Vincenza63's Blog

Conoscersi e parlarsi è un dono

Le vite degli altri

Risultati immagini per viale illuminato(Google)

Oggi ho passato il pomeriggio a leggere e commentare i post su blog di WordPress, alla maggior parte dei quali sono iscritta. Negli ultimi tempi ho aggiunto le visite anche a blogger stranieri, ma non è questo il punto importante.

Quando mi sono fermata mi sono resa conto di aver vissuto per qualche ora le vite degli altri.

Ho letto di tutto un po’, perché sono convinta che ci sia da apprendere da tutti, pur facendo una selezione secondo il mio gusto o il mio stato d’animo.

L’immagine sopra traduce la riflessione ultima personale: non ho buttato via il mio tempo, perché le luci che si prendono dalle vite degli altri in periodi bui servono a illuminare il nostro cammino. Ogni singola vita è preziosa se osservata nel modo giusto, con rispetto e stupore. Anche quello che secondo il giudizio comune è negativo può servire a evitare errori e pensieri deprimenti, che talvolta possono arrivare quando si sta in solitudine a casa davanti a un monitor..

La testimonianza di esistenze fuori dalla mia mi aiuta a non diventare troppo dura e a mantenere un giusto rapporto col mio prossimo, in un atteggiamento di umiltà e ascolto per quanto possibile, vista la mia natura impetuosa e a volte bisognosa di briglie!

Mi teneva compagnia anche questa musica:

Grazie a tutti, sempre Vicky!

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19 febbraio 2017 Posted by | Esperienze, Idee, Mondo, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , , , | 14 commenti

Idolatria

Io – Niccolò Fabi

Non sarà mica l’ego l’unico nemico vero di questo universo?
Non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso?

Io che mi sveglio la mattina presto, io
Io che lavoro sempre tutto il giorno, io
Io sono quello che è nei miei panni
Io sono quello che ogni volta paga i danni
Io solo soffro io solo sono stanco
Io solo cerco di calmare il tuo tormento
Io che mia madre non mi ha mai capito
Io che mio padre non l’ho mai stimato
Io

Non sarà mica l’ego l’unico nemico vero di questo universo?
Non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso?

Tu non capisci la mia situazione
Tu non rispetti la mia condizione
Tu non ti sforzi non mi incoraggi
Non accompagni mai nessuno dei miei viaggi
Io non mi sento mai gratificato
Io non mi sento mai realizzato
Io sono sempre pronto a perdonare
Io sono sempre pronto a rinunciare
Io

Non sarà mica l’ego l’unico nemico vero di questo universo?
Non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso?

No, non è un mestiere mio
assomigliare a Dio
per quanto bella sia l’idea
si, si chiama egomania
la nuova malattia
di questa società dell’io

 

 

Mi preparo ad andare al suo concerto a Bergamo domani. Non lo conoscevo, questo testo. Provo a pensare dentro di me. Lascio decantare… Mi piace farlo. Il clima di oggi aiuta.

Sempre Vicky!

 

2 febbraio 2017 Posted by | Anima, Esperienze, Musica, Persone | , , , , , , , | 3 commenti

Taggata!#1

Cari amici, followers e visitatori “per caso”, voglio ringraziare Violeta Dyli per l’opportunità di quello che credo sia il primo tag e la prima Tag Quote Challenge a cui sono invitata.

Le regole sembrano semplici:

  • scrivere tre post al giorno (non necessariamente consecutivi)
  • ognuno dei tre post deve contenere una citazione dell’autore oppure presa da una poesia o dal testo di una canzone o da un film o ancora da un libro. È necessario, in caso si copino tali citazioni scrivere la fonte di provenienza
  • invitare ogni giorno tre bloggers diversi.

Quote Challenge: day one.

Sapete quanto io ami la musica per cui i miei post saranno ispirati da tutta quella che può venire in mente e può parlare al cuore.

1.

“But I see through your eyes, and I see through your brain like I see through the water that runs down my drain” ( Pearl Jam perform Bob Dylan’s Masters of war)

2.

“Oh mama, tell your children not to do what I have done”
(Albano e Wilson Pickett perform Animals’ House of the rising sun)

3.

“With every mistake we must surely be learning”
(George Harrison – While my guitar gently weeps)

Invito a partecipare oggi questi tre bloggers, sperando che ritengano questa cosa piacevole da parte mia:

Il blog dei sopravvissutiVivimetaliun e Ombreflessuose

La musica che sto ascoltando ora. A presto, sempre Vicky!

21 ottobre 2016 Posted by | Dialogo, Esperienze, Idee, Mondo, Musica, Persone, Sentimenti | , , , , , , , , , , | 2 commenti

L’altra domenica

Roma, piazza S. Silvestro 25 aprile 2012

Vorrei tanto scrivere di quanto è bello stare con la famiglia durante questa giornata. Il problema è che io una famiglia ho smesso di averla già molto tempo fa, più o meno di questi tempi. La domenica per me fino a poco tempo fa era una giornata peggiore delle altre, ogni volta che sentivo osannare questo giorno mi veniva il vomito solo al pensiero. La nausea mi sommergeva, contro la mia volontà. La domenica è un giorno di festa per qualcuno che ha qualcosa da condividere, qualcosa di cui parlare, qualcuno da vivere

Vorrei tanto raccontare senza timore quello che succede al mio corpo, al mio cuore e la mia psiche in questo giorno particolare oltre che naturalmente in tutti gli altri a volte stramaledetti giorni… qualche volta benedetti, non lo nego. Posso provarci accettando la contropartita, non può essere peggiore della solitudine che ho provato in tante domeniche della mia vita. Ne parlerò come di una giornata tipo, nella quale però si sono alternati momenti belli e momenti atrocemente dolorosi.

Oggi sono uscita, mi sono guardata intorno. È primavera. Tu non puoi vederla con me. Quella che vedrò domani non sarà la stessa…

Ore 8.00 – Mi sveglio più o meno a quest’ora ogni domenica, qualunque sia l’ora in cui vado a letto. Mi preparo a fare colazione non più tardi delle 8.30, il qualcuno che me la dà deve uscire per il suo giorno di libertà. Questo si ripete sempre, anche se io non ho voglia di mangiare a quell’ora, anche se non ho voglia di vedere nessuno estraneo almeno per una volta alla settimana (mi ripeto da anni mentalmente “Un giorno arriverà una fottutissima domenica anche per me, in cui sarò libera anch’io…”), anche se mi piacerebbe restare sola con i miei pensieri qualche volta per scelta.

Ogni settimana vivo lo stesso patema in funzione della domenica: Oggi verrà qualcuno, tutto quanto sopra premesso, ad aiutarmi a lavarmi e vestirmi e se si chi sarà? Dal giovedì comincio a vivere l’ansia della cura del mio corpo.

Vorrei tanto che qualcuno capisse nel verso giusto quello che voglio comunicare, mi sto sforzando di farlo con serenità ma anche estrema verità, la devo a me stessa e a tutti quelli che come me sono costretti a dipendere dalla cura più o meno amorevole di altri. Questa è una ferita che neppure dopo oltre 18 anni è guarita, mi procura sempre sale agli occhi. Lo tolgo e continuo. Qualche volta sento raccontare di storie d’amore e di amicizia che si concretizzano nella cura reciproca e penso mio malgrado a quanto mi sono spesa quando il mio corpo non mi aveva ancora tradito.

Ho massaggiato le tue caviglie gonfie pur non avendo mani buone. Ho usato i miei polsi. È stato naturale, sempre. Avevo smesso di essere la tua donna già da tanto tempo…

A un orario più o meno flessibile arriva il qualcuno di turno che si occupa di me. Un altro giorno, una giostra che riprende a girare azionata da altri. Conto i minuti in cui tutto questo avrà fine e sarò finalmente seduta, parzialmente libera di muovermi, di guardarmi anche oggi allo specchio sperando di piacermi. Io ci provo a ribellarmi a questo meccanismo e spesso sono impietosa verso me stessa, in quei giorni in cui non vorrei essere viva e mi odio per amare così ciò che mi circonda, quello che ho dentro, le persone care… adesso tu.

Vorrei che la mia gioia nell’accogliere parlasse al mio posto senza dover usare le parole che non posso tradurre. Ho una giornata davanti della quale non importa a nessuno. Certe cose non riesco a farle accettare neanche a me stessa. Si avvicina l’ora di pranzo, una volta rappresentava per me un problema, da tempo è diventata la mia oasi… un tempo privilegiato che posso scegliere di passare dove e come voglio. Tutto è iniziato in una domenica tempo fa in cui sono rimasta sola per la prima volta e per pranzo ho mangiato un pacchetto di crackers aperto con i denti e bevuto un bicchier d’acqua. Uno dei pranzi più belli della mia vita! Nascosta in casa, senza dir nulla a nessuno ho respirato la gioia dell’anarchia, del sentirmi padrona del mio tempo anche a costo di rischi. Questa luminosa gioia interiore mi aiuta a superare le decine di altre giornate in cui è oscurata dalle nuvole. Non voglio essere fraintesa, il mio non è menefreghismo delle preoccupazioni altrui, presunte o vere. Semplicemente mi riconosco il diritto a vivere a modo mio come chiunque altro. Essere finalmente seduta mi da questo potere.

Voglio che la pace mi inondi insieme al piacere e alla passione quando di me faccio dono. L’angelo che non sono ora non è più legato. La domenica diventa un giorno da vivere, un’opportunità di scelta, la prospettiva che si apre, la porta che si spalanca senza pensare a quello che si lascia dietro di sé.

Ogni volta che ti vedo sei il mio Sole, il tuo sorgere e il tuo tramontare su di me danno un senso al tempo convenzionale dilatandolo. Diventi corpo del mio corpo, mani delle mie mani, cuore del mio cuore… 

Sempre Vicky!

15 marzo 2014 Posted by | Anima, Esperienze, Idee, Persone | , , , | 9 commenti

Il volontario: chi è?

 

Incollo di seguito il testo del mio ultimo pezzo pubblicato sul Caffè Letterario Online ‘Le Cercle’ www.le-cercle.it/argomenti/php dal titolo:

Il Volontario: chi è? (25-07-2010)

“Chi manderemo? Manda me!” Volendo però considerare questo discorso prettamente sotto il profilo laico e non religioso, che potrebbe dare l’impressione più della missionarietà che non dell’impegno in generale, metterò per ora da parte le mie convinzioni religiose cristiane cattoliche e cercherò di limitarmi a trattare questo argomento semplicemente da persona facente parte della comunità umana.

Dal punto di vista sociale posso dire di aver cominciato un’attività di volontariato nel momento in cui ho aderito alla fondazione dell’Associazione Disabili di Basiglio, prima “fondata” ai tavolini di un bar qui a Milano 3 insieme a mio marito e a due amici, parlando, discutendo, soprattutto mettendo insieme le nostre forze e iniziative per mettere in concreto ideali comuni. In seguito, di lì a poco, si sono uniti a noi amici comuni. Il 1 giugno 1999 un notaio di Milano sanciva con un atto costitutivo, alla presenza di tutti noi emozionati ed affratellati e allo stesso tempo, la nascita di questa piccola associazione. Un figlio naturale per ognuno di noi, nato e partorito finalmente! Ricordo con assoluta chiarezza l’entusiasmo e la voglia di far festa quel giorno. Ricordo soprattutto i visi dei fondatori, quasi tutti presenti con totale disinteresse e la sola volontà di esserci e di fare. Qualcuno di loro purtroppo ci ha lasciati, qualcuno ha cambiato città, qualcun altro doveva fisiologicamente cambiare strada perché non aveva capito le intuizioni che avevamo avuto e soprattutto non le condivideva. Io e Angela costituiamo la memoria storica. Infatti ci troviamo perlopiù d’accordo sull’intento passato e attuale dell’associazione.

Ci rendiamo conto di essere piccoli, con pochi mezzi. Ammetto, con molto orgoglio, che è una persona che mi sostiene molto dal punto di vista emotivo e morale, mi incoraggia, forse lei vede i miei limiti effettivi e gli sforzi avendo anch’essa un figlio con disabilità diversa dalla mia.

Credo di aver avuto sempre dentro di me fin da bambina un senso innato di giustizia e soprattutto di tutela dei deboli. Avevo solo sei anni quando questo mi costò un bello schiaffo da parte di mio nonno… Mi trovavo in Puglia per le vacanze estive e la mia compagna di giochi preferita, nonché figlia di una vicina di casa di mia nonna, era “purtroppo” anche figlia di un delinquente locale che ricettava macchine rubate. Un vero e proprio marchio indelebile che lei avrebbe portato per sempre. Non così valeva per me. Per me lei era la mia amica di giochi estivi. Non avrei dovuto frequentarla, ma io ero e sono una ribelle… e ho pagato. Pago sempre il conto, di persona. Ho continuato a farlo nell’adolescenza così come nell’età adulta. Le mie amicizie più care, sia in ambito scolastico che fuori, erano e sono inspiegabilmente sempre persone che mi hanno dato l’opportunità di essere di aiuto e di ricavare da questo aiuto la compassione e la pazienza che, probabilmente, ha preparato il terreno alla formazione della Vicky che voi ora leggete, alla Vicky che qualcuno di voi conosce. Una donna con limiti fisici – moltissimi -, emotivi, mentali, morali forse, però sempre disposta all’accoglienza, alla revisione, alla discussione. A rinunciare, a volte, alle sue convinzioni in favore di un’amicizia o di un rapporto, perché sa quanto sia difficile costruire sia l’uno che l’altro e il fatto che vada perso costa molta sofferenza.

In fondo il volontario chi è? Una persona che, nonostante i propri limiti, decide di spendersi per gli altri, gratuitamente e profondamente. A tutto questo lo prepara la vita, qualche corso forse, ma principalmente la passione per l’umanità intesa in senso ampio e, permettetemi di dirlo in senso evangelico, sulle orme di chi si è speso completamente, fino in fondo.

Ho dentro di me molti modelli di comportamento, molti esempi. Preferisco chiudere questo pezzo di vita che ho condiviso con voi con un’immagine. Non è molto vecchia, risale più o meno a un anno fa: è il 2 agosto 2008, io insieme a Claudio e Virginio interveniamo su richiesta della Protezione Civile a favore di una persona con una grave disabilità per aiutarla presso il proprio domicilio ad essere posta in carrozzina e poter assumere medicine e un pranzo. L’unica persona presente in casa è sua madre, anch’essa disabile, deceduta purtroppo il 3 giugno 2010 e tuttora in attesa di avere sepoltura. Sono fotogrammi che, come quello della mia compagna di giochi, restano indelebili nella memoria e mi fanno dire, ora come 11 anni fa: “Manda me!”

Vincenza Rutigliano

Spero di aver fatto un passo in più verso di voi per incontrarvi e farmi incontrare… Un caro saluto, sempre Vicky.

25 luglio 2010 Posted by | Anima, Esperienze, Persone | , , | 11 commenti

   

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