Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Amico è

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” Ciiao!!. L’offerta del caffè è sempre valida??. Scusa se non ti ho ancora risposto da allora . Ma mi sono sentito non ancora pronto per il colloquio aggiuntivo.
Volevo vedere fino a che punto era importante per me la tua amicizia. Non sono riuscito a dimenticarti . Tutte la volte che mi trovo a recitare il” Padre nostro..” mi torni in mente mi rimorde la coscienza per non essermi rapportato in modo corretto con te , e così tutte le volte che mi reco all’altare per la comunione mi ricordo di te ,prego per tè chiedo al Signore di aiutarmi a ristabilire il rapporto interrotto in modo non pacifico ,perchè mi vergogno non poco ,per come sono andate le cose,e non ho il coraggio di contattarti e prendere quel “caffè” chiarificatore(?).(spesso ho anche rinunciato a comunicarmi perchè mi pesava troppo la mancanza di coraggio di contattarti dopo gli sforzi che tu invece ai fatto verso di me !)Ho sperato di incontrarti anancora come poco tempo fa ,ma il tempo inclemente penso che abbia diradato le tue uscite. Nella speranza di rincontrarti porto sempre con me un piccolo regalo da consegnarti. Nel frattempo si è fatto Natale e capodanno e sono qui a farti i migliori auguri.”

Rileggere dopo tempo queste poche righe così forti e piene d’affetto vero, quello che non ha paura di “abbassarsi” con un “perdonami” per poi innalzarsi con la gioia del ritrovarsi, mi ha scaldato e mi ha fatto riflettere sui miei di errori.

Ne ho fatti molti. Me li nascondo. Il più delle volte. Poi mi rendo conto che gli errori altrui sono spesso lo specchio dei miei. Ne sono certa.
Vorrei essere perfetta, pura di cuore, trasparente.

Come il mio Amico.

Dedico questo post agli amici che ho perso per incuria, egoismo, distrazione.
O semplicemente perchè la vita ci presenta dei momenti in cui si sceglie. Io sono stata esclusa. Come un amore che finisce.

Senza rancore. Sempre Vicky!

18 settembre 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 7 commenti

Casa

E’ uno slogan pubblicitario che si è impresso nella nostra memoria e che, di rimando, mi ha dato una stretta al cuore pensando a chi, chiamandomi al telefono, mi avvisava: ‘Sto tornando’.

Sono sola. Guardo il divano vuoto, dove lui ha dormito.

Per l’ennesima volta lo guardo e penso: ‘Dormi, amore, sei a casa ora’.

Due dei tuoi brani preferiti. Tua sempre, Vicky.

8 aprile 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 12 commenti

Il respiro.


E’ l’enorme spiraglio che ci si spalanca davanti. Tutti la chiamano vita. E’ l’ignoto che ci attende a fine viaggio. Tutti la chiamano morte.
Nell’intervallo tra l’una e l’altra miliardi di esperienze legate a quell’atto inconsapevole, automatico, doloroso o piacevole… dipende.
Voglio raccontare alcuni miei respiri, collocati in quadri diversi. Protagonista: l’azione dell’alzarsi e abbassarsi del mio diaframma…o del mio addome. Non c’è sequenza temporale, solo quella delle emozioni, vera natura del respiro…lento, veloce…sospeso.

Eccoti. Sei bello da togliermi il respiro mentre ti guardo sdraiato. Non importa la tua età, il tuo maglione, la tua pelle… so solo che il tuo respiro è stato mio per un po’. E il mio è stato il tuo. Tutti lo chiamano bacio. Sarà per questo che non mi basta mai, questo respiro speciale… Amo respirarti. E’ lieve quando torni dal lavoro, rapido nei momenti di passione, caldo quando tremo sotto le coperte, affannato se mi mancano le parole per dirti quanto hai riempito i miei polmoni di te.

Eccomi. Finalmente sola,  ora posso dimenticare di avere un ritmo naturale ‘imposto’ e con l’aria giocare tra le lacrime. Un dolore sembra sciogliersi dove tu hai alternato pieni e vuoti nella mia vita fino a scomparire visibilmente… posso abusare del mio corpo… voglio vedere questo nodo liberarsi. Qualcuno o qualcosa ci ha allontanati e io non posso respirare: ho esaurito le scorte e la forza. Quanto resisterò?

Eccoci. Il respiro trattenuto a lungo. Tu, piccola mia, distante da me. Non troppo… per dimenticare che ci sono, appena a un passo da te per non rubarti ‘la scena’, non troppo poco per sapere che non sei sola. Alcuni istanti fissati nella mente, nel cuore, nella gola, nelle viscere… Settembre 1995: trattengo il respiro… stanno formando le classi della prima media, la tua. Una delle ultime emozioni, prima di sedermi per sempre. Novembre 1995: sdraiata sul nostro divano, devo sussurrarti qualche parola per spiegarti che sto andando via, ma tornerò. Non riesco quasi a respirare. Spero di averti detto le parole giuste…con amore. Febbraio 2005: l’ossigeno di tutto il nostro mondo si consuma in un attimo. In quel cielo invernale è nata una nuova stella che ci manda ‘schegge di luce’ perchè il viaggio senza di lui non sia troppo affannoso e triste. Maggio 2011: resto un po’ in disparte, come sempre quando ammiro uno spettacolo… e tu lo sei, vestita di bianco, per l’ennesima festa in cui non siamo sole. Posso espandere il mio addome… come per assorbire tutta la Bellezza vissuta con te.

Aspetto. Un atto dopo l’altro… è come continuare a camminare. In ugual modo procedo a volte in modo lento, altre con improvvise accelerate… Il vantaggio di avere tempo per ascoltare il mio corpo è anche questo. Così come ho corso, un giorno mi fermerò. Finalmente questo corpo guarirà, lasciando tutto quello che ha preso: sospiri, grida, parole, affanni, palpiti di gioia, nomi, preghiere e tanto, tanto di più.

Nel frattempo… Sento l’addome sussultare, rientrare, il diaframma si abbassa, le labbra si aprono, tra i denti sento l’aria passare…

Tutti lo chiamano SORRISO

Sempre Vicky!

A tutti quelli che esistono.

26 dicembre 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 14 commenti

Ritratti 4/Il mio letto.

Il mio letto azzurro

Il mio ultimo pezzo pubblicato oggi su www.le-cercle.it/argomenti.php

Qualcuno si chiederà: ritratto di un oggetto? Sì. Perchè il mio letto non è un oggetto oggi, ma un soggetto che mi osserva e mi ‘risponde’ a suo modo e a sua volta. Lo faccio parlare. Tutti conosciamo il detto: ‘Se questo…potesse parlare!’ Ecco, succede. Il prodigio avviene. Il dialogo con lui avviene in due tempi e modi distinti:  lui mi parla di Vicky quando è sola, poi mi parla di Vicky quando è con qualcuno.

Non è un racconto vero e proprio. Sono pennellate: da qui l’idea del ritratto.

Sento il calore del suo corpo alla fine della notte. Dolore anche. Ore di sonno in quella posizione.
Leggera la mano immobile si muove alla ricerca di un qualcuno, la sento. Striscia. Si ferma sul nulla.
Apre gli occhi. Finalmente è luce. Vita.
Durante la notte solo io ascolto il frastuono dei pensieri, la libertà dell’angoscia, la paura dell’esserci.
Quanto pesano su di me le sue lacrime… aspetto che evaporino, che si facciano nuvola per diventare sogno.
Sì, sogna Vicky. Cose belle e non. Io mi faccio tappeto per farla volare e consolarla un po’.

Mi annullo.

Arriva qualcuno. A quest’ora inizia la giornata. Il corpo di Vicky è nutrito, lavato, vestito.
Non è più sola, apparentemente. Queste persone mi usano per spostare Vicky.
In certi giorni ascolto dialoghi, parole. A volte sono aspre. Spesso sono dolci, delicate.
Sento movimenti, fruscii, echi di risate oppure solo silenzi.
Qualcuno lo chiama affetto, altri sesso. Io penso: Vicky è amata. Vicky ama.

Vicky mi ha scelto con cura tre anni fa. Sono grande, morbido quanto basta per sorreggerla,
per averne cura mentre lei non lo sa. Per accoglierla quando è stanca.
Essere complice quando abbraccia come può.
Sono azzurro, il suo colore preferito. Sono cielo, sono mare. Aria, acqua… come lei. Semplicemente.

Con affetto, sempre Vicky!

28 settembre 2011 Posted by | Esperienze, Idee, Sentimenti | , , | 4 commenti

Le vittime non urlano più.

Spero sempre in un tempo in cui la memoria non serva più per onorare lapidi di morti ma abbracciare corpi vivi di famiglie che a causa di stragi attendono giustizia, calore, umanità.

Ogni vita persa è una voce che è stata messa a tacere. Chi sopravvive al dolore, ha diritto a TUTTA la verità. Segno di amore vero.

Per chi ha amato la propria terra, chi ne tiene viva la memoria e il cuore che è rimasto laggiù, in attesa di niente e nessuno. Il 2 agosto come tanti altri giorni. Sempre Vicky.

 

1 agosto 2010 Posted by | Anima, News, Persone | , , | 2 commenti

   

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