Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

21 maggio 2016

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Oggi sono stata bene. Mentre ero in giro per Milano in viale Papiniano dopo non so quanti anni,  ho rivissuto tante emozioni legate a mia figlia Emanuela, alle passeggiate sui Navigli non ancora “rifatti”, a quanta gioia mi dava tenerla appoggiata sul mio cuore sorretta da un marsupio, le mie mani occupate da sacchetti vari.

Tutti gli anni passati a Milano3 mi sono apparsi come un’enorme periodo tra due parentesi della mia vita.

Sempre con Emanuela.

Ti amo, mia preziosa Cipì, oggi più di allora. Sei cresciuta. Resti però ugualmente e per sempre appoggiata sul mio cuore, il tuo cuore.

Nel giorno del tuo anniversario di matrimonio non so regalarti altro che il mio amore di mamma, di donna, di sposa felice.

Guarda la foto che mi ritrae. La ragione di quel sorriso sei tu!

Auguri a Emanuela e a Emilio, la coppia più vera che io conosca.

Dal cuore, mentre dormi io scrivo e immagino Emilio e te, “attori” in questo brano meraviglioso.

Siate lieti! Sempre Vicky!

21 maggio 2016 Posted by | Anima, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | 2 commenti

Non è stato un addio

casa gromo

Gromo, la “nostra” casa dei sogni

Amore mio, penso a questi lunghi e veloci undici anni che ci separano fisicamente eppure… annuso la tua pelle, ascolto il tuo respiro – ora di piacere e poi di dolore – che si sovrappone al mio, le nostre risate, le preghiere e le litigate… non abbiamo sprecato nulla, solo molte ore a discutere su persone inutili.
Tu lo sai, spesso sei stato ingiusto con me. Ti ho perdonato, sempre.
Se si ama non è difficile.
Hai visto la nostra Cipì, non è un capolavoro? Quanto ti somiglia!
Continua a starci accanto, facciamo la strada insieme, con le mie brusche accelerate e a volte la mia andatura da lumaca…
Ho ancora con me la lettera che ti avevo scritto… Sai, ora posso leggerla a Cipì, con orgoglio e con l’amore di cui ancora adesso sono capace.
Ti dedico un canto che amiamo e ancora adesso canto di gioia con te! Arrivederci, “Cecio”!
Sempre tua, sempre Vicky!

12 febbraio 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Dio, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , , | Lascia un commento

Infanzia

Risultati immagini per bimbo che cammina

– Google –

Ho ascoltato in questi giorni più volte il brano di ELISA e pensando al testo mi sei venuta in mente, piccola mia Cipì.

Il giorno in cui sei venuta al mondo è stato strano, accompagnato da malinconia e una vena di tristezza che solo dopo anni mi sono spiegata. Quel giorno ho pensato che la gioia di averti davanti a me e addosso a me, già fisicamente “altra” da me sarebbe stata una dolce sofferenza. Avevo bisogno di tempo per crescere anch’io e nove mesi forse non mi sono bastati. Ho dovuto correre per raggiungerti e stare al tuo passo, cercando di non invadere, sbagliando tanto e cercando di riparare con l’amore di cui sono capace, ieri come oggi, amore mio. Questo è solo un pezzettino infinitesimale della nostra storia, della tua e della mia che scorrono su binari paralleli e, contro ogni legge, a volte si incontrano…

Ti vedo, da lontano aspetto e mi raggiungi. Sei l’unica testa riccioluta nera in mezzo a tante bocce rosa, gridi disperatamente perché hai fame. Non vedo l’ora che tu finisca di percorrere il corridoio dell’ospedale per attaccarti al mio seno, per farti succhiare la vita da me. Mi sento importante per te. Sono l’albero che stende il suo ramo perché l’uccellino possa posarsi e finalmente arrivare… Vieni, riposa su di me.

Non ho pensato a registrare la tua voce, quel giorno in cui per la prima volta mi hai chiamato per nome: mamma. Un nome che sarebbe stato sempre e solo mio. Non so ancora esprimere cosa mi succede quando lo pronunci. Nulla è scontato… la tua voce per me è un dono dal Cielo, traduzione sonora di quello sguardo che mi ha parlato per qualche mese in una lingua sconosciuta, quella delle anime… mi sento come neve che si scioglie, anche ora e la mia voce non è ferma, adulta.

Avrei voluto fotografarti di più, ma tu sai già che mi emoziona troppo a vedere le foto e ancora di più con i filmati. Esercito la memoria per non dimenticare nulla di te, anche il minimo particolare. Eccoti, ti sei messa in piedi e piano piano avanzi con i tuoi piedini minuscoli nelle scarpine blu, uguali a quelle che avevo io da piccola quando andavo all’asilo. Tengo le tue manine e ti accompagno come se ci fossero fili invisibili che ci uniscono. Io non sono il burattinaio, però. Finalmente avanzi da sola e mi sembra di essere Sole per te, talmente grande è la gioia della conquista che vedo sul tuo viso! Ti abbraccio e gioco con te fino al punto di dimenticarmi che hai appena cominciato il tuo viaggio da sola.

Il primo giorno in cui ti ho lasciata cadere in mare ho rischiato il linciaggio da parte del tuo papà. Hai poco più di un anno, io neanche ventidue, eppure amo tanto le nostre avventure, come questa. Per me è un immaginario riaccoglierti nelle acque del mio corpo… Diventiamo tutt’uno con fratello mare. Ti vedo riemergere dopo pochi istanti ed è come se ti vedessi rinascere da un’altra prospettiva. Sono felice!

Ti accompagno all’asilo, tu sei sorridente come con un giocattolo nuovo. Io… sinceramente no. Mi costa così tanto staccarmi da te, ma capisco che è il tuo bene, la tua vita è anche sociale. Tu non sei mia. Piano piano sto capendo, sta entrando dentro la mia testa e nel mio cuore. Ti seguo con lo sguardo, poi vengo a spiare la tua vita da una finestra… lo faccio anche oggi, cercando di essere discreta, indietro di un passo rispetto a te.

Camminiamo mano per mano sulla strada che ci porta a Rozzano, andiamo al mercato e poi da papà al lavoro. Quando finisce torniamo insieme a casa. Questa è la felicità. Amore mio, non riesco a non piangere…
Sei piccola, forse hai quattro anni, cinque al massimo. Piano piano passeggiamo, dobbiamo percorrere quasi quattro chilometri, ma abbiamo tempo… quello che dedico a te vorrei non finisse mai. Queste sono le gite più belle della mia vita, paragonabili solo a quelle ore che passavo nei campi a raccogliere cicoria o tarassaco con mia sorella e tuo nonno. Ero poco distante da casa, come noi adesso ma mi sembrava di essere in vacanza. Ero felice anche di mangiare quelle erbe amare, ma le condividevo con la mia famiglia e questo mi bastava, come bastavano in mancanza di denaro i regali del campo accompagnati col pane quel giorno…
Percorriamo tanta strada insieme osservando con meraviglia, mia e tua, tutte le erbe, i fiori, anche più minuscoli, gli insetti che volano e quelli che camminano. Parliamo. E, senza esserne consapevoli, scriviamo insieme una parte della tua piccola vita, la più bella della mia!

Sempre vicina, sempre mamma, sempre Vicky!

7 febbraio 2016 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , | 7 commenti

Io mamma

Quel giorno il cuore voleva uscirmi dal petto e assomigliarti ma… ha generato il tuo e il miracolo è avvenuto.

La maternità nasce prima nel cuore. In quel giorno capisci che la morte esiste perchè il tuo cuore teme per un essere amato da sempre e per sempre!
Ti voglio bene, Cipì!
Sempre la tua mamma, sempre Vicky!

29 ottobre 2014 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , | 8 commenti

Briciole

 (Google)

Vicky è viva. Vicky si emoziona. Vicky ricorda…

Tre immagini prendono vita per magia davanti ai suoi occhi improvvisamente fissi davanti a sé. Gli uccelli ne sono il filo conduttore mentre sta tranquillamente seduta sulla sedia sua compagna di vita per sempre, in compagnia dei suoi pensieri… uno in particolare, ancora troppo fragile e indifeso per essere espresso. Nevica, con fiocchi leggeri e delicati che non vogliono disturbare i suoi pensieri, piuttosto adornarli come bianche corone poste sul capo della natura regina. Eccolo! Arriva il trionfatore, il protagonista improvviso della scena e Vicky non può che apprezzare e inchinarsi alla sua maestosa e pur piccolissima Bellezza.

Un uccellino piccolissimo e colorato ha accolto il suo invito, prende ciò che viene offerto così come natura ha scritto in lui. Un pezzo di pane non è stato gettato pensando a quest’essere indifeso al quale Vicky si sente così simile perché bisognosa di qualcuno che si prenda cura con amore di lei, offrendole briciole insignificanti eppure vitali per continuare il volo. Anche con la neve… un quadro incantato qualche attimo ferma il tempo.

La prima immagine. Figlia. Suo padre tanti anni fa prima di lei offriva cibo agli animali, insegnandole così che neanche il più piccolo di loro deve essere dimenticato nel ciclo della vita. Niente è sprecato, nelle briciole che lui lascia cadere sul balcone di casa… tra poco una meraviglia apparirà ai loro occhi. Piano piano uno, poi due passerotti si avvicinano al regalo di ogni giorno da quando quel gigante si è fatto piccolo come loro dopo una vita di lavoro, vive un giorno alla volta il papà di Vicky e non è mai solo in questo microcosmo nel quale ai suoi occhi lui diventa un personaggio con poteri nascosti. Una fotografia indelebile e dolcissima.

La seconda. Mamma. Un uccellino protagonista di una fantasia che arriva a casa di Vicky attraverso un libro di favole resterà per sempre nella famiglia. Ha un compagno di vita, Vicky, e una bambina piccola come il piccolo Cipì di cui narrano voli in quel libro. Quando si sdraia sul letto con la sua meraviglia vivente si apre un mondo nuovo, fatto di colori, di voli, di giochi inventati… il libro diventa un pretesto per stare vicini, forse inconsapevolmente leggersi dentro più che fuori, già in quei momenti. Ed è così che magicamente si perde nella memoria il momento in cui la piccola Emanuela diventa Cipì, emergendo dalle radici umane e salendo verso quelle che saranno per sempre nei cuori, senza età. Anche dopo più di vent’anni Vicky pensa al suo tesoro che ha assunto la forma di un piccolissimo capolavoro della natura, pensa alla sua Cipì.

La terza. Donna. Mentre si appresta a fare le cose di tutti i giorni, apparentemente identiche le une alle altre, Vicky si è regalata ancora un po’ di vita vera apparentemente nascosta dietro quella vetrata, in un appartamento qualsiasi del suo quartiere, per molti forse anonimo ma per lei importante perché oggi ha fatto da cornice ad uno spettacolo mai uguale a quello precedente, mai identico a quello successivo…

Vivi! Sogna! Vola! Sempre Vicky!

22 febbraio 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , , , , | 8 commenti

   

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