Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Potessi solo correre!

220517

 

Questa sono io, mentre vado incontro alla mia vita ogni giorno! Non voglio e non oso  cimentarmi in una qualsiasi spiegazione dei versi che seguono…

Confido solo ai tuoi occhi, che mi guardano e mi leggono, e al tuo cuore, che si avvicina al mio per parlare in lingue nuove, che anch’io vorrei essere ape e chiedere un passaggio a una nuvola per sperimentare la libertà e la leggerezza del volo.

Invece…

Resto galeotta nel mio corpo, sconto la pena per un reato non commesso. La mia “cella” però è nell’aria, seppur ancorata alla terra.

Un tocco d’ali. Un abbraccio. Sempre Vicky!

 

Potessi solo correre infinitamente – Emily Dickinson

Potessi solo correre infinitamente
come l’ape del campo
e visitare solo chi volessi
senza che nessuno visitasse me

e corteggiare tutto il giorno i ranuncoli
e sposare chi mi va
e abitare un po’ ovunque
o meglio, darmela a gambe

senza polizia alle calcagna
o inseguire lei se lo fa
finché saltasse penisole
per sfuggire alla mia caccia –

Dico “Fossi solo un’ape”
su una zattera d’aria
e remassi nel nulla tutto il giorno
e ancorassi “oltre la barra”

Che libertà! Così pensa il prigioniero
stretto nella cella sotterranea.

 

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

 

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5 maggio 2018 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Viaggi | , , , , , , , | 60 commenti

Ultimo saluto

 

Ciao, Alfie… “finalmente” ce l’hai fatta a compiere il tuo viaggio e sei libero.

Restano lacrime e silenzi.

 

 

Sempre Vicky.

30 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Diritti umani, News, Persone, Viaggi | | 7 commenti

My Way

Amici miei,
vi invito a usare il pulsante dedicato al traduttore e a passare qualche minuto leggendo questo post estremamente realista e per nulla vittimista.
Io, da tetraplegica, mi ci sono rispecchiata.

Mantengo intatto il mio desiderio e il mio impegno per conservare la mia piccola grande vita indipendente.
Esattamente come il blogger Jamison!

Una dedica, un programma di vita in musica. Sempre Vicky ❤

Jamison Writes

Sometimes I momentarily detach myself from my situation and think “Damn, this guy sure asks for a lot.” Then I get sucked back into my life and feel like the most selfish person. I know I’m being a bit harsh, so I do cut myself a lot of slack. After all, it’s not like I’m a healthy, bored suburbanite constantly asking for help or unloading my personal problems on other people without reciprocation. Instead, I have to rely on other people to do just about everything for (or with) me because I’m sick.

It’s easy for a healthy person to look at my life and say something dismissive like, “Oh, I bet he’s glad to not do laundry,” but that’s just not true. I used to love doing things for myself, even mundane or laborious chores. I loved doing dishes and cleaning surfaces. I even sort of enjoyed doing laundry…

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29 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, vita indipendente | , , , , , , , , | 11 commenti

Il pensionamento di Dio

Un pezzo bellissimo, un capolavoro scritto dalla mia dolce e intelligente “quasi40anni”, anche lei blogger su wordpress come me e, come potrete leggere, bravissima ❤
Aggiungo una dedica e un dono musicale che spero vi faccia piacere.
Con affetto, sempre Vicky!

quasi40anni

Era notte fonda quando iniziò l’apocalisse. La terra cominciò a girare forte, i cieli si aprirono, gli angeli cascavano giù, i venti sollevavano ogni cosa. Anche i più piccoli insetti erano travolti. Nessuno era risparmiato. Un turbinio di tutto, una grande centrifuga in cui erano mescolati carcerati e preti, puttane e suore, bambini e vecchi. Ognuno era sotto accusa, ognuno aveva commesso una colpa, anche i neonati erano macchiati del peccato originale.

Il mattino dopo, tutto si placò, nessuno ricordava chi fosse, da dove venisse, che cosa facesse o cosa gli appartenesse. Solo i santi lo sapevano e ogni santo tornò alla sua chiesa di pertinenza. San Pietro a Roma, San Francesco ad Assisi , Santo Antonio a Padova e via dicendo.

Regnò temperatura mite ovunque, da polo nord a polo sud. Non ci furono più malati, non c’erano più mestieri o professioni. Nessuna regola da dettare o da seguire…

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16 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Idee, Persone, Sapienza | , , , , , , , | 7 commenti

Morire a 14 anni

 

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Gli attivisti sociali paraguaiani protestano davanti al Ministero della Salute per chiedere la fine della violenza contro le donne e una migliore assistenza sanitaria per loro, mentre il mondo celebra la “Giornata internazionale della donna” ad Asuncion, Paraguay, 8 marzo 2017. Lo striscione: “Il 48% delle donne violentate ha meno di 30 anni “.
 © 2018 Reuters

 

Amici, a questo link potete trovare l’articolo originale in inglese Tratto dal sito Web dell’organizzazione internazionale umanitaria Human Rights Watch (HRW) che descrive la situazione in Paraguay riguardo la violenza di genere, in particolar modo quella sulle bambine e sulle adolescenti.
In particolare tratta l’aspetto legale riguardo la possibilità di scegliere di abortire nei casi di violenza sessuale.

È una questione morale e sociale, però visto che il panorama e la mentalità non cambiano ci vuole una legge che tuteli queste bambine. E ci vuole anche presto!

Non voglio più leggere questi titoli e vedere certe foto!

 

14 anni, incinta per uno stupro, morta di parto

In Paraguay la severa legge sull’aborto mette in pericolo le adolescenti

Di Margaret Wurth, ricercatrice, Children’s Rights Division

26 marzo 2018

 

La settimana scorsa, una ragazza di 14 anni in Paraguay è morta durante il parto.  È rimasta incinta dopo essere stata violentata da un uomo di 37 anni, ed è morta mentre i medici eseguivano un taglio cesareo d’emergenza, cercando disperatamente di salvare lei e il suo bambino, dopo aver trascorso diverse settimane in ospedale per le complicazioni dovute alla gravidanza. “Il suo corpo non era pronto per una gravidanza”, ha dichiarato il direttore dell’ospedale. Il bambino è sopravvissuto.

L’aborto è illegale in quasi tutte le circostanze in Paraguay. L’unica eccezione è quando una gravidanza presenta complicazioni potenzialmente letali. Questa minima eccezione non è sufficiente per proteggere la vita, la salute e la dignità delle ragazze e delle donne nel paese.

L’aborto è illegale in Paraguay per le gravidanze risultanti da stupro o incesto. È illegale quando la gravidanza rappresenta un rischio per la salute serio, ma non pericoloso per la vita, e quando un feto non ha speranza di sopravvivere al di fuori dell’utero.

Non sappiamo se la quattordicenne che è morta la settimana scorsa avesse voluto abortire. La decisione di interrompere una gravidanza è profondamente personale. Avrebbe potuto scegliere di continuare la gravidanza anche se l’aborto legale fosse stata un’opzione. Ma per lo meno lei e la sua famiglia, il suo capo religioso o persona fidata, e il suo medico avrebbero dovuto avere la possibilità di discutere – e prendere in considerazione – il rischio di continuare la gravidanza e l’opzione per porvi fine.

Nel 2015, una bambina di 10 anni in Paraguay è rimasta incinta dopo essere stata violentata dal suo patrigno. Sua madre ha chiesto il permesso perchè la bambina potesse abortire, ma le autorità hanno respinto la sua richiesta. Ha partorito all’età di 11 anni – una undicenne sopravvissuta a uno stupro di 11 anni, costretta alla maternità contro i suoi desideri. Questo avrebbe potuto essere evitato se il paese avesse permesso un aborto sicuro e legale.

Esperti internazionali hanno affermato che il blocco dell’accesso all’aborto per i sopravvissuti allo stupro può essere una tortura. Commentando la situazione in Paraguay, il Comitato contro la tortura ha affermato che il divieto di aborto significa che ai sopravvissuti “viene costantemente ricordata la violenza commessa contro di loro, questo causa gravi stress traumatici e comporta il rischio di problemi psicologici di lunga durata“.

Ogni giorno in Paraguay quattro ragazze subiscono violenze sessuali, e due ragazze sotto i 15 anni partoriscono, secondo i dati del Ministero della Salute. Non so se la ragazza di 14 anni avrebbe scelto di non continuare la gravidanza che le era stata imposta se avesse avuto la possibilità di porvi fine in sicurezza e legalmenteMa non le è mai stata concessa questa scelta. E ci sono centinaia di ragazze come lei, derubate di informazioni e potere sulle loro vite e sui loro corpi. Queste sono le conseguenze brutali e inevitabili della legge sull’aborto del Paraguay.

Il Paraguay dovrebbe abrogare tutte le leggi che rendono l’aborto un crimine. Ma perfino piccole eccezioni salverebbero alcune vite – permettendo ai medici, con il consenso informato dei loro pazienti, di porre fine a una gravidanza quando è necessario proteggere la vita o la salute di una donna o di una ragazza, quando una gravidanza risulta da uno stupro o incesto, o quando il feto non sopravviverà. Le autorità del Paraguay dovrebbero agire ora prima che altre ragazze adolescenti subiscano le conseguenze delle restrizioni sull’aborto del paese.

(L’articolo è stato da me tradotto, con tutti i limiti e le inesattezze che vi chiedo, eventualmente, di segnalarmi. HRW non è responsabile di errori contenuti nella traduzione realizzata con permesso.)

Grazie per la vostra attenzione, sempre Vicky.

 

 

3 aprile 2018 Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | 25 commenti

La paura

Risultati immagini per paura dal web

 

La paura ha tante facce, molte ombre, innumerevoli buchi, procura ferite, spinge ad agire come anche a fuggire. Quanto altro ancora?

Qui quelle identificate, intuite, respirate, assorbite, espulse in vita mia. Fino a questo momento.

Paura…

di ammalarmi
di soffrire
di pensare prima di morire
di perdere chi amo
di ferire e restare ferita
di dire la verità su di me
di parlare con me stessa
di staccarmi da ogni certezza
di lasciare le cose come stanno
di cambiare le cose a modo mio

di essere infelice
di godermi le tante felicità
di essere toccata da uno sconosciuto
di seguire l’istinto di femmina
di essere la donna di chi mi attrae
di chiedere troppo
di non ricevere
di essere madre
di aspettare
di non avere tempo

di capire
di essere consapevole
di esserci
di invadere
di disperarmi
di ballare
di cantare
di urlare
di tacere
di sognare
di impazzire
di volare via

 
Tutto e niente. Evadere dalla prigione dell’io. Un brano stupendo… sempre Vicky!

 

 

23 marzo 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , , | 25 commenti

Una pietra sopra

Risultati immagini per tomba dal web

 

Si dice così 
per dimenticare
per dare una svolta
alla vita e
uccidere la morte

No
non voglio metterci 
una pietra 
su questo dolore
non posso definitivamente
seppellirti
tra terra humus e
il corpo amato che eri

Eppure
domani accadrà
e in futuro
ogni piccolo filo d’erba
mi parlerà di te
svanita in attesa
di vita eterna senza notti

Basta pesi
sul corpo e sul cuore
nessuna data da ricordare
più alcun dolore 
da dimenticare
la mia mano leggera tra le tue
carne gloriosa
per sempre

Ti amo mamma

Sempre Vicky

 

23 febbraio 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Vita nuova | , , , , , , , , , , | 37 commenti

Ordinary day

Risultati immagini per allo specchio

 

Svegliarsi all’inizio di un nuovo giorno, apparentemente uguale a tutti gli altri.
Accompagnare con rassegnazione i gesti altrui sul mio corpo. Anche oggi. Essere paziente. In ogni senso. Tra poco la libertà e tutto questo vederlo divenire immagine sfuocata.
Concedersi altro riposo. Nessuna fretta.
La prima lezione di vita dopo il brusco arresto vent’anni prima e la successiva ripresa.
Da sola.

Finalmente pronta. Tarda mattina. 
Mangiare qualcosa prima di uscire, liberazione dopo circa una settimana di influenza in fase acuta.
Sognare le cose semplici. Aria un po’ gelida. Persone per strada. Vedere perfino l’autista musone più sopportabile.

La prima meta: controllare il peso. Trovare le solite facce sbuffanti alla casa di riposo e osservare. Porca miseria! Ancora due chili persi. Il mio minimo degli ultimi trentacinque-quaranta anni.
La seconda meta: vedere un film al cinema ma tempo rimanente insufficiente.
Restare e fare merenda con gli anziani da incontrare in tali occasioni.
La messa pomeridiana rara e così attraente.
Mangiare vita.

Salutare e ripartire. Un po’ di tristezza per quella umanità al tramonto.
O all’alba? Prospettive diverse.
Una corsa in autobus per un pullman da prendere. Quello per casa.
Incontrare e riconoscere un ragazzo d’oratorio.
Freddo. Voglia di scaldarsi l’anima. Sfiorare un’anima senza invadere.

Lasciarsi toccare e insanguinare il cuore da fresco dolore. Ventitrè anni finiti tra le braccia del sonno sereno eterno. Senza appello. Basta Whatsapp, fine corsa in un capolinea precoce. 
Piangere dentro per braccia incapaci di stringere un ex-sconosciuto.
Avere la speranza di essere arrivata comunque. 
E non solo a casa.

Guardare ogni centimetro dell’ideale tracciato. Sognare, respirare, contare gli attimi di separazione dagli ordinari amori di ogni giorno.
Telefonare e bere le semplici parole del momento, le eterne parole da dire con tutto l’affetto possibile.
Riempire Vicky con cibo per corpo, anima e mente per provare a guarire. 
Musica e parole.
Ancora. 
E ancora. 

 

Una Canzone meravigliosa, dedicata alla ragazza allo specchio oggi!

Ben ritrovati, sempre Vicky!

 

15 febbraio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dialogo, Dio, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 24 commenti

I baci

Risultati immagini per baci sul collo dal Web

 

 

  1. innocenti con Fernando all’asilo
  2. spiati su giornali porno nascosti in casa
  3. proibiti perchè immaginati mentre fiorivo
  4. bagnati, repellenti e soffocanti del primo ragazzo, lui, Mario, sedici anni io quasi tredici
  5. a quattordici anni avevo fame di baci più della stessa aria; me ne fregavo della gente, ero provocatoria ed eccitata per ogni centimetro di pelle
  6. delicati e timidi di Marco, conosciuto a quindici anni al SioSi, una discoteca modaiola di Milano
  7. perlopiù estivi in avventure al mare
  8. alcuni top secret
  9. approdo alla meta che sarebbe durata ventiquattro anni, senza noia, con tutti i brividi, le fantasie, le voglie che a Lorenzo e me attraversavano cuore e mente. Per anni ci siamo divorati; fino allo stop dei movimenti del mio corpo.
    Avevo ancora baci in sospeso per te.
    Ricordo ancora l’odore di quelli più gentili e quello dei più audaci e intimi.
    La mia bocca ti ha voluto inutilmente per molto ancora…
  10. non posso che inorridire al pensiero di approcci troppo espliciti nell’età adulta, in cui molti danno tanto, troppo per scontato… unico vantaggio: mi sono risentita femmina e “padrona del gioco” con alcuni.
    Sorrido ogni volta che penso a Marcello, a Luca e ai baci rubati a un’altra…
  11. in fase pseudo-adolescenziale e quasi da studenti l’uno dell’altra i baci con il mio giovane e attuale affetto… pochi slanci e molti tocchi e sfioramenti.
    A volte penso al cesello, allo scalpello, all’opera ancora incompiuta…
  12. belli, sognati, inaspettati sono quelli ancora sospesi tra labbra e pelle.

 

Un brano meraviglioso!

Più che mai viva, sempre Vicky!

 

 

 

 

23 gennaio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , | 25 commenti

Youth. Rise up!

Vivi e lascia vivere è un modo gentile per dirvi di non rompere i coglioni.

SIGNORASINASCE by Stefania Diedolo

Si finisce sempre per dare il bacio della buonanotte alla persona sbagliata. Arthur Bloch

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Marco Cariati

Raccolta differenziata di quotidianità umane

Giornalista Indipendente

Riproduzione Riservata - Testata Giornalistica n.168 del 20.10.2017

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