Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Recensione di ” Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” di Luis Sepúlveda

Amici miei, il blog di Ettore Marini è una miniera di stimoli d emozioni.

Leggendo questa recensione ho profondamente desiderato di tornare bambina per avere stupore e ingenuità oltre alla purezza necessaria per accogliere prima ancora di capire.

Buona lettura! Sempre Vicky 🙂

"Strane cose", il blog di Ettore

E’ di certo un piccolo capolavoro, uno dei più affascinanti dello scrittore cileno, che in questa breve storia di 90 pagine comprese quelle di disegni, adotta due strumenti stilistici di non poco conto, e cioè:

1)usa la prima persona mettendosi, però, nei “panni” di un cane, che è il protagonista assoluto del racconto; infatti l’incipit suona così:

“Il branco di uomini ha paura. Lo so perché sono un cane e fiuto l’odore acido della paura.”

2)usa spesso termini in lingua mapuche,  popolo vissuto nel Sud del Cile, in una regione chiamata Auracanía o Wallmapu, termine composto dall’unione di due parole – maputerra, e che, gente – la cui traduzione corretta è Gente della Terra; l’incipit, infatti, prosegue così:

“La paura ha sempre lo stesso odore e non importa se la prova un uomo spaventato dal buio della notte o se la prova waren, il…

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26 maggio 2018 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone, Sapienza, Sentimenti | , , , , , , , | 13 commenti

Il pensionamento di Dio

Un pezzo bellissimo, un capolavoro scritto dalla mia dolce e intelligente “quasi40anni”, anche lei blogger su wordpress come me e, come potrete leggere, bravissima ❤
Aggiungo una dedica e un dono musicale che spero vi faccia piacere.
Con affetto, sempre Vicky!

quasi40anni

Era notte fonda quando iniziò l’apocalisse. La terra cominciò a girare forte, i cieli si aprirono, gli angeli cascavano giù, i venti sollevavano ogni cosa. Anche i più piccoli insetti erano travolti. Nessuno era risparmiato. Un turbinio di tutto, una grande centrifuga in cui erano mescolati carcerati e preti, puttane e suore, bambini e vecchi. Ognuno era sotto accusa, ognuno aveva commesso una colpa, anche i neonati erano macchiati del peccato originale.

Il mattino dopo, tutto si placò, nessuno ricordava chi fosse, da dove venisse, che cosa facesse o cosa gli appartenesse. Solo i santi lo sapevano e ogni santo tornò alla sua chiesa di pertinenza. San Pietro a Roma, San Francesco ad Assisi , Santo Antonio a Padova e via dicendo.

Regnò temperatura mite ovunque, da polo nord a polo sud. Non ci furono più malati, non c’erano più mestieri o professioni. Nessuna regola da dettare o da seguire…

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16 aprile 2018 Posted by | Anima, Corpo, Dio, Esperienze, Idee, Persone, Sapienza | , , , , , , , | 7 commenti

La felicità fa paura

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La felicità fa paura.


Ti dirò una cosa riguardo alla felicità.
La felicità viene vissuta come pericolosa, perché rende soli.
Invece con il problema e con l’infelicità si è in compagnia.
Il problema e l’infelicità sono connessi ad una sensazione di innocenza e di fedeltà.
La soluzione e la felicità, invece, sono connessi ad una sensazione di tradimento e di colpa.
Perciò la felicità e la soluzione sono possibili solo se si affronta questa colpa.
Non che la colpa sia ragionevole, eppure viene vissuta come tale.
Per questo il passaggio dal problema alla soluzione è così difficile.

Bert Hellinger

Avrei voluto essere io a scrivere questo contenuto che invece ho “rubato” a Sciamana Rossa, e la ringrazio per avermelo fatto conoscere.

Non aggiungo altro.
Certi concetti, certe emozioni vanno fatte decantare poi prendere il meglio, il bello, il vero che c’è e cercare di viverlo. Io sto imparando, ci provo.

Buona riflessione!

Un abbraccio a tutti, sempre Vicky!

18 agosto 2017 Posted by | amore, Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Sapienza, Vita nuova | , , , , , , , , , | 44 commenti

Esserci

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Respirare le nostre radici
succhiare linfa al seno della terra
dare frutti secondo le stagioni della vita
riconoscere
e apprezzare
quanto abbiamo fatto
quel che abbiamo donato
e soprattutto vivere
l’essenza del nostro stare

 

Ora in movimento, sempre Vicky!

8 aprile 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Sapienza, Sentimenti | , , , , , , , | 11 commenti

A mia figlia

Risultati immagini per lacrima in sogno-Google
Ho cominciato la mia giornata come tante altre. Con una lacrima seguita da molte in più a causa di un sogno, che ha dato uno scossone alla mia fragile emotività. Ora non lo ricordo bene tutto. So solo che le protagoniste siamo mia figlia ed io. Lei ha apparentemente non più di un anno e mezzo, io mi vedo adulta, anche se dovrei avere quasi ventidue anni.

Sono in piedi e ansiosa la cerco, la vedo e la prendo in braccio. Posso ancora farlo, sono lontana ancora oltre tredici anni dal giorno in cui non potrò più fisicamente farlo, perchè seduta in carrozzina e senza l’uso delle mani. Non è su questo, o solo marginalmente, però, che voglio scrivere, ma ripercorrere la mia maternità per guarire.

Voglio raccontare alcune cose che riguardano il mio essere madre non perché voglia dare indicazioni a qualcuno, ma perché ne ho bisogno per essere onesta con me stessa.

Mia figlia è una bambina tranquilla, lo è fin dalla nascita. insieme ci facciamo tante dormite, con parecchia invidia da parte di vicini e parenti, che invece trascorrono la notte in bianco con neonati in braccio urlanti. Ho in comune con lei tanti ricordi costruiti negli anni, fatti di vita quotidiana, di bagnetti, di giochi, di passeggiate, di storie inventate per farla addormentare serenamente, portarla all’asilo e poi spiarla di nascosto per vedere se piange senza di me…

Vederla fare i compiti è un piacere, è talmente assorta… è uno spettacolo di bellezza. La aspetto fuori dalla scuola impaziente, mi manca tanto non vedere più tanti suoi progressi come quando era piccola di doverla condividere, giustamente, con altri.

Uno degli ultimi ricordi che ho prima della “tragedia”, che mi travolge e ci travolge quando lei ha soltanto undici anni e io trentadue, è quello della palestra di prima media piena fino all’inverosimile di bambini e di mamme e papà in attesa di sapere la classe di destinazione del proprio figlio o figlia. Ci guardiamo da lontano e io cerco di incoraggiarla. Ha paura di perdere i suoi compagni delle elementari per sempre. E poi davvero l’ultimissima immagine… la mia piccola che piange appena tornata da scuola, che trova la sua mamma circondata da paramedici, da suo padre, distesa sul divano di casa con appena un filo di voce che dice: “Non preoccuparti, tu prega per la mamma”.

Dopo tutto questo è come se per molti anni si fosse chiuso un sipario, come se sul palcoscenico della vita lei ed io fossimo rimaste sole. Lei con il suo papà, con il suo dolore, con una mamma cambiata e assente fisicamente per nove mesi da casa e per anni della sua vita. Io… sola altrove.
Sì, è proprio così, non ci sono più stata. C’è un vuoto nella mia memoria di cui abbiamo parlato di recente, di nostalgia di esperienze che ci sono state negate, quelle cose frivole ma anche profonde che un adolescente fa con sua mamma. Io non sono stata più la tua mamma. Mi sentivo un peso. Oltre al mio egoismo avevo due donne che volevano sostituirsi a me. Io non potevo fare altro che lasciarle fare e per conto mio ti chiedo solo un po’ di clemenza… stavo cercando di guarire. Poi mi sono lasciata andare, rassegnata a una vita fatta di cibo e di tv. In solitudine. Forse vi guardavo vivere. Ho sbagliato pensando solo di evitare dolore a tutti e “dimenticando” apparentemente di avere ancora una figlia da crescere, nonostante le mie condizioni.

La vita ci ha insegnato a crescere prima ognuno per conto suo e poi, più in là, più vicine. Quante volte, mi chiedo, sarai “scappata”, rifugiandoti altrove e quante volte non sono venuta a cercarti…

Sono convinta che l’amore vero sia non perdere tempo nel passato, ma avere il coraggio di ammettere gli errori e di chiedere perdono. Per ora lo faccio qui, è già straziante per me leggere queste righe e rivedere un film che non si può più rimontare. 

Perdonami per non esserci stata quando avrei potuto farlo, anche così come sono perché mi prendevo più cura di tuo papà, quasi avessi già il presentimento che l’avrei perso anni prima che succedesse davvero. E ancora prima perdonami per averti picchiata da piccola… tu non lo meritavi, nessun bambino lo merita, ma io sono stata troppo ignorante e ho pensato più a far bella figura con una figlia ubbidiente e sottomessa piuttosto che farti crescere senza questi ricordi. Cercavo l’approvazione degli altri, soprattutto dei parenti di papà, che di me non avevano alcuna stima nè rispetto già da allora. Credimi, in certe notti ho odiato talmente me stessa e tutti quanti – quelli che c’erano e quelli che non ci sono più stati – da piangere tutte quelle lacrime che per anni non ho più versato. Da ultimo volevo dirti che hai completamente ragione. In certi periodi della mia vita ho pensato solo a me stessa dopo la morte di papà, perché frequentare uomini mi faceva sentire viva e il sesso mi ricordava che ero donna, come e più delle altre “normali”. Ero in competizione, me ne rendo conto.

 Mi sono sbagliata, perché questo non esclude l’essere mamma e soprattutto essere persona che porta rispetto alla presenza di altri nella sua vita, quegli “altri” che come te sono un dono, da custodire, da accompagnare!

C’è tanto da costruire che ci aspetta, giorno dopo giorno… io ci sono. Tu… sei sempre stata, come hai potuto, con le forze di cui disponevi e disponi ancora oggi. Bello osservarti vivere ed esserci.

Domani ti telefonerò per dirti semplicemente: “Ti va di parlare un po’?”

Ti abbraccio tanto. Da sempre e per sempre la tua mamma imperfetta, sempre Vicky!

 

 

 

 

 

2 marzo 2017 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sapienza, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , , , , | 39 commenti

I traduttori, di Juan Vicente Piqueras

Sono traduttrice e… questo è il mio bellissimo lavoro!

Con entusiasmo, sempre Vicky!

 

I traduttori Sono una tribù strana sparsa per il mondo perché spostano il mondo. Portano mondi da una lingua all’altra. Ecco il loro mestiere. Fanno nevicare in arabo, cambiano il nome al mare, portano cammelli in Svezia, fanno che don Chisciotte cavalchi su Ronzinante dalla Mancha in Manciuria. Fanno delle cose strane, pressappoco impossibili. Dicono […]

via I traduttori, di Juan Vicente Piqueras — Il colibrì rosso

6 dicembre 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Idee, Mondo, Persone, Sapienza, Storia, Viaggi | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

L’importante è FINIRE

game-over

 

Ed eccomi finalmente sentimentalmente LIBERA e non solo…

Sono fiera di chi sono stata, di chi sono, di chi sarò.

Ho mantenuto le promesse, ho conservato la dignità. Questo conta.

Sempre sincera, sempre onesta, oggi delusa…

Donna fino in fondo. Come tante. Come loro… Sempre Vicky!

 

29 settembre 2016 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sapienza, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Paolo e Francesca

Da tatuare sul cuore quando voliamo troppo basso oppure non abbiamo mai spiccato il volo.

“Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse;

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante».

Mentre che l’uno spirto questo disse,

l’altro piangea; sì che di pietade

io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.”

(Dante Alighieri – Divina Commedia, Inferno Canto V)

Sempre passionale, sempre Vicky!

6 dicembre 2014 Posted by | Anima, Corpo, Persone, Sapienza | , , , | Lascia un commento

Il calabrone è un uccello

  •  (Google)

    A volte troppo frettolosamente liquidiamo persone e conversazioni pensando di non avere niente da investirci, che dopo tutto una chat resta una cosa leggera, senza impegno se non quello – almeno stimato intorno all’80% – di cercare compagnia sperando di trovarne con un minimo di interessi in comune, almeno per avere qualcosa da dirsi.

    Non così è successo con Mariano, un amico più che virtuale, per me una persona vera.

    Questa una conversazione a campione avvenuta qualche giorno fa tra me e lui, improvvisata, senza apparentemente un filo logico, col solo desiderio di un incontrarsi tra anime e menti.

    Buona lettura!

    Mariano
    ….Comunque quando hai voglia,spiegami cosa vuoi fare con un fotografo e se fai un calendario lo prenoto.
    E guarda che dico seriamente,penso che sei davvero tutta da ammirare.

    Io:
  • mi serve per illustrare un eventuale pubblicazione con foto mie particolari che vorrei farmi scattare, una c’è già in mente la vorrei mettere in copertina
    devo trovare il fotografo che interpreti il mio pensiero con l’obiettivo
    un amico mi ha offerto per ora verbalmente un’opportunità… a fine mese viene a trovarmi da Catania ci ho già parlato per mettere in concreto giù qualcosa
    buona notte
    A presto
  • Sono sicuro che riuscirai a portare in porto il tuo progetto.
    Io
  • cosa c’è da ammirare in me?
  • Hai bisogno che te lo dica? Il coraggio e l’intelligenza con cui affonti le cose.
  • Io

    tu non ci crederai, ma ho proprio bisogno che tu me lo dica
  • te l’ho gia detto
    Io
  • non importa… ogni volta è diverso, come diverse sono le occasioni della vita
  • Vero
    Io
  • grazie per la comprensione e amicizia che ricambio senza condizioni
  • Quindi mi ripeto,ti trovo coraggiosa.tu non ti sei adagiata,non ti sei creata una tipologia comportamentale tipo avercela con tutti
    Tu sei viva
    Sondi vari percorsi
    Vai in avanscoperta
    Io
  • per me percorsi sono innumerevoli e sempre nuovi
    di quante cose mi piacerebbe parlare con te
  • Cerchi ancora di capire chi sei
    Io
  • si, non smetterò finché avrò respiro
  • Dove vuoi andare
    Ma se dovessi arrivare alla tua meta
    Toveresti un altto traguardo da raggiungere
    Mi fermo?
    Io 
  • mariano, la meta è il viaggio…
  • Il viaggio é il mezzo per arrivare alla meta
    La meta sei tu
    Io
  • non per me
    io non sono un luogo, e anche se lo fossi sono destinata a finire
  • Vincenza la meta é la destinazione finale
    Qualcosa da raggiungere
    Io la penso cosi
    Io
  • lo so, la terminologia esatta è la tua, il significato che io le do però è diverso, non restrittivo, senza luogo e tempo
  • Il tuo Io o Ego é semicosciente
    Non é sottomissibile,incatenabile,condizionabile
    É saltata una frase
    Io
  • o in alternativa soltanto protratto in avanti verso qualcosa o qualcuno perdendo così la sua dimensione negativa e accettando di dissolversi per ritrovarsi ancora più arricchito, dal sogno, dall’estasi, dall’eterno giorno come anche dall’eterna notte
  • Il tuo SuperIo o superego
    Io 
  • non l’ho definito
    lascio che siano gli altri a farlo se proprio ci tengono
    quel tipo di io convenzionale l’ho abbandonato con la vecchia vita inconsapevolmente o forse lui abbandonato me... cosa più incredibile
    Mariano
  • Siamo perennemente protratti verso qualcuno o qualcosa e da questi arricchiti ma a volte non lo accettiamo nemmeno con noi stessi
    In fondo se ci pensi bene
    Una sola cosa muove l’umanita
    Io
  • è questo che dobbiamo fare: smettere di pensare e basta per lasciare spazio all’intuizione che è l’anima dell’arte e del genio
  • Cio che muove l’umanita é la gratificazione,pensaci
    E non puo esserci intuizione senza pensiero
    Mentre puo esistere il contrario
    Io
  • il pensiero è una catena o concatenarsi di idee, pensa piuttosto a un’intuizione improvvisa che ti coglie nel bel mezzo di qualcos’altro… essa al vuoto creato nella mente dai mistici riempito improvvisamente da un’intuizione Alta che basterà loro per tutta la vita e che al tempo stesso lascerà un’enorme sete e fame di quella conoscenza infinitesimale eppure totalmente appagante. Così mi sento io a volte. a volte, ripeto…
  • Ma anche questo é un paradosso percé se puo esistere il vontraio di qualcosa significa che quel qualcosa esiste
    Altrimenti non potrebbe esistere il suo contrario
    Io
  • io sono un paradosso vivente, chiedilo ai miei medici
  • Giusto ma l`’ìntuizione esiste perche esiste il pensiero,io non parlo di ragione ma di pensiero
    Non posso
    Dimmelo tu
    Ci sei?
  • ci sono s
    io sono un paradosso vivente, sotto tutti gli aspetti
  • Solo se mi farai capire saprò
  • quando ti parlavo dei medici per esempio
  • Si
  • per loro io sono una “dead woman rolling” da oltre 17 anni
    sono sopravvissuta a tutte le loro previsioni, a breve e medio termine perché sul lungo non si pronuncia mai nessuno
    una volta neanche sul breve e medio, quindi ho cominciato presto a vivere di sogni e progetti legati a visioni più che a calcoli. Questo lo dico non riferendomi alla mia carrozzina ma la mia vita in generale, anche quella precedente
    quanto vorrei fare di questa nostra conversazione di questa sera un post, lasciandola così come è… senza cambiare neanche la punteggiatura
    tu riesci a tirare fuori una parte di me con una facilità estrema
  • Come dice george clooney?
    Io
  • come dice
  • Se vuoi puoi
  • immagin, poi
    puoi
    ma io non immagino, io ce l’ho qui sotto gli occhi ora
    Mariano
    Si,ecco
    Ma hai immaginato di farme un post,quindi…..puoi
    E ritornando ai medici, un mio amico un po tondo mi riporterebbe in mente il fatto che secondo le leggi della fisica e dell’aereonautica il calabrone non puo volare
    Ma lui non lo sa e vola
    Cosa gli puo fregare delle leggi?
    Io

    ce l’ho già qui davanti, domani lo elaboro. Dimmi se posso lasciare il tuo nome o se preferisci metta le iniziali

    è come me il calabrone, delude ogni legge
    in ogni calcolo

    Mariano

    Vincenza se vuoi puoi lasciare il mio nome
    Io

    non sai che gioia mi dà

    il primo a ricevere il testo sarai tu, poi provvederò comunque a qualche correzione solo ortografica e lo pubblicherò. Posso anticipare che musica ho pensato di mettere in accostamento ?

    Mariano

    Gia, il calabrone sa che la sua vita finira prima che qualcuno trovi un’eccezione a quelle leggi. Quindi preferisce non aspettare di ssperr il perché é si gode il suo bel volo
    Immortalato addirittura in una sublime opera
    Il volo del calabrone? Ahahah

    Io
    no, “gli uccelli” di Battiato
    che ne pensi?

    Mariano

    Non la conosco

    Perché il calabrone non ha nulla da invidiare al più bell’uccello che esista in natura

    Io avrei messo ”la cura” sempre di battiato

    Io

    puoi ascoltarla? 

    Mariano

    Mettila ,l’ascoltero appena finita la conversazione ma il post é tuo e ti scegli cosa vuoi.

    Io
    http://www.youtube.com/watch?v=CL9j-9g80GI
    Franco Battiato – Gli uccelli (live 1997)
    Mariano
    Ora scusami vincenza ma stanotte non ho dormito causa raffreddore che non mi faceva repirare.buonanotte,alla prossima.

    Io

    con piacere

    abbi cura di te
    un abbraccio
    Mariano

    La conoscoooo,é bellissima! Notte
    Io
    ho salvato già tutta la conversazione in una bozza sul mio blog, non vedo l’ora di far nascere la creatura! Buonanotte! “

    Questa la breve conversazione. In poche righe concentrata la nostra visione seppur parziale su cose che ci stavano a cuore.
    Sempre di più si rafforza la mia convinzione sintetizzata nel sottotitolo del mio blog: “Conoscersi e parlarsi è un dono”.
    Sempre Vicky!

20 gennaio 2013 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sapienza | , , , , , , , , , | 12 commenti

Visite a Milano

    

(Google immagini)

Nel silenzio del mio appartamento sento rieccheggiare le voci delle persone amate,
i passi di mia figlia e di mia madre, a volte stanchi
dopo oltre sedici anni di visione di me in versione seduta permanente.
Non su un trono, non a fior di loto.
Semplicemente immobile.

Guardo queste foto.
Rispetto entrambi, pur non condividendo del tutto le loro scelte come guide spirituali.
Ciò nonostante un groppo mi prende alla gola,
il peso di una solitudine senza guida che io ami come il prossimo mio pesa.

Io vivo a  Milano, ci sono nata 48 anni fa.
Meta di visite Milano in questo mese.
Prima il Papa, poi il Dalai Lama.
Sotto l’ombra degli scandali l’uno, sotto quella delle ceneri dei monaci il secondo.

Una domanda sola: chi visiterà i milanesi?
Ascolto… i soliti passi.

Entrambi hanno il titolo di ‘Santità’.

Dimmi cos’è.

Una laica chiunque. Sempre Vicky.

7 giugno 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, News, Persone, Sapienza | , , , , , | 10 commenti

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Riproduzione Riservata - Testata Giornalistica n.168 del 20.10.2017

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