuttosto ripetitiva, quasi monotona … La risvegliano ad intervalli regolari tocchi possenti di tamburo … Di tanto in tanto (e brevissimamente) ritorna il tema del primo movimento …
    Il terzo movimento inizia con una musica dolcissima, pacificata, quasi celestiale … La tempesta iniziale è oramai lontana, si è del tutto placata … Il mare è tornato calmo e tranquillo … l’aria è serena … il popolo si è acquietato … Lo spirito levita leggero ma ancora basso, non troppo in alto … sorvola la terra ad una distanza di sicurezza, non se ne allontana troppo … come una piuma sollevata da una leggera brezza … L’anima si riposa, quasi assopisce …
    Nel cielo ancora nuvoloso si aprono squarci di sereno … il sole fa capolino e saetta fasci di luce … Sembra di stare allo stesso tempo in una cattedrale durante una cerimonia religiosa in un giorno di festa e nei boschi durante una battuta di caccia coi corni che risuonano nell’aria bagnata dopo la tempesta …
    C’è il senso dell’attesa, di qualcosa che dovrà accadere … della quiete che succede alla tempesta e che precede (forse) una nuova tempesta … o chissà quale altro evento, altrettanto forte, che sconvolgerà di nuovo i fragili equilibri di questo momento un po’ sospeso … Ma il terzo movimento si chiude con un tema che sembra e potrebbe concludere l’intera sinfonia …
    E, invece, irrompe, violento, improvviso (e pure atteso) il quarto movimento, che fa ricomparire tuoni e fulmini alternati a danze e folletti … Poi di nuovo pace … e ancora tenebre, lampi, timori, paure … E’ un alternarsi continuo di luci e di ombre, di soggezione e rassicurazione … Si accenna a un motivo nuovo, che allude, molto in penombra e quasi in sottofondo, all’Inno che esploderà tra poco …
    Adesso, però prevalgono decisamente (e sempre più) la serenità e l’accoglienza … Siamo trascinati da un’onda travolgente, non più inquietante e angosciosa come nel primo movimento, ma esaltante e gioiosa … Irrompe sempre più il motivo dell’Inno alla gioia … Siamo come presi in un vortice …
    E, a questo punto, inizia il quinto e ultimo movimento, con la voce possente del baritono che grida: “Amici, non questi toni!”; e invita il popolo al canto liberatorio … E qui è tutto un crescendo maestoso, corale … Le voci si alternano come canne d’organo che accompagnano l’orchestra … Siamo spinti a cantare, a danzare, in sintonia con il coro e l’orchestra … E’ un invito a noi umani a prendere esempio dall’arte, dalla musica: a trascendersi, a fondersi, senza perdersi …
    E’ una celebrazione sacra, una preghiera di ringraziamento, un momento di estasi ed ebbrezza corali … E’ il popolo che all’unisono canta le lodi nella cattedrale al suo Dio e nel canto si eleva, trascende, quasi viene assunto in cielo …
    E’ scomparsa ogni nuvola, la tempesta è oramai lontana, si vola nelle atmosfere alte … Cori di angeli accompagnano il coro degli umani … E’ un’unica sinfonia che unisce la terra al cielo … L’anima è pacificata ed esaltata … I rombi possenti dei tamburi adesso sono esplosioni di gioia e di entusiasmo e non più lampi e tuoni forieri di tempesta …
    Quando improvvisa irrompe una musica che ricorda impudicamente un can can … la gioia sacra di prima diventa allora quasi orgiastica … E’ un attimo!… Perché subito si placa … per poi ritornare immediatamente a farsi orgiastica … E qui la sinfonia si conclude … nel modo più imprevedibile e inatteso …
    Giovanni Lamagna

    Commento di Giovanni Lamagna | 1 dicembre 2013 | Rispondi

    • Grazie della tua analisi profonda , che arricchisce tutti noi, me per prima che ho tanto da imparare.

      Vicky

      Commento di vincenza63 | 1 dicembre 2013 | Rispondi

  3. Bella questa tua breve raffica di ricordi, bella e profonda, un altro colpo d’ala per salire sopra le nubi dell’indifferenza e dello squallore quotidiano, ci vogliono questi tuoi scritti, prendiamoli come una boccata di ossigeno, Come ti ho scritto io adoro Puccini e ascoltandolo ricordo mio padre e il suo amore per la lirica, eravamo in competizione, io amo la Boheme e lui adorava Madame Butterfly e ci scherzavamo su, Grazie di aver fatto riaffiorare questi ricordi….

    Commento di adalberto | 1 dicembre 2013 | Rispondi

    • Bella la nostra condivisione che come scintilla ha illuminato la mente e il cuore, gettando luci sul passato.
      Grazie di cuore,

      Vicky

      Commento di vincenza63 | 1 dicembre 2013 | Rispondi


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