Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Morire a 14 anni


 

201803americas_paraguay_womensrights_sexualviolence

Gli attivisti sociali paraguaiani protestano davanti al Ministero della Salute per chiedere la fine della violenza contro le donne e una migliore assistenza sanitaria per loro, mentre il mondo celebra la “Giornata internazionale della donna” ad Asuncion, Paraguay, 8 marzo 2017. Lo striscione: “Il 48% delle donne violentate ha meno di 30 anni “.
 © 2018 Reuters

 

Amici, a questo link potete trovare l’articolo originale in inglese Tratto dal sito Web dell’organizzazione internazionale umanitaria Human Rights Watch (HRW) che descrive la situazione in Paraguay riguardo la violenza di genere, in particolar modo quella sulle bambine e sulle adolescenti.
In particolare tratta l’aspetto legale riguardo la possibilità di scegliere di abortire nei casi di violenza sessuale.

È una questione morale e sociale, però visto che il panorama e la mentalità non cambiano ci vuole una legge che tuteli queste bambine. E ci vuole anche presto!

Non voglio più leggere questi titoli e vedere certe foto!

 

14 anni, incinta per uno stupro, morta di parto

In Paraguay la severa legge sull’aborto mette in pericolo le adolescenti

Di Margaret Wurth, ricercatrice, Children’s Rights Division

26 marzo 2018

 

La settimana scorsa, una ragazza di 14 anni in Paraguay è morta durante il parto.  È rimasta incinta dopo essere stata violentata da un uomo di 37 anni, ed è morta mentre i medici eseguivano un taglio cesareo d’emergenza, cercando disperatamente di salvare lei e il suo bambino, dopo aver trascorso diverse settimane in ospedale per le complicazioni dovute alla gravidanza. “Il suo corpo non era pronto per una gravidanza”, ha dichiarato il direttore dell’ospedale. Il bambino è sopravvissuto.

L’aborto è illegale in quasi tutte le circostanze in Paraguay. L’unica eccezione è quando una gravidanza presenta complicazioni potenzialmente letali. Questa minima eccezione non è sufficiente per proteggere la vita, la salute e la dignità delle ragazze e delle donne nel paese.

L’aborto è illegale in Paraguay per le gravidanze risultanti da stupro o incesto. È illegale quando la gravidanza rappresenta un rischio per la salute serio, ma non pericoloso per la vita, e quando un feto non ha speranza di sopravvivere al di fuori dell’utero.

Non sappiamo se la quattordicenne che è morta la settimana scorsa avesse voluto abortire. La decisione di interrompere una gravidanza è profondamente personale. Avrebbe potuto scegliere di continuare la gravidanza anche se l’aborto legale fosse stata un’opzione. Ma per lo meno lei e la sua famiglia, il suo capo religioso o persona fidata, e il suo medico avrebbero dovuto avere la possibilità di discutere – e prendere in considerazione – il rischio di continuare la gravidanza e l’opzione per porvi fine.

Nel 2015, una bambina di 10 anni in Paraguay è rimasta incinta dopo essere stata violentata dal suo patrigno. Sua madre ha chiesto il permesso perchè la bambina potesse abortire, ma le autorità hanno respinto la sua richiesta. Ha partorito all’età di 11 anni – una undicenne sopravvissuta a uno stupro di 11 anni, costretta alla maternità contro i suoi desideri. Questo avrebbe potuto essere evitato se il paese avesse permesso un aborto sicuro e legale.

Esperti internazionali hanno affermato che il blocco dell’accesso all’aborto per i sopravvissuti allo stupro può essere una tortura. Commentando la situazione in Paraguay, il Comitato contro la tortura ha affermato che il divieto di aborto significa che ai sopravvissuti “viene costantemente ricordata la violenza commessa contro di loro, questo causa gravi stress traumatici e comporta il rischio di problemi psicologici di lunga durata“.

Ogni giorno in Paraguay quattro ragazze subiscono violenze sessuali, e due ragazze sotto i 15 anni partoriscono, secondo i dati del Ministero della Salute. Non so se la ragazza di 14 anni avrebbe scelto di non continuare la gravidanza che le era stata imposta se avesse avuto la possibilità di porvi fine in sicurezza e legalmenteMa non le è mai stata concessa questa scelta. E ci sono centinaia di ragazze come lei, derubate di informazioni e potere sulle loro vite e sui loro corpi. Queste sono le conseguenze brutali e inevitabili della legge sull’aborto del Paraguay.

Il Paraguay dovrebbe abrogare tutte le leggi che rendono l’aborto un crimine. Ma perfino piccole eccezioni salverebbero alcune vite – permettendo ai medici, con il consenso informato dei loro pazienti, di porre fine a una gravidanza quando è necessario proteggere la vita o la salute di una donna o di una ragazza, quando una gravidanza risulta da uno stupro o incesto, o quando il feto non sopravviverà. Le autorità del Paraguay dovrebbero agire ora prima che altre ragazze adolescenti subiscano le conseguenze delle restrizioni sull’aborto del paese.

(L’articolo è stato da me tradotto, con tutti i limiti e le inesattezze che vi chiedo, eventualmente, di segnalarmi. HRW non è responsabile di errori contenuti nella traduzione realizzata con permesso.)

Grazie per la vostra attenzione, sempre Vicky.

 

 

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3 aprile 2018 - Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , ,

25 commenti »

  1. 🙏

    Piace a 1 persona

    Commento di cuoreruotante | 3 aprile 2018 | Rispondi

  2. Su questa terra non sarà mai armonia e pace, finché il mondo viene governati da persone incapace, e leggi sbagliati..

    Siamo tutti noi coinvolto, e sè non apriamo la bocca, le cose peggiorano sempre di più..

    Piace a 2 people

    Commento di Rebecca Antolini | 4 aprile 2018 | Rispondi

    • Siamo d’accordo su tutta la linea!
      Purtroppo il livello di attenzione è quello che è…
      Su temi sociali il grado di attenzione è basso. Lo stesso non accade per argomenti diciamo leggeri. Ci vogliono anche quelli ma sono stufa di leggere siti che parlano di scopate seguiti da tantissimi che spiano in rete come un tempo dal buco della serratura.
      Molto squallore. Più della violenza. Parlando di dignità in vendita ovvio.
      Ciao Rebecca. Sono amareggiata!

      Mi piace

      Commento di vincenza63 | 4 aprile 2018 | Rispondi

      • l mondo gira rovescia.. e a volte mi sembra che nessuno sene frega.. anche a me tutto questo la da la nausea…

        buona giornata cara Vicky 💛🌻

        Piace a 1 persona

        Commento di Rebecca Antolini | 5 aprile 2018

      • Rebecca,
        È vero, a tanti non importa… Mi basta guardare le statistiche di questo post… Lo so in partenza ma non mollo.
        Faccio sentire la voce di chi non ce l’ha. È la mia anima che me lo chiede e io le do ascolto.
        Non dobbiamo abbassare la guardia!
        Ti abbraccio
        Ciao

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        Commento di vincenza63 | 6 aprile 2018

      • vero cara Vicky, dobbiamo dare la voce a chi non ha.. speriamo che noi tutti cambiamo per il prossimo futuro.. ti abbraccio anche io 🌻

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        Commento di Rebecca Antolini | 6 aprile 2018

      • 🌷🌷🌷

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        Commento di vincenza63 | 6 aprile 2018

      • ❤️️🌹💗🌷

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        Commento di Rebecca Antolini | 6 aprile 2018

  3. Mamma mia… troppe crudeltà e ingiustizie. Farò arrabbiare il sesso “forte”, ma la violenza è maschile. Questo sesso chiamato “forte” è talmente debole, da non essere capace di farsi valere in un altro modo… schiffo, rabbia e tristezza…
    Perdonami lo sfogo, Vicky! 😘

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    Commento di Giorgiana | 4 aprile 2018 | Rispondi

    • Grazie per le tue parole!!
      Noi donne adulte dobbiamo più di altri fare quadrato intorno alle piccole indifese.
      È una battaglia culturale!
      Baci
      Vicky

      Piace a 1 persona

      Commento di vincenza63 | 4 aprile 2018 | Rispondi

  4. Molto complicato esprimersi. La violenza…quella proprio non dovrebbe accadere…
    Un abbraccio, Vichy
    Buona giornata
    Baci

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    Commento di erospea | 4 aprile 2018 | Rispondi

    • Sì non dovrebbe ma accade.
      Dobbiamo ribellarci e denunciare ciò che vediamo, sentiamo o di cui veniamo a conoscenza.
      Lo dobbiamo fare. È il cuore che ce lo chiede 💝
      Ciao cara Dora

      Piace a 1 persona

      Commento di vincenza63 | 4 aprile 2018 | Rispondi

  5. Quanta violenza in questo mondo sui bambini e in particolare sulle bambine, non si hanno parole eppure ce ne vorranno tante…

    Piace a 1 persona

    Commento di Menti Vagabonde | 4 aprile 2018 | Rispondi

    • E allora diciamole Dina!
      Dobbiamo indignarci!
      A nome di queste bambine e per la nostra coscienza di donne e di esseri umani.
      Ti abbraccio

      Mi piace

      Commento di vincenza63 | 4 aprile 2018 | Rispondi

  6. è triste andarsene nel 2018 in questo modo. Non credo che ci siano altre parole da aggiungere a quello che hai scritto.
    Un abbraccio
    Gian Paolo

    Piace a 1 persona

    Commento di newwhitebear | 4 aprile 2018 | Rispondi

  7. Le leggi purtroppo le fanno gli uomini.
    Leggi che fanno molto comodo a questi cosidetti uominidi da farmi vedere rosso.
    Un bel falò avrei urgente di fare con tutte ste leggi del fanno tanto comodo a questa gente che vorrei tanto sparissero per sempre dalla faccia della terra.
    Non sopporto più queste cose assurde.
    Un abbraccio Vincenza❤

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    Commento di caterina rotondi | 4 aprile 2018 | Rispondi

    • Cara “sorella” Caterina, come darti torto sull’ onda delle emozioni e della rabbia?
      Non possiamo però lasciarci andare ed è più utile pensare.
      Se ci fossero, ad esempio, certezza della pena e privazione della patria potestà permanente, secondo me sarebbero già un inizio.
      E poi comincerei a parlare con parole adeguate all’ età, nelle scuole di ogni ordine e grado, di questi problemi.
      Aiuterebbe chi ce li ha a confidarsi e chi non li ha a conoscerli, magari per aiutare un amico o una amico o parente.
      Che ne pensi?
      Dormiamoci su e ne riparliamo.
      Non lascerò questo argomento da parte.
      Notte Caterina 🌷

      Mi piace

      Commento di vincenza63 | 5 aprile 2018 | Rispondi

      • Ognuno di noi,dovrebbe farlo,dipende anche molto nell’ambiente in cui si vive.
        Educare,partendo dai propri figli.
        Purtroppo.. l’occasione fa l’uomo ladro è trovarsi dietro ad ogni di queste”occasioni” quando i lupi sono molti ci sarà poco da consigliare contro la forza bestiale di chi non conosce altro che la “sua”legge.
        Il solo prepararli, ad evitare il peggio,non basta per risolvere il problema alla radice.
        Solo con leggi speciali “universali”senza più guerre..povertà.. ignoranza…ignorare.
        Si spera nei giovani che ci governeranno.
        In sistema è troppo marcio e ampio,richiedono mezzi altrettanto organizzati e decisivi…per non rischiare.
        Ti abbraccio

        Piace a 1 persona

        Commento di caterina rotondi | 5 aprile 2018

      • Condivido…purtroppo!
        Spero sempre nel cambiamento.
        La speranza non mi abbandona.
        Ti auguro tutto il bene possibile.
        Vicky
        💝

        Piace a 1 persona

        Commento di vincenza63 | 6 aprile 2018

  8. Piace a 1 persona

    Commento di caterina rotondi | 6 aprile 2018 | Rispondi


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