Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

G8 Genova: Antonio Manganelli, per non dimenticare

Giustizia non è fatta! GENOVA è SPORCA DI SANGUE!

O capitano! Mio capitano!...

Immagine

Rappresentazioni ossequiose rimbalzano sui media nel rendere “onore” al capo della Polizia, Antonio Manganelli, deceduto pochi giorni fa.

Di fronte a questa esaltazione che, in modo totalmente bipartisan, viene rivolta alla figura del capo della polizia, è opportuno ricordare che Manganelli, prima come vice di De Gennaro e poi come capo della Polizia, ha presieduto alle sue funzioni durante le vicende più oscure e vergognose che hanno visto coinvolte le forze dell’ordine italiane in questi anni.
A differenza di quanto scrivono la quasi totalità dei media, è necessario sottolineare che Manganelli non solo non ha mai rivolto delle scuse a nome della polizia a coloro che a Genova, ed in particolare alla Diaz e a Bolzaneto furono vittime delle violenze, soprusi e torture da parte delle forze dell’ordine, ma è anche colui che, secondo quanto emerso da un’intercettazione di una telefonata dell’ex questore di Genova Colucci, avrebbe detto, riferendosi al…

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22 marzo 2013 Posted by | Mondo, News, Persone | , , , , , | 3 commenti

Genova 21 luglio 2012

21 luglio. Una data impressa nel cuore. Da voler fuggire per dimenticarla e trovarvisi immersi… malgrado tutto, grazie a tutto. Come nel mare. Come a Genova. E nei miei viaggi. So a malapena da dove parto e non so che troverò. Ho una paura… la stessa che provo nei ricordi che non mi lasciano mai del tutto sola. Corsi e ricorsi. Lorenzo che avrebbe compiuto 57 anni, Lorenzo che ritrovo nella Cattedrale, Lorenzo che mi fa cantare mentre giro apparentemente sola per le strade di Genova.

Passeggera e conducente del treno che è la mia vita, prendo appunti come draft dal menu sms del mio cellulare e scatto fotografie coi miei occhi per cogliere quello che con le mani non potrò mai fare, che a nessun altro oggi voglio chiedere di cogliere per me, per fermare il momento che solo io sto vivendo, dentro e fuori di me. Le mie mani oggi sono il mio cuore.

Niente foto. Solo impressioni e i miei ‘occhi’ che hanno catturato fotogrammi da usare, plasmare, partorire, generare alla vita attraverso di me per raggiungerti. Ora.

Sul treno appena partito c’è tanta gente. Fa caldo, niente aria condizionata, qualcuno si lamenta. Io… guardo con strano distacco quelle voci che si agitano. Sono in viaggio, con tutti i pronostici a sfavore. Ci sono. Andiamo! Non m’importa d’altro! Dai, ho una vita da vivere che corre!

Quadro 1. Decine di solitudini trafitte da raggi di luce.
Rubo la bellezza a Ungaretti per descrivere quello che ho davanti a me nella carrozza. Tanta gente in silenzio, le orecchie tappate da auricolari, le menti occupate dalle cose. Chissà quali… Un pensiero squarcia il mio di silenzio: chi mi vede penserà lo stesso di me? Oppure semplicemente si chiederà che ci faccia ‘una come me’ da sola in treno… Vorrei tanto raccontarlo ma… il sole trafigge anche me.

Quadro 2. Un ponte mi parla: “Basterò?”
Lo vedo, collega una collina all’altra, è idealmente il pezzo mancante al puzzle sparpagliato rappresentato dalle nostre esistenze al punto 1. Costruiamo ponti.

Quadro 3. In gelateria si gusta l’amaro di Diaz.
Lo so, diventerà un rito quella piccola gelateria in via Balbi. Mi fermo anche oggi. Mi sorride la ragazza che mi accoglie e mi aiuta a mangiare lo yogurt con nutella… Devo addolcirmi perchè Genova è suo malgrado sinonimo di violenza. Giuliani, Diaz, menzogne, violenza… chi mi aiuta dice solo: è stato uno schifo. Io seduta sul mio solito osservatorio viaggiante non riesco a non incupirmi e confermare. Il mare osservato dal porto vecchio oggi mi sembra essere strano, si è colorato. Rosso sangue.

Quadro 4. Al porto un peruviano ha pochi denti in bocca ma dignità da vendere.
Gli passo accanto per un attimo e mi cattura con la disarmante semplicità della sua grazia. Sta mangiando del pane comune e bevendo acqua seduto su un muretto all’ombra. Guardo, è giovane ma non so dargli un’età per via del suo sorriso così povero di denti, ma ricco di bellezza e dignità. Vorrei abbracciarlo. Lo avrà capito dal mio sguardo? Ecco, ha finito di mangiare, con calma e precisione raccoglie carta e bottiglietta, senza lasciare traccia. Che civiltà, che delicatezza!

Annoto durante uno spostamento: procurarsi dettafono.

Quadro 5. Galleria al Palazzo Ducale: ho respirato anime.
Non mettevo piede/ruota in una galleria privata da anni e subito è stata un’emozione forte, un dialogo con opere, colori, mani, materiali, menti, tecniche e soprattutto passioni. Almeno tre colori dominanti: il blu, il bianco contrapposto a nero della china, il rosso.
I colori ci parlano. Lasciamoci attraversare dalla luce. Anche in una piccola galleria a Genova. Il suo nome? Non poteva che essere uno: San Lorenzo.

Il viaggio continua. Sempre Vicky!

22 luglio 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , | 18 commenti

   

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A mind full of illusions

#catastrophe words #more to express more to grow.

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