Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Vax day Italia

Italia Coronavirus Vaccino V-day Vax Day Aifa Emea Covid-19 | Valdelsa.net
dal web

Dobbiamo dare un nome alla giornata, possibilmente che resti in mente. Come per gli slogan pubblicitari.

Ieri domenica 27/12/2020 in Italia “un giorno che entrerà nei libri di storia”. Qualcuno vede “la luce in fondo al tunnel”.

Tutto è show, Vax-show.

Gente che si fa riprendere dalle tv, premier e politici in primo piano su giornali e social. NO COMMENT.

Una riflessione: ho perso persone care a me vicine, a causa dell’AIDS. Si muore ancora!

Cari ricercatori, care case farmaceutiche dove eravate, dove siete quando seppelliscono corpi in bare sigillate perchè infettive e potenzialmente pericolose?

ABBIAMO DIRITTO ALLE RISPOSTE CHE LENISCANO IL NOSTRO DOLORE!

Con indignazione e sete di giustizia, sempre Vicky!

Dedicato.

28 dicembre 2020 Posted by | Corpo, Diritti umani, Mondo, News, Persone, social, Storia | , , , , , , , , , | 7 commenti

Maschere

La MASCHERA e il suo arcaico significato – Radio Luce
dal web

Ci ho messo una vita
ad imparare
a far cadere le mie maschere

Poi
è arrivato
il covid19

Sempre Vicky.

22 novembre 2020 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, social, vita indipendente | , , , , , , , | 12 commenti

Ricordo le canzoni

Dedicato a te, Cristina Baroni, che dal balcone sopra il mio mi hai fatto divertire, cantare, tornando bambina spensierata.
Ho sognato grazie a Dio e a te che potrebbe davvero andare tutto bene, magari con l’auspicio di un arcobaleno.
Tu già sei lì e continui a intonare il tuo “Azzurro” .
Ti siamo debitori di una grigliata condominiale in giardino. Perdonami.
Arrivederci. Ci manchi.
Credo proprio che i versi scritti dal mio amico Daniele Corbo siano pennellati su di te.
Un abbraccio a te,
sempre Vicky!

ORME SVELATE

Flowers on balcony Painting by Diana Encea |

Noi cantavamo dai nostri balconi,
convinti che sarebbero venuti giorni migliori,
ma noi uomini del nostro tempo
ora abbiamo smesso di cercare il bello
abbiamo deposto le note nelle bare
e ci siamo nascosti dietro le mascherine
illudendoci che un arcobaleno avrebbe cancellato tutto.
La natura non si è mai fermata
ed ha pensato di fare a meno di noi,
le case silenziose incoraggiavano gli animali,
ma poi siamo tornati più affamati e crudeli,
veri lupi immemori di tanto dolore,
i cattivi più assetati ed i sensibili più spaventati.
Adesso mi affaccio alla finestra
ed osservo le imposte chiuse,
l’isolamento è finito ma siamo di nuovo soli
nessuno canta più sul balcone,
tacciono anche le anime assorte
io ho smesso di sognare la morte
disilluso su un mondo fatiscente
voglio ancora sperare nella gente.

Daniele Corbo

Immagine: Flowers on balcony (Diana Encea)

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27 settembre 2020 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone, Sentimenti, social, Vita nuova | , , , , , , , , , | 19 commenti

BODY SHAMING, CAPIAMO DAVVERO DI COSA SI TRATTA — Curvy Pride Blog

Guardando questa foto sfido chiunque a trattenere un commento, un giudizio, una critica.Al giorno d’oggi, più che mai, è difficile astenersi dal giudicare, dal dire la propria opinione sugli altri. Diventiamo sempre di più giudici spietati degli altri ma anche di noi stessi senza soffermarci a pensare. Ma riguardiamo attentamente questa foto. Soffermiamoci a guardare […]

via BODY SHAMING, CAPIAMO DAVVERO DI COSA SI TRATTA — Curvy Pride Blog

 

Amici miei,

vi invito a leggere, riflettere e diffondere i contenuti di questo post.

Per me rappresenta un proseguimento interiore del mio ultimo post “Il mio corpo“.

Un abbraccio a tutti i questa domenica in cui si celebra il Corpus Domini, il corpo sacro di Gesù, che può avere il mio o il tuo aspetto, così come quello di qualunque essere umano.

Anche quelli in foto.

Sempre imperfettamente bella, sempre Vicky!

 

14 giugno 2020 Posted by | Anima, Corpo, Persone, social | , , , , , , , , | 35 commenti

Il peso del dolore

 

Lo sento ancora come qualcosa di ingombrante che sta lasciando una scia dietro di sé, anzi, dentro di me e sul mio petto.

È il peso del dolore. L’ho riconosciuto oggi, con estrema distinzione tra le altre emozioni, l’ho sentito scendere dagli occhi.
ll suo sapore salato, il suo colore di un grigio inaspettato. Come la nebbia dalla quale non capire come uscire.
Sì, perchè in esso ci si può perdere. A lui ci si può assuefare. È bravo ad ingannarci.

Ci trasforma dentro e fuori e ci trasporta nella grande illusione: un mondo perfetto. Una dimensione asettica, ovattata, surreale.

Come me che indosso questa mascherina dietro la quale so di non essere me stessa.

Passa una mamma alla giusta distanza, quella del manuale di sopravvivenza da coronavirus. Tiene per mano la sua bambina, anch’essa protetta. Tra le sue manine una Barbie, a viso muto e indifferente, ma in un modo stranamente libero. “Hai visto? È tornato il Carnevale!” le dico sorridendo per tentare di trovare una leggerezza giocosa in una scena che vorrei non fosse reale.

Passano velocemente oltre. Si chiama PAURA.

Esiste un luogo dentro di me, un tempo dietro di me e una porta oltre la quale succede di dover andare: è il momento di realizzare la realtà. Game over.

Mi sento sola.

È sufficiente una sola telefonata per provare a far finta di poter smettere di soffrire quando voglio. È una crepa che rompe la diga. È la luce che investe l’oscurità. La verità che trionfa sulla menzogna e sull’illusionismo mediatico e dei social. Non è più il film che credevo di vedere sul mio schermo, comodamente sdraiata a letto o seduta come ora sul mio “trono su ruote” davanti al PC muto. Senza maschera, come Barbie.

Sento la voce di mia zia, una delle poche mie radici materne nella mia terra di Puglia. Prima che possa rendermene conto sono risucchiata dai ricordi dei bellissimi giorni trascorsi insieme l’estate scorsa.

È come rientrare nel grembo di mia madre, della terra, del sangue, della gioia e del dolore. Un impasto di umana esistenza che genera e si sovrappone al grigio presente.

Sono pochi momenti eppure sembrano lunghissimi. Tanto basta per sentire e capire che c’è stato davvero un prima e che c’è un adesso. È DOLORE per ciò che ho finora vissuto, l’assurdità di questo presente ed aspettare “il giorno che verrà”.

Guarirò. Guariremo. E avremo parecchie ferite da curare. 

Amerò il mio dolore, guarderò le cicatrici e, osservandole come fotografie, ricorderò a me stessa di essere viva.

Un abbraccio fraterno e una dedica. Sempre Vicky!

 

8 aprile 2020 Posted by | Anima, Diritti umani, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, social | , , , , , , , , , | 29 commenti

   

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