Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

El Crimen de Honor que Levantó en Furia a las Mujeres de Jordania

Amici miei,
una amica da anni scrive e pubblica sul femminismo islamico (ESISTE!) e questa volta vi chiedo di avere la pazienza di leggere cosa oggi succede ancora per esempio in Giordania.
Grazie
Sempre Vicky!

Mezquita de Mujeres

Sarkhaat Al-Nisaa, que en árabe significa “Los Gritos de las Mujeres”, es el nombre de una nueva campaña organizada por activistas feministas en Jordania, a raíz del brutal asesinato de una mujer de 30 años por parte de su padre en un llamado “crimen de honor”, que ha puesto el tema de la violencia contra las mujeres en el país bajo el foco de atención, reavivando la furia pública y los llamados a la acción.

La mujer llamada Ahlam, divorciada y de poco más de 30 años, había sido devuelta recientemente a su familia después de ser ingresada en un centro de detención para mujeres por quejarse de ser víctima de abuso doméstico.

“Esta no es la primera vez, y lamentablemente no será la última”, dijo la activista de 31 años Fatin Otoom. “La madre no hizo nada … le hizo una taza de té a su marido y él…

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5 agosto 2020 Posted by | Diritti umani, Idee, News, Persone, Storia | , , , , , , , , | 11 commenti

Cecità – Blindness

download– dal web

 

Su Rai5 sto rivedendo “Blindness” tratto dal bellissimo e straziante “Cecità” di Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura.

Impressionante e crudo quadro di una società colpità da cecità inspiegabile.

Libro bellissimo. Film assolutamente all’altezza grazie a Julianne Moore e Mark Ruffalo.

E se dovesse davvero accadere?

Buona visione! (con un bel pelo sullo stomaco)

Un abbraccio, sempre Vicky!

4 agosto 2020 Posted by | Cinema, Corpo, Diritti umani, Esperienze, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

ACCADDE OGGI, IL 20 LUGLIO 2001 AL G8 GENOVA VIENE UCCISO CARLO GIULIANI — Sud Reporter

Il 20 luglio 2001 a Genova: durante gli scontri in piazza in occasione del G8 viene ucciso Carlo Giuliani, con un colpo di pistola dal carabiniere Mario Placanica.

via ACCADDE OGGI, IL 20 LUGLIO 2001 AL G8 GENOVA VIENE UCCISO CARLO GIULIANI — Sud Reporter

PER NON DIMENTICARE.

Sempre Vicky.

 

20 luglio 2020 Posted by | Diritti umani, Esperienze, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , | 11 commenti

Rai: chi ci protegge?

 

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Amici miei,

Siamo proprio messi male riguardo la qualità dei programmi trasmessi da “mamma Rai” in fascia protetta.

Sono sintonizzata dal mio pc su RaiplayRai4 HD dalle 14.30. Oggi ho finito tardi di pranzare e, dopo le notizie su Rainews24, sono attirata dalla programmazione di Rai4.

In attesa di “Cold cases”, una serie che seguivo anni fa su Raidue se non sbaglio, guardo una parte del telefilm che lo precede, Criminal minds. 

Sto per vomitare.

Ore 14.40: scorrono immagini di corpi perforati da trapani, sezionati da seghe elettriche, torturati in modi indicibili.

Ciliegina sulla torta: l’assassino dà in pasto i corpi dilaniati e sezionati ai suoi maiali. Quindi scanna un maiale, lo trapassa con uno spiedo e lo divora.

That’s entertainment! Che spettacolo! I miei complimenti!

L’orrore termina dopo circa 20 minuti. Sono rimasta incollata ipnoticamente allo schermo senza quasi riuscire a reagire allo schifo al quale stavo assistendo.

Mi ha “salvata” lo squillo del cellulare. È mia figlia. Improvvisamente per associazione di idee penso:”E se davanti al Pc ci fosse stata la mia nipotina o un qualsiasi bambino?”.

Lo stesso episodio sarà in onda domani alle 10.45. Stessa rete.

Giro a ognuno di voi questa riflessione e in particolare vorrei avere anche il parere professionale di pediatri, psicologi, psichiatri, assistenti e figure simili che so essere presenti tra i miei amici di WordPress, Facebook e Linkedin

“Quanta violenza sotto questo cielo…” Un grazie di cuore a tutti! Sempre Vicky!

 

 

 

 

25 maggio 2020 Posted by | Anima, Cinema, Diritti umani, Mondo, Persone | , , , , , , , , , , | 70 commenti

Virus, danno i numeri

Oddio… Quanti numeri, quante parole mi frullano in mente…
Sono confusa, sono arrabbiata!
Sono privata della libertà personale senza neppure la minaccia armata.
Il grande fratello non ha più bisogno di telecamere. Siamo inchiodati alla tv – meglio se Sky e affini – e i cellulari.
Non c’è più bisogno di catene.

Ho paura. Sto ricominciando a pensare e dubitare.

È pericoloso. Buona lettura! Resto sempre vicky!

Il simplicissimus

dare-i-numeri-1Oh i numeri, la struttura del mondo fin dai tempi di Pitagora e del suo teorema che disgraziatamente era già stato formulato in India da Baudayana tre secoli prima senza che però la cosa sia mai stata presa in considerazione. Tuttavia i numeri bisogna saperli leggere altrimenti possono diventare la base di qualsiasi fantasia o narrazione ingannevole, compresa quella di una terribile epidemia da sfruttare per la  lotta di classe al contrario passando dallo stadio di crisi sanitaria per diventare  crisi economica, crisi finanziaria e in definitiva crisi sociale che si va a sostanziare anche nello sdoganamento di controlli capillari dei cittadini, dei loro movimenti, delle loro idee e dei loro contatti. Cosa per la quale – tanto per fare un esempio –  già Google e Microsoft hanno annunciato la realizzazione di un sistema di controllo via cellulare per scansionare i movimenti degli “infetti” ma anche dei loro contatti. Per…

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16 aprile 2020 Posted by | Diritti umani, Idee, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , , | 20 commenti

Il peso del dolore

 

Lo sento ancora come qualcosa di ingombrante che sta lasciando una scia dietro di sé, anzi, dentro di me e sul mio petto.

È il peso del dolore. L’ho riconosciuto oggi, con estrema distinzione tra le altre emozioni, l’ho sentito scendere dagli occhi.
ll suo sapore salato, il suo colore di un grigio inaspettato. Come la nebbia dalla quale non capire come uscire.
Sì, perchè in esso ci si può perdere. A lui ci si può assuefare. È bravo ad ingannarci.

Ci trasforma dentro e fuori e ci trasporta nella grande illusione: un mondo perfetto. Una dimensione asettica, ovattata, surreale.

Come me che indosso questa mascherina dietro la quale so di non essere me stessa.

Passa una mamma alla giusta distanza, quella del manuale di sopravvivenza da coronavirus. Tiene per mano la sua bambina, anch’essa protetta. Tra le sue manine una Barbie, a viso muto e indifferente, ma in un modo stranamente libero. “Hai visto? È tornato il Carnevale!” le dico sorridendo per tentare di trovare una leggerezza giocosa in una scena che vorrei non fosse reale.

Passano velocemente oltre. Si chiama PAURA.

Esiste un luogo dentro di me, un tempo dietro di me e una porta oltre la quale succede di dover andare: è il momento di realizzare la realtà. Game over.

Mi sento sola.

È sufficiente una sola telefonata per provare a far finta di poter smettere di soffrire quando voglio. È una crepa che rompe la diga. È la luce che investe l’oscurità. La verità che trionfa sulla menzogna e sull’illusionismo mediatico e dei social. Non è più il film che credevo di vedere sul mio schermo, comodamente sdraiata a letto o seduta come ora sul mio “trono su ruote” davanti al PC muto. Senza maschera, come Barbie.

Sento la voce di mia zia, una delle poche mie radici materne nella mia terra di Puglia. Prima che possa rendermene conto sono risucchiata dai ricordi dei bellissimi giorni trascorsi insieme l’estate scorsa.

È come rientrare nel grembo di mia madre, della terra, del sangue, della gioia e del dolore. Un impasto di umana esistenza che genera e si sovrappone al grigio presente.

Sono pochi momenti eppure sembrano lunghissimi. Tanto basta per sentire e capire che c’è stato davvero un prima e che c’è un adesso. È DOLORE per ciò che ho finora vissuto, l’assurdità di questo presente ed aspettare “il giorno che verrà”.

Guarirò. Guariremo. E avremo parecchie ferite da curare. 

Amerò il mio dolore, guarderò le cicatrici e, osservandole come fotografie, ricorderò a me stessa di essere viva.

Un abbraccio fraterno e una dedica. Sempre Vicky!

 

8 aprile 2020 Posted by | Anima, Diritti umani, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, social | , , , , , , , , , | 29 commenti

Sono basita.

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Amici miei,
a questo link troverete un post in inglese al quale segue la traduzione in italiano con Google, che ho cercato di correggere facendo del mio meglio.

Il titolo del post è già un programma. Avrei voluto aver capito male ma…

Lascio a voi la riflessione e un eventuale intervento.

Titolo del post: È l’omosessualità una disabilità?

Io ho una disabilità motoria e se fossi lesbica non mi sentirei due volte disabile/sfigata.

Sono credente e praticante della fede cristiana e alla luce dello Spirito Santo, della mia intelligenza e della mia umana sensibilità non emetto giudizi.

Preferisco vedere l’amore dove è piantato e curato.

Dio è il Padre di tutti! Sempre Vicky!

 

Questa la traduzione del post:

È l’omosessualità una disabilità?

So dove sto andando con questo, soltanto ascoltatemi. Viviamo in un mondo in cui trovare un partner è un grosso problema e dato il mondo moderno in cui viene lavato il cervello dai media, in cui influenzare le persone è così facile, chiunque può farci credere in qualsiasi cosa, anche per quanto riguarda l’attrazione (sessuale).

Senza offendere nessuno o insinuare che sono un omofobo, voglio sottolineare alcune cose che, secondo me, hanno dato all’omosessualità un grande vantaggio nella nostra generazione.

La prima cosa che voglio sottolineare è la mancanza di supporto emotivo. Questa mancanza di supporto emotivo non consente a nessuno di esplorare ciò che provano realmente per qualcosa o nessuno. Al giorno d’oggi le persone si preoccupano solo delle cose e delle persone che le rendono belle con altre persone di cui non si preoccupano nemmeno; il mondo è diventato così pretenzioso e sconsiderato. In questo mondo, ci isoleremmo sicuramente in qualcuno che ci mostrerebbe sinceramente un po ‘di affetto, che è davvero difficile trovare al giorno d’oggi.

In questa ricerca di supporto emotivo, si può solo trovare conforto nel proprio genere, perché esiste una connessione naturale tra un maschio e un maschio, una femmina e una femmina: in qualche modo si conoscono molto bene, forse perché conoscono sè stessi .

Qui, se parliamo della connessione tra un maschio e una femmina, non è così facile stabilire una vera connessione poiché entrambi i sessi si sentono in modo diverso – ci vuole un duro lavoro e un carico emotivo per capirsi a vicenda, ma questo non accade con persone dello stesso sesso.

Un maschio può facilmente capire un altro maschio e una femmina può facilmente capire un’altra femmina, questo interrompe il carico emotivo di cui si ha bisogno per capire il sesso opposto. Come ho detto prima, il mondo è diventato così pretenzioso e sconsiderato, che non si può raccogliere abbastanza energia per affrontare il carico emotivo necessario per essere più etero, quindi finiscono per trovare conforto nel proprio genere.

Se sei un omosessuale o conosci altri che lo sono, non penso che tu o loro abbiate scelto di provare ciò che provate, è successo e questo potrebbe essere il caso — tu o loro siete diventati una buona vittima della società moderna.

La seconda cosa che voglio sottolineare è la tendenza (moda). Sembriamo tutti preferire la tendenza a qualsiasi cosa; se non sei di tendenza, non sei cool. Questo porta molte persone a credere di essere omosessuali, anche se potrebbero non esserlo, e questo gli va bene. La paura di perdersi è molto alta nella nostra generazione, ha spinto le persone a fare molte cose folli e senza cervello solo perché non vogliono perdersi. In questo caso, avere una preferenza sessuale potrebbe non essere così folle e senza cervello, a meno che, le persone non abbiano rinunciato alla loro reale preferenza sessuale solo per stare al passo con la tendenza perché è bello (figo).

La terza e ultima cosa che voglio sottolineare sono i social media che intorpidiscono la mente: so che ne sto usando uno per parlarne, ma è sicuro che offuschi la mente se non si accede a contenuti adeguati. Abbiamo informazioni illimitate disponibili nelle nostre mani, ma preferiamo trascurare tutte le informazioni che potrebbero aiutarci a crescere e distrarci con l’intrattenimento inutile. Questo di conseguenza, ci priva della nostra capacità mentale. Senza un forte controllo su noi stessi, saremo sicuramente influenzati dalle influenze che ci circondano. Ciò risale alla mancanza di intelligenza emotiva che completa una trappola (giro) viziosa.

Personalmente, non ho alcun problema con l’omosessualità, la bisessualità, i transessuali o gli altri che preferiscono una sessualità insolita, ciò che intendo qui è come il mondo moderno può avere un impatto sulle persone affinché si vedano in modo diverso spingendo loro a trovare un partner e togliendo il loro supporto emotivo, la loro capacità di ragionare e la loro capacità di attenersi (seguire) al modo della natura.

In conclusione, potrebbe non essere una disabilità, ma una mancanza di abilità.

Per rilassarmi voglio ascoltare bella musica. Non vedo l’ora di leggervi! Sempre Vicky!

 

20 gennaio 2020 Posted by | Anima, Corpo, Diritti umani, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , | 5 commenti

L’altro

 

download fonte Google

 

Amici miei,

ringrazio il blog quasi40anni per aver linkato il post qui di seguito:

 

https://klaudiomi.wordpress.com/2019/09/04/missione-vietnam/ 

 

Voi che provate? Che ne pensate?

 

Con animo turbato ascolto bella musica vera. Sempre Vicky.

 

 

25 ottobre 2019 Posted by | Dialogo, Diritti umani, Esperienze, Idee, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , | 4 commenti

Esselunga? Adesso basta!

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Amici miei,

A tutto c’è un limite. Quello di sopportare Esselunga è colmo.

Ma racconto per ordine, fotogramma per fotogramma. Cerco di restare calma.

Qualche giorno fa sono andata in Esselunga a fare la spesa. È mia abitudine prima fermarmi al bar a bere latte caldo, rigorosamente senza lattosio, perché sono intollerante da anni. Il bar Atlantic fortunatamente ce l’ha sempre.

Devo fare una premessa, però: il personale di Esselunga sorride poco o nulla. È mia convinzione che se si lavora a contatto con i clienti il sorriso non sia un optional, ma piuttosto un must. Chi arriva al supermercato non c’entra nulla con gli eventuali guai personali dei lavoratori. Anche i clienti hanno i propri problemi.

Ciò detto, mi avvicino alla cassa del bar per ordinare il mio solito latte con un po’ di cacao e dolcificante. Altrove tutto il personale, su mia richiesta, di solito non fa nessuna storia per portare al tavolo la mia ordinazione. Non è la prima volta però che nel supermercato di Rozzano (Milano) numerosi addetti alla vendita mi trattino con sufficienza, facendo finta di non vedermi o addirittura ignorandomi. Questo è il giorno sbagliato!

Faccio notare la cosa a una collega che sembra più sorridente, infatti questa mi serve subito, scusandosi per il comportamento dei colleghi. Non c’è cosa più sbagliata, a parer mio avrebbero dovuto scusarsi loro con me.

Mi sento profondamente umiliata, mentre bevo il mio latte appena tiepido. Quando mi succedono queste cose, al momento non riesco a reagire. Sono fatta così. Così come per la gioia anche per la rabbia devo lasciar decantare le cose che accadono. Oggi però sembra non esserci tregua per me.

Altra premessa. Forse qualcuno di voi non sa che ho problemi a usare le mani e le braccia, quindi non posso servirmi da sola in un supermercato. Esselunga è praticamente l’unico brand che non mi mette a disposizione neppure per un quarto d’ora una persona che mi dia una mano a prendere le cose dagli scaffali. Penso a quanti come me e a tanti anziani in difficoltà ai quali verrebbe data l’opportunità di essere indipendenti nel fare la spesa e di godere della gioia anche di queste piccole cose.

Non sono ancora così avanti nella loro politica aziendale.

Mio grande sconforto è sentire una cassiera dire: “La signora dovrebbe farsi accompagnare da qualcuno visto che lo Stato le passa l’accompagnamento“. Nessuno replica. Io ne ho cancellato anche il viso dalla memoria.

I miei complimenti a questa persona per la sua statura culturale. Non voglio nemmeno pensare a qualcosa di simile all’intelligenza e alla gentilezza, perché probabilmente non sono contenute nella lista dei requisiti per i dipendenti Esselunga.

Capita così che in quelle poche volte in cui faccio la spesa in questo supermercato io debba avvalermi prevalentemente dell’aiuto di altri clienti come me, che su mia richiesta mi aiutano a mettere gli articoli in un grande sacchetto che pongo dietro la mia carrozzina elettronica. L’unica motivazione che mi spinge ancora a frequentare questo esercizio è la consegna a domicilio, per me molto comoda visto che mi sposto con i mezzi pubblici e non posso portare con me una quantità superiore di articoli.

Amici miei, voler avere una vita indipendente costa un alto prezzo.

A questo disagio aggiungo quello di alcune cassiere che si scusano apertamente con gli altri clienti in coda se io esercito il mio diritto di precedenza alla cassa dedicata alla spesa a domicilio. Incrocio di sguardi con gli altri clienti molto eloquente: si chiedono il perché di quelle scuse e mi invitano a passare senza problemi.

Arrossisco e sento un gran calore al viso.

Improvvisamente mentre scrivo questo post mi torna in mente qualcosa di molto forte e doloroso che ho vissuto col mio orgoglioso e forte Lorenzo, l’amore mio perso tanti anni fa. È un’immagine che mi colpisce come una spada al cuore. Io ancora non usavo la carrozzina elettronica, quindi mio marito doveva spingere la mia carrozzina ovunque andassimo, anche a fare la spesa. Nonostante i limiti continuavamo a fare le commissioni per quanto possibile insieme, e fare la spesa con lui era piacevole nonostante fossimo soli. Sapete come la facevamo? Lorenzo mi accompagnava al supermercato Unes di Basiglio (Milano), il quartiere in cui abitavamo, poi riusciva a prendere il carrello e lo posizionava all’interno del supermercato. Insieme andavamo in giro a prendere gli articoli che volevamo e poi tornavamo a metterli nel carrello. Al momento di andare alla cassa mi spingeva oltre per poter imbustare la spesa. Quindi mi riportava in macchina e poi tornava a prendere la spesa e a riportare a posto il carrello.

In tutto questo nessuno si è degnato di aiutarlo almeno a portare la spesa lasciata incustodita. Amore mio, quante ne abbiamo dovute sopportare insieme… qualcosa di salato mi fa bruciare gli occhi.

Un’ultima cosa, per non annoiarvi troppo. Mi accorgo di un errore nel mio scontrino, un articolo battuto due volte. La cassiera chiama la responsabile per lo storno. Eccola, arriva. Ora capisco…

È ancora attuale il proverbio: “Il pesce puzza dalla testa”.

Da Esselunga non esistono due espressioni: “Prego” e “Mi scusi”.

A presto, sempre Vicky!

P.s.: dalla concorrenza mi è capitato solo due volte che mi fosse rifiutato l’aiuto, perché effettivamente c’era poco personale in quel momento. Per il resto… conosco i nomi delle persone che mi aiutano. Una cosa lodevole per Eurospin!

 

 

23 maggio 2019 Posted by | Diritti umani, Esperienze, Mondo, Persone, vita indipendente | , , , , , , , , , , , | 36 commenti

Pensiero

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La mia gioia?

Una carezza data e ricevuta e un pezzo di me-pane condiviso.

Le lacrime?

Un dono che allarga il cuore.

Vita che irriga e rende fertile il sogno.

Il mio amore?

Stare accanto e fare il viaggio insieme.

Un abbraccio,

sempre Vicky!

 

 

 

17 aprile 2019 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Diritti umani, Persone | , , , , , | 20 commenti

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