Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Ho conosciuto un “uomo”

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E’ il 3 febbraio 2017.
Bergamo ore 21. C’è mia figlia con suo marito e poi… un bel po’ di gente e infine lui, Niccolò Fabi con la sua band.

Solo adesso a distanza di un paio di giorni riesco a parlare di ciò che ho sentito, ho ascoltato, lasciato decantare poi emergere nella sua giusta dimensione. Come è scritto nel titolo “Ho conosciuto un uomo”. Detto così sembra un incontro di quelli amorosi e in parte lo è ma di un altro tipo di amore, forse più vero e aperto di quello che ci vincola a una persona in particolare.

Andare a un concerto e avere la fortuna di poter assistere in seconda fila a pochi metri dall’artista è una bellissima esperienza. La consiglio a tutti. Non è soltanto ascoltare una voce, ma è vedere in tutte le sue sfumature un viso, corpo che si muove nello spazio mentre il tempo scorre quasi senza interruzioni, per non turbare un dialogo che ha un che di magico…

Ero seduta vicino a mia figlia Emanuela e ogni tanto commentavo sperando di non disturbare e disturbarla. In realtà credo fosse solo il bisogno di far venire fuori le emozioni che sentivo di condividere con qualcuno che è realtà non c’era, per poi ritrovarmi a vivere un dialogo muto con Niccolò, uno scambio di vibrazioni a distanza ravvicinata…

Capita così che l’anima si apre e si lascia andare, complice l’oscurità e il volume alto degli altoparlanti a pochi metri da me.

Verso la fine, dopo tanti brani urlati dalle persone sedute come me – che non posso alzarmi più, anche volendo… – Fabi intona una canzone in particolare che tutti conoscono praticamente a memoria e che fa balzare la platea in piedi e correre vicino al palco. E’ un brano orecchiabile, intimo, ha un bel ritmo coinvolgente, “Lasciarsi un giorno a Roma“. L’ho sentito un po’ di volte perfino io in questi giorni in cui ascoltavo un po’ di tutto il suo repertorio per prepararmi a un incontro, proprio come con una persona importante a cui tieni e per la quale ti prepari con calma e cura. Non solo per quel che riguarda l’aspetto, ma soprattutto per il “contenuto“.

Provo qualcosa di estremamente bello e straziante in quel momento e anche ora, mentre sto utilizzando il software vocale per dettare, e mi fa tremare la voce e il cuore. E’ un fotogramma di scatto in quel momento e che sembra unire due scene collocate in spazi e tempi differenti, lontano anni uno dall’altro. Ciò nonostante magicamente si sovrappongono provocando un’emozione enorme. Rivedo mia figlia adolescente improvvisamente come non l’ho vista mai, correre felice e spensierata incontro alla vita che l’aspetta e contemporaneamente mi appare una donna che rifà con la stessa corsa il medesimo percorso mentale ed emozionale davanti ai miei occhi.

Mi rendo conto improvvisamente di quante cose mi sono persa… e dentro di me in quel silenzio assordante in conto che mi è stato fatto il dono di esserci per viverne una importante: la sua prorompente e bellissima gioia di vivere! E’ come ritrovarla e doverla lasciar andare… Crescere. 

In questo momento ho le lacrime agli occhi. Non è tristezza. E’ vita, emozione, necessità. Maternità.

Faccio un’eccezione, a lei dedico due dei miei brani preferiti. Sempre Vicky!

 

5 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti, Viaggi, Vita nuova | , , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

Bob Dylan Intro

 (Google) 

Milano, 3 Novembre 2013, Teatro degli Arcimboldi

Ciao Bob, tu non lo sai ma in platea, in mezzo a tanta gente che potrà alzarsi per applaudirti e cantare con te, ci sarò anch’io...
Ti conosco da parecchi anni. Ci siamo persi di vista per un bel po’… ai tempi non mi piacevi, non ti capivo, non ti apprezzavo. Devi il mio cambiamento a due persone in particolare, una delle quali davvero speciale!

La prima è Eddie Vedder, front man dei Pearl Jam (non è lui quella speciale, però).

Lui ti ha ripresentato, Bob, cantando in modo efficace e del tutto originale la tua “Masters of war”. Quanto ti ho apprezzato quel giorno! Quanto mi hai fatto amare Eddie, come artista e come persona! E con lui anche i PJ stessi…  Un grazie di cuore per quel giorno.

La seconda persona è Lorenzo, Il mio amore che è iniziato a soli 17 anni. Lui mi ha parlato di te, mi faceva ascoltare Pat Garrett OST e io sbuffavo…
Lui è la persona speciale. Purtroppo fisicamente non c’è più dal 2005 ma stasera Lorenzo lo porto con me! In ogni senso.
Insieme vedremo te, ti sentiremo cantare insieme a tanta gente!

E’ il mio regalo oggi per l’Amore che è stato e che si è fatto un posto nel mio cuore. Per sempre!

Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=EwuWL7uUFl0

https://www.youtube.com/watch?v=Mvr72uTd7kc

3 novembre 2013 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | Lascia un commento

Divenire

9 aprile 2013. Dopo l’Everest, i viaggi, il cinema da sola, eccomi: il mio primo concerto: Ludovico Einaudi. Ho attraversato tutta Milano parzialmente sotto la pioggia per arrivare al teatro Arcimboldi in Bicocca. Mai avrei pensato solo tre anni fa a questa svolta della mia vita, a questo “divenire”. Uno stato permanente di mutamento in atto. Questa è la vita che voglio, con poche ma solide certezze e tanta, tanta voglia di viaggiare. Dentro e fuori di me. Verso di te. Dentro di te.

Quando la musica invade la sala comincia una magia. Tutto diventa corpo. Ogni singola persona è una cellula vivente. Io pure. In fondo alla platea sono importante come chiunque altro faccia parte del tutto. C’è armonia, complicità, emozioni… onde. Si percepiscono con intensità mutevole, vanno e vengono, fluttuano come il mare. Amico mio, prendimi tra le tue braccia e fammi sentire nulla, leggerezza, purezza. Viaggiamo insieme, tienimi sospesa finché non arriverà il coraggio di abbandonarmi completamente, dimenticandomi di essere solo una piccola parte e facendomi divenire il tutto.

È dal cuore che comincia questo flusso. Piano piano si rende conto che quello è il suo posto, che li dovrà battere, correre per poi rallentare, motore indipendente dalla volontà che meravigliosamente si trasforma in veicolo di energia, stimolato da emozioni acustiche e visive. Tutti i sensi partecipano alla festa, al turbine, al riposo dello spirito che si alterna all’elevazione della pelle a uno stato extra corporeo. Potrei toccare ciò che sento. È il trionfo  di parole diverse, di dialoghi fatti di nulla eppure di tutto.

Il mio corpo comincia una danza tutta sua con movenze particolari, che solo io so interpretare. Una parte sola di me in realtà si muove fisicamente, ma come il tutto del corpo esterno a me che partecipa alla danza collettiva dei sensi contemporanea alla mia, anche il corpo da molto immobile miracolosamente si anima di energia invisibile eppure così potente… sulle note di “Divenire” anch’io mi trasformo in aria, apro le braccia che tenevo fino a quel momento lungo il corpo per sentire il flusso del sangue scorrere lungo di esse, le alzo fin dove posso tenendo gli occhi chiusi e sorridendo, dimenticando finalmente la possibilità che qualcuno mi stia osservando e giudicando.

Ora sono finalmente sola nella sala come ogni particella del corpo.. eppure, contro ogni attesa, non provo alcuna tristezza né angoscia. Sapere invece che dialoghi divini possano permettermi di riuscire a entrare da me stessa con la facilità dell’aria come ora mi consola e mi rallegra, di una gioia pacifica. Un regalo da condividere.

Tu. Il mio cellulare. Qualche messaggio. La speranza che ti sia arrivato qualcosa… e io pure.

Con delicatezza, sempre Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=X1DRDcGlSsE&list=RD02PAuwd-4yYHE

11 aprile 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 18 commenti

   

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