Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Jesse Owens ha vinto!


owens

1936 – Jesse Owens trionfa a Berlino (dal Web)

A quasi ottant’anni dalle Olimpiadi di Berlino Jesse Owens vince ancora!

Quando vado al cinema da sola posso scegliermi il film da vedere. Prevalentemente si tratta di film basati su storie realmente accadute, drammatici oppure storici ma diversi dai soliti kolossal commerciali.

Ieri è stato uno di quei giorni. Un pomeriggio solitario e libero, da vivere, da respirare, da annotare prima e raccontare poi come sto facendo. Un lungo momento vissuto in due prospettive: il racconto del film vero e proprio e quello delle persone che osservo in sala sedute a fianco o davanti a me. Bei posti quelli riservati ai disabili in carrozzina alla multisala di Rozzano: si ha una visuale dall’alto a 360° su tutto quanto mi circonda!

Race racconta la vicenda sportiva e umana di Jesse Owens, il famoso atleta di colore vincitore di quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936, in attesa dell’invasione della Polonia da parte di Hitler e dell’inizio della seconda guerra mondiale. Nel bel mezzo del trionfo della discriminazione razziale e dell’inizio del genocidio degli ebrei, un “inferiore tra gli ariani” osa umiliare i tedeschi. Questo “negro” è per giunta americano, il che costituisce un’aggravante, se così vogliamo metterla. La partecipazione americana alle Olimpiadi, nonostante la consapevolezza di quanto stia accadendo in Germania in quel momento storico, viene legata a un compromesso di tipo economico con tanto di tangente per la costruzione della nuova sede dell’ambasciata tedesca negli Stati Uniti (sarà vero?).

Nulla da dire, il film mi ha veramente coinvolto e a tratti emozionato. Non conoscevo molto bene la vicenda nei particolari, forse perché la memoria storica, soprattutto per gli eventi sportivi è davvero carente. Sono uscita dalla sala con parecchi interrogativi in testa, in particolare mi sono domandata tornando a casa il perché ci si fosse soffermati così poco sulla gravità della discriminazione razziale negli Stati Uniti. Nel film ci sono solo poche pennellate a questo riguardo come, per esempio, le inquadrature sui cartelli con divieto di accesso ai neri sia negli autobus, che nelle palestre o negli spogliatoi o peggio ancora la discriminazione è sottolineata quando viene proibito a Owens, nonostante il successo a Berlino, di accedere al ristorante dall’entrata principale. Mi sono chiesta più volte in queste occasioni se il vero Jesse fosse così “sottomesso” e remissivo…

Ho parlato di un secondo aspetto che mi lega all’esperienza del cinema in generale come quella di ieri in particolare, cioè non guardare solo lo schermo ma osservare anche le persone.

Per me è uno spettacolo nello spettacolo, una visione nella visione, l’inquadratura nell’inquadratura.

In generale mi piace guardare il tipo di pubblico presente, il genere inteso come femminile o maschile, il numero di persone e a volte perfino l’abbigliamento. Osservo le coppie, i singoli come me (quando sono al cinema, anche se accompagnata, la vivo come un’esperienza personale e solitaria, come se leggessi un libro), le famiglie con bambini, i gruppetti di adolescenti o di amiche – amici più o meno miei coetanei che fanno commenti qua e là durante il film. È come guardare dal di fuori una famiglia a tavola. Mi piace pensare di avere il vantaggio dalla mia posizione alta e in qualche modo dominante, di passare inosservata mentre rubo immagini di vita qua e là. Il Tesoro della mia memoria.

In particolare ieri una coppia seduta qualche fila più in basso rispetto a me ha attirato la mia attenzione durante l’intervallo. Entrambi dall’apparente età di 60 anni, lui la teneva stretta a sé per le spalle, sembravano due fidanzatini di altri tempi…
A un certo punto è caduta la giacca dalle spalle e lui con dolcezza gliel’ha risistemata, un gesto semplice e gentile che non vedevo non so da quanto tempo.

Ha toccato il mio cuore.

Abituata come sono a essere aiutata per necessità, ho gustato fino in fondo quella scena, ripensando nei momenti successivi, con la complicità del buio per nascondere qualche goccia di sale, a qualcuno che aveva abbracciato anche me nello stesso modo, a qualcuno che qualche volta è gentile e al quale sorrido poco, dimenticandomi della mia femminilità e della mia dolcezza che spesso stenta a manifestarsi con gesti e parole.

Grazie, Jessie! Ancora in pista, sempre Vicky!

Advertisements

26 aprile 2016 - Posted by | Anima, Cinema, Esperienze, Persone, Sentimenti, Sport, Storia | , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Credo che le vicende di Jesse siano state caricare di un surplus di significati che forse nemmeno lui avrebbe voluto. Credo che l’unico scopo della sua vita fosse quello di correre e di vincere. Ti chiedi se lui fosse arrendevole nei confronti del razzismo che coinvolgeva anche lui, non lo so ma posso parlarti di un altro grandissimo campione mio quasi concittadino che ormai soffre di una grave patologia ed ha bisogno di ritirare dei farmaci periodicamente presso la farmacja interna della ASP dove io lavoro.Mi è capitato di assistere ad un episodio davvero increscioso dove questo campione veniva trattato a pesci in faccia dal medico della farmacia facendomi incavolare di brutto. Lui non ha reagito minimamente lasciandomi di stucco,pensavo che un campione come lui abituato a lottare d vincere avesse reagito.premetto che è stato due volte campione europeo dei 5000 e 10.000 metri,vice campione olimpionico dei 10000 metri piani a Seul 1988. Unico atleta Italiano ad avere vinto una gara in coppa del mondo, ė primatista Iraliano dei 5000 e 10000 metri.Evidentemente le gare sono un cosa e la vita un’altra. Per quanto riguarda l’amore anche io sono stato colpito in questi giorni da una coppia incontrara per strada, due ragazzetti forse di tredici o quattordici anni che si tenevano per mano. Lei con lo sguardo da ragazzetta desiderabile e desiderata e lui con quasi una supplica nello sguardo che diceva”non lasciarmi mai”. In loro ho rivisto me e la mia amata Mary 42 anni fa. L’amore esiste a tutte le età e ci trasforma in cavalieri e principesse sempre.

    Commento di Esposto mariano | 27 aprile 2016 | Rispondi

    • Amico mio, che piacere ritrovarti e leggere i tuoi appassionati e pertinenti commenti!
      Hai ragione, si può essere principesse, purchè si incontrino cavalieri…
      Un saluto affettuoso, a presto,
      Vicky
      P.s.: hai difeso quell’ex atleta?

      Commento di vincenza63 | 27 aprile 2016 | Rispondi

  2. Si, a prescindere dal fatto che è una leggenda vivente a Palermo visto che è di un paesino qui accanto.

    Commento di Esposto mariano | 27 aprile 2016 | Rispondi

  3. Tutti i razzisti, in questo evento del 1936, si sono coperti di ridicolo. Se erano convinti e coerenti con le loro idiote idee, non dovevano fare partecipare per niente Jesse Owens. Lui e tutti quelli come lui. Ma si sa, il razzismo è stupido di per sé, non si può pretendere niente di buono.

    Non ho visto il film, non so dire, ma quando vado al cinema non aspetto altro che l’ intervallo. In questa finestra di tempo c’ è tutta una umanità che si rivela al naturale;
    quella che si stiracchia dopo una sonora dormita, quello che scappa verso le scale di sicurezza per fumarsi la sua dose di Marlboro, chi si scaccola (bleah!), chi combina il suo posto una discarica tra bicchieroni di cartone, tovaglioli, confezioni di patatine, pop corn, cioccolata.
    Per non parlare delle persone che in astinenza accendono lo smartphone per controllare quanti “mi piace” ha l’ ultimo selfie.
    Ci sarebbe da fare un libro dal titolo: Intervallo.
    Ciao! 🙂

    Commento di Walter | 28 aprile 2016 | Rispondi

    • Sono d’accordo, anche sul libro! 😀
      p.s. le Olimpiadi si sono svolte nel 1936, hai ragione… ho corretto l’errore involontario…

      Commento di vincenza63 | 29 aprile 2016 | Rispondi


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Sveva's Hacks

Be yourself, accept yourself, embrace life and never forget that there's no better you than the you that you are!

FRANZ

un navigatore cortese

Skyscapes for the Soul - Jeni Bate

"I paint the skies with peace and passion, because that's the way they paint me."

❀ Rоѕa ❀

♥ chiunque può simpatizzare con il dolore di un amico,ma solo un animo nobile riesce a simpatizzare con il suo successo ♥

susabiblog

Mi piace tramutare in parole e immagini i miei sogni

Schnippelboy

Ein Tagebuch unserer Alltagsküche-Leicht nachkochbar

Mona_Khaan

tha blogs is about styles beauty health true story's love poetry many more )): my blog my own thoughts) monakhaan.com

Pietrobrilla's Blog

Just another WordPress.com site

La giraffa

tutto può accadere, l'importante è ricordare chi sei

Autobiografia del Blu di Prussia

“Tutti gli usi della parola a tutti. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo” (Gianni Rodari)

Marco Gasperini

poesie, racconti, frammenti esistenziali

majazze

Quello che dirò non è un segreto...

Storie di Ritratti

Inseguendo Itaca

quelcherestadellafesta

uno sguardo sui locali e sulle discoteche di Bologna e della Romagna

Frank Iodice

Education is the most powerful weapon which you can use to change the World (Nelson Mandela)

controlemafie

"Questo è il Paese felice in cui, se ti si pone una bomba sotto casa, e la bomba per fortuna non esplode, la colpa è tua che non l'hai fatta esplodere" (Giovanni Falcone)

Caroline Criado-Perez

A Pox on the Patriarchy

Mezquita de Mujeres

Activismo, Conocimiento y Espiritualidad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: