Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

John Lennon

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La musica bella accompagna la mia notte fatta di pensieri, emozioni, battiti, sensi…

Ciao a tutti, sempre Vicky.

 

 

 

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27 giugno 2017 Posted by | amore, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , | 26 commenti

Raffaella

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Margherita di Savoia (Puglia)

È iniziato tutto qui, quando i nostri genitori si sono incontrati e innamorati 61 anni fa. Prima di noi sono venuti al mondo i nostri due fratelli. 

Quanto mi viene difficile parlare di te ora. Non mi risuoni dentro da 31 anni…
Da quanto tempo non pronuncio il tuo nome, Raffaella… il dolore che mi da’ è profondo.
È bastato sentirlo, anzi leggerlo in una chat con la nostra amica Franca e mi ha detto che tu “Era matta, in senso bonario”.
È stato un pugno allo stomaco, perché mi sono accorta di quanto tu fossi sconosciuta per me.

C’è un buco temporale enorme nella mia memoria che ti riguarda.
Poche immagini dell’infanzia, la colonia estiva a Villa Litta della quale conservo una foto con te ereditata da mamma. La cornice ha la stessa età della fotografia. E poi quella vacanza a Serina dalle suore Vincenziane. Così mi sembra di ricordare… quante lacrime in due settimane!

Non sono stata brava a consolarti, ho fallito tante volte. Mi dimenticavo di essere anch’io piccola, ma ero cresciuta con un senso di responsabilità verso di te, nonostante fossimo gemelle.

Ricordo di aver preso una strada diversa nella mia testa e nel mio cuore dopo i tuoi anni persi a scuola a causa delle bocciature. Restavi indietro io mi sentivo chissà chi nella mia immensa presunzione. Probabilmente volevo primeggiare in famiglia perché mi fosse riservato un po’ più di bene. Da noi però mamma e papà, soprattutto mamma, incoraggiavano gli ultimi con affetto e piccoli regali di consolazione, secondo le nostre povere possibilità. Ricordo le mie lacrime sincere per te quando in prima elementare ti punivano perché eri mancina.

Ci divertivamo a leggere i fumetti porno che trovavamo nascosti in casa dai nostri fratelli. Siamo cresciute in fretta sessualmente… sai che ti avevo visto un giorno in bagno di nascosto? Siamo state gemelle anche da quel punto di vista.

È stato bello vederti felice con Mario, progettare la vostra vita insieme, mostrarmi la vostra casa in affitto a Siziano. A mamma piaceva tanto, ti ricordi? Ricordo quanto ti piacessero i bambini, dicevi sempre che se avessi avuto un maschio l’avresti chiamato Diego… avevi sogni semplici e grandi insieme, quelli di formare una famiglia. 

Ecco, qui si spegne la macchina da presa che ho nel cervello e insieme di lì a poco anche la tua vita all’ospedale di Niguarda. Gli ultimi fotogrammi: ti aiuto a mangiare e, senza saperlo, ti abbraccio per quella che sarà l’ultima volta, nel tentativo di sollevarti dal letto.

Ancora una volta mi sono dimenticata di avere la tua stessa età e di non essere così forte. In ogni senso.

Al tuo funerale mancavo io. Non sopportavo di vederti cambiare casa in quel modo… la tua casa dell’immagine sotto.

Cara Raffa, volevo dirti che anche a distanza di tanti anni mi manchi tantissimo, perché solo dopo tanto tempo ho realizzato quanto una sorella sia preziosa nella mia vita. La tua gioia di vivere avrebbe compensato come un dono dal cielo la mia aridità di anni e anni.
Ti avevo messo da parte lasciandoti vivere una vita parallela alla mia già troppo piena di amiche e tanto altro che ritenevo importante.

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Il cimitero di Bruzzano a Milano

Da un po’ di tempo hai parecchia compagnia lì… Da ultima è arrivata anche mamma. Hai visto come è invecchiata? Ha perso tutta la sua severità che forse ricordi e con l’età ha guadagnato tenerezza e dolcezza. Ha finito il suo compito qui con noi e ha raggiunto la parte di famiglia con la quale era giusto riposare in attesa di ritrovarci tutti insieme!

Ora ti saluto, sorella cara… avevo ancora tante cose da dirti. Leggile nel mio cuore. Con tutto l’amore di cui sono capace da adulta non troppo cresciuta però ti dedico questa canzone che spero ti piaccia.

Ti abbraccio forte più che posso, sempre tua Vicky!

26 marzo 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , | 48 commenti

Amico è

download (Google)

” Ciiao!!. L’offerta del caffè è sempre valida??. Scusa se non ti ho ancora risposto da allora . Ma mi sono sentito non ancora pronto per il colloquio aggiuntivo.
Volevo vedere fino a che punto era importante per me la tua amicizia. Non sono riuscito a dimenticarti . Tutte la volte che mi trovo a recitare il” Padre nostro..” mi torni in mente mi rimorde la coscienza per non essermi rapportato in modo corretto con te , e così tutte le volte che mi reco all’altare per la comunione mi ricordo di te ,prego per tè chiedo al Signore di aiutarmi a ristabilire il rapporto interrotto in modo non pacifico ,perchè mi vergogno non poco ,per come sono andate le cose,e non ho il coraggio di contattarti e prendere quel “caffè” chiarificatore(?).(spesso ho anche rinunciato a comunicarmi perchè mi pesava troppo la mancanza di coraggio di contattarti dopo gli sforzi che tu invece ai fatto verso di me !)Ho sperato di incontrarti anancora come poco tempo fa ,ma il tempo inclemente penso che abbia diradato le tue uscite. Nella speranza di rincontrarti porto sempre con me un piccolo regalo da consegnarti. Nel frattempo si è fatto Natale e capodanno e sono qui a farti i migliori auguri.”

Rileggere dopo tempo queste poche righe così forti e piene d’affetto vero, quello che non ha paura di “abbassarsi” con un “perdonami” per poi innalzarsi con la gioia del ritrovarsi, mi ha scaldato e mi ha fatto riflettere sui miei di errori.

Ne ho fatti molti. Me li nascondo. Il più delle volte. Poi mi rendo conto che gli errori altrui sono spesso lo specchio dei miei. Ne sono certa.
Vorrei essere perfetta, pura di cuore, trasparente.

Come il mio Amico.

Dedico questo post agli amici che ho perso per incuria, egoismo, distrazione.
O semplicemente perchè la vita ci presenta dei momenti in cui si sceglie. Io sono stata esclusa. Come un amore che finisce.

Senza rancore. Sempre Vicky!

18 settembre 2015 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 7 commenti

Casa

Rinascita, l'ennesima

Rinascita, l’ennesima

Ciao a tutti!

Finalmente a casa dopo 10 giorni di “vacanza” forzata in ospedale. Spero di esservi mancata…

Voi a me moltissimo. Ben ri-trovati.

Sempre Vicky.

15 luglio 2015 Posted by | Corpo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , | 8 commenti

Figlia

 (Google)

La maternità nasce prima nel cuore. Poi attraversa il sogno. Da ultimo incarna le visioni e le utopie.

Benvenuta Emanuela. Ventinove volte.

Sempre mamma, sempre Vicky!

Uno dei tuoi brani preferiti…

https://www.youtube.com/watch?v=OOgpT5rEKIU

25 giugno 2013 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 4 commenti

Un elefante mi ha detto…

Uno scambio inaspettato di idee, di emozioni, di amicizia con qualcuno che improvvisamente non è più figurina su Faccialibro e assume forma umana, nel senso più alto del temine. Dopo aver commentato gli orribili fatti di Firenze e aver ragionato sull’odio razziale più o meno favorito da certa politica e certa mentalità complice… un ‘Come stai?’ semplice, libero, generoso fa emergere cose belle:

Io: non importa. di fronte a queste cose io sono un puntino.

P. : No non è vero. Assolutamente. Vedi Vicky, io credo che non ci sia nulla di più ipocrita di operare “per la pace nel mondo” e magari litigare con la compagna o il compagno. Ciascuno faccia il suo piccolo capolavoro e tolga un piccolo dolore, e il mondo sarà in pace, un grande capolavoro senza il grande dolore causato dagli altri, ma solo quello naturale della Vita, che basta e avanza. Quindi, il tuo puntino per me racchiude il creato.

Io: Potrei dirti che le tue parole sono bellissime… in realtà le condivido perchè sono vere. Io la vivo esattamente così. Per questo resto sola. Come ho detto qualche anno fa a un amico: “Sono l’amica di tutti e la donna di nessuno.” Io non sono il creato di nessuno. Non è vittimismo, credimi. E’ un vero dolore realizzare che ognuno sta per conto suo, facendo finta di vivere.

P.: Non è giusto che tu ti senta così. La storia dell’amico di tutti e la donna di nessuno la conosco, io mi definisco “l’elefante” che tutti dicono che è bellissimo ma a tenerlo in casa non ci pensano neppure. Abbiamo un concetto di bellezza molto distorto. Tu non fai finta di vivere: vivi, ma è un mondo di morti e chiamano vita concetti nichilisti, non siamo capaci di distaccarci emotivamente dagli stereotipi (non dico culturalmente: quella è mezza strada, poi vien l’altrà metà, la più difficile e cioè provare nel cuore il proprio pensiero)

Io: Perchè sei elefante? Io sono così negativa perchè penso (pensavo?) di aver trovato una persona con cui ci intendiamo ma che non ha il coraggio di amarmi come sono, senza condizioni. Forse dovrei accontentarmi, ma non ce la faccio.

Il resto è solo nostro, ma… ho imparato più cose oggi da P. in queste righe che in anni di ricerca.

13 dicembre 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 12 commenti

Un, due, tre… mamma!

Lo sento nell’aria, mi sfiora da lontano attraverso gli annunci alla tv, il vento della festa della mamma sta per investirmi... dovrò solo resistere un po’ per sopportare questo miele eccessivo, questa affettuosità così ‘carica’ che in 364 giorni all’anno viene celata da impegni stressanti, lavoro, figli, interessi, attività per rilassamento psico-fisico.

Lo sento in me. Come una bambina mi metto in ascolto dell’infanzia che la memoria ancora mi regala. Eccomi là, mi vedo chiaramente, proiettata in tre fotogrammi assolutamente diversi tra loro, per scenario, età anagrafica, forza emozionale.  Mi guardo. L’ansia per qualcosa prossimo alla perdita terrena mi afferra. Sarà questo il motivo per cui quella bambina si è apparentemente allontanata da sua madre?

Lo sento sulla pelle. Gli aculei del riccio che si chiude su di sè per non essere ferito… ha imparato, è la natura… niente di psicologico o psichiatrico da indagare. E’ così evidente a me stessa… chi correrebbe incontro alla sofferenza di tante piccole e grandi morti… un pazzo.

Parlavo di fotogrammi.

Il primo. Sono seduta sul divano marrone di velluto, aggrappata insieme agli altri fratelli alle morbide braccia imbottite di mia madre. La bacio, il bacio diventa un morso di possesso, forse un po’ aggressivo. Ogni cucciolo vuole il suo pezzo e la madre si lascia divorare… Avevo sei, forse sette anni. Mi accorgo, da madre, di aver fisicamente smesso quel gioco. Nel mio cuore e nell’odio-amore che provo per la donna che mi ha messo al mondo ritrovo tutta quella fame e sete d’amore mai spenta, solo trasformata. Lei…non so se lo ha capito. Io so che aver perso due cuccioli deboli le ha fatto perdere il gusto del gioco… Ora e spesso sento verso di lei quello stesso slancio mai definitivamente spento. Ma sono diventata grande e idiota…lo ignoro e mi dimentico solo per il tempo di un fotogramma di essere figlia.

Il secondo. Sono una persona che provoca con estrema ironia. Sono una figlia che vuole dominare. Non ho ancora completamente in me il senso di rispetto generazionale. Sono cresciuta sentendomi sempre più grande, a causa delle crescenti e a volte pesanti responsabilità assunte. Avevo una sorella gemella, Raffaella, uno dei cuccioli persi durante il viaggio, nel 1986, venticinque anni fa. Usciamo insieme noi due fino all’età dell’adolescenza. Stessi amici, stessi luoghi, stesse trasgressioni forse… delle quali io pago il conto. Lo schiaffo che vola per il solito ritardo, la carezza e la lode mancata per gli ottimi voti miei, il regalo consolatorio per i tuoi pessimi. Nessuna invidia, esclusivamente un po’ di isolamento e senso di solitudine. Nel misterioso disegno della vita intuisco senza ragione il senso di quello squilibrio  subito e odiato, ora davanti al fotogramma così chiaro e assurdamente giusto.

Il terzo. Ho un borsone da ginnastica con me. Ci ho messo poche cose, quelle più importanti oppure utili. Le altre le ho portate via piano piano negli ultimi tempi. E’ il 15 luglio 1982. Questo è l’ultimo giorno che vivo in questa casa, la sto lasciando, mamma, mentre mi saluti dalla finestra inconsapevole di questo mio progetto di fuga. E’ il giorno della maturità. Scolastica e non solo. Ci rivedremo solo un mese e mezzo più tardi… Che avventura! Il mondo era in festa con me quel giorno, mentre per te sono state ore di angoscia… Che mistero. Ciò che a me dava una gioia estrema coincideva con una rabbia e un dolore grande per te. Quel giorno hai provato le doglie e il dolore del parto…ancora. Mi rivedo felice come non mai mentre corro incontro al mio futuro in questo attimo. Tornassi indietro…lo rifarei.

La consapevolezza di essere passata attraverso questi istanti fissati nella mente e marchiati sulla pelle mi fanno dire: ‘Faccio festa perchè sono viva e lo devo a te!’ Tutti i giorni. Finchè il tempo non ci separerà, per perdere tutta la sua importanza convenzionale e io e te saremo semplicemente due donne fuori dai ruoli. Ti vorrò più bene quel giorno, mamma, senza le maschere che io ho messo, senza le persone che ho qualche volta finto di essere sperando che tu mi amassi come desideravo io.

Un caro abbraccio, sempre Vicky!

6 maggio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 3 commenti

   

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