Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

La mia Olimpiade

 

7 settembre 2016:

stasera su Raidue alle 23.15 trasmetteranno l’inaugurazione delle Olimpiadi dei bis-abili.

Sì, i bis-abili come me, come Vicky!

Anch’io ho cominciato la mia Olimpiade 2016: ho superato il test di ammissione al corso di Laurea in Lingue e Letterature Straniere nella fascia massima di valutazione.

Sono fiera di me stessa.

Sono felice di essere amata e sostenuta, sono felice di trovare ostacoli e di superarli, sono felice di sentirmi quel puntino dell’universo, che è l’universo stesso.

Oggi sono a Rio anch’io!

Ancora in pista, sempre Vicky!

 

 

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7 settembre 2016 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Idee, News, Persone, Sport | , , , , , , , , | 10 commenti

UBI Banca? No, grazie

 (Google)

UBI Banca è il quinto Gruppo Bancario in Italia per numero di sportelli, con una quota di mercato superiore al 5% e una presenza significativa nelle regioni a più alto potenziale del Paese. UBI Banca è un Gruppo cooperativo, quotato alla Borsa di Milano e incluso nell’indice FTSE MIB.

Banca Popolare Commercio e Industria fa parte del gruppo bancario UBI. In questo post intendo rivolgermi in modo particolare alla filiale di Rozzano (Milano) in viale Lombardia, nella persona del direttore di filiale e in particolare a un suo impiegato del quale ignoro il nome, ma non certo i modi.

n. verde 800 500 200 – contatto e-mail: servizio.clienti@ubibanca.it – Banca Popolare Commercio e Industria SpA, via della Moscova n. 33 – Milano

“Patti Chiari promuove un insieme di iniziative per migliorare la relazione banca-cliente nell’ambito della mobilità, della chiarezza informativa, dell’assistenza e della sicurezza ed è attivo nella diffusione dell’educazione finanziaria per scelte economiche consapevoli”.

Consorzio Patti Chiari, piazza del Gesù n. 49, 00186 Roma – contatto e-mail: info@pattichiari.it

“Missione: L’ Associazione bancaria italiana (ABI) – associazione volontaria senza finalità di lucro – promuove nella società civile e presso il sistema bancario e finanziario coscienza dei valori sociali e comportamenti ispirati ai principi della imprenditorialità e alla realizzazione di un mercato libero e concorrenziale…” (continua)

ABI Associazione Bancaria Italiana Piazza del Gesù n. 49, 00186 Roma – contatto e-mail: redazione.abi@abi.it

Tutto ciò premesso perché la banca in oggetto aderisce al consorzio Patti Chiari oltre che naturalmente all’ Associazione bancaria italiana ABI. Questo il contenuto del messaggio e-mail che manderò non appena pronto ai tre indirizzi su citati, animata da uno spirito di giustizia che chi mi legge già da tempo conosce. Per chi invece dovesse leggermi oggi per la prima volta, è il mio biglietto da visita che si aggiunge ad altri che trovate sparsi qua e là per il mio blog.

“Buongiorno, mi presento: mi chiamo Vincenza Rutigliano, ho 49 anni, frequento abitualmente il comune di Rozzano pur non essendo residente per esigenze sociali, economiche, sanitarie e altro. Da quasi 18 anni sono una persona con disabilità, che con difficoltà ma con molta dignità e autostima sbriga le proprie pratiche da sola, senza aiuto da parte di nessuno. Questo, ripeto, per me è un vanto perché mi consente di non essere di peso ad alcuno se non per le mie strette necessità personali che non sto qui a raccontarvi. Vi chiederete il perché di questo mio scritto. È presto detto. Premetto che il mio tipo di disabilità purtroppo mi ha privato dell’uso delle dita delle mani, per cui non posso autonomamente tenere in mano documenti, penna, banconote e qualsiasi altro oggetto possa venirvi in mente utile per l’espletamento di qualsiasi pratica amministrativa. In tutti questi anni non mi sono MAI trovata in difficoltà come il 29 luglio 2013, giorno in cui sono entrata nella vostra filiale UBI Banca Popolare Commercio e Industria di Rozzano in viale Lombardia per poter effettuare un prelievo Bancomat. Essendo il mio problema decisamente evidente, ogni volta che devo prelevare in una qualsiasi banca d’Italia o in un ufficio postale ho sempre ricevuto gentilmente aiuto da un impiegato o da un’impiegata che davanti al mio impedimento su mia richiesta prelevava la tessera Bancomat dalla mia borsa per utilizzarla alla mia presenza per prelevare dei contanti. Il 29 luglio 2013 ho dovuto uscire dalla vostra filiale senza denaro e, pur non essendo vostra cliente, alla mia richiesta se fosse possibile aprire un conto presso di voi, mi si sono creati mille problemi poiché, come attestato dal mio documento d’identità, sono impossibilitata alla firma. il funzionario si è inventato un sacco di scuse sulla necessità che fosse presente un notaio per l’apertura del conto, cosa che voi sicuramente saprete non è necessaria visto che l’apertura di un conto corrente è un atto amministrativo come altri per il quale è sufficiente, nel mio caso, allegare una fotocopia fronte retro del documento di riconoscimento ove sia attestata l’impossibilità alla firma. Ho dovuto attendere peggio di un cane che ben quattro impiegati si consultassero tra di loro prima di ricevere un secco rifiuto; in particolare l’impiegato che si è rifiutato di aprirmi anche il conto corrente perché era necessario un appuntamento col notaio al mio invito di verificare sul documento quanto dicevo ed era evidente per chiunque non ha voluto neppure aprire la mia borsetta col mio consenso verbale udibile da tutti i presenti perché, cito testualmente, “non mi fido”. Abbiate pazienza, quella che potevano fidarsi tra i due sarei stata io visto che la borsa era la mia ed ero impossibilitata in qualsiasi modo a difendermi! Sono senza parole, anzi in realtà quella che ho non posso scriverle perché mi ritengo una persona rispettosa ed educata e come tale ho preso la porta in silenzio chiedendo solo che fossero dati di recapiti e-mail sia dell’Associazione bancaria italiana sia del consorzio Patti Chiari al quale la banca aderisce.

Ed eccomi qua. In attesa di spiegazioni dettagliate e, ove avessi ragione per la mia indignazione, di scuse dovute che non saranno mai sufficienti per coprire l’umiliazione subita col giorno. Voglio precisare che in seguito al rifiuto ricevuto ho dovuto tornare nel negozio dove dovevo pagare un conto in sospeso e chiedere di poter ripassare. Aggiungo un particolare che spero vi sia utile per il futuro, visto che probabilmente quel vostro impiegato pensa di non avere bisogno di nuovi clienti. 10 minuti dopo essere uscita dalla vostra filiale mi sono recata in quella della Banca Intesa che si trova sempre in viale Lombardia a Rozzano. Come sempre ho trovato persone disponibili che al mio racconto su quanto era appena successo non hanno potuto far altro che ridere… cosa che ho fatto volentieri insieme a loro, dopo aver naturalmente prelevato quanto mi serviva dallo sportello Bancomat.

Non vi annoio ulteriormente, resto comunque in attesa di vostre nuove al riguardo. Il presente testo è parte integrante di un post pubblicato in data odierna sul mio blog personale al seguente indirizzo Web https://vincenza63.wordpress.com Distinti saluti. Vincenza Rutigliano”

Mandata via e-mail. Vi aggiornerò, naturalmente, sugli sviluppi qualunque essi siano. A presto, sempre Vicky!

5 agosto 2013 Posted by | Esperienze, Mondo, News, Persone | , , , , , , , | Lascia un commento

Il sesso negato

Dopo aver visto queste scene sento due onde diverse: una mi schiaccia e mi sommerge, l’altra mi porta su e mi fa affiorare violentemente. Ho bisogno di scrivere e non fermarmi. Non posso. Eccola, la sento arrivare…la  tenerezza mi scioglie, la sensualità mi coinvolge, non posso restare indifferente… è una scena erotica, dolce, passionale, eccitante. Si interrompe bruscamente, con l’irrompere di un’estranea a quel momento, una che getta fango e sporca tutta la carica di Bellezza scandalosamente nuda. Ora la rabbia mi scoppia dentro, non voglio tenerla, io persone come questa stronza ipocrita le picchierei con il solo mio sguardo di disprezzo estremo.

La mia natura non violenta prevale e… piango.

La tentazione di entrare nel corpo, nel cuore, nella vita della DONNA del film è troppo forte… e io poi so com’è e ho voglia di raccontarlo senza tabu.

Sono una persona fortunata. Ho un corpo quasi completamente fermo, ma dall’aspetto normale, per molti uomini attraente. Anche per alcune donne, ad essere sincera fino in fondo. Chi mi conosce sa che non posso usare le dita delle mani, però sa anche che posso accarezzare molto dolcemente. Come la donna-femmina del film. Avete visto il suo sguardo quando, finalmente nuda, è accarezzata ed eccitata? E’ lo sguardo di una ragazza che vuole godere, in modo totale, senza aspettare, senza pietismi. Desidera baci, carezze, tutto.
Quando quell’uomo così intelligente da vederla donna la farà venire, sarò con lui ad assaporare la gioia che tutto il sesso desiderato e donato può dare.

In molti, in modo simile alla suddetta stronza che irrompe nella stanza, non riconoscono alle persone bis-abili il diritto ad avere una vita sessuale, ancorchè una sentimentale.

Qual è la sorprendente Bellezza di questa sequenza e della vita in generale, anche della mia?

Cari bigotti e ipocriti, che storcerete le labbra e distoglierete lo sguardo dalla nudità offensiva perchè non canonicamente bella dell’attrice chiamata puttanella, ho una cosa da dirvi dal profondo del cuore, anzi due. Non osate più toccare i nostri corpi come se non sentissimo stimoli – le donne continuano ad avere un clitoride, gli uomini il proprio pene – e siate rispettosi quando ci lavate, ci asciugate e ci toccate per qualsiasi motivo… il nostro corpo è vivo! Infine… l’insegnamento che questa piccola grande donna dà è una cosa quasi terribile, soprattutto agli occhi di chi vuole legare e incatenare, o peggio, impasticcare: il piacere lei lo conquista, non ne chiede il permesso a nessuno.

Quanto è sfacciatamente sexy!

Sempre dolce e appassionata, sempre Vicky!

28 maggio 2012 Posted by | Corpo, Esperienze, Mondo, Persone | , , , , , , , | 29 commenti

Esselunga e internet: COSì NON VA!

http://www.esselungaacasa.it

Che magnifica scoperta oggi! Altro che giornata dedicata alla memoria… all’Esselunga i diritti dei consumatori – soprattutto delle categorie più deboli – sono seppelliti già da tempo insieme ai piccoli e grossi soprusi di tutti giorni. Proviamo a riderci sopra… a denti stretti, collega consumatore.

Caro amico/collega che mi leggi… controlla tu stesso. Io soltanto oggi sono venuta a conoscenza del differente potere d’acquisto dei clienti Internet (tra i quali ad esempio anziani e disabili ai quali è sufficiente essere in possesso di un computer o di un dispositivo con connessione per poter fare acquisti) e la comune clientela che si reca in un punto vendita o in un superstore Esselunga: non bastava il continuo ritocco dei prezzi on-line rispetto a quelli disponibili in un supermercato non virtuale – il che è già molto grave, poiché non esistono in nessun contratto clienti di serie A e serie B, da ‘servire’ in modo differenziato secondo politiche aziendali  sconosciute – ma a questo si aggiunge la differenza di trattamento dei clienti on-line rispetto al cliente abituale non virtuale.

Posto che la carta Fidaty è identica per entrambe le tipologie i cliente e i Bancomat anche, hai presente i punti Fidaty? Se tu vai in un qualunque punto vendita Esselunga puoi convertire i punti in buoni sconto sull’importo della spesa (1000 punti = € 10), con multipli di 1000 in 1000; per esempio, se hai 8000 punti avrai uno sconto di € 80. Questo non è possibile per quanto riguarda la spesa on-line, per la quale è ammesso un unico buono sconto di € 10 qualunque sia l’importo della spesa e qualunque sia il numero di punti accumulato fino a quel giorno. Questo costringerà i clienti come me (con tutti gli svantaggi che la mia condizione comporta), che ne sono venuti a conoscenza per caso tramite telefonata dall’operatore, a recarsi fuori di casa in condizioni precarie di salute e di mobilità tenendo conto anche delle condizioni atmosferiche e del fatto che questi punti possono essere spesi entro febbraio – pena cancellazione – quindi in pieno inverno… che te ne pare?

Questo vuol dire che domani oppure nei prossimi giorni dovrò farmi accompagnare pure mandare qualcuno a mio posto a fare la spesa, perdendo così quell’autonomia che mi conquisto giorno per giorno. Questo mi fa incazzare non poco, amico mio…
Mi voglio togliere l’ultimo dubbio: chiamo il supermercato di viale Cassala a Milano e… HO PROPRIO RAGIONE! Se io voglio posso convertire TUTTI I PUNTI IN BUONI ACQUISTO anche per un importo identico al controvalore in euro…
Questo sarebbe il futuro del commercio? Vorrei dire NO, GRAZIE ma… spesso non posso. Completamente a mie spese e a mio rischio e pericolo.
Io ho detto la mia… a voi!
Sempre Vicky!

2 febbraio 2012 Posted by | Esperienze, News, Persone | , , , , , | 5 commenti

Umani.

Io

Un giorno qualsiasi..e non

Sono una persona con disabilità da 16 anni. Puoi dirmi che non c’è nulla di speciale in questo – ed avresti ragione, se solo considerassi un po’ più me e un po’ meno te stesso e volessi parlarne. Lo faccio io, senza paura, se non quella di offendere te che leggi. Rischio inevitabile, se voglio raccontarti la mia verità e la verità su di me. In questi anni di ‘diversità’ vissuti in famiglia, nella comunità locale e più in generale nella società devo ammettere di non aver ottenuto molto successo per quanto riguarda le relazioni, i miei rapporti con altri disabili.
Non voglio entrare in una inutile controversia sull’attribuzione della colpa a qualcuno… quello di cui m’importa parlarti è delle mie ragioni, del mio sentire, senza pregiudizi di nessun tipo.

Considerando le categorie e sottocategorie in cui questo mondo ‘parallelo’ si presenta per poter dialogare col mondo cosiddetto ‘normale’ che sta nella vita fuori… voglio preannunciarti che con me non funziona così. Io sono nata femmina, donna e membro dell’umanità fino all’ultimo respiro, con aspirazioni, sogni, desideri e progetti che oltrepassano le barriere. Tutte quelle che ti possono venire in mente. Ovviamente posso confidarti cose su di me, che sono tetraplegica, piuttosto che su un sordo o un down… perdonami, su questo sono preparata, su questo ti permetto di farmi domande e scrivere note. Vediamo…

Una dolorosa e alquanto provocatoria constatazione: le persone felici danno fastidio.

Mi trovo stretta e soffocata tra il buonismo assistenzialista e l’ignoranza vera e propria. Da anni ho ridefinito parole e regole di vita, della mia.
Così ho abolito il termine badante dal mio lessico, perchè lo trovo dispregiativo per chi riceve assistenza e per chi la da’. Ho ‘cavalcato’ la mia carrozzina elettrica circa sette-otto anni fa e ho cominciato il mio viaggio verso l’indipendenza. Questa è la più alta e desiderabile forma di solitudine positiva che possa solo pensare e vivere e ti auguro di farne esperienza prima o poi.. Una parola proibita là fuori da una società che si lagna di dover mantenere milioni di invalidi sul gobbo del bilancio dello Stato e al tempo stesso ne impedisce la vita indipendente e di fatto felice per la quale ci si deve mettere sempre in coda, dopo tutti gli altri ‘normali’.

La più bella conquista è stata per me quella di chiedere aiuto all’uomo che passa per strada, ricevendo un enerme regalo. In quel primo episodio ho potuto leggere lo stesso mio sguardo imbarazzato, lo stesso bisogno e paura di toccarsi e ho promesso a me stessa che non sarei mai più tornata indietro. Sono entrata così di sbalzo nella società sana e apparentemente indipendente, saltando idealmente e culturalmente il muro emozionale che mi divideva da essa.

Non sarò io a stare in quella coda, in attesa che qualcuno mi conceda di passare. E a dire tutta la verità non m’interessa più stringere rapporti di amicizia vera, sincera e profonda, con alcune tipologie di persone con disabilità anche vicine a me e in condizioni simili alle mie. Discriminazione al contrario? Anche se sono consapevole del rischio al quale mi espongo, non ritengo di aver mai escluso nessuno dalla mia vita a priori.

So solo di avere le idee chiare su quello che NON mi serve per essere felice e appagata: in una definizione NON mi serve e NON mi rappresenta quella sottocultura che si piange addosso chiusa nel suo piccolo orticello, dimenticandosi che la vita è altro, è comunicazione, sesso, amore, sorrisi a volte da dare per primi… Occorre smettere di aspettare e rivendicare piuttosto il ‘qui e ora’. A tutti questi fratelli e sorelle facenti parte dell’Umanità vorrei solo dire una cosa: NON TIRIAMOCI INDIETRO quando la vita offre l’opportunità di amare, condividere, soffrire anche ma poter dire alla fine della giornata: FOSSE ANCHE PER DIECI DOLOROSI MINUTI COSTATI FATICA E LACRIME HO VISSUTO, ho mostrato chi sono, ho preso ciò che è mio da sempre… IL RESPIRO. E’ stato bello poterlo fare con te che ora mi leggi, amico mio!

‘Under everything just another human being’… (Just breathe – Pearl Jam). Un abbraccio,sempre Vicky!

25 novembre 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 31 commenti

Something beautiful 5/Il sapore.

 

Avvicino come posso qualcosa alla bocca.
So che è una delle cose che preferisco fare: leccarmi le dita, come fanno i bambini.
Per me è un po’ più difficile: devo ruotare la testa a volte intorno alle mie dita per poterle assaggiare ed assaporare.
Stavolta è marmellata.

Mi domando… se mi vedesse qualcuno cosa vedrebbe?
Una persona in difficoltà, perchè non riesce ad alimentarsi da sola…a causa dei suoi limiti?
Oppure una donna inconsapevolmente maliziosa che vuole provocare chi la osserva?
Tutto o quasi dipende da chi guarda.

Io sento il sapore. Lo vivo, lo esamino, lo godo senza scompormi… senza chiedermi chi o cosa sono.

Da ‘sana’ e consapevole anni fa accarezzavo il sogno di un’esperienza del genere.
Ora da ‘non-sana’, e limitata secondo molti, posso permettermi questo ed altro e non sentirmi compatita.
Dipende sempre o quasi dall’occhio che guarda… ricordalo.

Altri sapori, stesso gioco del dubbio ‘insano’ che mi fa sorridere, anche ora.
Assaggio cozze che mi mette in bocca un quasi perfetto sconosciuto. 
Mi ha invitata a cena per conoscermi. Con me anche L. e suo marito. Un uomo tutto d’un pezzo, lui.

La provocazione che emerge dalla necessità effettiva è troppo forte… non sono in ospedale – lì non servono cozze alla marinara – e neppure a casa mia – lontano da sguardi curiosi e criticoni… anzi.
Sono al ristorante, in mezzo a tanta gente e penso a distanza di tempo…stavamo mangiando insieme?
Dallo stesso piatto.
L’uomo tutto d’un pezzo chiede a L. da quanto io e il mio aiuto/complice di turno ci conosciamo. Da quel giorno stesso.
Il blocco granitico va in pezzi. Che scandalo! Che roba! Ma perchè Vicky non esce con ‘quelli come lei?’

Caro uomo tutto d’un pezzo, ti saluto da questo blog pensando a te con tenerezza.
E un piccolo rimpianto. Un po’ sbiadito ma ancora prepotentemente vivo.
Te lo voglio dedicare.

Sai, non c’eri quel giorno con me in largo Cairoli e non potevo mangiare il gelato.
Da sola no. Che faccio? Rinuncio?
Penso: prendiamo un bicchierino con due cucchiaini per me e il mio aiuto/complice.
Questa volta devo a lui la mia ‘liberazione’: prende un cono con due gusti. Uno a testa. E basta…

Mi domando dove sia iniziato l’aiuto e dove abbia stravinto il gioco sempre fantastico della sensualità.

Dipende dall’occhio che guarda. Dipende dall’occhio che vede e intravede oltre.

Dedicato a chi ha smesso di essere tutto d’un pezzo e ha cominciato ad assaporare anche così la vita. Sempre Vicky!

 

28 dicembre 2010 Posted by | Esperienze, Persone, Vita nuova | , , | 22 commenti

Il disabile, questo ladro!

   

 

Nei programmi del nostro Governo la lotta senza indugio alle false invalidità…

Il Ministro Maroni: ‘Nel 2010 abbiamo riportato successi mai avuti dalla lotta dello Stato contro la criminalità…’

COMPLIMENTI!

Altro che Robin Hood!

Un brano dei miei ‘colleghi’, i Ladri di carrozzelle! Uno specchio delle nostre giornate. Sempre Vicky.

 

 

17 agosto 2010 Posted by | Esperienze, News | , | 3 commenti

Non sospettavo che…

us0809coverimage.jpg  (da Human Rights Watch)

http://www.hrw.org/en/news/2010/04/27/bringing-schools-standards-prisons

Mi sono permessa di tradurre come meglio ho potuto questo articolo riportato sul sito dell’Osservatorio per i Diritti Umani (HRW), perchè denuncia un fenomeno a dir poco vergognoso taciuto dai media non si sa bene per quale motivo. Di solito troviamo pagine e pagine che trattano o denunciano abusi su minori. Ma mi sarei aspettata di leggere che questi abusi fossero subìti a scuola, e in più americana. Gli Stati Uniti rappresentano per la maggior parte di noi un esempio di democrazia e di civiltà. Finché poi non veniamo a sapere notizie di questo tipo oppure quando firmiamo petizioni per moratorie di pena di morte inflitta a qualcuno.

I protagonisti della vicenda narrata nell’articolo sono però perfettamente innocenti. Sono colpevoli solo di esserci, soprattutto di esserci in un modo così invadente ed ingombrante. Un peso per se stessi, le famiglie, la scuola e la società in generale che in silenzio diventa complice di questa tortura moderna. Non aggiungo altro, vi lascio leggere quanto ancora accade in 20 Stati dell’unione, ancora oggi purtroppo.

Aggiungo solo un’ultima riflessione: non stiamo pericolosamente andando anche noi verso una società che esclude piuttosto di accogliere?

Portare le scuole verso gli standard delle prigioni

Di Shanta Rau Barriga
Pubblicato da: The Huffington Post
27 aprile 2010

Più di 200.000 bambini l’anno sono puniti nelle scuole degli Stati Uniti e sono bacchettati. Uno su cinque tra loro ha una forma di disabilità. Nessun bambino a scuola dovrebbe essere bacchettato, ma ancora più difficile è immaginare qualcosa di più offensivo di bacchettare o picchiare dei bambini a causa della loro disabilità – e questo è quello che sto succedendo: bambini affetti da autismo, deficit dell’attenzione oppure sindrome di Tourettes, ad esempio, sono puniti per i loro comportamenti causati dalle proprie condizioni.

Il 15 aprile, la rappresentante Carolyn McCarthy di New York, che presiede la Sottocommissione per la Salute di Famiglie e di Comunità facente capo alla Commissione per l’Istruzione e il Lavoro, è stata interpellata per porre una fine alla pratica della punizione corporale, tuttora legale in venti Stati dell’Unione.  L’approvazione di una legge simile metterebbe gli Stati Uniti in una posizione di conformità con gli standard internazionali che proibiscono il trattamento crudele, disumano oppure degradante, senza alcun riguardo delle circostanze. Questi standard sono tradotti in strumenti come ad esempio la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia, la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura, di quest’ultima fanno parte proprio gli Stati Uniti.

Chi farebbe questo a dei bambini, e perché? La testimonianza nell’udienza della rappresentante McCarthy indica che la punizione corporale è più frequentemente praticata nel sud del paese. Anche lì, non è comunque universale. In molti distretti scolastici è ormai fuorilegge, in particolare distretti più estesi e urbanizzati. Essa però continua persistere, con la giustificazione ufficiale che essa sia necessaria per controllare “la crescente mancanza di rispetto” tra i giovani. Ciò include l’arrivare in ritardo alla lezione, non avere un abbigliamento appropriato, oppure interrompere la lezione.

Troppo spesso gli studenti con disabilità sono le vittime di queste politiche. A causa delle loro disabilità, capiterà che interrompano la lezione, spesso non intenzionalmente. Per questi studenti la minaccia di ricevere una punizione corporale crea un ambiente scolastico ostile e una cultura della paura. Una madre citata in un rapporto dell’Osservatorio dei Diritti Umani (HRW) e dell’ACLU, “Danneggiare l’istruzione”, parlava del proprio figlio autistico e di quanto l’essere bacchettato lo facesse soffrire. “Il giorno successivo volevo portarlo a scuola, ma non riuscivo nemmeno a tirarlo fuori di casa. Aveva paura di tornarci, aveva paura che accadesse di nuovo… L’abbiamo portato fuori di casa, gridava… Adesso ha sempre questi meltdown. Non si concentra, grida”.

Molte scuole sono già scarsamente preparate per sostenere studenti con disabilità come per esempio deficit dell’attenzione da disordine iperattivo (ADHD) oppure autismo, e quindi permettere punizioni corporali aggrava ancora di più le difficoltà che questi studenti già hanno. La prova che emerge dall’udienza suggerisce che la maggior parte delle ricerche effettuate in questo campo porta alla conclusione che la punizione corporale “è un metodo inefficace e comporta maggiori effetti deleteri sulla salute fisica e mentale di coloro ai quali è inflitta”.

Quello che è suggerito per studenti con problemi comportamentali che l’uso di una tecnica chiamata “Sostegno per Comportamento Positivo” sia molto più efficace. Ciò comporta il parlare agli studenti del loro  comportamento, lo stabilire degli incentivi e dare sostegno per un comportamento migliore, e creare interazioni individualizzate su misura per soddisfare i bisogni degli studenti, che abbiano oppure no una disabilità. Questa strategia affianca quella che gli esperti di psicologia infantile chiamano genitorialità “autorevole-reciproca”, un approccio che non è né autoritario né permissivo, ma che piuttosto si affida al dialogo ed è basato sul rispetto reciproco.

La punizione corporale su bambini con disabilità è un abuso sull’infanzia, che dovrebbe essere fermato. L’iniziativa della responsabile McCarthy di far finire questo trattamento disumano sui bambini a scuola è scaduta e dovrebbe trovare ampio sostegno da parte di quelli che concordano che picchiare qualsiasi bambino sia sbagliato, picchiare poi bambini con disabilità soltanto a causa del proprio stato è un atto criminale. La punizione corporale è proibita nelle prigioni degli Stati Uniti, dovrebbe esserlo anche nelle scuole degli Stati Uniti. 

Un saluto un po’ amaro. Sempre Vicky.

 

26 maggio 2010 Posted by | News, Persone | , , | 7 commenti

Esistono disabili e disabili!

 

 

 

Ragazzi miei, amici e non, mi dovete scusare ma… quando mi incavolo ci provo a contare fino a dieci ma funziona poco! Quindi, via i numeri dalle scatole, dirò ciò che penso senza peli sulla lingua e con la mia piena disponibilità al dialogo.

Date un’occhiata al video. State attenti al discorso, al tono… Pacato, pacifico, insomma. Vorrei che tutti i malati di scleosi multipla potessero dire le stesse cose, oppure realizzare tali video… Senza nulla togliere al buon intento della signora, voglio condividere il mio stato d’animo di persona con disabilità, seppur diversa dalla sclerosi multipla. Concedetemi questa opportunità. Non è nè il primo nè l’ultimo video in questo stile.

La semplicità disarmante con cui si parla di ausili (qualcuno è mai stato in Asl per chiederli?), viaggi avanti e indietro dall’America (chi paga?)… non so perchè, ma ha fatto emergere le brutte esperienze e le umiliazioni subite da me e mio marito Lorenzo – che purtroppo non è più con noi da circa 5 anni – quando più di 14 anni fa sono rimasta su una sedia a rotelle. Chissà quanti come me hanno provato le stesse cose! Quell’amarezza, quello stato di impotenza, la boria di alcuni (anche qualche disabile) che ci incontravano in giro per il quartiere e ci dicevano, rivolgendosi a mio marito: ‘Ma come! Non l’hai ancora portata nel Centro X o dal prof. Y? Non devi perdere tempo!’

Che gente cattiva. Con l’alibi del dare un consiglio ci procuravano più dolore di quanto ne meritassimo. Dicevo a Lorenzo di lasciarli perdere, che erano ciechi e ignoranti. Sono stati per me momenti di lacrime e ferite profonde, di sofferenza nel sentirmi più sfigata di tutti, di abbruttimento e preoccupazione per la mancanza del mio stipendio in casa.

Mio marito è stato grande nel non farmi mai mancare nulla, soprattutto l’amore. Ottima cura, il più bel viaggio. Una certezza più che una speranza. Lo auguro a tutti.

Con il passare degli anni non mi sono rassegnata, nonostante la vedovanza prima, un’emorragia cerebrale e una recente polmonite poi… Ogni giorno, come per tutti, è un dono per me e per li altri, prima per chi mi è vicino ma non solo… Così è nato il mio volontariato 11 anni fa. Per dare un senso a questo nuovo viaggio, per risparmiare qualche ferita e un po’ di fatica a chi non ce la fa perchè prova quello che ho provato io.

Tutto ciò nonostante o anzi proprio per questo, auguro alla signora del video una lunga e serena vita, se non la guarigione in modo da dedicare un po’ del suo tempo a mettere la testa fuori dal guscio e guardare ad un mondo molto più grande del nostro campo visivo.

Grazie della vostra attenzione e pazienza. Sempre Vicky.

27 aprile 2010 Posted by | Esperienze, Idee, Persone | , , | 6 commenti

Oggi ho letto una dichiarazione d’amore.

Mi guarda le spalle

… io ho un guardiaspalle…

Lui parla di sè come di un ignorante, volgare, impulsivo…

Non ha un carattere facile, Claudio. Per lui non ci sono mezze misure: o si è veri e onesti oppure no. O si ama oppure no. Un anno e nove mesi fa eravamo sconosciuti e dopo qualche giorno dopo mi diceva: ‘Io voglio entrare nel tuo mondo’ e io probabilmente non capivo cosa volesse dire e sottovalutavo queste parole d’amore diverse, nuove.

A distanza di un po’ di tempo, come direbbe la volpe de ‘Il piccolo Principe’, ci siamo addomesticati a vicenda. E ci siamo aspettati, lui di più di me… Io sono molto meno paziente, in più non mi fidavo. Non so perchè, ma forse non volevo lasciarmi conoscere in fondo per non restare senza difese, completamente nelle mani della persona di cui ti sei innamorato.

Ora non mi pongo più questo problema. E’ tutto più facile. Anche chiedere, perchè di fronte hai qualcuno che ti conosce. Che offre. Ho conosciuto molti cristiani, Claudio è il più credente tra i laici che conosco. La ‘caritas’ intesa come amore disinteressato lui sa cos’è. Mi ha insegnato molto, io forse ero più abituata a preghiere e parole. Ci sono persone che fanno della vita una preghiera senza neanche saperlo. Che emozione guardarle, respirarle, viverle queste persone.

Oggi è un giorno speciale, di festa. Stasera vengono i ragazzi a cena e sono contenta perchè se si autoinvitano è perchè si sentono ‘a casa’. C’è sempre un buon motivo per stare insieme: ci piace e questo basta!

Il motivo più importante però è un altro. Oggi ho ricevuto la dichiarazione d’amore di Claudio. Scrivendo a un’amica ha detto di me: ‘Io sono disabile come Vicky.’ Non so se voi immaginate cosa significa per me. E’ condividere davvero tutto, è assomigliarsi spiritualmente e mentalmente, oltre lo stesso sentimento. Poi, a tavola, mi dice: ‘Io non posso immaginare la mia vita senza di te! Che farei?’ con le lacrime agli occhi…. Ho registrato tutto nel cuore e nella memoria. Non voglio dimenticare neanche un particolare… Oggi. Sempre.

Un abbraccio e un brano dedicato all’Amore. Sempre Vicky.

 

Il ‘Magari’ è il presente.

23 aprile 2010 Posted by | Anima, Persone, Sentimenti | , | 6 commenti

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Between the world and me

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because writing about dogs just never gets old

wanderlust-connection.com

Esplora il mondo con me e ti porterò hasta el fin del mundo!!!

Mrinalini Raj

I LEAVE YOUR ROAD TO WALK ON MY GRASS.

.:alekosoul:.

Just another wanderer on the road to nowhere

onceuponahug

è il momento giusto per andare via, sempre, soprattutto adesso

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