Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Milano è…

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Durante una delle mie piccole grandi passeggiate a Milano mi ritrovo per spese a questo incrocio apparentemente qualunque di periferia sud.

Vi chiederete cosa ci sia di speciale in questa foto, a parte che l’ha scattata una “fotografa” a ridottissime capacità manuali come la sottoscritta.

Regalatevi un paio di secondi per ingrandire le indicazioni del nome delle vie che si incrociano e…

Il viale dei Missaglia è una grande strada che collega piazza Abbiategrasso al quartiere Gratosoglio a sud di Milano ed è dedicata a una famosa famiglia di armaioli vissuti nel XV secolo a Milano in quella famosa via Spadari in centro.

La piccola via che vedete a sinistra è dedicata a un poeta (è scritto così), tale FABRIZIO DE ANDRE’.

I miei complimenti. Non aggiungo altro.

Rispondo con un testo universalmente noto. Sempre Vicky!

 

24 luglio 2020 Posted by | Esperienze, Mondo, Musica, News, Persone, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , | 23 commenti

Questo pastore mi manca

§ La civiltà capitalistica ci ha indotto a pensare esclusivamente ai “fatti nostri”: l’altro non è più né fratello, né amico e neppure prossimo simile a me, piuttosto è un estraneo da evitare e, possibilmente, da schiacciare e sfruttare. [Don Andrea Gallo] § Immagine e testo tratti da Siamo Quello Che Non Scriviamo §

via probabilmente è una triste verità — il rifugio di Claudio

 

Dedicato a tutti i Francesco – mio fratello morto di overdose il 9 aprile 1989 – che cercano “domani luminosi”.

 

 

Dedicato a chi dopo l’inverno, aspetta la primavera… per rinascere.

Sempre Vicky.

 

4 novembre 2017 Posted by | Dialogo, Dio, Esperienze, Musica, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | 22 commenti

Braccia

Risultati immagini per braccia (Google)

Quando ho capito che non avrei più potuto prenderti in braccio, farti girare, stringerti… il freddo della morte mi ha afferrato per poi lasciarmi cadere, vinta.

È un giro di giostra, la disperazione. senza biglietto.

Braccia, vi prego, tornate a prendere vigore, ho bisogno di voi! Mi manca sentire la forza attraversarvi come un fiume, il calore pervadervi come corrente… quanta vita…
Dio solo sa cosa darei per riavervi con me!

Mi dicono che non devo lamentarmi, che c’è sempre chi sta peggio. Io in cuor mio mi dico: “Ma tu chi c…. sei per insegnarmi e sentire e vivere?” Il buon senso mi ha sempre dato il voltastomaco, basso compromesso con la ricerca della  felicità.

Bisogna che tu ti chini su di me, da vent’anni, per aiutarmi ad afferrarti al collo con la poca forza che ho, e farti sentire quanto tu mi sia cara, Amore mio!

Sto pensando alla lettera da scriverti e… si sta facendo posto nel mio cuore.  Con le mani che non ho e le “piccole” braccia che mi sono rimaste.

Braccia che altri usano per imbracciare armi. No, vi prego no! Se solo potessi parlare al vostro cuore… e confidare quanto siano utili per amare. Rifiutatevi, braccia, di uccidere ancora a qualsiasi latitudine!

Ovunque nel mondo c’è bisogno di braccia, di forza, di amore.

Un abbraccio, sempre Vicky!

6 marzo 2016 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Storia | , , , , , , , , , | 3 commenti

Lasciateli vivere

urlo bisenzio Urlo

“Cadrà l’inverno anche sopra il suo viso, potrete impiccarlo allora…”
Ascolto “Geordie” di Fabrizio De Andrè. È solo un attimo, i pensieri cominciano a correre sull’onda dell’emozione per questo testo, per la disperazione della donna che perderà il suo Geordie per sempre.
Un marito, un figlio, un fratello. Una vittima in più, un po’di umanità in meno. L’unica certezza della pena che esista. Dicono.

Una corda, anche se d’oro uccide. Soffoca, stringe, lacera, ruba l’ultimo respiro, si spalanca un baratro sotto i piedi e, nei secondi i cui vai incontro al tuo non-futuro, piangeresti e non puoi… urleresti e la voce non esce, scapperesti e trovi il vuoto. Il sipario si sta chiudendo, qualcuno ha tirato quella corda che lo chiude. Per sempre. Non avrai opportunità di riparare il male fatto, non avrai la dignità di morire vecchio o di malattia, perché la vendetta – non la giustizia – deve fare il suo corso. Devi morire.

Sarà soddisfatta la legge, sarà pagato il prezzo, sarà espiata la colpa. No, non basta. Nessun ritardo, nessuna moratoria, nessun perdono. Il nuovo manganello conosce solo il dovere. Volete essere padroni del tempo, non vi basta esserlo della vita e della morte altrui. Vi illudete.
Volete sapere perché? Noi oggi sappiamo come si muore, in tutti i particolari. Lo abbiamo visto. Siamo testimoni. Sappiamo come si muore per mezzo di scosse elettriche ad alta tensione, sappiamo come sia ‘dolce’ la morte col pentothal… sappiamo come sia dolorosa quella dei ragazzi morti ‘per caso’ sull’asfalto per colpa di calci e pugni che si sono dati da soli, per autolesionismo. Voi siete i carnefici. E osate alzare la voce in nome delle vittime!

Una cosa fa la differenza:  la consapevolezza comune del non-ritorno.
Posso solo provare a mettermi nella tua testa, nel tuo cuore… Dicono che hai ucciso molte persone e che quindi non ce l’hai, che non sai la sofferenza cosa sia, che non sai l’amore cosa sia. Io non ti conosco. Spero però che tu un solo istante della tua vita sia stato coccolato da qualcuno. Penso che, facendo l’amore, tu abbia provato piacere e tenerezza. Piango, perché quando sentirai la vita scorrere fuori da te… allora forse penserai ai pochi attimi di Bellezza della tua esistenza e capirai cos’hai rubato e di cosa ti stanno privando per sempre.
Sarai passato per pagare, vorresti ritornare a dirlo, ma non avrai voce, non avrai corpo, non avrai mente.
Correresti a chiedere perdono a chi non può sentirti perché ora… siete dalla stessa parte. Ora chi deve sapere sa. Non è felice di vederti. Questa è, oltre alla tua morte, la sola mia certezza.

Leggetelo bene questo Libro: Occhio per occhio, dente per dente. Ma sta anche scritto: NESSUNO TOCCHI CAINO! E ancora: Misericordia accetto, non sacrifici.

Nessuno doveva toccarti, perché ora non sei finalmente libero: sei solo terribilmente e inutilmente schiavo della violenza, così come le tue vittime.

Dedicato ad altre vittime, quelle della pena di morte.

24/01/2011

24/04/2015 Confermo.

Sempre Vicky.

25 aprile 2015 Posted by | Anima, Persone, Sentimenti | , , , | Lascia un commento

Bocca

 

Bocca. Oggi ti ho guardata e ti ho chiesto di raccontarmi Vicky. Senza parole pronunciate in una lingua conosciuta. Parlami come solo tu puoi fare. Soffiami dentro idee, emozioni, immagini, dolori… tutto. Vieni ad abitarmi. Io sono spalancata. Ho fame. Ho sete.

Bacio. Lo ami. L’hai scoperto e desiderato profondamente da pochi anni. Nessuno negato. Sempre generosa perchè amore è leccarsi, mangiarsi, toccarsi così. Non ne esiste neppure uno proibito. Li vuoi tutti. Li regali tutti.

Poesie a Roma. Hai respirato Prevert senza conoscere il francese. Lui è entrato attraverso un’anima che trasferiva emozioni, carezze, voce, conoscenza totale e vera. Un’amicizia vera e aperta traduceva in contemporanea sulle onde del cuore. Hai pronunciato parole incomprensibili e ne hai amato l’alito che le ha generate. Dette da Vicky assumono il suo viso, il suo odore, il suo suono. Scultura invisibile.

Habibi. Un soffio più che un suono. Dolce e arioso. Sembra il balbettio di un bambino. Lontano. Straniero. Eppure così vicino alla bocca di Vicky. Ti ho scritto come ti sento. Non parli la mia lingua eppure… mi arriva la tua aria. Vorresti tutte quelle del mondo per non perdere nulla, neanche un po’ di quell’ossigeno.

Sai generare urlo o sospiro. Puoi massaggiare e anche graffiare. Assaggi, mangi, ti lasci fare. Cosa saprai donare ora?

Sempre Vicky!

 

 

16 agosto 2014 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Musica, Persone | , , , , , , | 2 commenti

Il mio Sanremo

Preghiera in gennaio
(Fabrizio de Andrè)

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dedicata a Francesco, Franco, Nelly, Luigi, Piergiorgio, Eluana, Luca, Mimì, Mita… A quella moltitudine Immensadi anime salve fin dal principio non già col sigillo dell’uomo ma con quello posto sul cuore da Dio.

26 gennaio 2014 Posted by | Anima, Corpo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , | 2 commenti

Bocca di rosa

 
(Google)

Oh Dio, in questo preciso momento sto facendo a botte con l’altra Vicky, quella conformista, quella ipocrita e omologata. Quella che a volte vive le vite degli altri. No,voglio esserci. Così… farò come sempre, davanti a questo foglio elettronico bianco: abbandonerò le briglie, strapperò i paraocchi, cavalcherò l’onda dei pensieri. E non mi basterà. Lo so.

Fare l’amore mi piace. Tanto. Da sempre. Non mi piace ‘fare sesso’, perchè non lo ritengo un bisogno fisiologico solo del corpo, ma… c’è tutto di me in quei momenti. Tutto quello che posso dare, tutta quella che posso essere.
Mi ‘muovo’ secondo le mie vibrazioni.  Se solo andassi oltre l’apparenza… vedresti un universo. Dentro questo universo scopriresti che un orgasmo può essere un intervallo di piacere tra corpo, mente e anima. Se solo volessi.

Quando Vicky poteva disporre e usare il suo corpo completamente – così almeno pensava – considerava il sesso e l’amore esclusivamente collegati. Ed era, ed è tuttora un’esperienza fantastica! Quando accade…

Dopo aver ‘scoperto’ che fare l’amore non è solo riservato a chi si ama… Vicky ha scoperto che donare sè stessa è quello che conta.

Nel frattempo ha conosciuto diversi uomini oppure, parafrasando, uomini tra loro diversi. Lei, per ognuno di loro, è l’altra. Tutto e niente. Ma solo a prima vista… per l’occhio appannato o miope. Peggio ancora, per alcuni ‘giudici’ dallo spirito farisaico e ipocrita, lei è una facile, disponibile.
Ognuno dei suoi uomini è unico e irripetibile. Alcuni sono il suo passato, altri il suo presente. E’ possibile avere mente, corpo e cuore abbastanza generosi da donare gioia e poterne ricevere?

La risposta è  senza dubbio SI’! La chiave: il non giudizio.

Dopo oltre 23 anni con il suo Amore, Vicky ha buttato giù il primo muro: scoprire l’universo degli uomini oltre il suo piccolo grande mondo passato.

E ha così scoperto quanto la domanda di sesso fosse alta e l’offerta d’amore e d’amicizia povera. Dopo alcune esperienze che le hanno fatto scoprire rapporti diversi dal suo film mentale a senso unico, ha apprezzato e goduto del corpo e della mente altrui e, come ultima e fantastica scoperta, ha esplorato, rivissuto e offerto il suo…

Il donarsi è stata la sua rivoluzione! La sua scelta.

E’ una fan della vera rivoluzione sessuale, Vicky. Lei, che tanti tuttora pensano asessuata, forse senza desiderio alcuno, ha preso in mano la sua vita e ritornando dal sepolcro, ha deciso di offrire senza condizioni l’amore e la sua vita nuova alle persone, soprattutto agli uomini.

Dona ad ognuno il sè di cui è capace. A tutti l’ascolto, senza pregiudizio. A alcuni il suo corpo, esclusivamente per il piacere del contatto fisico. Ai suoi preferiti la sua mente, il suo erotismo, un pezzetto di quello spirito che sfugge quando si è talmente vicini, quando vorrebbe sussurrare un ‘ti amo’ e si accorge che non va… non è che siano le parole sbagliate: semplicemente non bastano, il cuore è infinitamente più grande!

“Sei la gioia della trasparenza che butti addosso al mio spirito!” (Massimo, 22 giugno 2012)

La medicina è la mia legittima sposa, mentre la letteratura è la mia amante: quando mi stanco di una, passo la notte con l’altra.” Cechov

Io la penso esattamente così. Con la differenza che non mi chiamo Anton. Sempre Vicky!

23 giugno 2012 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Persone | , , , , , , | 14 commenti

   

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...perché il Sogno si può camminare, danzando parole sul foglio,si può cantare, danzando l'anima sul respiro...Ma alla fine il Sogno è soprattutto Visione.

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