Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Una pietra sopra

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Si dice così 
per dimenticare
per dare una svolta
alla vita e
uccidere la morte

No
non voglio metterci 
una pietra 
su questo dolore
non posso definitivamente
seppellirti
tra terra humus e
il corpo amato che eri

Eppure
domani accadrà
e in futuro
ogni piccolo filo d’erba
mi parlerà di te
svanita in attesa
di vita eterna senza notti

Basta pesi
sul corpo e sul cuore
nessuna data da ricordare
più alcun dolore 
da dimenticare
la mia mano leggera tra le tue
carne gloriosa
per sempre

Ti amo mamma

Sempre Vicky

 

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23 febbraio 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Vita nuova | , , , , , , , , , , | 21 commenti

Ordinary day

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Svegliarsi all’inizio di un nuovo giorno, apparentemente uguale a tutti gli altri.
Accompagnare con rassegnazione i gesti altrui sul mio corpo. Anche oggi. Essere paziente. In ogni senso. Tra poco la libertà e tutto questo vederlo divenire immagine sfuocata.
Concedersi altro riposo. Nessuna fretta.
La prima lezione di vita dopo il brusco arresto vent’anni prima e la successiva ripresa.
Da sola.

Finalmente pronta. Tarda mattina. 
Mangiare qualcosa prima di uscire, liberazione dopo circa una settimana di influenza in fase acuta.
Sognare le cose semplici. Aria un po’ gelida. Persone per strada. Vedere perfino l’autista musone più sopportabile.

La prima meta: controllare il peso. Trovare le solite facce sbuffanti alla casa di riposo e osservare. Porca miseria! Ancora due chili persi. Il mio minimo degli ultimi trentacinque-quaranta anni.
La seconda meta: vedere un film al cinema ma tempo rimanente insufficiente.
Restare e fare merenda con gli anziani da incontrare in tali occasioni.
La messa pomeridiana rara e così attraente.
Mangiare vita.

Salutare e ripartire. Un po’ di tristezza per quella umanità al tramonto.
O all’alba? Prospettive diverse.
Una corsa in autobus per un pullman da prendere. Quello per casa.
Incontrare e riconoscere un ragazzo d’oratorio.
Freddo. Voglia di scaldarsi l’anima. Sfiorare un’anima senza invadere.

Lasciarsi toccare e insanguinare il cuore da fresco dolore. Ventitrè anni finiti tra le braccia del sonno sereno eterno. Senza appello. Basta Whatsapp, fine corsa in un capolinea precoce. 
Piangere dentro per braccia incapaci di stringere un ex-sconosciuto.
Avere la speranza di essere arrivata comunque. 
E non solo a casa.

Guardare ogni centimetro dell’ideale tracciato. Sognare, respirare, contare gli attimi di separazione dagli ordinari amori di ogni giorno.
Telefonare e bere le semplici parole del momento, le eterne parole da dire con tutto l’affetto possibile.
Riempire Vicky con cibo per corpo, anima e mente per provare a guarire. 
Musica e parole.
Ancora. 
E ancora. 

 

Una Canzone meravigliosa, dedicata alla ragazza allo specchio oggi!

Ben ritrovati, sempre Vicky!

 

15 febbraio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dialogo, Dio, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 24 commenti

a Lorenzo

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Che non si muore per amore
è una gran bella verità
perciò dolcissimo mio amore
ecco quello, quello che, da domani
mi accadrà

Io vivrò senza te
anche se ancora non so
come io vivrò
Senza te, io senza te
solo continuerò e dormirò
mi sveglierò, camminerò
lavorerò, qualche cosa farò
qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò
qualche cosa di sicuro io farò: piangerò
sì io piangerò

E se ritorni nella mente
basta pensare che non ci sei
che sto soffrendo inutilmente
perchè so, io lo so, io so che non tornerai


Senza te, io senza te
solo continuerò
e dormirò, mi sveglierò
camminerò, lavorerò
qualche cosa farò qualche cosa farò
sì qualche cosa di sicuro io farò,
piangerò, io piangerò
Sì piangerò, io, piangerò…

 

Mi facevi ascoltare questo brano trentasei anni fa. Quasi sempre facevamo l’amore, a volte con passione, altre con dolcezza, altre ancora con qualche lacrima.

Amavamo entrambi Battisti, lo ascoltavamo e, insieme ai Rolling Stones, è stata ed è nel mio cuore la colonna sonora del nostro amore.

La tortura dolce di questo brano sembrava un presagio che anni dopo si è avverato.

Noi… lo sapevamo.

Avevamo bisogno perfino delle lacrime per vivere la pienezza della gioia di quel presente proiettato su un futuro nascosto da veli.

Siamo stati felici. Tutto qui.

Arrivederci, Lorenzo. Sempre la tua Vicky.

 

 

 

31 gennaio 2018 Posted by | amore, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 27 commenti

Emozioni e luci

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Pelle

Pelle
luce di creazione
albeggia su di te
sorge il coraggio
di vivere

Ora
l’oggi e il sempre
si toccano
si parlano e
si godono

Poesia
sensi e ricami
come leggere
orme d’amore
i tuoi segni su di me

Terra
di conquista e
di fame e sete
infine soddisfatta
dischiude tesori

Immensa
bellezza mi doni
mio Signore
io tua dea
unica tua gioia

Vita
lasciati entrare
fammi dire
di quanto silenzio
tu sazi l’anima

 

Dedicato. È ancora vita. Sempre Vicky!

 

(tutti i diritti riservati)

 

 

4 gennaio 2018 Posted by | amore, Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

Piccola anima

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Come tutti i cuccioli
prima di cadere mi sono
avvicinata al cielo
trasparenza vivente

Non sono mai stanca
di rialzarmi
ho sempre fame 
di ossigeno alto e vero

Là non esiste limite
orizzonte retta infinita
meta del mio andare 
in potenza sognante

I tuoi occhi pieni di deserto
lampeggiano sguardi 
io mi vedo piccola
anima trasparente

Non ho più ombra
e il sole impera su dune
non mi volto a cercare
ciò che è vita evaporata

 

“Tu non sei per niente piccola”. Sempre Vicky.

 

 

(Tutti i diritti riservati)

29 dicembre 2017 Posted by | Anima, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 11 commenti

I miei “viaggi”

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Due storie, una vita: la mia. Quale sarà quella vera?
1.

Ho sognato di guidare fin da quando ero bambina.
La prima volta avevo cinque o sei anni ed ero alla guida di un’auto sportiva decapottabile.
Ero felice.

Impegnavo le curve con sicurezza anche se ad una certa velocità.
Mi sentivo grande.
Avevo tutto il tempo e avevo tutto lo spazio.
Con quell’automobile rossa ero libera.

Fin da allora conoscevo il sapore della vita vera.

 

2.

Stare in piedi non è semplicemente acquisire una posizione e non cadere.
Mi hanno detto che tutto dipende dalla testa.
Alcuni altri dalla corretta postura del mio corpo.
Quindi più esercito il pensiero, più avrò la sicurezza di non cadere.

Il corpo umano, pur limitato nel tempo e nello spazio, è una realtà estremamente perfetta.

Il mio incedere dipende solo da me.

Io posso godermi ogni attimo, ogni sfumatura.

 
Vi saluto con affetto e aspetto i vostri pensieri e rispondervi.

Ascolto questo brano che vi dedico. Sempre Vicky!

 

22 dicembre 2017 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi | , , , , , , , , , , , , , , , | 22 commenti

A presto!

2017-11-24 23-52-01.314

ore 23:54

 

Cari amici, follower, fellow blogger, lettori attenti e distratti… questo è un semplice pensiero per salutarvi e dirvi di partecipare alla mia gioia!

Per tre giorni sarò in una mini-maxi vacanza a…

Vi racconterò tanto al mio ritorno!

Non riuscirò a leggere per po’ i vostri post ma… ho la giustificazione!

Vi abbraccio di cuore, sempre Vicky!

 

25 novembre 2017 Posted by | Esperienze, Musica, News, Viaggi | , , , , , | 49 commenti

Oltre

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Oltre

Dopo non è abbastanza
mentre mi fa soffrire
prima c’è la ferita

Ora che sono oltre
la coperta sugli occhi
attenua la luce che mi copre
finalmente

È stato poco più di tre stelle fa
non ne ho visto la scia
mi hanno attraversato
con l’amorosa violenza del ricordo

Ora che sono musica
quella che colora i giorni
sono muro puro
pronto per il murales
della vita 

Solco che riposa
spirito che agita le stelle
ecco la porta della vita
che scompare
In compagnia di musica sublime. Sempre Vicky.

 

18 novembre 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone | , , , , , , , , | 24 commenti

Spirito e corpo

 

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Un ligustro, compagno di viaggio per anni, anche se fermo con radici

 

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Curo il mio corpo come posso

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E scalo le mie vette…

 

Io sono così, volo con lo spirito e insieme mi godo come posso la mia corporeità.

 

Un testo sublime. Lo vivo come posso. Sempre Vicky ❤

 

 

15 novembre 2017 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Musica, Persone, Sport | , , , , , , , , , , , | 33 commenti

Bertè 2017

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I momenti più intimi per me sono i concerti e la visione di alcuni film al cinema. E il motivo è che sono da sola anche in mezzo a tanta gente e questo mi piace.
Tempo fa, quando questo tipo di esperienza è cominciata, mi pesava un po’ perché sono abituata per carattere a condividere le emozioni con qualcuno a cui tengo. Può trattarsi di mia figlia, di un amico, del mio compagno…

Sono cambiata. Mi piaccio lo stesso.

Il blu è il colore dominante al concerto di Loredana Bertè.

A partire dal colore dei suoi capelli, dagli effetti luce, dall’oscurità che avvolge il palco del teatro Nazionale in questa serata di fine ottobre a Milano. Finalmente la vedo arrivare, accolta da un caloroso applauso al quale partecipo di tutto cuore nella mia mente.

È bella e sexy Loredana. La guardo e mi dimentico della sua età, l’energia che mi trasmette con la sua anima rock e in certi momenti blues è qualcosa che va oltre la distanza, qualcosa che percorre il filo del suono della sua band e soprattutto della sua voce, così graffiante, roca, vissuta. Come i testi delle sue canzoni, quelli scritti da altri e soprattutto quelli fortemente autobiografici scritti da lei stessa.

Si alternano momenti di gioia e momenti malinconici, uno in particolare triste anche se mascherato da rivalsa, vendetta, forse pace ritrovata per lei. Quando introduce il brano “Padre davvero” sento ancora la rabbia nelle sue parole, travestita da allegria quando ridendo annuncia che finalmente suo padre è morto. Il testo, così come la musica, è a dir poco drammatico, parla di violenza e di sopraffazione. Non riesco a non immaginare quello che sta descrivendo cantando e mi emoziono fino a condividerne la rabbia e il sollievo finale. Sento qualche lacrima affiorare ma resta nascosta dentro di me, si rifiuta di scorrere.

In più di un momento mi chiedo: “Ma come fa?” riferendomi alle forze che evidentemente occorrono per cantare e muoversi sul palco per più di due ore ininterrottamente. Mi sembra di sentire da qualcuno dire che è la cocaina rende tutto questo possibile, ma io non ci credo. Se una non ha dentro nulla da dare in dono non se lo può inventare anche in uno stato di coscienza alterato.

Ho provato attrazione fisica per lei sia nel passato che ancora oggi, qui in questo teatro distante una decina di metri da lei. Non me ne vergogno affatto.

È pelle, come quella che indossa stasera. È testa, come quando si conosce l’esperienza di vita di chi stai osservando. È cuore, quello di donna che condivide il modo di sentire, forse anche il modo di sbagliare.

La vita insegna ad accettarsi, a perdonarsi, finalmente ad amarsi.

Lascio il teatro con sentimenti e sensazioni a cui in quel momento non so dare un nome. Nel viaggio di ritorno verso casa ho bisogno di silenzio, soprattutto interiore.
Solo a distanza di un po’ di tempo riesco a dare un nome a quello che sento.

Conosco tante sue canzoni a memoria e quante di queste hanno segnato momenti della mia vita belli e non. Li ho ripercorsi idealmente in questa serata.

Dal vivo si soffre di più. Il ricordo è più lacerante. Il vuoto di chi volevi ci fosse al tuo fianco perché avrebbe capito tutto in uno sguardo o in un abbraccio è tangibile.

Ti dedico tutto questo, cara Nelly, amore mio! Sempre tua Vicky.

 

 

 

11 novembre 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone | , , , , , , | 22 commenti

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