Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Sensibilità

 (Google)

Giorni fa una persona a cui tengo molto mi ha ferito. Mi sono detta: “Non sono una persona permalosa, sono semplicemente sensibile”. Cosa vuol dire in realtà questo? Ho così incominciato a ragionarci su a modo mio, naturalmente.

Ho cercato di dare una definizione accettabile di “sensibilità” senza essere troppo conformista o accondiscendente con me stessa.
Inspiegabilmente parto dal mio punto di arrivo… È sempre meglio ogni tanto cambiare prospettiva in modo da vedere le cose sotto una luce diversa e riceverne nuove suggestioni e spunti.

Sono arrivata alla conclusione che se rimango ferita non dipende dalla mia sensibilità, intesa in senso passivo, cioè le persone mi toccano più o meno profondamente e io di conseguenza ne rimango segnata. Al contrario sono partita da un punto di vista differente. Se, infatti, questo modo di sentire è correlato a quanto proviene dall’esterno, tanto più sarà elevata la sollecitazione tanto più dovrebbe essere proporzionata la reazione. La sensibilità, quindi, dipende non più da ciò che sento io ma dal tipo e dall’intensità della provocazione esterna, sia essa materiale che non immediatamente misurabile.

Mi tornano in mente i miei post precedenti sui sensi. In particolare quello sul tocco. Dal punto di vista puramente fisico la sensibilità è tradotta come la nostra risposta a uno stimolo esterno, una carezza per esempio. Fin qui il discorso è estremamente evidente: più la carezza è piacevole, maggiore e più intensa sarà la nostra reazione. Lo stesso naturalmente accade con uno stimolo negativo, uno schiaffo per esempio.

Nonostante però tutti i miei bei ragionamenti di cui sopra ciò che mi ha colpito di più e ferito è stato sentir dire parole profondamente sentite espresse in modo estremamente freddo e impersonale. Come una comunicazione di servizio. Tutta la teoria causa-effetto tra sollecitazione e reazione è andata in frantumi.

L’indifferenza non si addice ai sensi, né a quelli che sperimentiamo né tantomeno a quelli che desideriamo o sogniamo.

Ho una tale confusione dentro… Vorrei tanto riuscire a spiegarmi e comunicare nel modo giusto, non essere fraintesa o peggio.

Quando ti trovi di fronte a parole vuote, asettiche, che definiresti impersonali se solo non ne pagassi le conseguenze, non puoi controllare né il tuo corpo né la tua mente e il tuo cuore. Vicky è fatta così, non è frazionabile e cedibile a pezzi. Tutto o niente. Prima di tutto nel dare.

Non sopporto chi gioca con la mia vita, con i miei sogni. Questa, per Vicky, non è sensibilità. Questo è semplicemente rispetto di quella altrui.

C’è un brano di Moby che contiene le seguenti parole: “Noi siamo fatti di stelle”. Sono d’accordo con lui.

Tu distruggi la sensibilità quando ti dimentichi ciò che delle stelle è anche dentro di te. In tutti coloro che incontri per la tua strada… perché anche le stelle cadono. E non è dimostrato che sia per soddisfare un desiderio.

Mentre invece è dimostrato che le ferite avvengono. Nel nostro cuore emozionale e nella nostra mente. Questo ci fa sentire “creep”, non all’altezza delle aspettative. Un errore da non commettere più.

Sempre Vicky.

 

11 settembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze, Sentimenti | , , , , , , | 23 commenti

   

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