Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Society

 

Amici,

sto rivedendo e riascoltando ora un brano di Eddie Vedder (Pearl Jam), che fa parte della colonna sonora di “Into the wild“.

Un film e una musica incantevoli. Nei miei gusti a pari merito con “Harold & Maude“, un film del 1971 con colonna sonora di Cat Stevens.

Brividi, emozioni, umanità e purezza d’animo.

Con gioia, sempre Vicky ❤

 

24 Mag 2019 Posted by | Anima, Cinema, Esperienze, Musica, Sentimenti | , , , | 34 commenti

Bob Dylan Intro

 (Google) 

Milano, 3 Novembre 2013, Teatro degli Arcimboldi

Ciao Bob, tu non lo sai ma in platea, in mezzo a tanta gente che potrà alzarsi per applaudirti e cantare con te, ci sarò anch’io...
Ti conosco da parecchi anni. Ci siamo persi di vista per un bel po’… ai tempi non mi piacevi, non ti capivo, non ti apprezzavo. Devi il mio cambiamento a due persone in particolare, una delle quali davvero speciale!

La prima è Eddie Vedder, front man dei Pearl Jam (non è lui quella speciale, però).

Lui ti ha ripresentato, Bob, cantando in modo efficace e del tutto originale la tua “Masters of war”. Quanto ti ho apprezzato quel giorno! Quanto mi hai fatto amare Eddie, come artista e come persona! E con lui anche i PJ stessi…  Un grazie di cuore per quel giorno.

La seconda persona è Lorenzo, Il mio amore che è iniziato a soli 17 anni. Lui mi ha parlato di te, mi faceva ascoltare Pat Garrett OST e io sbuffavo…
Lui è la persona speciale. Purtroppo fisicamente non c’è più dal 2005 ma stasera Lorenzo lo porto con me! In ogni senso.
Insieme vedremo te, ti sentiremo cantare insieme a tanta gente!

E’ il mio regalo oggi per l’Amore che è stato e che si è fatto un posto nel mio cuore. Per sempre!

Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=EwuWL7uUFl0

https://www.youtube.com/watch?v=Mvr72uTd7kc

3 novembre 2013 Posted by | Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , | Lascia un commento

Respiro

 (Google)

Il mio diaframma è pressochè fermo. E’ scientificamente misurato e dimostrato. Eppure… sono viva! La voce è quasi scomparsa, parlo con me stessa, tanto è basso il volume e il tono del mio respirare, della parola. È diventato un sussurro udibile solo da chi ha la pazienza di fermarsi e aspettare i miei tempi.

Questa è la storia recente del percorso che l’aria che mi attraversa  ha fatto in me in questi ultimi anni. Come al solito non rispetto la cronologia propriamente detta, ma quella del cuore, della mente, delle emozioni senza tempo…

Per un breve attimo ha lasciato il mio corpo, il mio respiro, per ritornarci attraverso un palloncino nero. Più debole di prima ma presente e caparbio come me! Uscirò dall’ospedale dopo nove mesi accompagnata dal mio respiro che non mi ha più lasciata da quel giorno. Era il 5 dicembre 1995. La mia Pasqua in anticipo.

Si accavallano in questo momento parecchi ricordi, pensieri.

Uno mi provoca una particolare tenerezza verso me stessa, sentimento che provo così raramente… Ho poco più di 12 anni, sono in un parco nelle vicinanze del mio quartiere. Mario ha 16 anni, frequenta una scuola professionale, è calabrese e vive in un convitto per ragazzi. L’ho conosciuto a un Luna Park, le Varesine – che tra l’altro non esistono più… Mi sta baciando. È la prima volta in assoluto della mia vita. Nessuno mi aveva spiegato che bisognava respirare con il naso e che ci sarebbe stata tutta quella saliva! Non so come fare. Non voglio fare la figura della bambina ma lo sono. Comincia a girarmi la testa e decido di respirare finalmente. Questo il ricordo del mio primo bacio, dato per curiosità, per la voglia di crescere in fretta; ho sempre voluto essere in anticipo sul tempo... già allora.

Una breve parentesi sul bacio. Per i motivi che ho descritto fino a una certa età, a dire il vero piuttosto recente, non ho mai apprezzato eccessivamente i baci profondi, in qualche modo li ho ridotti al minimo sindacale. Solo di recente mi sono accorta di apprezzarli, di desiderarli e anche di “respirarli”. Ora non potrei farne a meno.

Dalle doglie del travaglio prima del parto ho imparato a respirare per sopportare il dolore. Sei ore buttate via per dover affrontare poi un parto cesareo in extremis a causa della sofferenza fetale. Mi è servito imparare che il respiro non è soltanto qualcosa di automatico ma che prescinde dal nostro corpo e dalla nostra volontà. Alcune discipline e fedi religiose lo applicano per la maggiore concentrazione nella preghiera, nella meditazione, nella consapevolezza del Sé. Io l’ho usato per combattere il dolore. Ha funzionato. Anche nella ricerca spirituale. La chiamano ‘preghiera del cuore’, io la penso e la vivo come un’unione di respiri, una sintonia, una fusione dalla quale non può che emergere dapprima un oceano di silenzio che può in seguito generare due tipi di “cantici”: il primo a liberare dolore, il secondo gioia! In entrambi i casi il respiro è causa e mezzo primario di guarigione interiore ed esteriore. Di entrata nella vita. Così come il parto.

Un’ultima considerazione, per ora.

Il mio diaframma è perfettamente identico ad anni fa. Io assolutamente no. Fino all’ultimo respiro. Sempre Vicky.

24 marzo 2013 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , , , , | 37 commenti

Vuoto

(Google)

Dicono che scrivere faccia bene. Quanto vorrei fosse vero. Io so solo che stasera sono di fronte a questo foglio elettronico bianco. Bianco almeno quanto il mio foglio interiore. Lascio scorrere la mano destra che uso abitualmente per digitare sulla tastiera proprio come fosse l’estensione del mio pensiero, del mio cuore, del mio spirito. Mi fa compagnia la musica, scelta a istinto. In questo momento Eddie Vedder canta ‘Hey, you’ve got to hide your love away’ se il mio imperfetto inglese non mi tradisce. Mai frase fu più azzeccata rispetto al momento! Ho appena cancellato la cronologia dei messaggi su Skype e…è stata un’altra fitta al cuore, un’altra perdita, un lutto sui generis. Era una bella abitudine sapere che all’occorrenza avrei trovato le parole esattamente lì dove le avevamo lasciate, in tutto il loro crudo eppur amato bagliore. Non sarà mai più così. Per chi non usa l’IM (instant messaging) tutto questo risulterà assurdo se non stupido. Altri milioni di persone sanno benissimo che significa. Messaggiare con qualcuno non ti fa sentire solo, anche se fisicamente lo resti irrimediabilmente. Il miracolo del web moltiplica la possibilità di illudersi per un solo istante o per ore di essere fisicamente una coppia, un gruppo, una community. In quanti stanno condividendo questo vuoto che sento stasera, in questo preciso momento? Nessuno. Sono sola, immersa nella semi-oscurità del mio appartamento, cullata sempre da Eddie Vedder e il suo ‘Breathe’, che mi ricorda quanto il respiro sia il fondamento di tutta la mia realtà. Anche ORA. ‘Ho perso le parole, eppure ce le avevo qui un attimo fa’ canta Ligabue. Liga, le ho perse anch’io. Gli ultimi sei mesi di storia di Vicky uccisi con un click. Io li ho assassinati, deliberatamente. Li ho sgozzati, poi guardati agonizzare e infine spirare. No ho mai sopportato le scene troppo crude eppure l’altra parte di me è restata a guardare immobile lo scempio elettronico. Addio, mia piccola ed effimera sicurezza. Stasera mi sento più piccola, più povera e…nuda. Chiedo scusa.

Sempre Vicky.

5 Mag 2012 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , , , , , | 26 commenti

   

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Aqui trago contos e pensamentos, de personagens que passaram e passam por mim, pela minha mente. Emprestei fragmentos meus, a cada um dos mesmos... ou talvez tenha sido o contrário. Resumindo o que disse Lispector "escrever é uma maldição. Mas escrever apenas uma linha, basta para salvar a alma." E escrever é isso. Lançar em letras, o que não se pode medir, o que não se pode tocar com as mãos. Também trarei trechos de livros e crítica de artes em geral, bem como, desenhos autorais. Música Indie também fará parte do acervo.

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