Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Ritratto di un nonno Pasquale


Era davvero così, parlava poco eppure… sapessi quante stupide gelosie procuravano le nostre lunghe conversazioni sul balcone tra una sigaretta e l’altra. Un uomo sensibile, somigliava un po’ al mio papà naturale. Si stimavano. E io… pure.
L’ultimo ricordo di lui come due scene di un film. La mia vita. Quando lui ci è entrato e poi quando l’ha lasciata fisicamente.
Scena prima. 1983. Il mio matrimonio, per sempre, con tuo papà. Sto ballando proprio con l’amore mio quando lui, il nonno Pasquale, tutto rosso in viso per la felicità e l’emozione, mi chiede di ballare…
Scena seconda. 1999. Ospedale di San Donato, ennesima chemioterapia. Papà spinge la mia carrozzina fino alla sua stanza. Lo vedo disteso, dimagrito. Si gira verso di me e ci abbracciamo. Senza vergogna, come fossimo soli, mi dice: “Sei bellissima!”
Cosa hanno in comune le due scene?
I personaggi – oltre a noi due, sono più o meno gli stessi -, il colore dei miei vestiti – bianco in entrambe le occasioni – e poi… il suo e il mio sorriso, il primo tatuato nel mio cuore, il secondo affiorato ancora in questo momento sulle mie labbra.
Nessun rimpianto, piccola mia. Ci siamo donati a vicenda il massimo. Semplicemente, profondamente. Per sempre.
Ciao, papà!

Ombrellonevolante

Poche parole. Descrizione di un attimo. Un ‘emozione fortissima.

Quello che ti rimane poi,  è un ricordo dolcissimo e un nome buffo , che non avevo mai dovuto pronunciare , ma pur

sempre un nome da nonno il tuo, Pasquale, mentre tu mi hai sempre chiamato per nome, Emanuela.

La camicia era bianchissima e le carte da gioco ,asciutte per l’uso frequente, gli scivolavano dalle mani come fossero

petali di un fiore.  Eppure,di questa morbida normalità sento la mancanza, perché dei soldi non me ne farò nulla

quando non ci sarà , ripetevo da adolescente, adesso trattengo tra le mani la foto che porto dentro di me e mi convinco

di quanto avessi amaramente ragione.

Un nonno , il mio, che da sempre sapeva parlare al cuore delle persone in silenzio, le parole vere non erano il suo forte

e la comunicazione avveniva in modo paraverbale , con i gesti del viso, piuttosto che…

View original post 69 altre parole

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3 aprile 2015 - Posted by | Uncategorized

2 commenti »

  1. Mia cara amica, il tuo essere così sensibile, appaino nei tuoi colori che ti riempiono il tuo cuore, facendo uscire il meglio di te, anche le parole parlano, suonano intonando le tue note dolcemente in uscita.
    Grazie di essere mia amica

    Commento di Pina | 4 aprile 2015 | Rispondi


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