Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

A Giulietta


Ho risposto al tuo invito, finalmente. E’ stato un appuntamento solo rimandato per un po’ di mesi. Sapevi che sarei venuta. Sentivo che mi avresti aspettata. Mi hai attirata col fascino misterioso dell’amore. Hai conquistato tutta Vicky con la dolcezza della tua voce non udita eppure per me così familiare e riconoscibile tra innumerevoli suoni, rumori, silenzi…

Sono uscita di casa senza meta precisa, delusa da risposte mancate, ma determinata a non restare. Fisicamente sola sono uscita di casa, ho atteso il pullman, preso la metropolitana e corso incontro al viaggio che qualcuno aveva già preparato per me. Dove ti ho già incontrata, incantevole creatura? Nel mio sogno più dolce sei il romanticismo e la passione che solo un cuore totalmente donato può capire, intuire, sperare.

Ho percorso in un lampo i chilometri che mi dividono da te. Senza sentire ansia, ho vissuto il viaggio come una preparazione di tutti i sensi e di quella di spirito, mente e cuore. Ti avrò delusa forse, mia cara, per il mio aspetto non proprio armonico… Tu hai premiato molte mie solitudini, molte oasi di silenzio hai colmato lasciando rieccheggiare dentro il vuoto di Vicky le tue fresche risate, tu sei penetrata nel suo spirito di cercatrice d’oro e di cose preziose mostrando la bellezza e la nudità del tuo amore. Ti sei affacciata una volta ancora, il mio cuore è stato il tuo cortile. Era accogliente e raccolto?

La tua purezza mi ha legata a te. Ti sei rivelata in tanti volti. Oggi sei stata l’autista dell’autobus, che mi ha fatto salire avendo cura che avessi lo spazio necessario in mezzo a tanta gente che affollava la vettura. Poi la commessa che mi ha sistemato la camicia, perchè troppo aperta e scomoda. E ancora ti ho vista nel volto di Giulia in piazza Bra, mentre con un sorriso mi serviva il toast e la spremuta. Eri tu anche Isaac in piazza delle Erbe, che mi ha praticamente regalato dei piccoli ricordini da portare a casa. Non hai notato neppure il colore della sua pelle, tu…

Ti ho cercata, oggi. Sei stata un volto con aspetti diversi. Non eri quella statua ancorata alla terra. Ti ho amata, mia cara, come solo si può amare un sogno lontano e sconosciuto, che improvvisamente dalla fantasia emerge e prende forma, facendosi carne da toccare, vedere, sentire, ammirare. Da vivere.

Ho sentito il mio cuore cantare, la mia voce uscire appena percettibile. Era la nostalgia dell’Amore. Era la tua. E’ stata la mia.

Sempre in viaggio, sempre Vicky.

1 aprile 2012 Posted by | Anima, Esperienze, Persone, Vita nuova | , , , , , | 22 commenti

   

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