Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Prigione


È successo ancora. È sufficiente un avvenimento per altri insignificante come il bloccarsi di un ascensore, un contrattempo senza troppo peso, ed eccomi reclusa tra le mie stesse cose, tra le mura della mia casa, in questa pelle che è il mio corpo… a volte maledico il giorno in cui l’ho incontrato.

Eppure oggi mi piaccio così tanto…

I miei progetti della giornata dipendono da un pulsante sul pianerottolo, non ho vie di fuga io. La rabbia mi soffoca. Non riesco a pensare. Sento perfino il mio corpo in modo diverso. Lo odio. Una macchina inutile, incapace di mettersi in moto. Quando sono così arrabbiata mi viene voglia di fare l’amore. Non è l’ora giusta, non è il momento giusto. E soprattutto manca la persona giusta. Non mi sopporto più.

Capisco i neonati. Anche loro imprigionati nell’incapacità di parlare, di muoversi e comunicare. Quando ci provano piangendo e urlando rompono le scatole a tutti. Ci somigliamo molto sotto tantissimi punti di vista. La dipendenza quasi totale da un altro essere umano, dalle macchine, dai propri umori, dai propri bisogni affettivi, fisiologici, emotivi.

Mi trovo davanti a questo foglio elettronico quasi mio malgrado, forzata da una situazione indipendente dalla mia volontà.

Vicky, dove sei?

Sapere che qualcos’altro o qualcun altro tirano i fili della mia vita è terribile. Faccio dei “passi indietro” dolorosi. Superarli è un’impresa di tutti i giorni, l’equilibrio è molto instabile, sensibile ad ogni piccola incrinatura.

Vago per casa come una leonessa in gabbia. Una leonessa che sogna di uscire e salire sugli alberi…

Tra poco arriva l’ora della libertà, almeno quella dalle mura. Quella invece dal mio corpo non è ancora arrivata, oggi no.

Non ho mai dovuto esercitare la pazienza come in questo periodo; come al solito poi le cose arrivano un po’ tutte insieme. Oggi non mi sento attrezzata… aspetto.

Spero che qualcuno si ritrovi nelle mie parole e comunichi magari meglio di me quello che succede in questi casi. Ora io non riesco fare di meglio.

Sempre Vicky!

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3 luglio 2014 - Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , ,

9 commenti »

  1. La canzone che hai unito al tuo scritto è la migliore che potevi scegliere. L’ho pensata tante volte anch’io. Basterebbe questo per essere migliori, l’uno con l’altro. Invece è così raro. Ti penso. Nel mio silenzio. Ti voglio bene.
    Elda per sempre.

    Commento di Elda | 3 luglio 2014 | Rispondi

    • Elda, la musica è il linguaggio che mi somiglia di più.
      Ti voglio bene, amica mia.

      Commento di vincenza63 | 3 luglio 2014 | Rispondi

  2. Vicky cara, penso di capire il tuo stato d’animo di oggi. Tu dirai: “che ne sa lei dei limiti che condizionano quotidianamente la mia esistenza!”. Vero: i limiti specifici a cui ti riferisci tu non li conosco, o meglio li conosco solo di riflesso dividendo la mia vita con Stefano (ma perché si dice dividere la vita con qualcuno?? Io direi moltiplicare la vita!), però mi ricordo ancora troppo dolorosamente i limiti che condizionavano la mia qualche annetto fa, quando la depressione mi impediva di agire, di essere, come e forse più di una disabilità fisica. A quei tempi l’ascensore funzionava, ma non funzionava il dito che serviva a premere il pulsante, non funzionava il cervello che avrebbe dovuto dare il comando al dito. La mia mente era la mia prigione così come a volte tu senti che il corpo è la tua. Comprendo quindi la tua frustrazione, il tuo sentirti prigioniera, la tua rabbia contro quelle sbarre invisibili ma presenti. Non ho parole di incoraggiamento da dirti, non ho nemmeno consigli da darti; tutto quello che posso fare è farti sapere che qui c’è qualcuno che capisce e che sa cosa stai provando. E’ poco, ma è con il cuore. ❤

    Commento di Paola | 3 luglio 2014 | Rispondi

    • Mi piace quello che hai scritto Paola.
      Grazie.

      Commento di Elda | 3 luglio 2014 | Rispondi

      • vero, come Paola

        Commento di vincenza63 | 3 luglio 2014

    • Non ne dubito, cara Paola.
      So che non parli al vento…

      Vicky

      Commento di vincenza63 | 3 luglio 2014 | Rispondi

  3. Mi piace quello che hai scritto Paola.
    Grazie.

    Commento di Elda | 3 luglio 2014 | Rispondi

  4. mi immedesimo in una circostanza del genere e posso immaginare bene quello che tu puoi provare. Dipendere da un ascensore diventa di vitale importanza. Provare per credere!
    ciao Vicky, ti auguro una buona serata 🙂

    Commento di Antonio | 4 luglio 2014 | Rispondi


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