Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Viso

2017-10-04 23-14-15.590

poco fa… non dormo

 

Capelli.

Carezze
relax
profumo
brividi
ricerca
cura

Occhi.

Profilo
colore
sguardo
domanda
dolore
gioia

Bocca.

Labbra
bacio
morso
sorriso
fame
sete

Orecchie.

Sussurri
solletico
ascolto
sensibilità
urlo
soffio

Viso

Contorno
profilo
forma
espressione
segni
pelle

Un viaggio su una parte di me che pare dormire. Sempre Vicky.

 

 

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4 ottobre 2017 Posted by | amore, Anima, Corpo | , , , , , , , | 18 commenti

Se l’è cercata

Risultati immagini per violenza sulle donne

Una strada deserta, oppure no
un parco affollato, magari nemmeno
addosso dei leggings

magari degli shorts
una maglietta attillata e corta
esci di casa tranquilla
sarà una giornata lunga, anche questa.

No, non dovevi
fuori la trincea per la guerra che nessuno
vuole vedere nè vivere
la violenza sta dietro l’angolo
mascherata da buone maniere
parole gentili o complimenti
pesanti poi come macigni.

No, non lo sapevi
cosa succede a chi provoca
si misura la dignità in centimetri
la tua lasciata nel cassetto
per un’altra occasione
magari per qualcuno
dal tocco delicato.

Adesso l’eco del tuo NO inascoltato
l’urlo inghiottito
i tuoi vestiti frantumati
la tua Bellezza ignorata
nel silenzio eterno
un unico pensiero
“Voglio che finisca in fretta tutto il dolore“.

A casa una doccia
come per cancellare un tradimento,
lo è stato davvero
quello con cui la bestia umana
ha schiacciato il tuo corpo
invadendolo più volte
ovunque con non amore. 

Dovrai difenderti ancora
profondamente violata
perché un’assurda complicità
ti dirà “Se l’è cercata”
e nell’indifferenza
al tuo “Sono innocente
farà eco il nulla.

Da qui riesco a mandarti
solo la mia rabbia impotente
e penso solo che tu donna, amore mio,
avresti voluto
spalancare il tuo corpo

per lasciar entrare amore
e lasciarne emergere solo piacere.

Con immenso amore, da donna a donna, sempre Vicky.

 

 

 

24 settembre 2017 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Musica, News, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , , | 25 commenti

Riva

Risultati immagini per riva del mare di notte

Riva

Come il bordo
di un foglio azzurro

generato dal cielo
prima che fosse pensato

resto
seduta in riva
osservo i flutti
mai uguali
eterna eco

sono io
profilo di donna
seduta
linea sinuosa su cerchi

voglio
immergermi in te
io finalmente uomo
tu docilmente donna

bagnami
anch’io acqua e sale
scioglimi
e rendimi leggera
tuo elemento
da sempre

libera
voglio urlare
il silenzio del mio dolore
i sussurri del mio piacere

abbandonami
sulla riva
finchè torni mare

 

Il mio elemento. Sempre Vicky.

 

 

 

 

19 settembre 2017 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , , , , , , , , | 51 commenti

Casa

Rinascita, l'ennesima

Rinascita, l’ennesima

Ciao a tutti!

Finalmente a casa dopo 10 giorni di “vacanza” forzata in ospedale. Spero di esservi mancata…

Voi a me moltissimo. Ben ri-trovati.

Sempre Vicky.

15 luglio 2015 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 8 commenti

Uno di quei giorni

Un giorno di cui vado fiera

Un giorno di cui vado fiera Roma, 26 aprile 2012

Oggi è uno di quei giorni in cui il mio corpo e la mia vita da diversa mi pesano parecchio.
Un giorno in cui mi sento defraudata e derubata di tanto, oserei dire quasi tutto! Guardo il mio corpo e non so fare altro che rimproverarlo per la sua inattività, per la sua inutilità, per la sua eccezionalità (intesa come eccezione alla regola).

È uno di quei giorni in cui non concedo a nessuno, neanche a me stessa, la più piccola consolazione, fosse anche adulatoria. Lo sapete, sono vanitosa e sarebbe fin troppo facile strapparmi un sorriso che romperebbe questa gabbia di ghiaccio che sento intorno.

Mi guardo. Mi sento. Mi immagino come posso e mi accuso. Se solo avessi fumato meno o non mi fossi fatta sfruttare dall’azienda in cui lavoravo fino all’esaurimento nervoso…Amavo molto il mio lavoro e apprendevo con curiosità. Se solo avessi capito in tempo quanto preziosa fosse la mia vita e quanto breve…Maledetto sia il delirio di onnipotenza che avevo a trent’anni! Maledetto il mio destino che mi riservava questo, a me e soprattutto alle persone amate completamente innocenti!

Oggi odio le mie mani. Mi sono arrabbiata e non potevo aprire la portiera dell’auto per scappare via. Ero in prigione per colpa loro, pezzi del mio corpo che non so ancora perché piacciano. Penso alle volte in cui vorrei preparare qualcosa per pranzo o per cena e non posso. Ricordo quanto mi piaceva scrivere a mano e quanto ammirassi la mia calligrafia. Ora devo ritagliarmi tempi e luoghi nascosti per poter dettare con il software vocale anche quello che state leggendo ora.

Vorrei dare spiegazioni come ho sempre fatto ai miei interlocutori circa il mio comportamento a volte strano e troppo impulsivo ma…Raramente trovo chi ascolti. Devo parlare con l’acceleratore e spesso il fiato mi manca…

Scappare è il mio modo di reagire da sempre alla pressione. Lo è sempre stato. Odio le mie gambe che non possono portarmi altrove se qualcuno non apre la porta. Le odio perché sono gonfie e mi fanno male tutte le sere. Non mi danno scampo. Oggi ho gridato: “Lasciami scendere!” Ho dovuto aspettare. Io odio aspettare. Soprattutto se sono senza scelta.

A che mi serve dopo quasi vent’anni un corpo che pensa ma non può agire come vorrebbe?

No, non mi sto piangendo addosso. Questa è la verità. Qualcuno ha una risposta? La mia pazienza è davvero ridotta al lumicino… io mi sto consumando insieme a lei.

Dedicata a quella Vicky che muore e rinasce ogni giorno!

27 aprile 2015 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone, Viaggi | , , , , , , | 16 commenti

Prigione

È successo ancora. È sufficiente un avvenimento per altri insignificante come il bloccarsi di un ascensore, un contrattempo senza troppo peso, ed eccomi reclusa tra le mie stesse cose, tra le mura della mia casa, in questa pelle che è il mio corpo… a volte maledico il giorno in cui l’ho incontrato.

Eppure oggi mi piaccio così tanto…

I miei progetti della giornata dipendono da un pulsante sul pianerottolo, non ho vie di fuga io. La rabbia mi soffoca. Non riesco a pensare. Sento perfino il mio corpo in modo diverso. Lo odio. Una macchina inutile, incapace di mettersi in moto. Quando sono così arrabbiata mi viene voglia di fare l’amore. Non è l’ora giusta, non è il momento giusto. E soprattutto manca la persona giusta. Non mi sopporto più.

Capisco i neonati. Anche loro imprigionati nell’incapacità di parlare, di muoversi e comunicare. Quando ci provano piangendo e urlando rompono le scatole a tutti. Ci somigliamo molto sotto tantissimi punti di vista. La dipendenza quasi totale da un altro essere umano, dalle macchine, dai propri umori, dai propri bisogni affettivi, fisiologici, emotivi.

Mi trovo davanti a questo foglio elettronico quasi mio malgrado, forzata da una situazione indipendente dalla mia volontà.

Vicky, dove sei?

Sapere che qualcos’altro o qualcun altro tirano i fili della mia vita è terribile. Faccio dei “passi indietro” dolorosi. Superarli è un’impresa di tutti i giorni, l’equilibrio è molto instabile, sensibile ad ogni piccola incrinatura.

Vago per casa come una leonessa in gabbia. Una leonessa che sogna di uscire e salire sugli alberi…

Tra poco arriva l’ora della libertà, almeno quella dalle mura. Quella invece dal mio corpo non è ancora arrivata, oggi no.

Non ho mai dovuto esercitare la pazienza come in questo periodo; come al solito poi le cose arrivano un po’ tutte insieme. Oggi non mi sento attrezzata… aspetto.

Spero che qualcuno si ritrovi nelle mie parole e comunichi magari meglio di me quello che succede in questi casi. Ora io non riesco fare di meglio.

Sempre Vicky!

3 luglio 2014 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , | 9 commenti

Piedi

 (Google)

Sono lunghi i miei piedi. È una delle parti del mio corpo che mi è sempre piaciuta, anche quando ero più in carne, cioè circa 20-25 chili fa. In un test ho scoperto che chi ha i piedi come i miei sembra abbia origini egizie. Per me questi test sono un gioco col quale mi diverto qualche volta.I due alluci sono più lunghi del resto delle dita, dando al resto un aspetto affusolato quando non sono gonfi. Indosso scarpe o stivali a volte numero 40 o 41, secondo i modelli e secondo il fatto che senta toccare il piede contro la punta interna della calzatura. Sento… ecco lì, in agguato, i miei ricordi tradotti in sensazioni, in ipersensibilità, in qualsiasi cosa possa dirsi contatto… incredibilmente piacevole per ogni occasione.

Oggi ve li racconto.

L’erba. È l’emozione del colore verde, del fresco. L’ultima che ho calpestato a piedi nudi è stata in montagna, in una valle bergamasca, l’alta Val Seriana, ero a Gromo in vacanza, agosto 1995. Con noi dei cari amici di allora. Mi è sempre piaciuto il contatto con la terra, con l’erba, perfino con i sassi gelidi del torrente che avevamo ai piedi della collina dove avevamo affittato un appartamento. Uno dei ricordi più belli: tolgo i sandali e prendo in braccio Emanuela che ha paura, voglio passare sull’altra riva del torrente e approfitto di un tratto in cui ci sono sassi lisci e grandi dove poter appoggiare i piedi. I miei piedi… Mi fermo, datemi un attimo… la corrente dei ricordi è talmente potente che mi sta portando via… Dicevo che piano piano siamo arrivate sull’altra sponda e mi sono accorta di essere a piedi nudi.  Non è un problema, i fili d’erba come dita sottili di mani nascoste accolgono le mie orme regalandomi freschezza e morbidezza.
Ho gli occhi chiusi ora… questo mi basta per essere presente in quel momento come accadesse in quest’istante. Sono sola, malinconia… sono felice di esserci.

Il mare. È il freddo abbraccio del blu. Tre fotogrammi, tre sensazioni diverse, tre vite distinte. Il primo: sono con mio padre in acqua, al mio paese d’origine, Margherita di Savoia in Puglia, è il luogo delle mie radici, della mia infanzia, dei parenti, i primi amori, il mio grande amore… Dicevo che sono con mio padre, insieme cerchiamo vongole e telline, lui mi insegna come scavare coi piedi nella sabbia… un divertimento e una spensieratezza unica, raccogliere i frutti di mare che emergono come figli partoriti dal fondo, agitare i piedi a mia volta per imparare. Mi sembra di ballare il twist! L’acqua diventa tutt’uno con i granelli finissimi e fanno solletico ai miei piedi. Piccoli vortici freddi che regalano tanto, tutto il possibile. Il secondo: sto imparando a nuotare, da sola, come quasi tutte le cose che da bambina come anche da adulta ho fatto. Sto sbattendo i piedi per stare a galla in uno stile tutto mio… I miei piedi… ricordo la loro mobilità, l’acqua che passa dappertutto, la felicità dell’obiettivo raggiunto anche grazie a loro… amici miei!
Il terzo: è il più recente, il più sconvolgente. Sono a Rimini insieme a un caro amico, lui magari non immagina nemmeno quanto lo sia… Dopo 18 anni torno dal mio fratello mare, uno degli abbracci più belli ed emozionanti della mia vita. Il mare lo saprà? Lo penetro, mi avvolge, mi copre e mi possiede. Il mio è un ritorno per sempre, lo sappiamo io e lui. Con le sue onde mi fa festa e io rispondo con le mie risate… non ho paura, non più.

I baci. Sono la calda invasione del rosso. Sentire il calore di una bocca sui miei piedi per la prima volta è una cosa estremamente eccitante, non immaginavo così tanto. Ho sempre riso quando sentivo della passione di qualcuno per questo tipo di attenzione, di coccola. Mi devo ricredere… questa sensazione nuova di calore, di umido, di… penetrazione e accoglienza… Bellissimo.
Sento di far parte di un tutt’uno con il corpo dell’altro, di aver scoperto una parte del mio corpo che non conoscevo, che non avevo mai conosciuto in tutta la vita da questo punto di vista, come fonte di appagamento, di intimità, di gioia!
Non so perché ma un senso di perbenismo, un certo tabù in un primo momento mi impedisce di godere appieno… è come spogliarsi di un ultimo velo, come buttare giù un muro inutile, prendere possesso totalmente del proprio corpo e attraverso di esso del piacere altrui.

Se considerassi i miei piedi solo come mezzo di mobilità sarei davvero tagliata fuori da un mondo che neppure credevo potesse esistere. Invece…il mio corpo, i miei piedi lasciano orme più importanti di prima... lasciano orme dentro, lasciano tracce sulla pelle di un altro che gli dedica attenzione e cura con baci e carezze, regalano a me sensazioni nuove e inaspettate. 

Amo i miei piedi. Ancora. Sto bene con loro.

Sempre Vicky!

5 gennaio 2014 Posted by | Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone | , , , , , | 37 commenti

Pelle

Mare rosa solcato da mani.
Ogni onda e ogni increspatura sono segni e tracce dei brividi,
solchi lasciati dall’aratro.
Alba e tramonto lo stesso colore su di me.
Ogni piccolo forellino ponte tra tocco ed emozione.

Tu mi sfiori.
Io ci sono. Tutta.
Seta della creazione che corre su alture
e su tratti pianeggianti.

Ogni volta un viaggio, sempre nuovo e sconosciuto
su quest’organo tutto da suonare.
Lascia che ti faccia dono di questa armonia,
con le sue impennate improvvise, le sue accelerazioni e le sue soste.

Vibrami addosso quando sei in cima.
Parlami piano ora.
Sto ascoltando il silenzio della tua.

Sempre Vicky.

15 dicembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , | 30 commenti

Pagina

 (Google)

Per chi non la conoscesse o non l’avesse letta, questa è la motivazione della mia pagina Facebook “Io, l’altra”

“Conosciamoci, dialoghiamo… le parole contano. Si semina amicizia, amore, stima.

‘Io, l’altra’ ha un doppio significato. Il primo è la diversità in senso fisico, sociale, culturale che io vedo come differenza e ricchezza. Il secondo, ‘altro’ dal primo è che io sono l’altra rispetto alle donne ufficiali e ‘istituzionali’. Qualcuno mi ha detto che dovrei nascondermi e vergognarmi. Perchè? Non si accetta che il proprio uomo/donna pensi a un’altra, figuriamoci se per giunta è ritenuta inferiore!
Io, onestamente, sorrido. E mi sorprende l’ipocrisia.

Chiunque è il benvenuto e mio compagno di viaggio.”

La rileggo oggi dopo un anno e dieci mesi. Confermo. Quanto è accaduto… eppure apparentemente nulla è cambiato!

La persona o le persone che leggendola si erano scandalizzate non occupano più alcun posto nella mia vita. Un pensiero in particolare va a chi mi ha soffocato di gelosia da una parte e poi a chi, senza tanti fronzoli, si è piacevolmente occupato del mio benessere sessuale restando praticamente nel più totale o quasi anonimato. Al primo ho detto addio poco tempo fa, il secondo l’ho rivisto…

La storia della mia pagina corre quasi parallela a quella di questo blog e della mia vita. Tanti eventi affollano la mia mente ma il principale è questo: io mi sento AMORE. Senza condizioni, senza distinzioni, senza ombre. Regalato. Per alcuni sprecato.

Non la penso così. Neanche oggi, tuttora single eppure non triste e sola.

Mi sto riaffacciando sul mondo. Era lì che aspettava anche me.

Sempre Vicky!

https://www.youtube.com/watch?v=7rJkRaE6erM

8 novembre 2013 Posted by | Corpo, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 26 commenti

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