Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

5 giugno 2015


La mia Mamma

E così sei andata via.
Non lo avevi mai fatto prima.
Hai stretto la mia mano per l’ultima volta,
così forte da farmi male.

Io… non ho potuto ricambiare
se non incollando il mio sguardo su di te,
rubando ogni segno sulla tua pelle,
bevendo i tuoi respiri. 

Ho avuto paura di quel sicuro presagio.

Oggi sono entrata in casa tua
come nell’utero che mi ha generato.
Vuoto da cinquantun’anni.

Vado. La porta si chiude dietro di me. 
Mi porto addosso tutto di te.
Piango, 
anche oggi mi hai partorita,
venuta al mondo con dolore

e l’assenza di te mi ha accecata.

Vicky, la tua “Cenza” da sempre.

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22 giugno 2015 - Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , ,

17 commenti »

  1. Carissima Vicky anche io ho bevuto i respiri di mia madre, l’ho vissuta dentro di me fino all’ultimo respiro e ora c’è un abisso nel mio cuore. Ti stringo forte forte e spero che il calore e la profondità del mio abbraccio possano darti un millesimo di secondo di conforto. Se vuoi condividere un po del tuo dolore io, la mia spalla è tutta per te. Cri

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    Commento di Cristina | 22 giugno 2015 | Rispondi

  2. Cara Vicky, ho ascoltato il tuo silenzio, ho atteso queste parole: ora prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno. Ci si abbraccia nel cuore senza parlare. Tu lo sai. Io lo so.
    Elda

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    Commento di Elda | 23 giugno 2015 | Rispondi

    • Elda,
      sorella del mio cuore, grazie per esserci.
      Lo so, sì che lo so.
      Vicky

      Mi piace

      Commento di vincenza63 | 23 giugno 2015 | Rispondi

  3. Cara Vincenza…condivido ogni parola.. conosco questo dolore per la perdita di mia madre…conosco questo suo bene grande che sempre mi sta accanto. .e so quanto costa sentirne la mancanza ..ti abbraccio ( la tua mamma ha un viso dolcissimo, traspare una tenerezza avvolgente dai suoi occhi)

    Piace a 1 persona

    Commento di montgiusi | 23 giugno 2015 | Rispondi

    • Cara Giusi, grazie!
      Penso a mia mamma e ti assicuro che era una dolce guerriera.
      Sono fiera che mi abbia generata, combattuta, contrariata e senza dubbio AMATA.
      Un abbraccio a te, a presto,
      Vicky

      Piace a 1 persona

      Commento di vincenza63 | 23 giugno 2015 | Rispondi

  4. Verrà un giorno che potrai riabbracciare tua mamma. Verrà per tutti quelli, che hanno perso quest’ abbraccio materno. Ora vivi.

    Piace a 1 persona

    Commento di Walter | 28 giugno 2015 | Rispondi

  5. Rivivere la maternità passiva come hai fatto tu, è un’esperienza importante, che ha un potere magico di azzerare i progressivi (ma non funziona con chiunque).
    Spero che a te abbia funzionato

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    Commento di Roberto | 16 luglio 2015 | Rispondi

    • Caro Roberto,
      ha funzionato. La sincerità con me stessa e il non avere “debiti d’amore” come dice San Paolo – che io amo e stimo molto per la sua coerenza e fragilità – mi aiutano. Molto. Nonostante molta nostalgia.

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      Commento di vincenza63 | 16 luglio 2015 | Rispondi

  6. LA VITA OLTRE

    di Fausto Corsetti

    Mi diceva un amico per confortarmi nei giorni scorsi, quando piangevo la morte di mia madre: “E’ strano, quando finiscono di morire tutti e due i genitori, ci si sente orfani, qualunque sia l’età in cui l’evento si verifica”. E’ vero. Ora che è morta anche mia madre ho l’impressione di aver completato la mia nascita al mondo. E’ come se con la morte mia madre avesse finito di partorirmi. Davanti alla morte di tutti e due i genitori, ci si sente come se le radici della vecchia quercia venissero recise. E allora ci si guarda in giro e si prova una sorpresa strana: è come se si avesse la conferma definitiva che si può restare in piedi anche senza le radici. Noi che non siamo dei “clonati,” ma tutti originali, sentiamo però che i nostri genitori portano via nella morte qualcosa che faceva parte di noi, del nostro corpo ed è come se qualcosa di noi venisse sepolta con loro, e tuttavia noi continuiamo a vivere senza quelle radici, essendo diventati a nostra volta radici, in attesa di essere recise.
    La trasmissione della vita, questa catena meravigliosa che dura da decine e decine di milioni di anni e che andrà avanti chissà fino a quando, non è interrotta dalla morte, anche se qualcuno dei suoi anelli non genera altri anelli. E’ una catena così ricca da sopportare sterilità fisiche naturali, volute per il Cielo o per altre ragioni. E’ la catena della specie che non può interrompersi e garantisce la continuità. Eppure la morte appare come un attentato a questa continuità. Forse è per questo che la natura ci spinge a considerarla nemica. E io credo che, in effetti, sia difficilissimo, forse impossibile accettare la morte per un motivo qualsiasi che venga dalla ragione.
    Umanamente parlando la morte è l’interruzione di un progetto che è stato concepito senza limiti; è la rottura di rapporti nati per durare all’infinito, perché fondati sulla carne e sul sangue, ma anche sul pensiero e sull’amore o sul suo contrario. E’ solo la rivelazione pasquale che consente di superare le grandi svolte della vita, le svolte che produce la morte dei genitori – o dei figli, che sembra ancora più assurda – o delle persone più care. Una morte provoca sempre sconquasso nella vita di alcune persone. Ma la rivelazione pasquale realizza un paradosso mai immaginabile da mezzi umani. La Pasqua è la rivelazione della vita mediante la morte. E’ il Signore della Vita che ce ne spiega il mistero accettando di morire e di seguire quel comune, inaccettabile percorso che conduce fino alla sepoltura. E’ come se il Signore avesse lasciato vincere la morte fino alla soglia della corruzione, per poi fermarla e dire a noi: la nemica è vinta, guardate, perché io l’ho vinta anche per voi. E noi, che eravamo già stremati su quella soglia della corruzione, come quando vediamo apparire i segni della disfatta sul corpo dei nostri cari, appena la morte li ha presi, noi abbiamo ricominciato a sperare. Sì, è così miei cari: il Signore della Vita ci spiega la vita con la morte.
    E tutto questo non impedisce però di piombare nel dolore, perché la morte rimane quella che è: l’interruzione di un progetto, la soluzione apparente della comunicazione amorosa, parentale, amicale. Ma è solo apparenza. Ecco un altro capitolo della lezione pasquale del Signore della Vita. E’ interruzione solo apparente, perché il progetto continua, perché la vita continua e perché la comunione tra noi e i nostri cari non conosce interruzione.
    E’ così: le radici non sono recise, la comunicazione non viene interrotta. E’ solo tutto cambiato: è la vita che viene mutata, ma non annullata. Perché il Signore della Vita è Risorto.

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    Commento di fausto | 12 giugno 2017 | Rispondi

    • Amen!
      Grazie per le tue parole di vera consolazione.
      Hai letto nel mio cuore.

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      Commento di vincenza63 | 14 giugno 2017 | Rispondi

  7. letto. Molto belle e sentite le tue parole. Si avverte come i tuoi sentimenti siano genuini e la tua natura sensibile.

    Piace a 1 persona

    Commento di newwhitebear | 24 febbraio 2018 | Rispondi


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