Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Ci sono!

Amici miei,

Scusate se in questo periodo vi rispondo poco anche se per quanto mi è possibile vi leggo con piacere e interesse.

Avere praticamente ogni giorno Benedetta a casa mia mi fa felice 😃 e mi occupa tempo, anche se non posso fisicamente accudirla e strapazzarla di coccole come vorrei.

Ringrazio sempre Dio per questo immenso dono e per la gioia e il privilegio di vederla crescere ogni giorno sotto tutti gli aspetti.

In realtà il sentimento che provo è che a crescere sia tutta la famiglia 😊, per primi papà e mamma, che sono davvero bravi a imparare e ad amare in modo sempre nuovo, imperfezioni comprese.

E nonna Vicky 😊? Io, speriamo che me la cavo!

Buona giornata a tutti! Sempre Vicky! 💛

24 ottobre 2020 Posted by | amore, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , | 17 commenti

“ Ti voglio bene”

Amici miei, dopo aver letto questo post di Emozioni/Dina non ho potuto fare a meno di mandare un messaggio ai miei affetti più cari scrivendo semplicemente “Ciao, ti voglio bene”.
La mia precarietà mi ha insegnato a non rimandare e a mollare i pesi inutili.
Un abbraccio e una dedica.

Sempre Vicky!

 

https://youtu.be/u9736ypR_8s

Emozioni: idee del cuore

Per certe persone, questa semplice ma vitale frase, è così difficile da pronunciare!

Queste parole hanno un potere tale, che provocano un benessere immediato.

Ne senti l’effetto , quasi inebriante…

L’incantesimo si dirama per tutto il corpo. E quando arriva al cuore, s’insinua con delicatezza ed alita brividi di felicità.

Io, essendo estroversa, lo dico praticamente tutti i giorni, alla mia famiglia.

Se sono in cucina e rientra mio figlio dal lavoro o Rebecca, il pomeriggio da scuola, urlo ” Lo sai che ti voglio bene?”.

E loro ” Si, lo so. Anche io”.

Un paio di anni fa, ho assistito un ragazzo, che ha rinforzato in me, il potere di questa frase.

Era sera.

Un sabato di settembre.

La temperatura era piacevole.

Io, mio marito Alex e Rebecca, decidiamo di andare al Cinema.

Saliamo in auto e partiamo.

Percorsi un paio di chilometri circa, giungiamo ad un incrocio.

Ci…

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4 marzo 2018 Posted by | amore, Anima, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 18 commenti

Braccia

Risultati immagini per braccia (Google)

Quando ho capito che non avrei più potuto prenderti in braccio, farti girare, stringerti… il freddo della morte mi ha afferrato per poi lasciarmi cadere, vinta.

È un giro di giostra, la disperazione. senza biglietto.

Braccia, vi prego, tornate a prendere vigore, ho bisogno di voi! Mi manca sentire la forza attraversarvi come un fiume, il calore pervadervi come corrente… quanta vita…
Dio solo sa cosa darei per riavervi con me!

Mi dicono che non devo lamentarmi, che c’è sempre chi sta peggio. Io in cuor mio mi dico: “Ma tu chi c…. sei per insegnarmi e sentire e vivere?” Il buon senso mi ha sempre dato il voltastomaco, basso compromesso con la ricerca della  felicità.

Bisogna che tu ti chini su di me, da vent’anni, per aiutarmi ad afferrarti al collo con la poca forza che ho, e farti sentire quanto tu mi sia cara, Amore mio!

Sto pensando alla lettera da scriverti e… si sta facendo posto nel mio cuore.  Con le mani che non ho e le “piccole” braccia che mi sono rimaste.

Braccia che altri usano per imbracciare armi. No, vi prego no! Se solo potessi parlare al vostro cuore… e confidare quanto siano utili per amare. Rifiutatevi, braccia, di uccidere ancora a qualsiasi latitudine!

Ovunque nel mondo c’è bisogno di braccia, di forza, di amore.

Un abbraccio, sempre Vicky!

6 marzo 2016 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , | 3 commenti

Piaceri

 (Google)

Devo ammetterlo, con Chiara è davvero una strana amicizia. Una di quelle vicine eppure lontane e viceversa. Da parecchi anni ci vogliamo bene così. Ci prendiamo, ci lasciamo senza mai spezzare il legame che definisco con una sola parola: delicatezza. Questo vale per me lei. Entra in punta di piedi, tutte le volte, con un SMS di auguri oppure una telefonata veloce scambiata tra di noi durante un suo mini intervallo di lavoro. Lo apprezzo. Non si lamenta mai o quasi, Chiara…

Lei è il mio bagaglio culturale o almeno la mia memoria in questo campo. È preparata in storia dell’arte, è una persona colta e senza pregiudizi. Ci siamo conosciute in parrocchia tramite un’amica comune. Ci incontravamo inizialmente solo in occasione di incontri multipli, poi dopo molto tempo, probabilmente ero già rimasta seduta per sempre, abbiamo cominciato a sentirci e vederci per conto nostro, senza dover cogliere l’opportunità di condividere con altri i momenti passati insieme.

Anche ieri sera è stato un evento di quelli. Un’e-mail da parte sua con una frase in oggetto assolutamente incomprensibile, una lingua straniera a me sconosciuta. È l’invito per andare insieme in piazza Diaz a Milano per assistere a un concerto, non uno qualsiasi, da lei non arrivano inviti simili… si tratta del concerto di Vladimir Denissenkov, un’artista ucraino conosciuto in tutto il mondo per la sua bravura nel suonare uno strumento particolare, una sorta di variante della fisarmonica della quale non ricordo il nome in russo che ha la particolarità di non avere tasti bianco/neri su uno dei due lati ma di avere solo bottoni da entrambi i lati. Uno strumento, ci racconta nella sua breve presentazione l’artista stesso, regalatogli 41 anni prima da sua madre. A tratti, infatti, Vladimir sembra accarezzare questo scrigno che produce suoni incantevoli come potrebbe fare il canto di una sirena…

Questo è il primo dei piaceri al quale ho pensato dando questo titolo al post. Secondo, ma solo in ordine di lista descrittiva, è quello della vista. Vedere Vladimir sul palco, fissare lo sguardo su di lui e condividere il sentimento suscitato dai suoi brani insieme ai movimenti del suo corpo e della sua testa soprattutto è un tutt’uno. I suoi occhi si aprono e si chiudono con sguardi e su sguardi spalancati e quasi vitrei in contrasto col colore dei suoi capelli con quello che emana dalla sua persona durante l’esecuzione e anche dopo dalla sua voce. Altro momento piacevole la cena veloce ma non molto con Chiara in un bar di piazza Duomo a Milano, nulla di particolare quello che mangiamo però bellissimo lo stare insieme, la presenza l’una per l’altra. Abbiamo gusti simili, non lo sapevo. I colori che indossiamo, le nostre storie che ci raccontiamo qualche volta per dire l’una all’altra “Stai tranquilla, siamo sulla stessa barca”, l’assoluta semplicità che ci contraddistingue, io con la mia schiettezza lei con la sua innata eleganza, la momentanea ed eterna solitudine…

Un’ora e mezzo vola tra notte e applausi, mi scopro per la prima volta a dire “Bravo!” a qualcuno… Ci incontriamo appena fuori dalla sala con Vladimir ci guardiamo e viene spontaneo un sorriso e un abbraccio accompagnato dalle sue parole: “Grazie per essere venuta!” come se fosse un amico che incontravo dopo un po’. Un solo rammarico che scompare in breve tempo, mi sarebbe piaciuto poter applaudire ma ancora di più accompagnare col battito delle mani alcuni passaggi della sua musica. Mi sorprendo che nessuno lo faccia… come fanno a restare quasi immobili? Una domanda che tengo per me, che danzo mentalmente e accompagno ugualmente con le mie mani ferme le sue note e le sue di mani, quelle di Vladimir.

Si torna a casa, ma prima con naturalezza chiedo a Vladimir di lasciarmi un suo ricordo su una delle carte del mazzo che ho acquistato tra i gadgets presenti appena fuori dalla sala. Scelgo l’asso di cuori sul quale mi scrive una dedica piacevole e amichevole. Il suo scritto copre tutta la carta, eccetto il cuore centrale rosso. Non avevo dubbi… bello. Non so dare altra descrizione.

La voglia di rientrare non c’è, facciamo due passi (si fa per dire nel mio caso) davanti al Duomo di notte. Non lo facevo da anni. Chiara anche. Per qualche istante mi scopro innamorata di Milano, io che ci sono nata, cresciuta e passata in lungo e in largo, anche adesso con i miei limiti utilizzando qualsiasi mezzo. Mi sento un po’ una figlia ingrata, ma è qualcosa che svanisce in pochi attimi. Ora ci sono e ci sono così, apprezzo il momento come uno dei tanti piaceri di questa serata e ne faccio tesoro insieme agli altri.

Sempre in viaggio, sempre Vicky!

27 ottobre 2013 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , | 14 commenti

Amicizia comincia per M

  (Google)

Marina è il volto umano che ho incontrato in quell’istituto che io a volte, secondo le situazioni, chiamo (Dis) Humanitas, una clinica convenzionata che si trova a Rozzano (Milano), alle porte della periferia sud della città.

Sei davvero bella Marina, ho pensato di te questo quando ti ho vista la prima volta in quell’ufficio un po’ freddo in Direzione Sanitaria, almeno tre anni fa. A quel tempo mi ero rivolta in quella sede per un reclamo, uno dei tanti purtroppo, su un disagio nel dover affrontare le visite che si prolungava da troppo tempo. Ogni volta infatti mi ritrovavo a dover essere spostata dalla carrozzina al lettino con modi a volte un po’ troppo bruschi e sproporzionati rispetto al mio peso (62 chili) e alle mie problematiche. In totale assenza  di ausili idonei come ad esempio un sollevatore oppure molto meglio un lettino visite elettrico ad altezza variabile. Avevo chiesto un appuntamento per discutere di questo e così… eccoti.

Non ho pensato solo a me, ho spiegato le necessità e le difficoltà alle quali può andare incontro una persona anziana, per esempio, oppure con una gamba ingessata o ancora con un polso legato al collo… ti ho colpita per questa mia chiamiamola “generosità” e ampiezza di vedute e me l’hai detto con una naturalezza e un’ammirazione che nessuno, soprattutto completamente estraneo e sconosciuto, aveva avuto per me. Io semplicemente cerco di mettermi nei panni degli altri, è un mio stile di vita che tu, migliore certamente di me, hai colto immediatamente nel mare di parole.

Qualcuno potrebbe dire che questo è il tuo lavoro, io non ci credo. Da quel giorno hai superato una barriera per me impensabile che mi ha incoraggiata a continuare da lontano questo “sentire”. Alla fine del nostro colloquio: mi hai chiesto il permesso di abbracciarmi, alla presenza di altri, senza un’ombra di vergogna. Hai colpito il mio cuore e io ho accettato di slancio, come se ti conoscessi da sempre.

Sono passata altre volte da te per altre questioni sanitarie, che sono comunque sempre rimaste separate anzi meglio dire integrate nel nostro rapporto che via via grazie a circostanze apparentemente casuali è cresciuto senza che ne avessimo una vera consapevolezza, vero Marina? La tua fiducia nel darmi il tuo numero di cellulare non l’ho tradita.

Sono tornata pochi giorni fa a salutarti e farti gli auguri di buon Natale. Non so perché… certe cose si sentono dentro come un campanello, anzi meglio come un’intuizione che ci fa cambiare direzione improvvisamente. Infatti avrei dovuto prendere l’ascensore, andare via e invece mi sono detta: “Passo a trovarla” come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Ho fatto bene. Ho fatto la mia attesa in anticamera come utente qualsiasi della clinica, tu lo sai ormai come sono fatta, non mi piacciono i clientelismi e meno che meno i favoritismi. Ho pazienza. Adesso non ho fretta. Ti aspetto, mi hanno detto che ci sei. Eccoti. Mi sembri ancora più magra e minuta dell’ultima volta in cui ti ho visto. Sei dimagrita un po’, anche se fisicamente non hai niente da invidiare a nessuno, credimi… Resti lontana in disparte perché influenzata, vorresti abbracciarmi per salutarmi ma ti preoccupi per la mia salute. Nessun problema, lo sento lo stesso il tuo affetto, sei solo a due metri da me e ci guardiamo col piacere di esserci trovate ancora. Mi rivolgo così a te semplicemente per dirti un “Buon Natale” e mi sconvolgi prima con un sorriso sorpreso di un gesto così “umanamente umano” da parte mia e poi, dopo aver ricevuto i miei auguri, mi dici: “Perché non ci diamo del tu?”. E io: “Con vero piacere!” Purtroppo subito dopo aggiungi che per te non sarà sicuramente un bel giorno… inaspettatamente mi trovo immersa nella tua vita e in pochi minuti apprendo cose di te che non avrei mai lontanamente creduto di poter conoscere! Non lo sapevo, Marina, quanto tu fossi bella anche dentro, l’avevo solo intuito dalla scia e del segno che le persone vere come te lasciano dietro di sé, quando attraversano la vita di qualcuno. Le nostre si sono incrociate, anzi direi incontrate. Come le lacrime… le tue… le mie.

Non so cos’altro dirti… esco con il dispiacere di sentirmi impotente nel poterti aiutare e così ti scrivo un sms:

“Sei speciale. Ti abbraccio. Vicky”.
“Anche tu, per questo forse ci intendiamo con affetto” è la tua risposta.

Mi rendo conto solo ora che siamo diventate amiche già prima di oggi.

Sempre Vicky!

When you believe – Mariah Carey Whitney Houston

30 dicembre 2012 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , , | 18 commenti

   

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