Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

A mia figlia

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Ho cominciato la mia giornata come tante altre. Con una lacrima seguita da molte in più a causa di un sogno, che ha dato uno scossone alla mia fragile emotività. Ora non lo ricordo bene tutto. So solo che le protagoniste siamo mia figlia ed io. Lei ha apparentemente non più di un anno e mezzo, io mi vedo adulta, anche se dovrei avere quasi ventidue anni.

Sono in piedi e ansiosa la cerco, la vedo e la prendo in braccio. Posso ancora farlo, sono lontana ancora oltre tredici anni dal giorno in cui non potrò più fisicamente farlo, perchè seduta in carrozzina e senza l’uso delle mani. Non è su questo, o solo marginalmente, però, che voglio scrivere, ma ripercorrere la mia maternità per guarire.

Voglio raccontare alcune cose che riguardano il mio essere madre non perché voglia dare indicazioni a qualcuno, ma perché ne ho bisogno per essere onesta con me stessa.

Mia figlia è una bambina tranquilla, lo è fin dalla nascita. insieme ci facciamo tante dormite, con parecchia invidia da parte di vicini e parenti, che invece trascorrono la notte in bianco con neonati in braccio urlanti. Ho in comune con lei tanti ricordi costruiti negli anni, fatti di vita quotidiana, di bagnetti, di giochi, di passeggiate, di storie inventate per farla addormentare serenamente, portarla all’asilo e poi spiarla di nascosto per vedere se piange senza di me…

Vederla fare i compiti è un piacere, è talmente assorta… è uno spettacolo di bellezza. La aspetto fuori dalla scuola impaziente, mi manca tanto non vedere più tanti suoi progressi come quando era piccola di doverla condividere, giustamente, con altri.

Uno degli ultimi ricordi che ho prima della “tragedia”, che mi travolge e ci travolge quando lei ha soltanto undici anni e io trentadue, è quello della palestra di prima media piena fino all’inverosimile di bambini e di mamme e papà in attesa di sapere la classe di destinazione del proprio figlio o figlia. Ci guardiamo da lontano e io cerco di incoraggiarla. Ha paura di perdere i suoi compagni delle elementari per sempre. E poi davvero l’ultimissima immagine… la mia piccola che piange appena tornata da scuola, che trova la sua mamma circondata da paramedici, da suo padre, distesa sul divano di casa con appena un filo di voce che dice: “Non preoccuparti, tu prega per la mamma”.

Dopo tutto questo è come se per molti anni si fosse chiuso un sipario, come se sul palcoscenico della vita lei ed io fossimo rimaste sole. Lei con il suo papà, con il suo dolore, con una mamma cambiata e assente fisicamente per nove mesi da casa e per anni della sua vita. Io… sola altrove.
Sì, è proprio così, non ci sono più stata. C’è un vuoto nella mia memoria di cui abbiamo parlato di recente, di nostalgia di esperienze che ci sono state negate, quelle cose frivole ma anche profonde che un adolescente fa con sua mamma. Io non sono stata più la tua mamma. Mi sentivo un peso. Oltre al mio egoismo avevo due donne che volevano sostituirsi a me. Io non potevo fare altro che lasciarle fare e per conto mio ti chiedo solo un po’ di clemenza… stavo cercando di guarire. Poi mi sono lasciata andare, rassegnata a una vita fatta di cibo e di tv. In solitudine. Forse vi guardavo vivere. Ho sbagliato pensando solo di evitare dolore a tutti e “dimenticando” apparentemente di avere ancora una figlia da crescere, nonostante le mie condizioni.

La vita ci ha insegnato a crescere prima ognuno per conto suo e poi, più in là, più vicine. Quante volte, mi chiedo, sarai “scappata”, rifugiandoti altrove e quante volte non sono venuta a cercarti…

Sono convinta che l’amore vero sia non perdere tempo nel passato, ma avere il coraggio di ammettere gli errori e di chiedere perdono. Per ora lo faccio qui, è già straziante per me leggere queste righe e rivedere un film che non si può più rimontare. 

Perdonami per non esserci stata quando avrei potuto farlo, anche così come sono perché mi prendevo più cura di tuo papà, quasi avessi già il presentimento che l’avrei perso anni prima che succedesse davvero. E ancora prima perdonami per averti picchiata da piccola… tu non lo meritavi, nessun bambino lo merita, ma io sono stata troppo ignorante e ho pensato più a far bella figura con una figlia ubbidiente e sottomessa piuttosto che farti crescere senza questi ricordi. Cercavo l’approvazione degli altri, soprattutto dei parenti di papà, che di me non avevano alcuna stima nè rispetto già da allora. Credimi, in certe notti ho odiato talmente me stessa e tutti quanti – quelli che c’erano e quelli che non ci sono più stati – da piangere tutte quelle lacrime che per anni non ho più versato. Da ultimo volevo dirti che hai completamente ragione. In certi periodi della mia vita ho pensato solo a me stessa dopo la morte di papà, perché frequentare uomini mi faceva sentire viva e il sesso mi ricordava che ero donna, come e più delle altre “normali”. Ero in competizione, me ne rendo conto.

 Mi sono sbagliata, perché questo non esclude l’essere mamma e soprattutto essere persona che porta rispetto alla presenza di altri nella sua vita, quegli “altri” che come te sono un dono, da custodire, da accompagnare!

C’è tanto da costruire che ci aspetta, giorno dopo giorno… io ci sono. Tu… sei sempre stata, come hai potuto, con le forze di cui disponevi e disponi ancora oggi. Bello osservarti vivere ed esserci.

Domani ti telefonerò per dirti semplicemente: “Ti va di parlare un po’?”

Ti abbraccio tanto. Da sempre e per sempre la tua mamma imperfetta, sempre Vicky!

 

 

 

 

 

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2 marzo 2017 Posted by | amore, Anima, Dialogo, Esperienze, Persone, Sapienza, Sentimenti, Storia | , , , , , , , , , , , , , | 39 commenti

The day after

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E adesso, che si fa?
Qual è il programma?

In attesa di eventi, bella musica! Ballo! Sempre Vicky!

5 dicembre 2016 Posted by | Esperienze, Mondo, News, Persone, Storia | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Vicky è

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Eccola.
Regina senza corona eppure seduta su un trono. Il suo regno: senza confini, né di spazio né di tempo. Sola. Nessuno ai suoi piedi. Nessuno da cui dipenda. Il suo corpo appartiene a qualcuno solo per lo stretto necessario. Il tempo di essere lavato, vestito, accudito. Diverso è il tempo dell’amore, dell’amicizia, della conoscenza in tutti i suoi aspetti. Senza pregiudizi. Senza. Il prezzo pagato è stato molto alto e continua a crescere giorno per giorno. Parallelamente cresce il credito in amore, oro incorruttibile. Quello che tutto comprende, ma proprio tutto e tutti… leggetevela tra le righe la verità su di lei. Alcuni la sanno, veramente pochissimi…

Dicono di lei…

Vicky è dolce. La prima cosa che mi viene in mente è il suo modo di accogliere le persone, il suo modo di parlare, quella erre vagamente moscia che qualcuno dice affascini. È così! Comincia dallo sguardo. Si irrora fino alla punta delle sue dita ferme. Attraversa il seno, il tronco come una piena delicata e leggera, filtrata appena dal suo cervello. Ora gli occhi non servono più. Serve il contatto, con le amiche come anche con gli amanti, la dolcezza non si risparmia. È lo zucchero che rimane sul fondo della tazzina dopo un caffè bevuto velocemente… ti viene solo voglia di essere bambino per poterla leccare con un dito… se solo non ti vergognassi. Prendila, è un regalo.

Vicky è forte. A volte si sente un uomo e questa forza prepotentemente si accanisce su di lei fino a trasparire verso chi la conosce più intimamente e ha giocato con lei il gioco nuovo. È una questione di energie che si fondono e si scontrano, secondo la disponibilità di chi la incontra e la vuole conoscere veramente. La prima volta che è successo si è spaventata. Non sapeva che esistesse una forza simile dentro di sé da qualche parte di cui ignorava l’esistenza. L’uomo che è in lei l’ha posseduta prima di chiunque altro…

Vicky è sensuale. Oserei aggiungere è sensibile. Sono due cose apparentemente diverse, ma se voi lo conoscete almeno un po’ sapete che l’una è la fonte dell’altra, l’una non esiste senza l’altra… sarebbe come porgere un dono, attendere con impazienza e ansia bella che venga scartato per poi scoprire d’un tratto sul viso deluso del destinatario che nel pacco non c’è nulla. Che cos’è la sensualità in questo caso, nel suo caso? Riguardo la foto… il mare amato è tutt’uno col suo corpo, il sorriso potrebbe essere malizioso perché è anche così Vicky. Abbiamo detto che si “sposa” con la sensibilità. I brividi che percorrono la pelle e quelli che attraversano il suo corpo hanno la medesima fonte: la sua mente. L’eros non è pensabile fuori da un corpo, non necessariamente o non esclusivamente materiale. Il suo pensiero ha un’anima.

A quello esposto su si possono aggiungere innumerevoli qualità così come parecchi difetti. Questo è applicabile a tutti, certamente… ma…oggi lasciatemi parlare solo di lei, giusto un pochino.

“All that you create”… Sempre Vicky.

https://www.youtube.com/watch?v=XiimzQ0KqBA

15 novembre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Esperienze, Mondo, Persone, Sentimenti, Vita nuova | , , , , , , , | 19 commenti

Da grande

 (Google)

Io del sesso sento il bisogno, Il contatto fisico è fondamentale. Con tutti i sensi.
Una volta mi vergognavo del mio corpo, dei suoi sogni e bisogni. Tutti. Dai più alti a quelli più nascosti dal pudore.

Il detto americano “Don’t ask don’t tell” vale anche per me, oltre che per i militari omosessuali. Meglio non sapere.

Sono stata per anni un corpo percorso e frugato da mani. Poi messo seduto davanti alla tv. Di molti canali conoscevo i palinsesti a memoria.
A fine giornata ero quasi felice in quel mondo a parte. Poi… con lui è stato diverso.

Dicono che le donne da “grandi” siano pretenziose.  Io sono rimasta ferita pur non essendo, credo, pretenziosa…

Sono impegnativa… in ogni senso. Non so perchè. Mi chiedo perchè altri partners non lo siano. Ora. Da qualche anno. Ho sempre creduto di mettercela tutta, prima e dopo il mio evento “infelice”. E’ come se gli uomini con me a un certo punto della storia non si sentissero più ‘all’altezza’.

Io…sono una donna, con mente, corpo, cuore.. come tutti.

Tu che mi leggi e dai cose per scontate…  non ridere ma è come se dopo aver avuto un corpo fragile da accudire, godere e magari amare scoprissero uno spirito e una mente superiore alle proprie aspettative … e ne rimanessero talmente colpiti da fuggire davanti a una realtà fuori dal loro controllo, una persona con parte attiva, sogni, progetti, iniziative proprie.  Magari chiesti e rivendicati con forza. Messi a tacere troppo a lungo.

Lo so. Lo sento. Lo vivo.

Paura. All’inizio. Della fine. Cerca di capirmi: sto cercandoti, sto crescendo. Rallenta. Sto per arrivarci.

Accettare questo è AMARE. Crescere e volersi. Cercarsi. Dialogare finalmente alla pari, con consapevolezza unita a tenerezza.

Tu che ne pensi?

Sempre Vicky.

12 ottobre 2013 Posted by | Anima, Corpo, Dialogo, Esperienze | , , , , , | 31 commenti

Auguri…a modo mio.

Si dice che la speranza sia l’ultima a morire.
Non credo sia vero, almeno cristianamente parlando.
Ho creduto utile unirmi a tutti gli amici, parenti, conoscenti, nemici e sconosciuti…
porgendo questa mano da prendere se volete
e, come ogni giorno, raccogliere le forze
provare a ricominciare.

Perchè… se Dio fosse come noi, non ci penserebbe due volte…

Sempre Vicky

21 dicembre 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , , | 24 commenti

Il cuore altrove.

Questo il pezzo che apparirà il 5 marzo su www.le-cercle.it/argomenti.php

IL CUORE ALTROVE
Mi ritrovo così a volte. Lo sguardo fisso. Le parole come evaporate. Il corpo con moto proprio, come nave senza timone. Semplicemente – si fa per dire – col cuore altrove.
E’ successo. Non credo solo a me. C’è un tempo per tutto. Anzi, mai più che nell’infanzia si sta col cuore altrove. Sono convinta anche in quel periodo inconsapevole della vita si sia ancora di più ‘in altri luoghi’ misteriosi, fantasiosi… lontani.

Vorrei tornare bambina per un solo motivo: non avere ancora la consapevolezza del dolore, della perdita, della morte.

Diventare grandi ogni giorno costa fatica, è un sentire due mondi. Quello positivo della crescita verso la pienezza della vita, quello negativo del cammino lento e inesorabile in cui si percepisce che tutto passa, tutto finisce, la morte sembra essere vittoriosa.

Io ho una figlia. Nei miei sogni di mamma-bambina (avevo solo 21 anni) vedevo solo rosa, solo giochi, altalene, sorrisi…

Sono cresciuta. Siamo cresciute insieme. Con gli anni abbiamo perso l’innocenza, la spensieratezza, la leggerezza forse e… amori e persone importanti. Abbiamo conservato l’amore, la gioia, l’allegria di vivere e… quell’essere sempre proiettate nel futuro che, Dna a parte, mi fa dire con fierezza e tenerezza: E’ MIA FIGLIA! La riconoscerei ovunque! Solo dal battito del suo cuore e del mio!

Il cuore… quello stesso ‘muscolo sentimentale’ che vorrebbe essere altrove, con chi ama, con chi è stato amato, con chi vi entrerà e vi prenderà dimora, per un giorno o per il resto della vita.

In realtà… non esiste un luogo che si chiami veramente ALTROVE. E’ solo un rifugio piccolo piccolo del nostro io impaurito. Un luogo che io ho visto e vissuto tante, troppe volte nella mia vita. Una dimensione in cui sentirmi ancora bambina, che mi aiuta non più a fuggire da una realtà brutta e inaccettabile: al contrario, mi ricarica per il tempo che mi è necessario e che il presente mi concede  e mi spinge come una molla di nuovo verso la vita e verso il futuro! Il mio ALTROVE si trasforma e diventa un QUI e ORA, con TE.

Con tutta l’energia di cui sono capace, sempre Vicky!

3 marzo 2011 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , | 15 commenti

Un S. Valentino diverso.

Amici cari

Da quando conosco Alessandra Incoronato e Giovanni Rame, per me S. Valentino si è fermato a Santa Marinella (Rm). Ho incontrato Alessandra tempo fa durante le mie scorribande in rete… ed è stato amore e amicizia a prima vista! Io e lei abbiamo molto in comune, oltre al trascurabile dettaglio di essere entrambe persone con disabilità. Ma la vedete? Non è bellissima? Quell0 che si vede è solo un granello di sabbia, un piccolissimo indizio rispetto a quanto rimane nascosto alla vista.

Alessandra, Giovanni e io abbiamo condiviso, purtroppo solo da lontano in quanto geograficamente distanti, le battaglie sociali e politiche legate all’impossibilità di avere una vita dignitosa per le persone più svantaggiate e bisognose di assistenza continua, come me e lei.
Mentre le battaglie si diversificano secondo le patologie, lei la mia amata ‘Don Chisciotte’ contemporanea, fa semi-scioperi della fame, sit-in di protesta davanti a Monte Citorio, lettere a destra e sinistra… io l’abbraccerei Alessandra, sempre! Non per i suoi successi o meno, non per il suo modo instancabile di lottare nonostante tutto e tutti. Io semplicemente l’amo perchè c’è.

Voler bene a Giovanni è naturale. Se si vede una persona che ama senza barriere non si può resistere! Ecco perchè non può che abitare a casa loro S. Valentino. Un luogo degno, accogliente, caldo. Come il loro cuore.

Auguri amici miei! Sempre Vicky!

14 febbraio 2011 Posted by | Esperienze, Persone, Sentimenti | , , | 14 commenti

Il mondo a metà.

 

(di Nicola Tanno, da una nota di Mario Circell0 su Facebook)


Il mio occhio di plastica e le scuse che attendo 


“Ogni mattina mi osservo allo specchio e l’occhio sinistro fissa profondamente se stesso per circa un minuto. È grande il mio occhio sinistro, è scuro e intenso ed io, come bambino, gioco con il mio viso sorridendo e imitando le espressioni delle fotografie che mi ritraggono contento. Mi piace il mio sorriso, mi piaceva la relazione che c’era tra la mia espressione felice ed i miei occhi. Mi piacevo. Successivamente il rituale impone di alzare la benda bianca che copre il suo corrispondente destro, ma il corrispondente destro non c’è, non c’è più. 
Gli hanno sparato.

La prima volta che ho avuto il coraggio di vedere cosa restava del mio occhio destro ho pianto, un pianto fatto di “perché” e di “non è giusto”, ora è già diverso, in maniera ripetitiva stacco lo scotch  e procedo all’inserimento di acqua depurata e antibiotici, ma non posso fare a meno di osservarlo, un’osservazione dettagliata e scrupolosa dell’oggetto che mi spaventa di più e mi fermo a vedere quanto sono diversi loro due, l’occhio e l’oggetto…”

Questo il link per la petizione che chiedo a tutti di firmare: (http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.petizionionline.it%2Fpetizione%2Fpetizione-a-favore-dello-studente-molisano-nicola-tanno%2F2056&h=d520e)

Non commento. Voglio solo provare a mettermi dentro di te, Nicola. Anch’io come te mi guardo allo specchio. Tutti i giorni, solo da qualche anno… Prima non ne avevo io coraggio: NON ERO IO QUEL CORPO LI’.

Ti chiederai: che abbiamo in comune io e questa sconosciuta? Lo voglio scoprire. Permettimi di farlo. In prima persona. E, per riflesso, attraverso questo stesso specchio della verità che appare ma non è, prova a fare lo stesso. Se vuoi. Se ti va di accorciare la distanza che ci separa solo geograficamente. Questo è quanto mi sento di donarti di me.

Eccomi qui, anche oggi. Anche tu amico mio, rifletti. Mi rifletti qualcosa che non vorrei vedere. Tu sei la verità che appare, io quella che esiste. Guardami, infame traditore di ciò che non posso nascondere. Qualcosa mi è stato rubato, altro mi ritrovo. Apro il sipario. E mi trovo di fronte a quel buco che si è cercato di riempire… Chi guarirà la voragine, lo squarcio che nessuno cucirà?  Quello che tu, che sei di fronte a me, non conosci perchè non è visibile?

Penso. Il mondo ora per me esiste a metà. Il mio sorriso illumina metà del mio sguardo, quello stesso che si apriva sullo scenario della vita a trecentosessanta gradi. Ora so che il lato oscuro della luna esiste. So che ci sarà un’eclissi di sole per sempre. Che il mio profilo destro non sarà più quasi identico al sinistro.

A chi chiederò di illuminare l’altra metà del mondo? Accendete la luce. Devo vedere chi sta al mio fianco e non riesco…

Rimetto a posto tutto. Il cerotto copre un oggetto, il cerotto dovrebbe coprire quel buco, quello squarcio dentro. Infame amico che mi guardi, che mi mostri a me stesso! Dillo a chi ha in mano l’interruttore: ho bisogno di un oggetto più grande per chiudere quel posto invisibile, quello nascosto perfino a te!”


Un brano solo per te, Nicola! Non mollare, don’t give up! Sempre Vicky!

28 novembre 2010 Posted by | Esperienze, Persone | , , | 1 commento

Le decisioni e le incertezze.


Così appaio, così mi sento mentre nel caos di una o più situazioni mi viene chiesto di restare calma.
Con lo spirito controvento e contro natura, specialmente la mia, impulsiva e contemplativa contemporaneamente, devo prendere decisioni. Qui. Ora. Senza poter delegare, senza spesso neppure volerlo fare.

Combatto con due aspetti così importanti e così diversi di me! La parte in luce, quella propositiva e decisionista. Quella in ombra, piena di paure e desiderosa di fuggire in un posto lontano e sconosciuto.

Provo a fare un bilancio in bilico tra passato e presente. Senza una cronologia. Seguendo l’onda dei ricordi, lasciandomi attrarre dai progetti.

Elimino da subito l’argomento incertezze e paure. Le due principali, molto diverse tra loro, sono il rifiuto di vedere persone care morte e in secondo piano la paura di volare.

Considero la morte la più grossa delle ingiustizie, sia dal punto di vista di credente che dal punto di vista laico. Infatti se siamo stati creati per essere felici – e questo lo troviamo anche nell’ambito di vari pensieri filosofici oltre che religiosi – non ne capisco per niente la necessità né tantomeno comprendo l’esistenza di malattie che la determinano, un certo giorno, a una certa ora, in un luogo sconosciuto…
Se come credente “capisco” la sofferenza e la morte di Cristo, la piccola donna in me con i piedi piantati per terra non ne afferra il significato salvifico dopo 2000 anni. Per fede non crediamo forse che Gesù è risorto per sempre? Se così è… la morte dovrebbe essere stata sconfitta; altrimenti dovremmo pensare di essere ancora sotto il potere del diavolo, così come è scritto. Qual è dunque la liberazione avvenuta? Sono in ricerca e nell’attesa… non ho interrotto il dialogo col divino che è in me e fuori di me.

La paura dell’aereo non me la so spiegare. Probabilmente sono soltanto nata in una generazione più paurosa da quel punto di vista, o più semplicemente non ne ho mai avuto l’esigenza. Da giovane la Puglia mi sembrava già una distanza enorme… ho ancora del tempo davanti, spero, e non è detto che le cose rimangano così.

Per quanto riguarda la parte di me positiva e decisionista, mi sembra di avere le idee piuttosto chiare. Devo ammettere di averle avute fin da giovanissima quando già a 14 anni, per esempio, era attivista in politica; oppure quando a 17 anni ho incontrato l’uomo che sarebbe diventato mio marito e sono andata a vivere con lui dopo un anno per poi sposarlo a soli 19 anni. Non ho mai rimpianto una sola di queste decisioni, apparentemente dettate dall’impulsività ma al contrario seguendo il mio cuore fidandomi completamente della vita e del mio compagno di viaggio. A neppure 21 anni sono diventata mamma in modo del tutto consapevole e con gioia. Perchè aspettare se intravedi anche un solo spiraglio di felicità?

All’età di 32 anni la sorpresa più grande di tutta la mia vita e di conseguenza una delle più grosse decisioni che abbia mai dovuto prendere: accettare di dipendere da altre persone per il resto di una vita che avrei voluto fosse diversa, e che invece ho dovuto abbracciare con tutte le mie forze e interpretare come un nuovo percorso di viaggio su questa terra. Ho deciso di iniziarlo allora e lo sto ancora vivendo, nonostante nel frattempo il mio amato compagno di vita abbia dovuto lasciare l’impresa in cui mi stava a fianco.

Le decisioni ultime? Chiudere una storia recente, decidere nuovamente di ricominciare… Cambiare casa, quartiere, persone e alcune delle poche certezze rimaste cammin facendo.

Progetti? Ho una vita da vivere che mi sta aspettando… Non posso sprecarla!

Un caro saluto e un abbraccio a chi mi sostiene e mi incoraggia, tutti i giorni: mia figlia, mia madre, il ragazzo di mia figlia, i pochi amici veri che ho e che hanno tantissima pazienza con me.

Un pensiero particolare senza rancore a chi, più o meno consapevolmente, mi ha creato problemi e dolore, ponendo ostacoli sul mio cammino: grazie, così facendo mi avete resa forte e paziente con il mio prossimo oltre che con voi.

Questa la traccia che vorrei lasciare… Sempre Vicky!

 

9 ottobre 2010 Posted by | Idee, Persone, Sapienza | , , | 16 commenti

   

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