Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Cose dentro

 

 

Cari amici,

Prendo al volo questa occasione in cui il mio computer è apparentemente tornato a vivere e ne approfitto per stendere una lista dei pensieri che mi attraversano il cervello e il cuore.

Sento il bisogno di fermarli come su un foglio di carta, bianco come questo elettronico che ho davanti.

Me lo devo e lo devo anche a voi, persone preziose dalle quali mi sono allontanata un po’ per pigrizia e un po’ per sfortuna.

È da un lungo periodo che vorrei mettere giù quanto mi accadde. Per ora accennerò una breve pennellata sulla tela della mia vita che si apre davanti a voi che mi leggete.

Piano piano tornerò a essere in grado di affrontare le cose, di continuare a prendere le decisioni che mi rendono felice e mi fanno crescere come essere umano, come donna, come creatura. Sono rimasta parecchio indietro con la lettura dei vostri post, perdonatemi. Il vostro posto nel mio cuore però è rimasto sempre lì, intatto, come un fiore in attesa di acqua.

Ed ecco la piccola goccia, Vicky.

Pensieri e cose da scrivere e descrivere:

  • fine di una storia
  • Natale 2018
  • mia figlia
  • mia madre
  • vita
  • notte
  • ricordi
  • viaggio
  • blog
  • interessi
  • bambini
  • diritti umani
  • allegria
  • Dio
  • santi

 

lo piano piano riprenderò i contatti con me stessa, ricominciando a vivere attraverso le parole, le mie più care e fedeli amiche.

Vi abbraccio tutti! Sempre Vicky!

 

 

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20 gennaio 2019 Posted by | amore, Anima, Cinema, Corpo, Cose, Dialogo, Dio, Esperienze, Idee, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, vita indipendente | , , , , , , , , , | 28 commenti

A casa… per poco

 

Amici miei, lettori, visitatori occasionali
sono tornata a casa da un paio di giorni un po’ debilitata.

Non so quanto mi ci vorrà per mettermi in sesto, almeno quanto basta per poter affrontare un importante intervento all’addome temo a breve.

Mi manca molto scrivere e interagire con voi.

Oggi ho provato a mettermi qui. Anche ora. Mi costa molta fatica.

Vi lascio un saluto di cuore e la promessa di mettercela tutta.

Un abbraccio, sempre Vicky!

 

 

 

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15 novembre 2018 Posted by | Corpo, Dialogo, News, Persone | 86 commenti

Le mie prime parole

 

Dopo quasi 23 anni stasera ho ricominciato a scrivere. Piango mentre lo faccio. 

E anche ora al buio su questa tastiera.

Amo la solitudine dei miracoli della vita invisibile.

Leggo la meraviglia che è appena accaduta e vivo un primo momento di estasi interiore assoluta da sola. In silenzio.

Poi…poi devo dirlo a qualcuno! Scoppio! Chiamo mia figlia e le dico emozionata che ho una bella notizia da darle. “Brava mamma, non mollare!” è la sua felice reazione.

Avrei voluto vederla, la mia piccola…

Amore mio, lo sai che io voloDio mio, dammi la forza di continuare a usare il poco ed enorme dono che ho scoperto per continuare a sognare…

Mi vedo piccola tra piccoli che imparano a copiare le mie orribili eppur meravigliose stanghette. 

Un gran sorriso arriva dal cuore… Riesci a vederlo? Arriva a te che mi stai leggendo ora?

Due giganti mi fanno compagnia stanotte. Dedico questi brani alle persone che mi amano, mi sostengono, si emozionano con me: mia figlia Maria Emanuela, mia mamma – che non c’è più solo fisicamente al mio fianco – e mio marito Lorenzo – che continua a volermi bene anche dalla Vita vera.

Mamma, mi vedi? Ti sento dirmi piena di meraviglia il tuo “Pensa te!” al quale segue tanta commozione. Reggimi la mano, mamma, ancora!

Un abbraccio a tutti! Se questo foglio bianco fosse di carta sarebbe rigato dalle mie lacrime di GIOIA.

Sempre con piccoli grandi sogni, sempre Vicky!

 

 

25 agosto 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Sentimenti, Viaggi, vita indipendente | , , , , , , , , , , | 47 commenti

Diversamente vivo

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Ciao Matteo
sei passato
dalla vita
un anno
un respiro

Tutti e sei
li hai bevuti
d’un soffio

Ci sei
diversamente vivo
fertile
nel filo d’erba
nel fiore sul quale
soffiare via dolore

Prosegui il tuo viaggio
in ogni cellula vivente
la morte non esiste.

Sempre Vicky.

 

3 agosto 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Persone, Viaggi, Vita nuova | , , , , , | 29 commenti

Potessi solo correre!

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Questa sono io, mentre vado incontro alla mia vita ogni giorno! Non voglio e non oso  cimentarmi in una qualsiasi spiegazione dei versi che seguono…

Confido solo ai tuoi occhi, che mi guardano e mi leggono, e al tuo cuore, che si avvicina al mio per parlare in lingue nuove, che anch’io vorrei essere ape e chiedere un passaggio a una nuvola per sperimentare la libertà e la leggerezza del volo.

Invece…

Resto galeotta nel mio corpo, sconto la pena per un reato non commesso. La mia “cella” però è nell’aria, seppur ancorata alla terra.

Un tocco d’ali. Un abbraccio. Sempre Vicky!

 

Potessi solo correre infinitamente – Emily Dickinson

Potessi solo correre infinitamente
come l’ape del campo
e visitare solo chi volessi
senza che nessuno visitasse me

e corteggiare tutto il giorno i ranuncoli
e sposare chi mi va
e abitare un po’ ovunque
o meglio, darmela a gambe

senza polizia alle calcagna
o inseguire lei se lo fa
finché saltasse penisole
per sfuggire alla mia caccia –

Dico “Fossi solo un’ape”
su una zattera d’aria
e remassi nel nulla tutto il giorno
e ancorassi “oltre la barra”

Che libertà! Così pensa il prigioniero
stretto nella cella sotterranea.

 

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

 

5 maggio 2018 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Viaggi | , , , , , , , | 60 commenti

Ultimo saluto

 

Ciao, Alfie… “finalmente” ce l’hai fatta a compiere il tuo viaggio e sei libero.

Restano lacrime e silenzi.

 

 

Sempre Vicky.

30 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Diritti umani, News, Persone, Viaggi | | 7 commenti

My Way

Amici miei,
vi invito a usare il pulsante dedicato al traduttore e a passare qualche minuto leggendo questo post estremamente realista e per nulla vittimista.
Io, da tetraplegica, mi ci sono rispecchiata.

Mantengo intatto il mio desiderio e il mio impegno per conservare la mia piccola grande vita indipendente.
Esattamente come il blogger Jamison!

Una dedica, un programma di vita in musica. Sempre Vicky ❤

Jamison Writes

Sometimes I momentarily detach myself from my situation and think “Damn, this guy sure asks for a lot.” Then I get sucked back into my life and feel like the most selfish person. I know I’m being a bit harsh, so I do cut myself a lot of slack. After all, it’s not like I’m a healthy, bored suburbanite constantly asking for help or unloading my personal problems on other people without reciprocation. Instead, I have to rely on other people to do just about everything for (or with) me because I’m sick.

It’s easy for a healthy person to look at my life and say something dismissive like, “Oh, I bet he’s glad to not do laundry,” but that’s just not true. I used to love doing things for myself, even mundane or laborious chores. I loved doing dishes and cleaning surfaces. I even sort of enjoyed doing laundry…

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29 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, vita indipendente | , , , , , , , , | 11 commenti

Il pensionamento di Dio

Un pezzo bellissimo, un capolavoro scritto dalla mia dolce e intelligente “quasi40anni”, anche lei blogger su wordpress come me e, come potrete leggere, bravissima ❤
Aggiungo una dedica e un dono musicale che spero vi faccia piacere.
Con affetto, sempre Vicky!

quasi40anni

Era notte fonda quando iniziò l’apocalisse. La terra cominciò a girare forte, i cieli si aprirono, gli angeli cascavano giù, i venti sollevavano ogni cosa. Anche i più piccoli insetti erano travolti. Nessuno era risparmiato. Un turbinio di tutto, una grande centrifuga in cui erano mescolati carcerati e preti, puttane e suore, bambini e vecchi. Ognuno era sotto accusa, ognuno aveva commesso una colpa, anche i neonati erano macchiati del peccato originale.

Il mattino dopo, tutto si placò, nessuno ricordava chi fosse, da dove venisse, che cosa facesse o cosa gli appartenesse. Solo i santi lo sapevano e ogni santo tornò alla sua chiesa di pertinenza. San Pietro a Roma, San Francesco ad Assisi , Santo Antonio a Padova e via dicendo.

Regnò temperatura mite ovunque, da polo nord a polo sud. Non ci furono più malati, non c’erano più mestieri o professioni. Nessuna regola da dettare o da seguire…

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16 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Idee, Persone, Sapienza | , , , , , , , | 7 commenti

Morire a 14 anni

 

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Gli attivisti sociali paraguaiani protestano davanti al Ministero della Salute per chiedere la fine della violenza contro le donne e una migliore assistenza sanitaria per loro, mentre il mondo celebra la “Giornata internazionale della donna” ad Asuncion, Paraguay, 8 marzo 2017. Lo striscione: “Il 48% delle donne violentate ha meno di 30 anni “.
 © 2018 Reuters

 

Amici, a questo link potete trovare l’articolo originale in inglese Tratto dal sito Web dell’organizzazione internazionale umanitaria Human Rights Watch (HRW) che descrive la situazione in Paraguay riguardo la violenza di genere, in particolar modo quella sulle bambine e sulle adolescenti.
In particolare tratta l’aspetto legale riguardo la possibilità di scegliere di abortire nei casi di violenza sessuale.

È una questione morale e sociale, però visto che il panorama e la mentalità non cambiano ci vuole una legge che tuteli queste bambine. E ci vuole anche presto!

Non voglio più leggere questi titoli e vedere certe foto!

 

14 anni, incinta per uno stupro, morta di parto

In Paraguay la severa legge sull’aborto mette in pericolo le adolescenti

Di Margaret Wurth, ricercatrice, Children’s Rights Division

26 marzo 2018

 

La settimana scorsa, una ragazza di 14 anni in Paraguay è morta durante il parto.  È rimasta incinta dopo essere stata violentata da un uomo di 37 anni, ed è morta mentre i medici eseguivano un taglio cesareo d’emergenza, cercando disperatamente di salvare lei e il suo bambino, dopo aver trascorso diverse settimane in ospedale per le complicazioni dovute alla gravidanza. “Il suo corpo non era pronto per una gravidanza”, ha dichiarato il direttore dell’ospedale. Il bambino è sopravvissuto.

L’aborto è illegale in quasi tutte le circostanze in Paraguay. L’unica eccezione è quando una gravidanza presenta complicazioni potenzialmente letali. Questa minima eccezione non è sufficiente per proteggere la vita, la salute e la dignità delle ragazze e delle donne nel paese.

L’aborto è illegale in Paraguay per le gravidanze risultanti da stupro o incesto. È illegale quando la gravidanza rappresenta un rischio per la salute serio, ma non pericoloso per la vita, e quando un feto non ha speranza di sopravvivere al di fuori dell’utero.

Non sappiamo se la quattordicenne che è morta la settimana scorsa avesse voluto abortire. La decisione di interrompere una gravidanza è profondamente personale. Avrebbe potuto scegliere di continuare la gravidanza anche se l’aborto legale fosse stata un’opzione. Ma per lo meno lei e la sua famiglia, il suo capo religioso o persona fidata, e il suo medico avrebbero dovuto avere la possibilità di discutere – e prendere in considerazione – il rischio di continuare la gravidanza e l’opzione per porvi fine.

Nel 2015, una bambina di 10 anni in Paraguay è rimasta incinta dopo essere stata violentata dal suo patrigno. Sua madre ha chiesto il permesso perchè la bambina potesse abortire, ma le autorità hanno respinto la sua richiesta. Ha partorito all’età di 11 anni – una undicenne sopravvissuta a uno stupro di 11 anni, costretta alla maternità contro i suoi desideri. Questo avrebbe potuto essere evitato se il paese avesse permesso un aborto sicuro e legale.

Esperti internazionali hanno affermato che il blocco dell’accesso all’aborto per i sopravvissuti allo stupro può essere una tortura. Commentando la situazione in Paraguay, il Comitato contro la tortura ha affermato che il divieto di aborto significa che ai sopravvissuti “viene costantemente ricordata la violenza commessa contro di loro, questo causa gravi stress traumatici e comporta il rischio di problemi psicologici di lunga durata“.

Ogni giorno in Paraguay quattro ragazze subiscono violenze sessuali, e due ragazze sotto i 15 anni partoriscono, secondo i dati del Ministero della Salute. Non so se la ragazza di 14 anni avrebbe scelto di non continuare la gravidanza che le era stata imposta se avesse avuto la possibilità di porvi fine in sicurezza e legalmenteMa non le è mai stata concessa questa scelta. E ci sono centinaia di ragazze come lei, derubate di informazioni e potere sulle loro vite e sui loro corpi. Queste sono le conseguenze brutali e inevitabili della legge sull’aborto del Paraguay.

Il Paraguay dovrebbe abrogare tutte le leggi che rendono l’aborto un crimine. Ma perfino piccole eccezioni salverebbero alcune vite – permettendo ai medici, con il consenso informato dei loro pazienti, di porre fine a una gravidanza quando è necessario proteggere la vita o la salute di una donna o di una ragazza, quando una gravidanza risulta da uno stupro o incesto, o quando il feto non sopravviverà. Le autorità del Paraguay dovrebbero agire ora prima che altre ragazze adolescenti subiscano le conseguenze delle restrizioni sull’aborto del paese.

(L’articolo è stato da me tradotto, con tutti i limiti e le inesattezze che vi chiedo, eventualmente, di segnalarmi. HRW non è responsabile di errori contenuti nella traduzione realizzata con permesso.)

Grazie per la vostra attenzione, sempre Vicky.

 

 

3 aprile 2018 Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | 25 commenti

La paura

Risultati immagini per paura dal web

 

La paura ha tante facce, molte ombre, innumerevoli buchi, procura ferite, spinge ad agire come anche a fuggire. Quanto altro ancora?

Qui quelle identificate, intuite, respirate, assorbite, espulse in vita mia. Fino a questo momento.

Paura…

di ammalarmi
di soffrire
di pensare prima di morire
di perdere chi amo
di ferire e restare ferita
di dire la verità su di me
di parlare con me stessa
di staccarmi da ogni certezza
di lasciare le cose come stanno
di cambiare le cose a modo mio

di essere infelice
di godermi le tante felicità
di essere toccata da uno sconosciuto
di seguire l’istinto di femmina
di essere la donna di chi mi attrae
di chiedere troppo
di non ricevere
di essere madre
di aspettare
di non avere tempo

di capire
di essere consapevole
di esserci
di invadere
di disperarmi
di ballare
di cantare
di urlare
di tacere
di sognare
di impazzire
di volare via

 
Tutto e niente. Evadere dalla prigione dell’io. Un brano stupendo… sempre Vicky!

 

 

23 marzo 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , , | 25 commenti

Posso venire in abbraccio?

Domani ti dico ciao e ti voglio bene

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